Domanda sul comportamento di un amico

Inviata da ArmandoWayne · 13 ott 2021

Buongiorno, mi chiamo Armando e frequento l'università.
Nelle settimane precedenti ho incontrato delle persone che sono il mio attuale gruppo di amici, il punto è che in questo gruppo c'è una persona con un comportamento strano.
All'inizio il gruppo sembrava affiatato, ma due settimane fa questo ragazzo comincia a dire che si sente un peso, che non va bene per noi e che lascerà il gruppo.
Ovviamente noi gli abbiamo detto che non è così e che ci fa piacere la sua presenza e di non preoccuparsi.
Parlando meglio ha confessato di aver vissuto dei trascorsi in cui delle persone l'hanno maltrattato e giudicato negativamente, dicendo che non avrà mai degli amici ecc..
Comunque dopo il chiarimento tutto sembrava sistematosi, finchè l'altro giorno eravamo seduti ad un tavolo, lui si alza e se ne va senza dare spiegazioni.
Si va ad isolare, e dopo, durante la lezione, si siede lontano.
A pausa pranzo passa vicino a noi, lo saluto e si gira dall'altra parte, persino un mio amico è andato verso di lui a chiarire e l'ha completamente ignorato, si è anzi messo a parlare con nuova gente.
La mia opinione è che abbia un disturbo che porta a svalutarsi e a sentirsi inadeguato, si sente profondamente sbagliato e giudicato da noi NONOSTANTE NOI NON GLI ABBIAMO DAVVERO FATTO NULLA. Infatti siamo tutti rimasti increduli e confusi.
Personalmente questo suo comportamento mi fa arrabbiare e fosse per me lo lascerei bollire nel suo brodo, ma capisco anche che è una persona che soffre e ha sofferto e che ha bisogno di un aiuto.
Vi prego di darmi un vostro parere e una considerazione su questo tipo di soggetto

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Miglior risposta 14 OTT 2021

Buongiorno Armando. Capisco che il comportamento del suo amico possa provocare una reazione di rabbia in lei e in altre persone. Apprezzo il fatto che nonostante ciò lei si sia sensibilizzato chiedendo un nostro parere. Sembra evidente che il suo amico soffre e sente disagio per questioni personali del suo passato che riaffiorano nel vostro gruppo. Come lei percepisce, le sue reazioni avvengono senza che abbiate fatto nulla. Il modo migliore di aiutare il suo amico è conversare con lui in un momento in cui lui stia più ricettivo, dicendo ciò che ci ha raccontato e di percepire che c'è qualcosa che non va in lui. E poi suggerire a lui di intraprendere una psicoterapia. Ci vorrà tatto e pazienza per trovare il momento opportuno per dirlo. Spero essere stato d'aiuto. Se ha bisogno di ulteriore chiarimento o informazione può contattarmi. Buona giornata.


Studio Dr. Gilberto G. Villela Psicologo a Roma

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14 OTT 2021

Buongiorno Armando. In questa sede, con così pochi dati a disposizione, sarebbe controproducente dare indicazioni precise. Si può comunque immaginare che la sua storia personale abbia un peso su di lui e potrebbe avere imparato, suo malgrado, che i rapporti stretti possono ferire. Potreste cercare di aprire un canale di dialogo non giudicante, senza pretendere spiegazioni che magari lui stesso non in grado di dare e senza mettergli troppa pressione addosso: se ha avuto un passato in cui il giudizio e il maltrattamento avevano la scena, metterlo in una condizione di costrizione chiedendogli incessantemente chiarimenti potrebbe essere solo controproducente.
In ogni caso ci tengo a specificare che sono soltanto ipotesi, fatte solo su poche righe e probabilmente non rispecchiano la realtà dei fatti, che è sicuramente più complessa di quanto non si possa esprimere in questa sede.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Dr. Alfonso Panella Psicologo a Busto Arsizio

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14 OTT 2021

Buongiorno Armando,
capisco la sua confusione, da una parte ciò ti procura rabbia per come si è comportato con te che non gli hai fatto nulla e dall'altra invece lo lo giustifichi perché sai che sta vivendo un disagio.
Ti consiglierei di consigliarli di rivolgersi ad un professionista.
Fallo con tatto ed empatia.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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14 OTT 2021

Ciao Armando, ho preso in esame la descrizione del vostro amico. Certamente questo ragazzo sta vivendo un disagio profondo, radicato in un’esperienza passata che lo ha segnato in modo evidente. I vostri tentativi di rassicurarlo per quanto preziosi forse non sono abbastanza perché lui possa riconoscersi un valore tale per cui non dovrebbe temere di esser maltrattato. So quanto il suo atteggiamento ti possa generare una rabbia e un comprensibile rifiuto ma, cerca di capire che il suo è un modo per tutelarsi, si allontana prima che voi possiate allontanarlo.. è un meccanismo di difesa anticipatorio. Perché non gli consigliate di fare qualche colloquio con il servizio psicologico dell’Università? Magari proponendogli di accompagnarlo e con il suo permesso anche di fare alcuni colloqui con lui. Questo dovrebbe restituire lui l’importanza che date alla sua amicizia e ancor di più il vostro interesse a che lui si veda nello stesso modo e con lo stessa stima che avete voi di lui. Potrebbe essere un buon modo per aiutarlo.

Dott.ssa Clarissa Guercioni Psicologo a San Benedetto del Tronto

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14 OTT 2021

Buongiorno Armando,
Probabilmente il suo amico soffre di un disagio più importante è non ha il modo di gestirlo senza far soffrire gli altri attorno a lui. L’amicizia è quel cuscino paraurti che impedisce all’altro di farsi male quando non è in asse. Non è certamente la cura ma è un prezioso supporto.
Può suggerire al suo amico di farsi aiutare seguendo una terapia che lo aiuti a trovare le cause del suo disagio e a porvi rimedio
Resto a disposizione e le auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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