Dopo quanto tempo si vedono i risultati della psicoterapia?

Inviata da Simona il 28 giu 2014 10 Risposte  · Orientamento professionale

Buonasera, il mio ragazzo soffre di attacchi d'ansia e depressione e la psicoterapeuta a cui si è rivolto e con cui ha iniziato una terapia con incontri quindicinali e senza medicinali, ha definito il suo disturbo "mediamente grave".
Capisco perfettamente che ogni persona e un caso a sé e che la guarigione può dipendere da molti fattori, ma in linea di massima, dopo quanto tempo si dovrebbero vedere i primi sintomi di guarigione?
Grazie per la Vostra attenzione.

terapia , ragazzo

Miglior risposta

Gentile signora Simona,
in generale dipende da diversi fattori: la diagnosi (orale o scritta che sia) effettuata per cui viene rilevato il disturbo da curare, la gravità del disturbo, le caratteristiche della persona, ma anche l'approccio terapeutico (ad esempio certi approcci hanno durata su base annuale, anche diversi anni mentre certi altri su base mensile). Di solito alla fine della valutazione quando viene concordata la terapia con contratto terapeutico (spesso è scritto, quindi inequivocabile) lo specialista si esprime sia su un, seppur indicativo, numero di sedute e anche (soprattutto) quando si vedono i primi risultati e come verificarli con test (questo in particolare con l'approccio cognitivo-comportamentale). Ancora di solito la frequenza delle sedute è settimanale

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Buongiorno Simona, questa è la domanda che quasi tutti fanno quando si rivolgono a un terapeuta, alla quale non è sempre facile rispondere se non dopo un'accurata diagnosi e l'evoluzione dei primi approcci. Dipende dalle capacità del terapeuta, dalle caratteristiche del problema e dalla personalità del paziente. Spesso vi sono dei miglioramenti iniziali con successiva ricaduta che talvolta portano il paziente ad abbandonare la terapia. Questo va spiegato prima anche se non necessariamente accade sempre. La durata dipende anche dal tipo di intervento utilizzato e va da numerose sedute che possono durare anni, a poche sedute di mesi, se non di settimane, o addirittura in una sola seduta. Non dipende nemmeno dalla durata dell'esistenza del problema, perché talvolta si sono visti risultati immediati, o quasi, anche per problemi che duravano da molto tempo. I migliori auguri al suo ragazzo di riacquistare la sua serenità.
Giovanni Iustulin

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8 LUG 2014

Logo Dr. Giovanni Iustulin Dr. Giovanni Iustulin

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Gentile Simona,
è molto difficile rispondere brevemente e in modo soddisfacente a questa domanda poiché sono molti i fattori che influenzano l'efficacia del trattamento: la gravità e qualità dei sintomi, le risorse psicologiche della persona, la relazione terapeutica tra paziente e terapeuta, il tipo di approccio psicoterapeutico, la frequenza delle sedute ed anche l'eventuale contributo di una terapia farmacologica, che talvolta può essere opportuna. La mia personale posizione è che, nel caso in cui sono presenti sintomi depressivi importanti, sia opportuno, accanto ad un percorso psicoterapeutico, anche un minimo supporto farmacologico finalizzato alla riduzione sintomatologica prescritto da un medico specialista e non generico.
Cordiali saluti

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7 LUG 2014

Logo Dott.ssa Anna Maria Codazzi Dott.ssa Anna Maria Codazzi

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Gentile Simona,intanto farei una distinzione. Un conto sono gli attacchi d'ansia, un conto una depressione. I primi sono più facili e veloci-solitamente-da trattare,invece per la depressione ci vuole un po' più di tempo.Sono certa che la collega avrà valutato attentamente la situazione,quindi si affidi e sostenga il suo ragazzo,sentire il suo appoggio sarà importante nei momenti più difficili.Difficile dire quanto tempo ci vuole,dipende da:1-rapporto tra paziente e terapeuta 2-se ci si fida/affida con facilità o diffidenza 3-tecniche usate 4-gravità del disturbo 5-il modo di funzionare del paziente nella vita e nel setting terapeutico,la voglia reale di cambiamento e presa in cura di sé...alle volte ci sono molte resistenze e difese che non si ha tanta voglia di abbandonare...bisogna guardare degli aspetti faticosi della propria vita che magari spaventano...Quest'ultimo è un punto molto importante!Quindi i risultati dipendono da un 50% del terapeuta e da un altro 50% del paziente, dipende dagli obiettivi che si concordano insieme e non bisogna avere fretta,anzi,è fondamentale rispettare i propri tempi!Se uno psicologo accelera troppo,può essere controproducente!!So che è difficile aspettare,ma so anche che ci riuscirà cara Simona!
Saluti.Dott.ssa Rizzi

