Disturbi psicosomatici

Inviata da Maurizio Olivieri · 1 dic 2016 Disturbi psicosomatici

Nel porgerle i miei più cordiali saluti mi presento. Io sono Olivieri Maurizio, nato nel 1958. Io mi permetto di esporle il mio problema. Io fino a circa dodici anni fa svolgevo le funzioni di capo officina in una piccola ditta metalmeccanica. Un brutto giorno camminando e poggiando la gamba destra sul terreno, praticamente non l'ho più sentita. Sono caduto a terra. Questo evento si è ripetuto in seguito e ho cominciato a sentire forti dolori all'altezza del lombo destro. Su consiglio di un medico mi sono recato da un neurochirurgo. Il prof Buzzi, dell'ospedale civile di Alessandria, costui dopo avermi visitato mi ha consigliato di andare a fare una visita specialistica all'Istituto Ortopedico Galeazzi a Milano prescrivendomi anche una RM alla schiena. Io ho prenotato entrambe le cose. Nel frattempo ho scoperto che a Ovada veniva a fare delle visite private il prof. Antonio Solini della divisione di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Le Molinette di Torino. Io ho prenotato una visita da lui. Ho fatto la risonanza magnetica. Il prof. Solini mi ha ricevuto prima di recarmi a Milano. Sono stato visitato da lui, che mi ha detto che secondo il suo parere. Io avevo fatto una specie di Fuoco di Sant'Antonio ai dischi L4 e L5. Il Prof. Solini mi ha detto che per quel motivo le rachidi dei nervi di quei dischi erano come bruciate. Lui ha proseguito dicendomi che la mia vita, se non volevo rischiare una paralisi, si sarebbe dovuta condurre nel seguente modo: Un quarto d'ora in piedi. Un quarto d'ora seduto. Un quarto d'ora lungo. Il prof. mi ha detto anche che non avrei dovuto sollevare più di cinque chili. Il prof mi ha spiegato che naturalmente questo era uno schema da tenere in linea di massima. Infine il prof mi ha detto che sempre secondo lui, una parte dei forti dolori che sentivo alla schiena erano psicosomatici e che se facendo altre visite, qualcuno mi avesse proposto di operarmi sarei dovuto scappare. In seguito mi sono recato all'Istituto Ortopedico Galeazzi a Milano, dove mi hanno ripetuto le identiche parole. Il medico che mi ha ricevuto a Milano avrebbe voluto farmi fare un esame particolare al disco. Lui riteneva che l'operazione fosse impossibile, ma dicendomi che con quell'esame ne sarebbe stato certo al cento per cento. Il prof Buzzi e Solini ritennero inutile quell'esame, dicendomi entrambi che non c'era nessuna possibilità di fare un'operazione. Una cosa molto importante, tutti e tre questi dottori, mi hanno detto che il referto scritto sulla RM era sbagliato. Testuali parole di Solini: « Qui hanno scritto delle grandissime cazzate. » Io in precedenza ero stato operato in entrambi i piedi per problemi di postura. I piedi, in poche parole me li avevano rotti, per poi farmi camminare sul piede rotto e metterlo a posto come postura. In seguito ho fatto varie elettromiografie con esiti molto contrastanti tra loro. Un elettromiografia diceva che i problemi fossero pochi, un'altra che erano rilevanti. Il prof. Solini mi ha spiegato che questo avvallava la sua teoria. Lui mi ha detto che il mio disco ormai era come ridotto in poltiglia. I vari frammenti si spostavano, causandomi sia le cadute che le elettromiografie contrastanti. Un anno dopo, circa, ho fatto una visita da una specialista della masticazione. La dottoressa mi ha visitato dicendomi che secondo lei la mia masticazione altamente incrociata aveva procurato tutti quei guai. La dottoressa mi ha anche detto che seppure le facesse suo marito. Un'operazione era sconsigliata sia per l'altissimo prezzo, ma più che altro perché i benefici li avrei avuti trent'anni dopo. Io non sono riuscito ne a recuperare la capacità lavorativa e neanche una pensione d'inabilità al lavoro. Leggendo qua e la ho visto che molti dei miei sintomi rientravano nella tabella per la diagnosi dell'affaticamento cronico. Io a quel punto ho deciso di andare a fare una visita dal prof. Prof. Gian Carlo Tirelli. Lui mi ha ricevuto in un albergo a Milano. Mi ha visitato. Il prof Tirelli mi ha detto che la possibilità che avessi l'affaticamento cronico oltre ai disturbi trovatimi da Solini era molto alta. Lui mi ha dato una quantità enorme d'iniezioni da fare. Il prof mi ha poi detto che al termine del ciclo d'iniezioni molto probabilmente poteva dimostrare l'affaticamento cronico. Io non ho potuto fare la cura, il costo sia delle iniezioni che delle visite di controllo era troppo alto per le mie finanze. Un paio d'anni dopo i problemi si sono estesi alle