Domande dopo una relazione finita.

Inviata da Claudia · 20 nov 2020

Salve, sono una ragazza di vent’anni che ha appena chiuso una relazione con un uomo di sessanta...in realtà non è mai stata una vera e propria relazione, più che altro di tipo romantico/platonico, io ero intenzionata ad andare oltre ma lui ha deciso di no per il mio bene, consapevole di non potermi dare nulla a lungo termine per la differenza d’età, perché è sposato con famiglia, ma anche per una questione morale perché è amico di famiglia. Nonostante questo ci siamo detti tante cose belle, dolci, romantiche, importanti, lui mi ha detto di non aver mai provato un sentimento così in vita sua in quanto sua moglie è sempre stata fredda ecc, ma a parte ciò è come se certe sensazioni le avesse provate per la prima volta, si comportava come un bambino imbarazzato che arrossiva alla minima carezza o al minimo sguardo accennato da parte mia. Da un uomo così grande ti aspetti molta esperienza mentre lui sembrava alle prime armi. Una volta conclusasi questa storia mi sono sorti dubbi: è stato un “amore” basato più su carenze importanti che altro? Io che ho un rapporto pessimo con mio padre, rifiuto i coetanei e mi innamoro perdutamente di quest’uomo (o di ciò che rappresenta?) e sinceramente fosse stato per me mi sarei fatta andare bene un rapporto platonico ancora per molto tempo...lui dal suo canto che alle spalle ha un’infanzia difficilissima, un matrimonio “spento” ed io dal basso dei miei vent’anni riesco finalmente a smuoverlo...voglia di recuperare quello che non ha vissuto? E forse lo stesso è accaduto a me cercando di trarre da lui quello che non ho ricevuto da mio padre...É stato un rapporto edipico più che d’amore? Pensavo si potesse verificare solamente da parte della persona più piccola nel confronti di quella grande, ma ritengo in questo caso reciproca la cosa. La nostra differenza generazionale è davvero tanta.
Spero di ricevere una vostra risposta su questa storia che per me è ancora una ferita aperta in quanto vi ammiro profondamente. Il mio sogno è infatti quello di diventare psicologa. Cari saluti

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Miglior risposta 22 NOV 2020

Buongiorno. Non mi porrei troppe questioni riguardanti il rapporto con Suo padre: l'affettività dipende più da come siamo orientati nel presente e nel futuro (e da eventuali relazioni passate) più che da aspetti familiari. Mi chiederei piuttosto quali bisogno affettivi soddisfava questo rapporto e che cosa Le dava in termini di mantenimento di sè e stabilità del senso di sè con l'altro. E sulla base di questo mi chiederei cosa cerca in un rapporto, cosa vuole per sè da una nuova relazione nel futuro, e quali obiettivi si pone, per riprogettare una relazionalità che, indipendentemente dalle sue caratteristiche e dalle età del partner, Le appartenga e sia soddisfacente e identitaria. Cordialità, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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21 NOV 2020

Cara Claudia, é interessante notare la riflessione che fai tra mancanza di figura di riferimento genitoriale maschile e l'avvicinamento a questa persona molto piú grande. Sembra che ti manchi una figura paterna protettiva, questo potrebbe spiegare l'interesse platonico e affettivo per questa persona. Sarebbe utile per te lavorare su questa componente per apprendere a relazionarti adeguatamente e con benessere all'altro, elaborando i vissuti e il rapporto con il papà, che ti condizionano.
Per quanto riguarda la persona piú grande, l'età in cui si trova e l'incontro con te può avergli attivato il desiderio di tornare indietro per rivivere la giovinezza e la leggerezza, che nel momento della vita in cui si trova é sicuramente vissuta in maniera differente. A maggior ragione se la sua é stata una infanzia difficile. Le difficoltà e le sofferenze le portiamo dentro sempre e ci creano malessere se non correttamente elaborate.
Ti auguro tanta buona fortuna per tutto!
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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