Due vite da salvare

Inviata da Alessia · 8 mar 2019 Terapia di coppia

Ho 28 anni, ho un compagno da quasi 4 anni (lui ha 26 anni) e una figlia insieme a lui di due anni. Io vivo a casa mia con mia mamma (con la quale ho un rapporto pessimo) e nostra figlia, lui vive a casa sua con i suoi genitori perché lavoro solo io e con i 700 euro al mese che guadagno, non possiamo permetterci un appartamento, e lui a casa mia non è gradito perché mia mamma ha un vero e proprio odio nei suoi confronti. Benché non ci siamo mai vissuti come coppia perché io sono rimasta incinta quasi subito, all’inizio le cose andavano comunque bene, lui dormiva da me ogni sera, era un padre attento e scrupoloso e non pensava a nulla se non alla nostra famiglia. Vicissitudini accadute con mia mamma l’hanno poi portato a non essere più gradito in casa. Tuttavia, il mio malessere vero e proprio è iniziato a marzo dello scorso anno, quando lui ha deciso di lasciarmi perché non provava più amore nei miei confronti, eppure tutto sembrava andare bene tant’è che 3 giorni prima di lasciarmi, mi aveva addirittura chiesto di trasferirmi in un’altra città con lui insieme alla bambina perché aveva trovato un lavoro migliore. Tre giorni dopo scopro che lui si era finto malato a lavoro (lavorava la sera in un ristorante, lavoro che il mese dopo ha perso) e che era uscito da solo, senza dirmi nulla, con un gruppo di amici e amiche, e queste uscite serali costanti andavano avanti da un po’; ne segue una discussione in cui mi lascia dicendomi di non provare più niente per me. Inizia il mio calvario depressivo, contornato da attacchi di panico, autolesionismo, tentativi di suicidio e malesseri generali, riuscivo ad essere tranquilla solo in presenza della bambina, ma le notti, dopo che lei si addormentava, diventavano un inferno. Dopo 4 mesi riesco a “riprendermelo”, lui sostiene di essere tornato con me anche un po’ per pietà nei miei confronti dato il mio stato di salute fisica e mentale. Dopo un agosto sufficientemente tranquillo, in cui lui ha trovato un lavoro stagionale che lo teneva impegnato 5 sere a settimana, in cui riuscivamo ad uscire più spesso, circa una o due volte a settimana, un giorno con la bambina e un giorno senza per concederci un po’ di tempo per noi, e questo tempo insieme l’aveva portato a rinnamorarsi di me, arriva settembre, i miei doveri tornano a fare capolino, io ricomincio a lavorare, la bambina ad andare all’asilo, e le due uscite settimanali che mi erano concesse sono svanite nel nulla, dovute anche al fatto che mia madre aveva scoperto che io e lui eravamo tornati insieme e quindi si è rifiutata di tenere la bambina per farmi uscire con lui. Qui sono ricominciati i problemi, lui ha continuato ad uscire da solo, stavolta tutte le sere perché il suo lavoro stagionale che lo teneva impegnato 5 giorni a settimana, era finito, e io sempre a casa con la bambina. Il fatto che lui possa fare la “bella vita” (con i miei soldi, perché non lavora, che mi chiede con la minaccia di lasciarmi, o comunque assumendo un fare aggressivo al mio rifiuto), mentre ad assumermi le responsabilità sono solo io, mi ha riportata in una condizione di depressione, sempre contornata da attacchi di panico, sudorazione, formicolii agli arti, mancanza di respiro, tachicardia, attacchi di pianto, il tutto debitamente di nascosto dalla bambina che ormai inizia a capire. Tutto questo dovuto al fatto che sono diventata molto debole emotivamente e molto insicura da quando mi ha lasciata a marzo; lui ha deciso di mettersi a dieta, è sicuramente diventato più attraente, la mia depressione mi ha portata invece a prendere 10 kg. L’ho beccato spesso in foto di alcune serate in compagnia di ragazze, una foto in particolare mi ha creato molto fastidio. La verità è che la paura di perderlo di nuovo e di rivivere quel calvario che ho vissuto da fine marzo a fine luglio, mi porta ad avere queste ansie sul fatto che lui esca OGNI SERA da solo, senza di me, mentre io ovviamente mi dedico ai miei doveri di madre lavoratrice. Ne segue insonnia tutte le notti finché lui non torna a casa, e attacchi di