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2 LUG 2014

Logo Dott.ssa Carolina Rizzi Dott.ssa Carolina Rizzi

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Cara Simona,
come tu stessa dici, in campo psicologico non è semplice fare delle prognosi , a meno che in base ad una diagnosi dinamica non si parta da un quadro più chiaro da come tu lo presenti.
Qui non vedo nemmeno una diagnosi nosologica in quanto si parla solo di sintomi.
Banalmente è come dire di curare un mal di testa, di stomaco o di qualsiasi altro organi, senza conoscere la causa. Sarà opportuna chiedere alla terapeuta di essere più esplicita perché continuare andando per tentativi ed errori, può diventare una perdita di tempo e quel che è peggio, deprimere sempre di più il paziente.Sono a tua disposizione nel caso avessi bisogno di supporto. Ciao
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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1 LUG 2014

Logo Dott.ssa Carla Panno Dott.ssa Carla Panno

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Grazie per le risposte, devo dire che qualche leggero miglioramento, da quando ha iniziato la terapia, si è iniziato a vedere, anche se quando gli chiedo come si sente, mi risponde sempre in modo pessimistico, che si sente sempre ansioso, che non riesce a dormire, che non vede vie d'uscita, che ha sempre la testa che "parla" ...
Dove non vedo miglioramenti, è nel relazionarsi con me...anche se da un lato, mi cerca sempre, dimostra di non volermi perdere, se sente un po' di distacco da parte mia, mi chiede se sono arrabbiata con lui (ha sempre il timore che ce l'abbia con lui per qualcosa ) dice di sentirsi in colpa nei miei confronti per quello che mi sta facendo passare, anche se cerco sempre di tranquillizzarlo su questo punto...dall'altro lato invece, è sempre bloccato nell'esprimere i suoi sentimenti per me, dice di essere in confusione, una confusione generale, che non riguarda solo me, è come se avesse messo la nostra relazione in stand by...è qua che non vedo ancora nessun segno di miglioramento.
Grazie, Simona

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30 GIU 2014

Simona

Grazie per le risposte, devo dire che qualche leggero miglioramento si è iniziato a vedere da quando ha iniziato la terapia, anche se quando gli chiedo come si sente, come sta, le sue risposte son sempre pessimistiche...che si sente sempre ansioso, che non vede vie di miglioramento, che non riesce a dormire bene, che ha sempre la testa che "parla" ecc ecc...
Dove non vedo ancora miglioramenti, è nel suo atteggiamento con me....anche se da un lato, dimostra di non volermi perdere, mi cerca, se sente che ho qualcosa che non va, si preoccupa subito e mi chiede se sono arrabbiata con lui (ha sempre il timore che ce l'abbia con lui per qualcosa), dice di sentirsi in colpa nei miei confronti per quello che mi sta facendo passare, anche se cerco sempre di tranquillizzarlo su questo punto....però, è sempre bloccato, non riesce più a parlare di sentimenti, dice di esser in confusione, una confusione generale, che non riguarda solo me...è come se avesse messo il nostro rapporto in stand by....è qua che non vedo ancora nessun cenno di miglioramento.

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30 GIU 2014

Anonimo

Cara Simona, la psicoterapia e' un tipo di percorso che non da dei risultati immediati ci vuole un po' di tempo e questo tempo dipende molto dalle caratteristiche personali e da quanto si mette in pratica ciò che si impara con la psicoterapia. L' unica cosa che potrei suggerirti in questa fase iniziale di fare sedute settimanali e poi in un secondo momento distanziarle a 15 giorni dato che ora si sta nella fase critica

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30 GIU 2014

Logo Dott.ssa Loredana Galati Dott.ssa Loredana Galati

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Buongiorno Simona.
Anche se la durata totale di una terapia è variabile, perché commisurata alla situazione personale, in base alla mia esperienza, i primi risultati devono comparire entro il primo mese dopo la diagnosi. Quindi, se per fare la diagnosi si è impiegato, ad esempio, 2 incontri, nei quattro incontri successivi devono iniziare a comparire segnali di miglioramento.

C'è da dire che io mi riferisco al mio metodo di intervento, che si basa sull'Ipnosi Ericksoniana, la meditazione e la Programmazione Neuro - Linguistica.

Un'ultima cosa: questa terapia ha cadenza quindicinale, non conosco i motivi di questa scelta, ma questo tipo di intervallo, allunga i tempi di miglioramento.

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30 GIU 2014

Logo Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta

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Gentile Simona,

come giustamente ha detto, il tempo dipende dalle caratteristiche del paziente e da quelle della psicoterapia. Detto questo, in linea di massima la sintomatologia (es, gli attacchi di panico) scompare piuttosto velocemente qualunque sia l'approccio che venga ad essere agito, direi nell'arco di mesi (consideri una media di 6). Ma questo non deve essere considerato l'obiettivo della psicoterapia poiché un cambiamento solo a livello sintomatico, benché garantisca alla persona un livello di qualità della vita migliore, non è affatto sufficiente per molti per sentirsi davvero meglio e quasi sempre ha una durata limitata. Una psicoterapia che si rispetti ha durata di anni (dai 2 ai 4 in media) ed il vero cambiamento passa per la consapevolezza di sé e delle proprie strutture nucleari di funzionamento e nella costruzione di percorsi alternativi e funzionali al soggetto.

Un abbraccio

Dott.Marco Ceccarini

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30 GIU 2014

Logo Dott. Marco Ceccarini Dott. Marco Ceccarini

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