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DOC?

Inviata da Susanna il 26 ott 2012 Disturbo ossessivo compulsivo

Salve, mi chiamo Susanna e ho quasi 18 anni. Sto con il mio ragazzo da 2 anni e mezzo e fin dal primo anno, dopo i primi mesi di relazione (una relazione molto intensa, siamo sempre insieme, siamo fidanzati a casa nel senso che tranquillamente ceniamo l'uno dall'altra in presenza dei genitori) ho cominciato in alcuni periodi ad avere dei dubbi assillanti sulle emozioni che lui mi trasmetteva: sono innamorata o no? Sono innamorata di lui o della mia idea di lui? Lo amo o è solo profondo affetto? Questi pensieri mi incatenavano e scaturivano come un fiume in piena. Come ho detto si trattava di periodi, in cui mi convincevo, la risposta più razionale era sempre quella, di non amarlo ma di avere solo bisogno di lui, abitudine del rapporto. Quando ero con lui non riuscivo a vivere il momento ma mi perdevo nei miei pensieri, mi escludevo dal presente ed entravo nel trip del: oddio riesco solo a pensare, non provo nulla, non voglio baciarlo ma solo abbracciarlo, voglio andarmene, non rispondevo ai ti amo.. Poi, quando mi mettevo d'impegno a pensare al bellissimo inizio della nostra storia o comunque ai motivi per cui mi piaceva il mio ragazzo (rarissimi momenti, durante i periodi, di lucidità in cui riuscivo a trovare queste cose belle) il periodo scompariva, e durante il nostro solito benessere ripensando ai pensieri che avevo avuto e ai ragionamenti cui ero arrivata non riuscivo a spiegarmi come potessi dubitare di cose simili: "guarda quanto stai bene con lui!" mi dicevo. Ma il periodo tornava, precisamente quasi ogni 3 mesi.. poi c'è stata una pausa di 5 mesi, e ora sono di nuovo qui, convinta di non provare niente per il mio lui e con la paura che sia realmente così. L'ipotesi di un DOC da relazione può solo confortarmi, per assurdo, pur trattandosi di un disturbo. Potrebbe essere tale?

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Grazie a tutti voi per le risposte. Dott.ssa Campagnola, nelle mie precedenti relazioni non mi è successo: la storia aveva infatti caratteristiche completamente differenti, il mio ragazzo di prima era uno di quei tipi che "scappano", nel senso che non ero mai sicura dei suoi sentimenti, ero, come ora, ossessionata dalla gelosia ma lui era una persona che non mi confortava mai e io di questo suo non esserci sentivo molto la mancanza, mancanza che mi faceva vivere benissimo i momenti in cui eravamo insieme, in cui mi dimenticavo di tutto il male, ma mancanza che non mi lasciava un attimo per riflettere. Caratteristica invece della mia attuale storia è l'esserci sempre del mio ragazzo, presente e dolce, di cui mi sento sicurissima, nonostante la mia gelosia ossessiva che lo tormenta, e questo mio essere tranquilla mi fa "pensare troppo", come dico io. Mi vengono dubbi e mi impongo di scacciarli ma poi in alcuni periodi mi sento apatica nei suoi confronti e questo non fa che confermarli, magari poi lui mi bacia proprio mentre me ne rendo conto e questo mi allontana ancor più..
Ad Oltrescuola rispondo che mi reputo giovane, per pensare a chissà quali obiettivi.. ovviamente come chiunque ho fantasticato spesso su un futuro insieme, futuro di cui parliamo entrambi e in cui lui crede davvero, io lo vorrei (lo dico ora, che sono lucida, altrimenti non saprei dirlo) ma sono un po' più con i piedi per terra. Dobbiamo affrontare la maturità insieme, abbiamo avuto un periodaccio con i nostri amici di sempre, lui ci ha chiarito ma comunque non è tornato come prima il loro rapporto, io ci ho chiuso. Questo forse mi ha destabilizzato, le critiche a noi sono quelle di stare sempre troppo insieme, sempre troppo noi..

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Può trattarsi di una forte insicurezza relazionale oppure di una sua caratteristica di personalità. In quest'ultimo caso tale atteggiamento è più strutturato nel tempo e tende ad essere molto pervasivo. Nelle sue precedenti esperienze sentimentali ha notato un atteggiamento simili?
Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato dall'incapacità di controllare i pensieri, di smettere di dubitare nonostante si cerchi attivamente di farlo.
Per una diagnosi più precisa, che le consenta poi di decidere al meglio come attivarsi ed intervenire, le consiglio una valutazione psicodiagnostica con test di personalità e della sintomatologia specifica.
Un cordiale saluto

Studio Dr.ssa Campagnola Psicologo a Montebelluna

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Buon Giorno Susanna, una coppia evolve e costruisce la propria storia insieme verso degli obiettivi in comune, ma gli individui che compongono la coppia sono in continuo cambiamento e sono condizionati dal propri ideali, dalle persone di riferimento, dalla propria famiglia. Ad oggi cosa condividete?

Oltrescuola Psicologo a Piove di Sacco

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Per quanto non ancora definito in letteratura come le altre forme di DOC (cioè ossessioni e compulsioni legate paura della contaminazione, dubbio patologico, bisogno di ordine e simmetria, ossessioni sessuali e aggressive), esiste una ricerca recente su un tipo particolare di DOC legato alle relazioni sentimentali. Si presenta in due forme: 1) dubbio di essere amato dal partner, domande ripetute su quanto si è amati dallo stesso, timore di perderlo 2) dubbio su quanto si ama realmente il partner, sul fatto che la relazione sia "giusta" e sul fatto di rimanere nella relazione o troncarla. Faccio notare che il il dubitare di avere fatto o stare facendo correttamente determinate azioni è un concetto nucleare del DOC, quello che per esempio spinge alla ripetizione di azioni o gesti in modo compulsivo. La invito a rivolgersi a uno psicologo/psicoterapeuta cognitivo comportamentale che possa intervenire efficacemente sul suo disagio e permetterle di godere con gioia del suo rapporto sentimentale.
Valeria Blarzino

Dott.ssa Valeria Blarzino Psicologo a Cesenatico

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Gentile Susanna.
i suoi dubbi e le sue insicurezze sono probabilmente difficili da inquadrare in una vera e propria diagnosi, anche se, come giustamente lei dice, spesso dare un nome a quello che sperimentiamo può farci sentire più confortati. Per fare chiarezza dentro di sé e capire meglio quali sono i suoi desideri e i suoi bisogni potrebbe rivolgersi ad un professionista, sicuramente la sua capacità di porsi domande le sarà di aiuto in un percorso di consapevolezza interiore. In bocca al lupo e un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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