Dubbi sul percorso universitario in Medicina e Chirurgia

Inviata da Ari · 26 feb 2021

Salve, so che ci sono ragazzi che hanno fatto domande molto simili, ma vorrei tentare di ricevere un supporto più personale. In quinta superiore ho deciso di iniziare medicina con l’obiettivo di fare psichiatria. Sono riuscita ad entrare al test e ho già dato i primi esami, eccetto uno in cui ho completamente fallito: questo ha dato la svolta. Ho sempre avuto dubbi, anche perché non ho mai potuto prendere in considerazione quello che mi piaceva davvero: fashion design, moda e quant’altro, anche a causa dei commenti di chi avevo intorno, secondo i quali ero sprecata in una facoltà del genere, non era alla mia altezza e sostanzialmente era un percorso inutile, da tenere come hobby. Questo mi ha portato a zittire completamente la mia creatività e ora mi ritrovo prosciugata, senza alcuna motivazione per continuare in un ambiente che mi appare così freddo e distaccato. Purtroppo o per fortuna ho sempre avuto la capacità di impegnarmi per cose di cui non me ne fregava nulla, per questo non riesco a capire nemmeno se le materie mi interessino effettivamente o meno. So che l’unico esame che poterebbe interessarmi sarebbe psichiatria, al quinto anno. Inoltre si tratta anche di una questione di salute: nell’ultimo periodo sono stata davvero male, sia mentalmente che fisicamente, non riuscendo a dormire, con vomito, mal di testa e scarso appetito. Sinceramente vorrei evitare di passare altri sei anni in queste condizioni.

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Miglior risposta 28 FEB 2021

Cara Ari,

Questo tipo di situazione può accadere. Quando si esce dalle scuole superiori non sempre si è in grado di prendere la decisione “giusta”, di avere un piano professionale. Talvolta le pressioni familiari si sommano all’indecisione da “diciottenni” e le persone si trovano ad impegnarsi in un percorso che non sentono il proprio, quello “giusto”.

Ti posso dare due consigli su come gestire al meglio questa spiacevole situazione.

Il primo riguarda un percorso di orientamento professionale condotto di solito da psicologi del lavoro. Si tratta di mettere in piedi un progetto, di guardare alle proprie competenze. In sintesi, di lavorare sulla propria immagine professionale, costruendo in modo costruttivo un percorso proiettato nel futuro.

Il secondo riguarda il tuo malessere psicofisico, che mi sembra (ma non so se effettivamente sia così) sia stato successivo al “fallimento/svolta” di quell’esame. Penso che qui può esserti utile uno psicologo clinico, anche per comprendere le motivazioni che ti hanno portato a stare così male e per risolvere al meglio la situazione con il sostegno di un professionista.

Un caro saluto,
Dott.ssa Adelina Detcheva

Dott.ssa Adelina Detcheva Psicologo a Roma

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