Doc o omofobia interiorizzata?

Inviata da Beatrice · 9 lug 2020

Salve,
Sono una ragazza di vent'anni.
Sono fidanzata da due anni con un ragazzo splendido, siamo molto complici e stiamo bene insieme.
Sono sempre stata una persona molto ansiosa, mi sono sempre messa in discussione e tutto ciò è peggiorato da quando ho subito bullismo alle medie.
Anche il rapporto con mio papà ha influito molto sulla mia crescita, quando avevo dieci anni ho scoperto un tradimento da parte di mio padre e nel corso degli anni ne ho scoperto molti altri trovando foto e video intimi della sua amante.
Nonostante ciò sono rimasta in silenzio per tutto questo tempo,mi sono sempre sforzata di vedere mio padre come l'uomo di sempre, spiritoso, dolce e che tiene alla sua famiglia.
Da quando sono piccola ho sempre cercato di fare amicizia ma nella mia vita di amiche e amici ne ho avuti ben pochi e ciò mi fa stare molto male perché ho sempre ver ato in tutti i modi di risultare simpatica ma ho sempre ottenuto l'effetto contrario.
Quando avevo 14 anni ho conosciuto un ragazzo più grande di me, ci siamo legati molto era il mio primo fidanzatino e abbiamo fatto le cose troppo in modo frettoloso.
Lui nel corso di un anno e mezzo molte volte mi ha fatto sentire una nullità e molte volte mi sono sentita inferiore, era molto possessivo e non mi faceva avere amici.
Un giorno a scuola stavo piangendo in un angolo da sola e un mio compagno mi ha abbracciata, da quell'abbraccio mi è sorta una domanda nella mia testa così dal nulla che mi ha spaventata molto "e se non amassi il mio ragazzo?"
Da lì ansia, ansia e ansia, cercavo rassicurazione su internet ma ogni volta mi aumentava l'angoscia.
Tutto ciò è finito quando mi ha lasciata perché aveva trovato un'altra ragazza e io ci sono stata molto male.
Dopo di lui ho cominciato a frequentarci con altri ragazzi e ammetto di aver fatto sesso con molto ragazzi, subito dopo mi pentivo, mi sentivo sporca.
In quegli anni avevo sedici anni ed ero curiosa di scoprire il mondo, un po' come tutti gli adolescenti.
Ero molto amica di una ragazza e un giorno spinte dalla curiosità abbiamo avuto un rapporto sessuale durato cinque minuti e senza neanche molte effusioni perché non me la sentivo.
Il rapporto non mi è piaciuto e la sera stessa sono uscita con un ragazzo.
Non ho mai dato peso a questa cosa perché non la reputavo una cosa importante ma una delle molte esperienze che si fanno in adolescenza.
Nel corso degli anni ho avuto cotte per ragazzi, uscivo e il fatto di essere notata mi faceva sentire bene.
Mi faceva sentire importante.
Ho cominciato a mettermi la testa a posto quando ho conosciuto il mio attuale ragazzo, l'unico che mi ha fatta innamorare davvero, l'unico che mi ha preso per mano e mi ha aiutata e non abbandonata.
Mi sento libera di poter parlare di ogni cosa con lui, mi sento bene, felice.
È dolce, tenero, mi vuole bene.. Il ragazzo perfetto per me.
Tutto sembrava andare per il verso giusto quando anche con lui sono apparse le paranoie del "non amare abbastanza", come se io mi mettessi sempre e comunque in discussione.
Queste paranoie duravano qualche giorno e poi passavano da sole.
Ne ho parlato anche con la psicologa in terapia e stavamo lavorando su ciò ma ho dovuto interrompere per ben tre volte a causa di problemi economici.
Negli ultimi mesi tutto sembrava andare bene, eravamo felici, spensierati, a volte l'ansia tornava ma sapevo ormai gestirla e quindi passava.
Qualche mese fa però, mentre dormivo da mia cugina, persona con cui ho molta confidenza e che considero l'amica che mi manca, quella con cui parli senza sentirti giudicata.
Stavamo dormendo e mi sono svegliata in preda all'eccitazione, vedendo lei a letto con me ho fantasticato e queste mie fantasie mi hanno fatto sorgere la domanda " e se fossi lesbica?"
Da lì la paura, la paranoia più totale.
Ammetto di eccitarmi a vedere video hard lesbo, ma con mia cugina e in generale non farei mai niente?!
L'esperienza con la mia amica tornassi indietro non la rifarei perché sono sempre stata convinta del mio orientamento sessuale.
