Disturbi depressivi o cosa?

Inviata da Naomi De Bock · 23 mar 2017 Depressione

Salve ,
mi chiamo Naomi ed ho 23 anni vi scrivo in relazione ad una realtà di cui mi sono resa conto negli ultimi mesi , premetto che andrei volentieri da uno psicologo ma trovandomi in Spagna non so.. tante cose non saprei come spiegarle !
Mi sento quasi sempre molto abbattuta , vedo tutto nero , vorrei sprofondare in una voragine , poi d'improvviso passa tutto e mi sento bene , sto davvero bene , addirittura mi trovo a deridere il mio stato precedente tra me e me, in seguito la maggior parte Delle volte mi pervade l'ansia , che mi porta a sfoghi di gelosia o di panico .
Il tutto ciò è contornato dalla mia insonnia e paura di dormire in una casa vuota da cui poi ho preso coraggio in questo momento a scrivervi ( della seconda sono venuta a conoscenza poche settimane fa ) .
Oltretutto mi chiedevo se l'ereditarietà sia una Delle cause Delle patologie psicologiche , siccome mia madre soffre di una forma abbastanza acuta di paranoia (ovviamente , siamo tutti pazzi e lei è sana ).
Ora il problema è che questo mio umore così ..'Stravagante' mi causa veramente tanti disagi da discussioni inutili, ansie inutili , paure inutili, mi passa la voglia e la forza di fare qualsiasi cosa , a volte non mi sento nemmeno nella realtà , mi sento come se fossi in un sogno , e che se scappassi , se saltassi da un grattacielo o semplicemente se offendersi qualcuno sarebbe la stessa cosa , non succederebbe niente , ed è proprio in quei momenti che cerco di parlare con me stessa e finisco in un vero e proprio battibecco tra me e me .
Vorrei quindi un opinione , è possibile che i miei siano sintomi di una qualche patologia o magari penso solo un po' troppo ?

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Miglior risposta 25 MAR 2017

Gentile Naomi,
di solito, qualunque sia il problema, avere consapevolezza dello stesso rappresenta un importante punto di partenza. L’altro aspetto importante per migliorare la propria condizione è decidere di fare qualcosa per stare meglio, rivolgendosi a un professionista.
Nel suo caso è evidente che il tono dell’umore è soggetto a sbalzi che la disorientano. A questo si aggiungono forti stati d’ansia che la portano a essere diffidente o ad andare nel panico. Inoltre teme di assomigliare a sua madre per quanto riguarda alcuni aspetti paranoici.
Lei chiede se si tratta di una patologia o se pensa troppo. Io credo che il pensare troppo non aiuta e che nello stesso tempo è normale pensare troppo quando abbiamo paura e non sappiamo spiegarci alcune cose, inoltre se abbiamo difficoltà a gestire l’aspetto emozionale la razionalità ci sembra un paracadute in grado di ancorarci alla realtà. Solo che il pensare troppo diventa ruminazione e i pensieri che sono sempre gli stessi difficilmente riescono a dare sollievo e a rincuorarci. L’etichetta di patologia in sé non vuol dire molto nel senso che non si tratta di avere o non avere determinate caratteristiche ma quanto quelle caratteristiche sono presenti e interferiscono pesantemente nella mia vita. Se mi consentono di continuare ad avere un lavoro, delle relazioni intime, una vita sociale, degli interessi etc. anche la paranoia di cui parlava, prima di essere un disturbo per la nostra vita è un elemento positivo perché ci consente di essere vigili, di prestare attenzione ai dettagli, di non farci ritrovare in situazioni pericolose e così via, inoltre la paranoia parte sempre da un dato di realtà. Ovviamente se diventa eccessiva il dato di realtà originario rischiamo di perdercelo.
Se sua madre ha sofferto di paranoia acuta può darsi che lei ne abbia risentito perché ha vissuto in un clima non sereno, questo non vuol dire che ci sia ereditarietà e soprattutto che la situazione non sia risolvibile perché le assicuro che lo è.
Al di là delle categorie mi sembra che il suo disagio sia significativo perché gli procura stati di malessere importanti. Mi piacerebbe sapere con chi vive in Spagna, cosa fa, e capire meglio a che situazione si riferisce quando parla della casa vuota o delle discussioni e della gelosia.
Non so in quale parte della Spagna vive e soprattutto se si trova in una grande città o meno, perché in Spagna vivono tanti colleghi italiani in grado di aiutarla. Se questo non fosse possibile esiste la possibilità di fare dei colloqui attraverso skype.
In ogni caso credo sia importante farsi aiutare anche per avere maggiore fiducia nella possibilità di superare tutto.


Dott.ssa Lucia Rinaldi

Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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25 MAR 2017

Buongiorno Noemi, si sente molto l'angoscia che la pervade al momento. Il fatto che riesce a scriverne è una cosa positiva perché riesce a dirne qualcosa e questo favorisce l'allentamento della tensione che sente. Per questo motivo, come hanno già fatto gli altri miei colleghi, le consiglio di ricavarsi uno spazio in cui poter "allentare la tensione" e dirne qualcosa iniziando un percorso terapeutico. Comprendo le difficoltà dell' esprimersi in una lingua che non è quella propria, anche se la si conosce bene. in un'altra lingua si perde sempre la possibilità di descrivere bene quello che si sente. Io faccio supporto psicologico online proprio per italiani all'estero ed è una difficoltà frequente.
In merito alle questioni che porta, mi chiedo se queste paure sono sorte quando è andata all'estero oppure se ne aveva già fatto esperienza in periodi precedenti. Sarebbe utile provare ad identificare quali sono stati i fattori scatenanti queste ansie ad oggi.
Le preoccupazioni relative alla collegamento tra questa sua esperienza e i vissuti di sua madre sono uno dei tanti altri punti della sua domanda che varrebbe la pena approfondire ma mi risulta difficile esaurirli qui, in una risposta statica. Posso solo dirle che si possono ereditare/imparare tante cose dai genitori (comportamenti, abitudini, attitudini) ma non necessariamente tutto.
Le auguro una buona giornata!

