Disturbi alimentari, qualche consiglio?

Inviata da Adriana · 30 giu 2020

Salve, è la prima volta che descrivo la mia situazione. Ho diciannove anni e soffro di disturbi alimentari da quando ne avevo quattordici. Pensavo di essere guarita dall'anoressia, che anni fa aveva praticamente compromesso l'equilibrio dell'intera famiglia, sono ricaduta quindi nel binge eating e da circa due mesi nella bulimia. Non riesco a convincermi che sia giusto parlarne, perché ora che vivo da sola non faccio che ripetermi che posso farcela, che non serve portare altri problemi a casa. E intanto abbuffate e vomito, ormai di routine tutti i giorni e più volte al giorno, insieme a tutte le idee e tutte le immagini che vanno avanti per la testa di tutte le ragazze con disturbi alimentari. Il tutto accompagnato da disagi fisici che ormai iniziano a diventare evidenti: parotidi gonfie, ciclo irregolare, giramenti di testa e gola dolorante, battiti accelerati e difficoltà qualche volta a respirare. Non riesco a studiare, non riesco a vedere gente e tutto questo non fa che ricordarmi quanto sia incapace, nonostante tutto. E non so bene cosa sto chiedendo, forse soltanto un modo per capire qual è la cosa giusta da fare o la persona giusta con cui parlare senza sentirmi ancora una volta fuori luogo o di troppo con questi disturbi che razionalmente mi sembrano soltanto capricci e vittimismi, che non ho neanche più voglia di guardare in faccia. Grazie, spero non sembrino parole troppo insensate

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Miglior risposta 2 LUG 2020

Buongiorno Adriana,
che intensità il suo racconto!
Credo che lei sia in errore a dire che le passano per la testa i pensieri che passano a 'tutte le ragazze con disturbi alimentari'. Vede, ogni storia è a sé; ogni persona ha la propria identità. Il disturbo può essere simile, ma le motivazioni sono uniche.
Il voler far da sé è sempre lodevole, non sempre possibile. In ogni terapia il lavoro è della coppia; l'analista da solo non può fare nulla. questo per dire che se decidesse di farsi accompagnare, sarebbe comunque lei a fornire il materiale per far avanzare il lavoro.
Se parlassimo di persona, ora lei sentirebbe il tono della mia voce farsi più pesante. Quali capricci?!? i capricci non esistono e nessun moto della nostra psiche è fuori luogo. Forse non abbiamo capito da dove origina questo moto, per esempio il bingig-vomiting, ma so per certo che la sua origine ha una valida ragione. Ragione che dobbiamo ascoltare, altrimenti continuerà ad 'urlare' attraverso il sintomo, impedendole di fare altro.
Dott. Giuliana Gibellini, Psicologa Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica ad indirizzo Psicoanalitico

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologo a Carpi

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2 LUG 2020

Cara Adriana soffri di un disturbo psicologico che, come tale, non può essere definito "un capriccio". Se tu avessi la febbre alta o una polmonite....lo definiresti vittimismo? Ecco, il disagio psicologico è la stessa cosa e non c'è da sentirsi "sbagliati" o in colpa!
Premesso ciò, hai 19 anni e tutta la grinta e tenacia per uscirne; i disturbi alimentari sono subdoli e complessi, ma si può guarire, non da soli, però: il mio consiglio è di rivolgerti ad uno/a psicoterapeuta che sarà senz'altro in grado di capirti e guidarti in un percorso che farete insieme. In bocca al lupo

Dott.ssa Valentina Franzese Psicologo a Roma

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2 LUG 2020

Cara Adriana, il primo passo da fare è "convincersi" che chiedendo aiuto sta già iniziando un cambiamento verso la guarigione. Se potrà non giudicare le sue vulnerabilità (capricci o vittimismi) potrà iniziare a vederle come parti di sé che può accogliere ed ascoltare.
Il suo malessere fisico e psicologico dura già da un po'. Non indugi, si dia il permesso di affidarsi ad un professionista per iniziare un percorso psicoterapico.
La saluto cordialmente restando a disposizione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Moira D'Isisori

