Dovrei proprio farlo?

Inviata da giovi44 · 26 nov 2020

È da quasi un anno che soffro di ansia, non so come definirla ma so solo che è molto diversa rispetto a quella dei miei coetanei. Questo ultimo periodo non è stato dei migliori e mi sono trovata ad isolarmi, da tutti. Dai miei genitori, dai miei amici e anche da mia sorella e a lei dicevo tutto. Stavo sempre a letto a pensare al futuro e tutto ciò che vedevo ero io a piangere come sempre nella mia camera. Non nascondo che alcuni pensieri negativi, come suicidio o autolesionismo, mi siano passati per la testa ma poi mi dicevo sempre: “No. Hai già deluso abbastanza i tuoi genitori, non peggiorare le cose.” Ho perso la motivazione nello studio, nel passare del tempo con delle persone, non riesco a socializzare e quando devo provo una forte sensazione disagio e ansia.
Lunedì ho avuto il mio primo attacco di panico, in passato avevo già provato qualcosa simile per esempio prima di un interrogazione ma cose che duravano cinque minuti non di più. Ma questo è stato il peggiore perché è durato quasi mezz’ora. Mezz’ora a non riuscire a respirare e a parlare. Non capivo dove mi trovassi, ero accaldata e ad un certo punto mi veniva da svenire, e per tutta la giornata anche dopo essermi calmata avevo ancora una specie di affanno nel respiro. Ho parecchie crisi di pianto, piango sempre, anche senza un apparente motivo. E non sto parlando di qualche lacrima, ma proprio di pianti che ti fanno venire il mal di testa.
Essendo appena entrata nell’adolescenza tutti i problemi che mi si presentavano li associavo a paranoie, ma confrontandomi con persone mie coetanee ho capito che non è poi così tanto normale. Non so se parlarne con uno psicologo, perché penso di essere arrivata al capolinea. Non riesco più a sentire sempre dentro di me questa tristezza o ansia.
Avevo intenzione di parlarne con mia madre, anche se mi sento già a disagio per il pensiero.

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Miglior risposta 27 NOV 2020

Cara Giovi,
è bene dirti le cose con franchezza. Il tuo problema va ben oltre quello che chiami ansia. E' presente depressione in grado abbastanza severo, e altre problematiche. Non è escluso che tu soffra anche di un disturbo di competenza medica. E' assolutamente necessario che tu ti faccia aiutare da professionisti di grande esperienza, sia medico che psicologo. Mi sembra incomprensibile che tu indugi ancora. Scusa la franchezza, ma è l'unico modo che avevo di aiutarti. Resto a disposizione.
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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27 NOV 2020

Cara Giovi44 porta dentro sé un peso enorme. Il punto é da dove arriva questo peso e, soprattutto, come liberarsene per stare bene? Credo che intraprendere un lavoro su se stessa possa farLe capire come elaborare e gestire il Suo malessere per arginarlo. Penso anche che Lei sia pronta a fare questo coraggioso passo verso la risoluzione!
Le auguro tanta buona fortuna e serenità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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27 NOV 2020

Buongiorno,
Mi colpisce molto il titolo di questa domanda: "dovrei proprio farlo?". Sembra sia in cerca di risposte del tipo "si dovresti proprio" oppure "no, non è poi così grave".
Sembri una piccola Alice che si è persa e che sta cercando una guida, qualcuno che le indichi qual è la strada migliore da intraprendere. Non c'è nulla di male in questo sai? Capita anche alle persone più in gamba di non sapere ad un certo punto cosa fare, non capire perché si stia così male.
Ma se ti facessi la domanda inversa: dovresti proprio resistere? Quali sono le motivazioni per cui sarebbe meglio non riferirti a qualcuno, non appoggiarti e non aprirti come stai facendo qui?
Prova a farti entrambe le domande e sulla base delle risposte che ti darai, scegliere cosa sia meglio fare.
Ti auguro di fare una scelta, qualsiasi essa sia.


Dr.ssa
Michaela Mortera

Dr.ssa Michaela Mortera Psicologo a Civitanova Marche

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27 NOV 2020

Gentile Giovi,
il disagio e l'ansia che vivi meritano di essere ascoltate; potrebbe trattarsi di un disturbo dell'umore da trattare quanto prima; infatti procastinare di solito porta ad un peggioramento della sintomatologia. D'altra parte in età adolescenziale crisi e momenti simili sono frequenti in diversi casi, nella pratica clinica ne riscontro una buona percentuale.
Prendi coraggio e parlane con tua madre, o comunque con i tuoi genitori, normalmente è un bisogno emotivo che viene accolto.
E' necessario iniziare un percorso psicologico, questo potrà esserti d'aiuto per individuare strategie per gestire meglio l'ansia e la tristezza; vedrai poi ti sentirai meglio,
i miei migliori auguri
dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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26 NOV 2020

Gentile Giovi,
mi pare chiaro che l'ansia e la tristezza che provi in questo momento della tua vita sono troppo pesanti da portare da sola. Per questo è importante intervenire il prima possibile per farti aiutare a comprendere meglio le tue inquietudini, a trovare modi per sostenerle e possibilmente trasformarle in sentimenti più tollerabili.

La strada della psicoterapia, eventualmente, se necessario, associata ad una terapia farmacologica temporanea (che può indicarti lo psichiatra), possono aiutarti a trovare un senso a quello che vivi. Certo, il sollievo non arriverà subito e con facilità, ci vorrà del tempo, costanza e impegno in questo percorso. Però, questa è sicuramente una buona strada per iniziare la tua rinascita.

Sei giovane, da quello che racconti, e i sintomi sembrano comparsi da un tempo abbastanza recente per cui non lasciar passare altro tempo, inizia il prima possibile un percorso di aiuto prima che i sintomi si cronicizzino e diventino più difficili da capire e modificare.

Parlane con la tua mamma e fatti aiutare anche da lei a trovare la tua psicoterapeuta per iniziare a prenderti cura delle tue emozioni difficili.

Un caro saluto,
Dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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26 NOV 2020

Gentile Giovi,
Perché deve sobbarcarsi tutta questa sofferenza?
L'attacco di panico è un chiaro indicatore che arrivato il momento di decidere rispetto a un cambiamento per se stessa.
Non conosco la sua storia quindi parlo per ipotesi.
Secondo il mio modello di riferimento, tipicamente le problematiche ansioso-depressive possono avere un carattere evolutivo o involutivo. Nel suo caso, data la consapevolezza che esprime al riguardo, mi sembrano sintomi dalla prognosi favorevole.
Perciò, le suggerisco di contattare uno/a psicoterapeuta che la possa aiutare a scogliere il suo disagio, anche in base agli elementi che emergerebbero nell'indagine conoscitiva.
Inoltre, per lei sarebbe importante imparare a stare nel "qui e ora" e a prendere contatto profondo col suo respiro...
Sarà un sollievo muovere il primo passo in avanti, coraggio.
Se ha necessità di ulteriori informazioni, mi contatti senza problemi.
Un saluto,
Dott.ssa Verusca Giuntini

Dott.ssa Verusca Giuntini Psicologo a Firenze

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