Dottoressa Laura Birtolo Psicologo a Firenze

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24 MAR 2017

Carissima, per sapere se si tratta di vera e propria patologia vi è necessità di di approfondire diverse questioni, ad esempio cosa accade prima e dopo questi sbalzi di umore, quali sono i suoi pensieri e poi l'eventuale eredità del disagio. Per far ciò occorrerebbe un incontro. Io sono disponibile anche on line, se lo volesse cari saluti.Dott.essa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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24 MAR 2017

Salve Naomi,
Sento dalla sua mail la tensione del momento e posso comprendere quel misto di paura tra la solitudine e il timore di aver "ereditato qualcosa". Al di là delle proprie fragilità (o eredità) però la cosa più importane è poter prendere consapevolezza di un momento di tensione per accogliersi e dare un senso a questi sintomi, anche all'interno della sua storia familiare. Infatti è come se ogni sintomo volesse comunicare qualcosa di noi e della nostra storia che facciamo fatica a comprendere. Se lo ascoltiamo e lo comprendiamo però poi ci possiamo permettere anche di abbandonarlo.

Per quanto riguarda lo psicologo/a secondo me con qualche ricerca su internet (o andando a chiedere nelle loro Ulss o altro) potrebbe trovare facilmente una soluzione perché ci sono molti italiani in Spagna.
Mi chiedevo inoltre vista l'età se si trovai in Spagna per un Erasmus o altro, e per quanto tempo ci rimane. Anche questo è da valutare.

Altra cosa è capire se ha attorno a se un gruppo di amici, o se questa è un'altra difficoltà. Crearsi un gruppetto potrebbe aiutarla ad animare un po' casa e le sue giornate e sentirsi un po' meno sola.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Ceccato Silvia

Dott.ssa Ceccato Silvia Psicologo a Vicenza

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24 MAR 2017

Salve,
Il suo modo di descriversi è davvero completo ed esaustivo, per un attimo mi ha fatto entrare nella sua testa e sperimentare tutti i cambiamenti che in essa avvengono; quindi capisco come può essere disorientante passare cosi rapidamente da uno stato mentale all'altro, mantenendo la consapevolezza ma senza poterci fare un granché. Circa l'ereditarietà, sarebbe meglio definirla familiarità per certi disturbi, è sicuramente un fenomeno che esiste, benché non possa dire che si tratti del suo caso.
Le suggerisco di cercare un collega che la possa valutare e seguire in Spagna in modo da avere più chiara la situazione: molti di noi lavorano con gli italiani all'estero in giro per il mondo.
Se vuole posso aiutarla a cercare un collega in Spagna.
Resti in ascolto.

Dott.ssa Sabina Marianelli Psicologo a Roma

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23 MAR 2017

Salve Naomi
È stata molto brava a descrivere i suoi stati emotivi.
Queste emozioni di paura in casa vuota, ansia, tristezza, andrebbero ridefinite per comprendere quali sono i pensieri che le generano.
L'ereditarietà è un fattore di rischio, ma non un fattore decisivo per lo sviluppo di malattie, come anche per alcune patologie mediche.
Sicuramente potrebbe esserle utile comprendere cosa stia succedendo, per darle gli strumenti adeguati per aiutarla a gestire queste emozioni e stati mentali che riporta.
Ha provato a cercare uno psicologo in Italia che possa aiutarla via Skype?
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento
Dottssa Fabrizia Tudisco psicologa Napoli

Dott.ssa Fabrizia Tudisco Psicologo a Napoli

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23 MAR 2017

Gentile Naomi,
ovviamente servirebbero altre informazioni specie riguardo ai motivi della sua permanenza in Spagna (studio? lavoro?).
Quanto alle ansie e agli sbalzi di umore, questi possono essere fisiologici se contenuti entro certi limiti in relazione agli eventi che accadono e comunque è confortante il fatto che lei spesso recuperi bene rendendosi conto di come il precedente stato di malessere era ingiustificato o esagerato.
Infatti questo dovrebbe farle acquisire la fiducia che i momenti di crisi possono sempre essere superati a volte anche senza che si faccia nulla, il che non è una cosa da poco.e può migliorare la capacità di tollerare le frustrazioni.
E' poi da precisare che i disturbi psicologici non sono ereditari ma certamente un ambiente familiare negativo o sfavorevole incide molto sull'equilibrio psicologico dei bambini che potranno diventare adulti problematici.
In ogni caso, per le sue ansie, fobie e sbalzi di umore le sarebbe utile un percorso di psicoterapia che potrebbe intraprendere in Spagna cercando un terapeuta bilingue o, in mancanza accontentandosi di sedute online via Skype con un terapeuta italiano.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 MAR 2017

Gentile Naomi,

le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per valutare più attentamente la situazione. Di certo è necessario che lei si rivolga ad un terapeuta (io le consiglio ad indirizzo cognitivo-comportamentale) con cui possa esprimersi nella sua lingua madre. Consideri che è anche possibile effettuare delle sedute in videochiamata, ma questo è da valutare con il singolo terapeuta, a cui si rivolgerà.

I miei migliori auguri

dott.ssa Silvia Picazio

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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