Dubbi su Deontologia del Terapista di mia moglie

Inviata da Martyno77 · 14 lug 2018 Terapia familiare

Buongiorno, scrivo per avere un parere su una situazione che ritengo alquanto anomala. Cercherò di essere esaustivo e più chiaro possibile.
6 anni fa la mia ragazza (oggi mia moglie) durante un periodo difficile per lei (stava attraversando una grossa crisi a causa della scomparsa del fratello avvenuta in circostanze poco chiare circa 20 anni fa) ha avuto una relazione con un ex amico di suo fratello scomparso. La persona in questione era un suo amore adolescenziale e un grande amico del fratello. Lei ha sempre sofferto di attacchi di panico a causa di questo trauma non superato ed è sempre stata una persona molto insicura.
All’epoca scoprii il tradimento e decisi di lasciarla andare, credendo di fare la sua felicità. Dopo pochi giorni è tornata da me, dicendo che aveva capito di aver commesso un errore e di essere innamorata di me.
Concordammo insieme di farle iniziare una terapia da un ipnotista eriksoniano, che le fece fare anche una visita psichiatrica per un supporto farmacologico, spiegando che in determinate situazioni, era portata a scappare dalla vita che viveva per ricercare in nuove storie amorose di compensare quel vuoto che sentiva.

Negli anni successivi ci siamo sposati ed abbiamo avuto due figli che oggi hanno 3 e 4 anni.
La nostra storia è sempre stata altalenante tra discussioni sul fatto che non ho mai avallato il rapporto troppo stretto che ha con i suoi genitori (persone per le quali tutt’oggi non nutro grande stima) e la sua necessità di essere presente per loro per colmare a suo dire il vuoto che il fratello ha lasciato.
Premetto che una delle discussioni maggiori si è verificata quando le ho chiesto di togliere la foto del fratello defunto dalla camera dei bambini, sentendomi rispondere che se ci fosse quella di Gesù sarebbe stata la stessa cosa.
Ad ottobre del 2017 a mia suocera è stata diagnosticato un cancro ai polmoni con una diagnosi che non faceva ben sperare. Mia moglie è andata in crisi in una maniera molto pesante e dopo 4 anni è ritornata dal terapista in questione per curare questi stati di ansia.
Sempre in quel periodo, conscio comunque delle sue necessità ho cercato di lasciarle più spazio possibile per stare con la sua famiglia, occupandomi di casa, bambini e lavoro.
Sono stati mesi molto difficili, nei quali di mia moglie era rimasto poco o niente, sempre assente, spesso al telefono, presa tra i suoi problemi di lavoro e la salute di sua mamma; pomeriggi passati a dormire e discussioni pesanti sul fatto che non giocasse con i bimbi o ci fosse poco per me.
A gennaio durante una pesante discussione l’ho minacciata di separarmi se non avesse cambiato atteggiamento e di portarla in giudiziale perché la situazione era diventata insostenibile. Ogni giorno di riposo lo passava dai suoi, la sera se poteva andava in palestra, le nostre comunicazioni erano ridotte al minimo. Da qui ovviamente le cose sono generate.
A inizio febbraio ho scoperto alcuni messaggi che il terapista le mandava sul telefono, nello specifico erano immagini di natura pornografica che ritraevano uomini nudi con battute di spirito (meme per chi sapesse cosa sono). Una volta fattole presente che non trovavo assolutamente normale che il terapista le inviasse queste immagini, mi sono sentito rispondere che era diventato un amico e che quindi lo faceva per tirarle su il morale in un momento difficile.
Verso metà febbraio ho chiamato il terapista, dicendogli che stavo attraversando un periodo molto difficile e molto simile a quello che avevo vissuto 6 anni fa, durante il quale mia moglie di era allontanata, e chiedendogli se potesse valere la pena che ci trovassimo la settimana prossima per una terapia di coppia in modo da capire come mai le cose stavano andando così. Il terapista mi ha detto che non avrebbe potuto farlo e che avrebbe dato a mia moglie il numero di una collega.
A metà marzo ho provato a parlare ancora con mia moglie, dicendole che ero preoccupato ma lei mi ha additato dicendo che io sono un narcisista camaleontico e che la tratto solo male e avrei dovuto farmi curare.
Ormai rassegnato a questa situazione ho aspettato il numero della terapista di coppia che è arrivato il 18 maggio, ma le cose erano diventate un incubo. La prima seduta fissata per il 6 luglio.
Il 30 maggio ero al telefono con mia moglie prima della sua seduta dal terapista e una volta salutati la telefonata non è stata agganciata, ho avuto così modo di ascoltare la conversazione.
Questo mi ha molto turbato sia per quello che ho sentito ma soprattutto per l’atteggiamento del terapista. Riporto di seguito i passaggi più Significativi tra il Trapista (T) e la paziente (mia moglie) (P)

