Dubbi e ansia per il primo anno di università

Inviata da Francesco21 · 2 nov 2020

Buongiorno, sono uno studente del primo anno di ingegneria ambientale.
La scelta universitaria per me è stata molto difficile infatti avevo le idee molto confuse, una volta terminata la maturità. Così ho deciso di informarmi, leggere forum e cercare più informazioni possibili sulle facoltà che potevano interessarmi, cercavo infatti qualcosa che potesse permettermi di lavorare nel campo ambientale dato che la tematica mi è sempre stata a cuore. Tra queste avevo trovato Scienze naturali e biotecnologie. Inoltre avevo considerato fisica dato che mi è sempre piaciuta come materia. Alla fine ho rinunciato a scienze naturali per via delle pochissime possibilità lavorative, (che mi avrebbero fatto sentire un po' sprecato) nonostante mi interessasse e mi piacesse l'idea di diventare un naturalista che quindi studia la natura per il piacere di farlo. Per altri motivi ho escluso anche biotecnologie. Alla fine ero quasi sicuro di iscrivermi a fisica anche se mi dispiaceva il fatto che ci fossero pochi sbocchi lavorativi riguardanti l'ambiente. L'ultima settimana prima delle iscrizioni ho scoperto l'esistenza di ingegneria ambientale grazie ad una mia amica ed ero contento di aver trovato qualcosa che dasse opportunità lavorative solide e che mi permettesse di affrontare i problemi ambientali come l'inquinamento il cambiamento climatico ecc...
Una volta iniziata l'università però ho iniziato ad avere l'ansia di aver sbagliato scelta, prima per fisica perché mi dispiaceva aver rinunciato al "modus operandi" del fisico, poi per non aver scelto scienze naturali, che forse mi sarebbe piaciuto di più perché è molto più vasto come programma e perché si studia di più la natura mentre a ingegneria si studiano aspetti più pratici e più legati all'uomo e alle opere che può progettare per migliorare le condizioni ambientali. Il punto è che credo che ingegneria sia una buona scelta ma io non riesco comunque a tranquillizarmi...
nonostante questa laurea mi offra la possibilità in magistrale di cambiare corso facilmente data la varietà del programma, per esempio avevo pensato come piano b per la magistrale di spostarmi in un'altra città per seguire eventualmente un corso di scienze ambientali.
Ps non so quanto possa aver influito ma tutta l'estate l'ho passata a leggere forum di fisica e orientamenti in cui si parla degli ingegneri come figure di grado B e questo credo li abbia sminuiti ai miei occhi..

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Miglior risposta 3 NOV 2020

Gentile Francesco,
credo sia necessario comprendere attraverso un orientamento specifico quali siano le proprie attitudini e poi decidere di conseguenza, se non l'ha già fatto. Sembra inoltre lei abbia attivato un po' di rimugino mentale attraverso pensieri ripetitivi, in tal caso occorre altresì interrompere questo circolo vizioso.
Il percorso formativo è appena iniziato, si conceda tempo per conoscere meglio la facoltà, poi potrà scegliere sicuramente diversi indirizzi o specialità attraverso master, corsi specifici.
Lasci la mente aperta a tutte le possibilità e opportunità ascoltando il suo cuore, se fatica a trovare la direzione richieda una consulenza, anche on line,
cordialmente
dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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3 NOV 2020

Perché non prova un percorso di bilancio di competenze? La aiuterà a trovare una modalità per prendere decisioni, evitare l'ansia e scoprire la propria strada. In poche sedute, anche online.
Resto a disposizione se vuole approfondire.
Dott.ssa Alessandra Monticone

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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3 NOV 2020