panico, e quando io lo chiamo per un po’ di conforto, ricevo invece costante violenza psicologica, e parole dure del tipo “sei una bestia, sei diventata un mostro, sei troppo debole, non solo per stare con me, ma per stare con chiunque...”, e altre frasi che è meglio che io non mi accinga a ripetere. Lui comunque continua ad uscire lo stesso tutte le sere e io continuo tutte le sere a mettere la bambina a letto trattenendo le lacrime, e a scoppiare dopo che lei si è addormentata. Lavoro piangendo, a volte non riesco nemmeno a lavorare, e vivo in uno stato di confusione costante. Lui cerca di lasciarmi quasi tutti i giorni, e puntualmente finisco visitata da qualche dottore a causa di convulsioni dovute a queste sue volontà. Quello che lui vorrebbe è continuare a vivere così, separati, lui facendo la sua vita di divertimento, e io costantemente ad adempiere a tutti i doveri che la vita mi ha donato.
Ora vi chiedo, ho necessità di un consiglio pratico, che non sia una terapia di coppia perché lui non accetterà mai dato che gli è stata proposta più di una volta, che non sia una terapia singola perchè non ho il tempo necessario per farla, che non sia di mettere fine a questo rapporto perché sia io, innamorata persa che in questa unione ci credo ancora, che la bambina, incredibilmente molto affezionata al padre, ne risentiremmo parecchio, dati anche i quattro mesi infernali che ho passato senza di lui. La necessità di passare un po’ di tempo da soli è evidente dato che ci vediamo mezz’ora al giorno e sempre con le attenzioni riversate sulla bambina, e dato che comunque, non vivendo insieme, non dormendo insieme, non abbiamo mai occasione di stare da soli e rafforzare il nostro rapporto. Riesco a uscire ogni tanto, circa due volte al mese, mentendo a mia mamma e inventandomi compleanni e situazioni simili, pur di non dirle che esco con lui perché so perfettamente che mia mamma mi metterebbe i bastoni tra le ruote, ma è evidente che più spesso di così non posso di certo uscire (come fa lui tutte le sere ad esempio), perché ho delle responsabilità che mi sono assunta e che sono felice e fiera di portare avanti data la meravigliosa figlia che ho messo al mondo. Ho bisogno di consigli pratici per ritrovare una mia serenità insieme a lui, una di queste sarebbe ovviamente una sistemazione sotto lo stesso tetto che ci concederebbe del tempo da soli dopo che la bimba alle 21.00 prende sonno, ma è evidente anche che questo che non è fattibile. E ho bisogno di consigli per cercare di far crescere lui nella speranza che possa assumersi la responsabilità di genitore smettendola di uscire ogni sera, togliendo soldi a me e di conseguenza alla bambina, e per uscire da questa violenza psicologica che subisco ogni giorno, tornando ad essere la donna di cui lui si è innamorato.
Ringrazio anticipatamente.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 11 MAR 2019

Gentile Alessia,
la situazione è davvero molto complessa e delicata e purtroppo non ci sono consigli pratici e semplici per uscirne. Ciascuno di voi deve fare un movimento che lo faccia crescere: lei per prendersi cura di sé e lui per assumere quel ruolo adulto che giustamente lei rileva.
Vorrei però focalizzarmi sulla sua sofferenza, di donna, di compagna e di mamma: i sintomi della sua sofferenza sono importanti, vanno ascoltati e accolti in un ambito protetto che le permetta di superare questo forte disagio e difficilmente può farlo da sola. Provi a rivolgersi al Servizio Sociale della sua zona per chiedere un aiuto abitativo o economico, sapranno anche indirizzarla poi ad un Consultorio dove trovare un supporto non solo concreto.
Rimango a disposizione, mi scriva pure.
Un cordiale saluto
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

995 Risposte

471 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Terapia di coppia

Vedere più psicologi specializzati in Terapia di coppia

Altre domande su Terapia di coppia

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 23750 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 16900

psicologi

domande 23750

domande

Risposte 85850

Risposte