Doc da relazione oppure no?

Inviata da Francesco il 9 feb 2013 Disturbo ossessivo compulsivo

Gentile Dottore,
sono un ragazzo di 21 anni e penso di avere il doc da relazione.
Da Ottobre sono in cura da una psicologa, che per ora non mi ha dato una "diagnosi" certa.

Premetto che non ho mai avuto una relazione duratura, sono sempre stato lasciato senza motivo e soffro da qualche anno di ansia generalizzata e attacchi di panico a causa del rapporto difficile con i miei genitori.
Sarò breve, ho conosciuto una persona su facebook e mi è subito piaciuta caratterialmente (anche se solitamente sono attratto da persone più grandi di me).
Dopo 3 settimane ci siamo incontrati e anche dal vivo ci piacevamo.
Ci vedevamo 2-3 volte a settimana e facevamo le stesse cose ogni sera (perchè questa persona lavorava e potevamo solo vederci 2-3 ore la sera): bar, passeggiata e qualche coccola in macchina.
Questa persona intanto mi scriveva cose dolci e si diceva già particolarmente presa di me, io pure ero preso ma non troppo (dopo le delusioni ci vado coi piedi di piombo)
Una settimana dopo però iniziarono gli attacchi di ansia e le domande ossessive che mi accompagnano tutt'ora 24h al giorno :

"MI piace davvero o no?". "perchè non mi manca quando non c'è?" "perchè ricevere i suoi messsaggi dolci mi getta nell'ansia?" "perchè mi sembra di non essere corretto nei suoi confronti? "perchè non provo le stesse emozioni che provavo per la prima persona di cui mi sono innamorato un anno fa?" "perchè quando mi alzo non sono felice, ma sono angosciato?" "e' la persona giusta?" "perchè quando sono in sua presenza sto bene e quando non sono con lei sto male?" "mi piace il contatto fisico con questa persona o mi infastidisce?" etc etc...

Tutte domande senza senso apparentemente, eppure me le faccio involontariamente senza sosta e mi mandano in confusione.
Inoltre iniziai a focalizzarmi anche su dettagli insignificanti (ad esempio una volta eravamo in macchina, non vide il segnale di stop oltrepassandolo e la cosa mi fece spuntare un'altra domanda "ma una persona svampita fa per me?")
Ora mi affido alla mia psicologa per uscirne.

Ma intanto cosa mi consigliate di fare? Chiudere con questa persona? Prendere una pausa? Io sto bene quando sto con questa persona, eppure non riesco ad apprezzarla o a rilassarmi del tutto.
Forse se mi faccio tutte queste domande non è la persona giusta oppure è colpa del doc da relazione?

La ringrazio anticipatamente,
F.

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Gent.ssimo Francesco, sono d'accordo con i colleghi che le consigliano di continuare il suo percorso terapeutico con la psicologa che lo sta seguendo. Credo che proprio il suo bisogno di fare questa domanda fuori dal suo percorso terapeutico nasca dalla paura di non essere in grado di prendere una decisione rispetto alla relazione che sta vivendo. E' molto importante invece, a mio avviso, poter comprendere cosa la spaventa di questa relazione e soprattutto come fronteggiare queste paure. Tutto questo non credo si risolverebbe solo decidendo se lasciare o meno la ragazza che sta frequentando.
Le auguro buon lavoro. Cordiali Saluti
Dott.ssa Laura Amato. Palermo

Dott.ssa Laura Amato Psicologo a Palermo

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Quanto autocontrollo... quante autocostrizioni... quanti timori ...
Caro ragazzo, deve essere estenuante assecondare ogni tua rigidità. Continua il tuo percorso psicologico, hai fatto la cosa giusta, per il resto il giudizio "giusto/sbagliato" è una spada di Damocle da abbandonare all'istante. lavora sulle tue emozioni, nel senso dell'ascolto di queste. Lascia che fluiscano e le risposte verranno.Un caro saluto. Dott.ssa S.Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Caro Francesco, credo che tu sia ancora poco maturo per parlare di persona giusta, hai solo 21 anni, prova a vivere questa storia giorno per giorno senza farti prendere troppo dalle domande e quindi dall'ansia.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Buongiorno gentile Francesco,
Lei sta seguendo una terapia ed è importante che ponga alla sua psicologa i quesiti che ha posto qui. Tenga presente che anche questi dubbi che prova sono materiale significativo per riuscire a capirla maggiormente. Non si faccia prendere dalla fretta e con calma si conceda completamente alla terapia che sta seguendo.
Cordialmente