T: Allora aggiornamenti?
P: Con il mio amico fisioterapista andiamo un po’ di qua e un po’ di là, perché lui e’ molto confuso.
T: Confuso e felice….
P: Felice non molto a quanto pare, perché dice che si sta prendendo troppo da me e che mi devo allontanare… perché io ho una situazione che lasciamo perdere, due bimbi piccoli che sono un carico da 90 lui….
T: Lui è impegnato…
P: Esatto… mi ha detto che per come si sta prendendo per me, rischierebbe di fare un colpo di testa ma non se lo può permettere…
T: Siete riusciti ad accelerare un attimo?
P: Si già da un po’
T: E dopo massaggino…. Ahi ahi mi è venuto improvvisamente uno strappo.. ahaha in certe situazioni.
P: ahah si, beh potrebbe anche farmelo un massaggio invece di farmi qualcos’altro .
T: ma tu gli dici, inutile che perdiamo tempo, ormai sono qui mi devi rendere felice…
P: mi dispiace perche’ da una parte lo capisco ma dall’altra c’e’ qualcosa di bello che viene limitato dalla situazione, e poi lui ha preso casa a settembre con la sua nuova compagna, dove vuoi che vada?
T: magari potrebbe convincere lei a liquidargli la sua metà.. cosi’ sarebbe libero.
P: non credo perche’ lei è una tosta. Io sto attraversando un periodo dove mi dico ormai la mia scelta l’ho fatta e resto li, aspetto qualche anno che i bimbi crescano.
T: non funziona cosi’ perche’ non saranno mai grandi abbastanza, prendi mio figlio che ha 14 anni e adesso è molto difficile da gestire… (racconta la sua storia con il figlio) sarebbe molto più ovvio se ti separassi da un giorno all’altro.
P: infatti me lo dicono anche le clienti, se stai li ad aspettare i figli, come dici tu…
P: non so come ho fatto ad accettare che mio marito mi dicesse certe cose….
T: ti sei dovuta trovare l’amante
P: come fosse colpa mia no?
T: no ti sei dovuta trovare l’amante, qualcuno che ti sia entrato dentro quanto lui, altrimenti avresti continuato a fare l’amore con lui no?
P: si esatto
T: sono metodiche conosciute anche da colleghi, e risapute, come di chi entra in una setta, e dopo anni si sveglia e dice ma come cazzo ho fatto a sopportare tutto questo?
P: come mi devo comportare con lui? Mi ha chiesto se ho un altro mi dice dimmi la verità, mi dispiace se ti ho aggredita, se mi vuoi scusare
T: lascia stare le scuse, si perdonano i bambini.. come ti devi comportare, lui adesso farà il possibile per riportarti da lui, anche usando i bambini, tu se ti dice di dirgli la verità devi dirgli “hai detto delle cose pesanti e in un certo modo, lavoriamo per essere prima genitori dei nostri figli e poi creiamo le condizioni per argomenti più importanti”. Tuo marito dopo la telefonata che mi ha fatto qualche mese fa, non c’è più con la testa…

La cosa continua in maniera simile….
Chiaramente attualmente nutro dei seri dubbi sulla Deontologia di questa persona che si è permessa di fare una diagnosi a mio carico senza avermi mai parlato, che non ha voluto investire 1 ora del suo tempo a febbraio per sentire me e mia moglie e provare a salvare una famiglia, e che ha dato il numero della terapista a mia moglie dopo 3 mesi.
Avrei seriamente bisogno di un consiglio…. Grazie

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Miglior risposta 18 LUG 2018

Gentilissimo,
è davvero difficoltoso poterle dare in questo contesto un rimando che possa in qualche modo esserle d’aiuto nella comprensione di questa situazione. Da quanto scrive. ciò che appare chiaro è la sofferenza che lei prova conseguentemente alle difficoltà che derivano dalla sua vita di coppia. In questo momento dedicarsi alla sua persona sarebbe fondamentale, pertanto quello che mi sento di consigliarle è di rivolgersi direttamente ad uno Psicoterapeuta della sua zona in modo tale da poter intraprendere un importante lavoro sulla sua persona, se lo merita.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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