Dubbi su me stessa e su cosa fare

Inviata da Francesca · 5 giu 2017 Orientamento professionale

Salve,
sono al primo anno di università, frequento un corso di beni culturali indirizzo archeologico. Quando, all'ultimo anno di liceo classico, scelsi questa facoltà ero molto indecisa, ma dopotutto sono sempre stata molto indecisa. Ho due grandi passioni: la storia e il disegno. Per i miei studi ho scelto la prima, dicendomi che avrei potuto coltivare il disegno come hobby. L'impatto con l'università è stato brutto: ero in una nuova città, io che provengo da un paese relativamente piccolo, studiavo cose che non avevo messo in conto (amo la storia, ma non ho mai pensato di fare l'archeologa, anche se la cosa non mi dispiace) e l'ambiente non mi piaceva. Non sono riuscita a legare con i miei colleghi, complici la mia insicurezza e il mio essere chiusa in me stessa. Dopo il primo semestre ho provato a preparare qualche esame ma non ci sono riuscita: procrastinavo, cercavo continuamente distrazioni, avevo paura persino di aprire il sito per prenotarmi. Alla fine perdevo troppo tempo e rinunciavo a provare a dare un esame per paura di andare male. Non sono riuscita a darne, ho litigato con mia madre, ho pianto. Le ho detto che sono una persona pigra, che forse ho bisogno di un lavoro che mi ''dia un ritmo'', così da essere più soddisfatta di me stessa e riuscire a gestire meglio il mio tempo, perché ammuffire sul letto non mi aiuta a trovare la voglia di fare qualcosa. Lei ha reagito male, dicendomi che non ho voglia di studiare e che sarei finita a fare lavori ''degradanti'' perdendo di vista l'università. Il giorno ho pensato di uccidermi, non so ancora quanto fossi seria. Comunque ho ripreso con l'università, a maggio ho dato il mio primo esame e lo ho passato con un buon voto. Eppure non ho voglia di mettermi sui libri, ho ansia, e di nuovo cerco di distrarmi con altre cose. Ho riflettuto su quello che mia madre mi ha detto, che non ho voglia di studiare. Sul momento lo presi come un insulto, ma, mi son detta, forse è vero. Forse non ho voglia di stare ore e ore sui libri, per quanto l'idea di fare l'archeologa mi possa piacere. Forse non è questa la mia strada, ma lo è il disegno, una cosa che continuo a fare proprio come distrazione e su cui voglio eccellere. Penso anche che studiare qualcosa nel campo del disegno richieda più pratica che studio vero e proprio, almeno più di quanta ne richieda la storia. C'è anche da dire che studierei disegno (in realtà è un corso di grafica) insieme alla mia migliore amica, che mi ha detto che l'ambiente è molto bello, pieno di persone simili a noi. Riuscire a integrarmi forse potrebbe aiutarmi. Ora non so, l'idea di cambiare facoltà è un altro modo di fuggire dalle mie responsabilità, sto cercando di giustificarmi dicendomi che non sto facendo la cosa giusta? Oppure è vero, il disegno è la mia strada? Il problema sono io o è quello che ho scelto? Sono molto confusa.
Scusate per la lunga domanda, spero di essermi espressa chiaramente e grazie a chiunque proverà a rispondermi.

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Miglior risposta 18 NOV 2018

Gentile Francesca, mi dispiace che nessuno abbia provato a risponderti. Lo faccio io, anche se spero tu abbia ormai preso una decisione. Hai scritto bene: è un tentativo, perché gli elementi che hai dato non sono sufficienti ad avere una idea della tua personalità, e mancano molti altri elementi. Dire che non ti piace studiare è superficiale. Ti sei chiesta perché? Più che darti risposte, vorrei stimolarti a porre a te stessa alcune domande in modo non ingenuo. Come del resto ogni buona psicoterapia deve fare. Se ti piace studiare o no, lo sai solo tu. Prima di fare l'università ti capitava di approfondire, di cercare un altro punto di vista, di leggere anche per passione senza uno scopo preciso? Se sì, vuol dire che ti piace studiare. Rifletti sul fatto che se decidi di lavorare, lo farai quasi sicuramente per sempre, perché ogni anno che passa è più difficile riprendere gli studi, e la vita stessa pone nuove sfide. Hai poi riflettuto sul perché non riuscivi a dare esami? Ovvero: era una sempre svogliatezza, o proprio non ti interessavano le materie? Per quanto riguarda un orientamento alla scelta degli studi, non è possibile affrontare l'argomento in poche righe. Oggi ci sono ottimi test ed ottimi professionisti, che sono in grado di stilare profili molto dettagliati. Occorre però un esperto, non tutti gli psicologi siamo qualificati per farlo. Cordialmente
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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