braccia, principalmente il destro. Ho fatto la RM nella zona della cervicale e in base a quella il prof Solini mi ha detto che anche ai dischi della parte alta della colonna stava succedendo la stessa cosa di a quelli in basso. Io scoraggiato e anche per motivi finanziari per cinque, sei anni non ho più fatto visite. Facendo lo stile di vita dettomi da Solini integrato a farmaci: cymbalta 60 mg una volta al giorno e Lyrica 50 mg due al giorno. Questa combinazione se non altro mi permetteva di fare una vita insufficiente ma senza correre più tutti i giorni al pronto soccorso. Io in questi anni però ho avuto dei peggioramenti, la dottoressa della salute mentale mi dice collegati sia alla cura che ai disturbi psicosomatici. Le elenco i disturbi: tachicardia, impotenza, eiaculazione precoce, psoriasi quasi su tutto il corpo e una stanchezza cronica. Ultimamente stando davanti al computer o la televisione inizio a vedere lo schermo sfocarsi, ad avere forti capogiri, allungandomi nel letto sono quasi certo di perdere coscienza per un vario periodo. I capogiri mi colgono molte volte anche camminando. Alcuni giorni cammino senza problemi, a parte un leggero mal di schiena, altre volte camminando sembro un ubriaco, già in due casi sono finito in strada rischiando di farmi investire, però questo mi è successo in un luogo dove il marciapiede è molto stretto. Camminando continuo, ogni tanto a cadere, sempre con la sensazione di non avere più la gamba destra. In questi ultimi giorni ho fatto una visita alla salute mentale, dove c'è una nuova dottoressa che mi dicono sia molto preparata. Lei mi ha detto che i disturbi psicosomatici ci sono indubbiamente ma che alla base di tutto c'è un problema fisiologico. Lei mi ha consigliato d'iniziare a fare degli accertamenti partendo da una nuova visita da un neurologo. Lei non mi ha trovato nessun problema di memoria, ne di ragionamento. Secondo la dottoressa non ho nessun disturbo psichico. Un anziano dottore di cui mi fido molto, mi ha visitato l'altra sera. Lui in base alla prima RM mi ha detto di ritenere sbagliata la diagnosi di Solini e gli altri professori. Il mio problema secondo lui sono solo dei gravi disturbi psicosomatici e che non c'è nessun disturbo fisiologico. Lui mi ha detto di fare la visita dal neurologo. In base al risultato, siccome la ditta dove lavoravo mi riassumerebbe immediatamente, proverebbe addirittura a riprendere a lavorare. Io stamane mi sono messo davanti al computer, in questi anni ho fatto alcuni siti per adulti e scritto vari ebook per vedere d'integrare un po' le finanze. Passata un'oretta lo schermo ha iniziato a sfocarsi. Io invece di allungarmi nel letto mi sono messo a fare un po' di pulizie nella camera dove ho il computer e poi verso le undici andando a lavare i piatti. Lavando i pochi piatti mi sono presi dei forti capogiri. Io mi sono ritrovato a mezzogiorno e dieci lungo sul pavimento in cucina. Non ho idea di cosa mi sia successo. In base a questa lunghissima pappardella lei è in grado di dirmi se le cadute che faccio possono essere collegate ai disturbi psicosomatici? Lei ritiene che gli svenimenti, almeno cinque nell'ultimo mese, si possono collegare a disturbi psicosomatici? La ringrazio moltissimo, sia per il tempo che le ho fatto perdere leggendo questa lunghissima email, che per una sua eventuale risposta. Distinti Saluti: Olivieri Maurizio

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Miglior risposta 1 DIC 2016

Gentile Maurizio
ha fatto bene a fare tutti gli accertamenti del caso, dai quali sono emerse cause fisiologiche (discopatie e nevralgie) per le quali già segue un trattamento farmacologico anche alquanto forte.
Tutto ciò non esclude che ci siano anche cause psicologiche, come le hanno già suggerito. Dunque, seppur nel suo caso specifico non posso darle la certezza, in linea generale il Fuoco di Sant'Antonio, gli svenimenti e il dolore a carico della colonna vertebrale sono classici sintomi psicosomatici.
Un aiuto alla terapia farmacologica può arrivare dal Training Autogeno il quale, tra le altre cose, riduce la sensazione di dolore (il quale non scompare ma viene meglio tollerato) e rilassa la muscolatura.
Tuttavia, per eliminare o quantomeno attenuare la componente psichica del suo disturbo è necessario intraprendere una psicoterapia analitica che lavori sulle motivazioni inconsce sottostanti. Sarà lo stesso psicoterapeuta ad insegnarle il Training.
Rimango a disposizione per chiarimenti
Cordialmente

D.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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