Non mi sono mai invaghita o presa una cotta per una ragazza.
Ho avuto un'amica lesbica e ho conosciuto perecchie sue amiche, avrei potuto provarci ma non ci ho mai pensato perché ho sempre fantasticato storie con ragazzi.
Questa paranoia per mia cugina è finita quasi subito e sono tornata felice, spensierata.
Da novembre fino a febbraio sono stati mesi molto soddisfacenti, avevo trovato un lavoro che mi piaceva, molte persone con cui ho stretto legami e non c'era cosa più bella di uscire dal lavoro stanca e trovare il mio fidanzato.
Tutto ciò e durato ben poco perché per via del corona virus mi hanno licenziata e a causa della quarantena non ho visto il mio ragazzo per ben due mesi.
Nonostante la lontananza e la mancanza immensa, abbiamo affrontato questa sfida molto bene.
Ci sentivamo sempre, tramite videochiamata o messaggi.
Ero tranquilla e contavamo i giorni prima di rivederci.
Quando è arrivato il giorno del nostro ricongiungimento non ho chiuso occhio tutta notte, fantasticavo sul nostro incontro dopo mesi a fare video chiamate.
Quando l'ho rivisto, essendo paranoica, ho avuto la sensazione di non conoscerlo, mi sembrava strano averlo lì.
Lui ha provato la stessa sensazione ma, al contrario mio, l'ha presa molto bene.
Questa sensazione che ho avuto mi ha turbato molto, ho cominciato a mettere in dubbio ancora i miei sentimenti anche se sapevo di amarlo...e che non si può smettere di amare una persona da un momento all'altro.
Non so come, né perché ma è da li che mi è venuta nuovamente l'ansia di essere lesbica.
Ho cominciato a non dormire più, a non mangiare più, a vomitare per l'ansia, piangere tutto il giorno.
Ne ho parlato con il mio ragazzo di questa paura e lui mi ha rassicurata dicendo che è solo un pensiero, ma io provo molta paura.
Mi immobilizzo quando mi prende l'ansia forte.
Ogni ragazza che passa la guardo e vado in ansia perché penso che mi piaccia, mi vengono in mente immagini di sesso con altre ragazze senza il mio controllo, è come se avessi delle voci in testa che mi dicono in continuazione "tanto sei lesbica accettalo".
Il pensiero di esserlo e di perdere il mio ragazzo e di non poter stare più con lui mi mette agitazione, paura e tristezza.
Non voglio perderlo, voglio stare con lui, avevo tanti progetti prima con lui e ora è come se tutto fosse andato in fumo.
Da maggio fino ad ora ho avuto dei giorni in cui l'ansia mi svaniva completamente e in cui ero cosciente del fatto che non mi piacessero davvero le ragazze, ritornava la voglia di fare l'amore con il mio ragazzo, ritornava la serenità... Ma dopo pochi giorni ricado in queste paranoie.
Da piccola (sei anni) giocavo con le mie amiche a strusciarci ma non ho mai dato peso anche se all'epoca ricordo di essere rimasta turbata perché una mia compagna di classe mi aveva toccata.
Non riesco più a vivere serena, mi vengono in mente tutti questi episodi e non ce la faccio.
È un continuo rimuginare e cercare su internet, a volte mi auto convinco, mi rassegno.
Non vorrei mai esserlo.
Quando guardo mia mamma e mio papà mi viene voglia di scoppiare a piangere tra le loro braccia, mi vergogno, a volte mi viene voglia di far la finita.
I miei genitori sono persone con una mentalità molto aperta ma solo il pensiero di stare con una ragazza mi fa stare male.
Vorrei tornare in terapia ma non lavorando non posso permettermelo.
Ultimamente ho paura a stare a casa sola, mi viene l'ansia a tornare a casa.
Più ho paura più vorrei il mio ragazzo qua con me, solo ora capisco quanto la paranoia del "non amarlo abbastanza" era stupida.
Pagherei per tornare ad essere felice come prima con lui, a fare l'amore ancora (non riesco piu).
Quando stiamo insieme a volte non ci penso neanche alle mie ansie, sono serena.. Quando però sono sola muoio dentro.
Ho bisogno di aiuto, mi sento depressa.
Ho paura del futuro.
Ho paura di tutto.
Non vorrei perderlo mai..solo il pensiero mi viene da piangere.
Mi scuso per il racconto lunghissimo.
Sto male mi serve aiuto.

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