Buongiorno Francesco
la scelta universitaria di per sé si rivela complessa e delicata per molti ragazzi. Difficile avere le idee chiare e nette a 18 anni, soprattutto al giorno d'oggi in cui la vastità dell'offerta formativa è molto più ampia rispetto al passato. Questo ovviamente è un aspetto positivo, ma rischia anche di generare maggiori dubbi ed incertezze.
Io credo che gli aspetti che influenzano questa decisione siano moltissimi, ma purtroppo tanti sono fattori di influenza esterni, che a volte ricoprono un peso troppo elevato e rischiano di farci perdere di vista il nostro "vero" sentire.
Se nella Sua "pancia" ha sempre sentito il richiamo di materie ambientali, naturalistiche probabilmente la Sua vera natura è lì che deve indirizzarsi per esprimersi appieno.
Ha scelto una facoltà che è comunque attinente alla materia, seppur con un "taglio" diverso da quello che cercava Lei.
L'anno accademico è appena iniziato, forse occorre un po' di tempo per rendersi davvero conto di quale sensazioni Le dà ingegneria, tenuto conto delle diverse materie che andrà a conoscere nei prossimi semestri, non solo in questo.
D'altro canto, non si soffermi troppo sulle possibilità lavorative che può offrirLe una facoltà rispetto ad un'altra: il mondo del lavoro evolve in maniera rapidissima e, soprattutto oggi, credo sia estremamente difficile prevedere i reali sbocchi occupazionali di ogni tipologia di studio.
Non si dimentichi, poi, che un Ingegnere con ottimi voti ma scarsa motivazione forse troverà comunque meno possibilità rispetto ad un Dottore in scienze ambientali con una passione smisurata (e di conseguenza, credo, ottimi voti).
E' la motivazione ciò che ci farà avere "successo" nella vita, al di là del nostro titolo di studio. Senza motivazione, i nostri rendimenti saranno comunque inferiori e, prima o poi, una crisi profonda ci attraverserà per farci rendere conto che la nostra natura è diversa e predisposta ad altro.
Si dia ancora un po' di tempo per conoscere questa facoltà, dia anche a Ingegneria la possibilità di essere compresa e capita al di là di pregiudizi e paure.
Ma se sentirà che i rimorsi sono maggiori delle gratificazioni, si fermi a riflettere e si dia il tempo, magari aiutato con qualche supporto psicologico di orientamento professionale e attitudinale, per prendere la SUA vera decisione.
Se poi si rivelerà sbagliata, almeno sarà in pace con sé stesso e sarà consapevole di non essersi fatto influenzare da fattori esterni. Non c'è sensazione peggiore del rimorso e della sensazione di essersi auto-sabotati in decisioni cruciali per la nostra vita.
Le auguro di avere il coraggio di esplorarsi appieno, mi creda ne vale sempre la pena.
Resto a disposizione, un grandissimo in bocca al lupo.
Serena

Dott.ssa Serena Brunelli Psicologo a Ravenna

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3 NOV 2020

Caro Francesco21,
è fondamentale costruire, nella propria vita, il progetto che più abbiamo a cuore, che più desideriamo, pena l'insoddisfazione e il senso di incapacità derivato dalla strada che abbiamo intrapreso, quella che infondo non desideriamo davvero.
Detto questo, si può organizzare la propria realizzazione come si vuole: non è negativa l'idea di approfondire alla magistrale un ambito che può interessare maggiormente; come non è negativo il pensiero di consapevolezza nello scegliere qualcosa che sia di più nelle proprie corde. E' importante non farsi condizionare dall'idea delle poche opportunità lavorative o dal modo in cui gli altri costruiscono l'immagine di una professione. E' necessario, per il nostro benessere, fare ciò che desideriamo.... Perché se davvero lo vogliamo, il lavoro, le opportunità, con ovviamente le basi di studio, le costruiamo noi stessi! Siamo noi gli artefici del nostro lavoro, oltre che della nostra realizzazione personale, che è l'obiettivo principale della nostra vita!
Buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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3 NOV 2020