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Carissimo,
in qualità di clinica non dò diagnosi 'certe' ai miei pazienti perchè ritengo che qualsiasi diagnosi sia riduttiva della complessità dell'essere umano e spesso ne taglia fuori gli aspetti migliori e le risorse. Il tuo bisogno di sapere che cos'hai in termini di diagnosi assomiglia al tuo bisogno di avere certezze nella tua relazione sentimentale... E' giusto affrontare i dubbi e le incertezze, ma metti sull'altro piatto della bilancia le risorse e le cose positive. Affidati a chi ti sta seguendo in questo percorso.
Cordialmente

Stefania Dr Turati Psicologo a Vigevano

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Caro Francesco,
come afferma queste sono tutte domande che concorrono ad aumentare le sue ansie. Paure che si provano ogni qualvolta intraprendiamo una relazione e che può tranquillamente condividere con la sua psicologa.
Per quanto concerne la diagnosi mi sembra che sia divenuta la panacea giustificativa di tutte le sue ansie... pensi a come gestirebbe questa storia se non avesse più il sintomo!
Buona giornata

Dr.ssa Anna Carderi Psicologo a Roma

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Caro Francesco,
la cosa migliore da fare l'hai detta tu stesso: affidarti alla tua psicologa. Perché è lei che conosce la tua storia, le tue reazioni abituali e come si insinuano i tuoi pensieri ricorrenti. L'importante non è sapere se il tuo malessere sia una forma di DOC o meno, quanto la possibilità di contenerlo ed alleviarlo.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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Gentile Francesco,
comprendo l'angoscia che questo momento possa procurarle e non credo le sia fondamentale inquadrare tale disagio in una categoria diagnostica piuttosto che in un'altra. Credo, invece, che ai fini della sua psicoterapia sia più utile che esponga tali dubbi alla collega a cui si è rivolto perché possiate dargli il giusto significato.
Le faccio un imbocca al lupo
dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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Gentile Francesco,
comprendo quanto deve essere angoscioso per lei questo momento ed è per questo che l'unico consiglio utile, che ritengo le si possa dare, è quello di portare questi suoi dubbi alla collega che l'ha presa in carico.
Un cordiale saluto
dr.ssa Alessia Serra

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Gentile Francesco,
la sua ansia e le domande che si pone sembrano essere un segnale di disagio sia a livello personale che riguardo alla relazione che sta vivendo. A questo proposito mi viene spontaneo proporle un paragone tra queste preoccupazioni e la sua richiesta di aiuto fatta tramite un portale sul web: è come se non riuscisse a fidarsi pienamente di quello che sta vivendo nel rapporto terapeutico con la psicologa a cui si è rivolto, allo stesso modo in cui fatica a fidarsi della relazione con la sua ragazza. Credo che possa esserle di maggiore aiuto riflettere con la sua terapeuta su questi aspetti per non trovarsi con tanti consigli e tanti pareri che possono essere discordanti tra loro e necessariamente parziali (perchè nessuno di quelli che rispondono via internet può conoscerla direttamente) e quindi paradossalmente potrebbero aumentare la sua ansia. Rispetto alla diagnosi, spesso avere un'etichetta diagnostica aiuta a focalizzare il problema, ma può diventare anche limitante nel considerare altri aspetti: ne parli apertamente con la sua terapeuta, è importante che siano soprattutto i dubbi e le incertezze a trovare spazio nella stanza di terapia! In bocca al lupo e un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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