Dubbio su come gestire la mia ansia

Inviata da Daniela · 25 gen 2016 Ansia

Scrivo qui per dire che in 3 giorni ho risolto con l'insonnia, però vorrei sapere: io so il reale motivo per cui soffro di ansia ma non ne posso uscire perché non dipende da me ma dalla poca fiducia che ho in mio marito perché soffre di ludopatia, ma non vorrei lasciarlo perché penso che un giorno cambierà...ma nel frattempo quando esce oppure lo vedo girovagare per casa ho il timore che lui stia pensando ad andare a giocare... a volte il mio pensiero si trasforma in realtà altre no...ora m chiedo, dovrei imparare ad avere un altro atteggiamento anche quando gioca oppure farmi seguire? Perché la mia ansia è costante tutta la mattina anche se lui è a lavoro e il pomeriggio...infatti per svagare esco tutti i pomeriggi...per addormentare l'ansia e ci riesco benissimo...solitamente uno va da uno psicoterapeuta per individuare la causa del problema...io la causa la so già....vorrei capire se per imparare a gestire le emozioni ho bisogno d aiuto oppure potrei farcela da sola con tecniche tipo training autogeno o fare ciò che mi rende felice....tipo uscire?...grazie mille.

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Miglior risposta 26 GEN 2016

Cara Daniela
nella sua famiglia la persona che, per prima, deve essere curata è suo marito.
Ovviamente il problema di lui ha innescato in lei questa ansia di risposta e, in qualche modo, questa è anche "funzionale" alla situazione in quanto segnala un disagio profondo e cerca di metterla nella condizione di reagire.
Vivendo in casa con la minaccia che la sua vita può essere distrutta dai comportamenti di lui è quasi impossibile non essere ansiosa.
Tuttavia è importante gestire quest'ansia e incanalarla in senso positivo.
Il "senso positivo" anzi, forse l'unico senso positivo per incanalare la sua ansia, è fare presente a lui la situazione e convincerlo a farsi curare seriamente.
Oppure dovrà prendere lei altre decisioni.
Vivere così è sentire profondamente dentro uno stato costante dall'allarme.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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27 GEN 2016

Gentile Daniela, la Sua lettera è francamente allarmente. Non ritengo utile per Lei risponderLe con giri di parole. La ludopatia è un disturbo molto serio. Per certi versi è peggio della dipendenza da sostanze. Ed è inoltre pericoloso per le pesanti potenziali ricadute finanziarie sulla famiglia. Chi ne soffre adotta di norma una meccanismo di negazione, nega il problema. E perciò è molto difficile portarlo alla terapia. Vi sono specifici e collaudati protocolli per affrontare questo problema. Prevedono comunque la ores di coscienza da parte di tutti i famigliari della serietà del problema. Non mi è possibile in questo spazio approfondire il discorso. Se vuole può contattarmi privatamente per un colloquio chiarificatore.
Poi potrebbe esserLe utile il sostegno di uno psicologo per affrontare la durezza del percorso che l'attende.
Con molti siceri auguri. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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26 GEN 2016

Gentile Daniela,
il problema non è solo quello di imparare a gestire la sua ansia di cui ha capito l' origine ma anche quello di migliorare il suo livello di autostima e rafforzare la sua struttura di personalità in modo da poter intervenire con più efficacia nei confronti di suo marito applicando con competenza l'alternanza di empatia e congruenza per fargli prendere coscienza piena della serietà della sua dipendenza, nonchè delle possibili conseguenze, e persuaderlo a farsi aiutare oppure ritenersi responsabile della possibile fine del matrimonio.
L'aiuto per suo marito può consistere nell'iniziare una psicoterapia presso un professionista privato oppure frequentare un apposito centro per la cura della dipendenza da gioco d'azzardo patologico.
Quindi in conclusione, sia lei che suo marito avete bisogno di psicoterapia, sia pure per motivi diversi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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26 GEN 2016

Salve Daniela,
Il Training Autogeno e' un'ottima tecnica per gestire l'ansia e riprendere l'equilibrio psico-fisico, però nel suo caso non è sufficiente perché il problema sta nella patologia di suo marito. Se lui non sa gestire il gioco da se stesso, ma anzi, ne è dipendente, tanto meno lei da sola può aiutarlo. Questo è possibile se vi rivolgete a un centro per la cura del gioco d'azzardo patologico dove potrete trovare tante famiglie con lo stesso problema che si aiutano a vicenda con la guida di un operatore specializzato. Si tratta di fare innanzitutto questo primo passo. Se lui si rifiuta, vada lei al centro e lì' troveranno il modo per venire incontro alle sue richieste.
Le auguro un buon esito per questi problemi
Cordiali saluti
Giovanni Iustulin

Dr. Giovanni Iustulin Psicologo a Udine

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25 GEN 2016

Gentile Daniela,
aver individuato la causa della sua ansia è sicuramente un buon inizio, ma come ha notato non è sufficiente a farla stare meglio. L'aiuto di uno psicoterapeuta o di uno psicologo serve infatti anche a cercare un modo di gestire tale ansia. A tale scopo il training autogeno o altre tecniche di rilassamento possono essere utili, ma devono essere apprese con la guida di uno psicologo o psicoterapeuta, che saprà anche indicare quale può essere la più adatta a lei. Sarebbe inoltre molto importante che suo marito si rivolgesse ad un professionista per il trattamento della ludopatia, esistono anche gruppi di auto-aiuto che possono essere di aiuto per intraprendere un percorso di cura. Il suo sostegno e la sua fiducia durante tale percorso saranno sicuramente di aiuto.
Cordialmente,
dott.ssa Isabella Di Paoli

Dott.ssa Isabella Di Paoli Psicologo a Gorle

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