Caro Francesco, la confusione e l'incertezza sono sensazioni assolutamente normali e fisiologiche, soprattutto di fronte a una scelta così importante e determinante nella vita di una persona.
I suoi pensieri circa gli sbocchi professioni e le opportunità una volta terminati gli studi sono legittimi e giustificati, però non devono essere gli unici metri di giudizio per effettuare la scelta. La passione, l'interesse e l'inclinazione personale sono altrettanto importanti, in quanto sono poi ciò che ci tengono ancorati ai nostri sogni, anche nei momenti più difficili.
Con ciò non voglio dirle che la scelta che ha fatto sia sbagliata, voglio solo suggerirle di non scoraggiarsi o demoralizzarsi, ma di proseguire a cuore sereno, cercando anche di affidarsi alle sue sensazioni e alle sue passioni e, qualora sentisse il bisogno di rivedere le sue scelte, sappia che non c'è nulla di sbagliato o nulla di cui vergognarsi nel voler cambiare direzione e intraprendere un nuovo percorso.
Un caro saluto.

Dott.ssa Alessandra Genovese Psicologo a Varese

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3 NOV 2020

Gentile Francesco, ha valutato cosi tanti aspetti per la sua scelta e sembra aver deciso "interpellando" sia la sua mente sia il suo cuore. Il dubbio resta dal momento che lei riconosce di non studiare una materia solo e puramente per il piacere di farlo. Sembra la sua soddisfazione completa basarsi sul trovare elementi conosciuti e famigliari in ogni cosa nuova intraprende (mi dispiaceva aver rinunciato al "modus operandi" del fisico) e avere vie di fuga in caso non dovesse andare bene (avevo pensato come piano b...). Provi a riflettere si questi temi e congendersi sopratutto di navigare un po' più a vista, senza necessariamente avere tutte le certezze che sia sulla strada perfetta. D'altronde le strade si adattano ai nostri bisogni che cambiano, conoscere bene i suoi è una migliore "garanzia" su dove si vuole andare. Buon proseguimento.
Dott.ssa Eleni Drakaki

Dott.ssa Eleni Drakaki Psicologo a Mantova

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3 NOV 2020

Caro Francesco,
nel leggerti mi arrivano chiari e forti l’ansia e la preoccupazione per la scelta universitaria che hai intrapreso, ma allo stesso tempo mi arriva meno chiara la richiesta che ci stai sottoponendo.
La scelta dell’università è uno dei momenti più critici nella vita dei ragazzi, perché si ha spesso l’impressione di star giocando il “tutto per tutto”, ovvero di compiere quella fatidica scelta che condizionerà per sempre la nostra vita di adulti. Si ha quasi l’impressione di non poterci permettere errori e che da quel momento in poi tutto sarà condizionato dalla strada che abbiamo intrapreso. Certo che, approcciandoci con quest’ottica, si sente gravare su di noi il peso di un’enorme responsabilità. E questo ovviamente non può che generare ansia e paure.
Essere spaesati e dubbiosi di fronte ad un cambiamento così grande come l’inizio dell’università è del tutto normale. E verrebbe da dirti, datti tempo. Come per ogni cambiamento che ci spaventa, dobbiamo trovare per noi il giusto spazio e la giusta distanza, il giusto equilibrio. Mi sembra inoltre che tu già abbia le risorse adatte a far fronte ad un possibile cambiamento di rotta nel caso in futuro ti rendessi conto che la tua strada è altrove (mi riferisco alla possibilità di scegliere una Magistrale diversa e più ampia, più in linea con il tuo sentire), e questo non è da tutti.
A fare la differenza può essere proprio il potere personale che senti di poter impiegare da adesso in poi nella tua vita e nelle tue scelte. Approcciandoci alla novità e alle scelte legittimandoci di poterci “sbagliare” e comunque rimediare, sicuramente aiuta a diminuire il livello di stress, ansia, paure e responsabilità che in determinate situazione ci sentiamo gravare addosso. Un’altra strada efficace per sentirti un po’ più comodo è sicuramente parlare con qualcuno dei tuoi dubbi e delle tue paure. Trovare uno spazio d’ascolto, di condivisione, di cura ed accettazione ha il potere, tra le altre cose, di farci sentire compresi e meno soli di fronte agli ostacoli da affrontare. E quindi più forti.

Buona fortuna,
Dott.ssa Caterina Berti

Dott.ssa Caterina Berti Psicologo a Torino

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