Moira D'Isidori Psicologo a Pescara

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1 LUG 2020

Cara Adriana,
la sua problematica crea disagio e sofferenza, è opportuno che lei richieda un sostegno psicologico specifico, non sono capricci o vittimismi come lei scrive. Il cibo veicola molteplici significati simbolici, occorre dare un senso a tali comportamenti e migliorare la situazione. la sua vita è preziosa!
Cordialmente
dr.ssa Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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1 LUG 2020

Leggendo la sua richiesta sembrerebbe che ci fossero delle parti con richieste e bisogni diversi... Sembra esserci una parte che vorrebbe aiuto, una parte che giudica questo bisogno e lo critica e una parte che continua a lottare per evitare quanto accaduto già in passato. La letteratura scientifica consiglia di affrontare problematiche alimentari con una equipe con integrazione del medico e dello psicologo.
Affrontare le ricadute mettendo da parte la parte critica e giudicante può aprire prospettive più aperte e liberare da alcuni schemi di pensieri, emozioni, sensazioni e comportamenti che possono finalmente essere rielaborati attraverso la psicoterapia.

Dott.ssa Lisa Bortolotto Psicologo a Conegliano

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1 LUG 2020

Gentile Adriana,
credo abbia fatto bene a parlarne, come vede i disturbi alimentari coinvolgono parti profonde e si ripresentano.
il mio consiglio è di chiedere un aiuto psicoterapeutico e iniziare a conoscere l’origine, i significati dei suoi disturbi.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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1 LUG 2020

Cara Adriana, tu meriti e allo stesso tempo hai bisogno di un sostegno serio. Non è colpa tua. Dalle ultime parole evinco una autostima molto bassa, tipica del tuo disturbo. Probabilmente hai una famiglia che ti ha sostenuto molto poco o peggio ti ha sfruttato anche in modo subdolo. Quindi non basta qualche consiglio qui, ma ti serve un/a terapeuta che ti comprenda profondamente e ti aiuti. Sai bene che il tuo disturbo è tenace. E sai pure bene che la forza di volontà non è sufficiente, come purtroppo molte di voi si illudono di pensare. Finché non ripristini autostima e rispetto di te la ricaduta è dietro l'angolo. E questo può farlo solo una figura professionale specializzata. Non tutti gli psicologi sanno lavorare sui distubi alimentari, ma occorre una formazione specifica, in genere chiaramente riportata nel curriculum.
Resto a disposizione, auguri
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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30 GIU 2020

Le sue non sono parole insensate Adriana. Anzi parlarne è la cosa più sensata che potesse fare, seconda a sensatezza solo al continuare a parlarne.
L’atteggiamento giudicante verso se stessa, che mi pare traspaia dalle sue parole, credo invece renda le sue giornate ancora più faticose. Lei non porta problemi a casa, quasi che fossero cose fuori da lei che per irresponsabilità o trascuratezza lei va a raccattare in giro. Lei ha un problema ed è normale che i problemi perturbino le acque di chi naviga con lei, così come del resto accadrebbe se lei avesse invece un disturbo di origine organica e così come le loro perturberebbero le sue. Se vogliamo continuare usando una metafora marina, il suo disturbo alimentare è come le onde smosse da qualcosa sott'acqua che ne sono la causa prima e finché non sarà stato portato in superficie questo qualcosa continuerà a disturbare la sua vita. Il disturbo alimentare, per quanto sembri assurdo, potrebbe essere persino un tentativo, seppur mal riuscito e anzi doloroso, di proteggerla e per questo una parte di lei non riesce a liberarsene nonostante tutti i motivi che avrebbe per farlo. Il suo disturbo non è da sottovalutare e che lei sia qui a scriverne è indicativo del fatto che una parte di lei ne è consapevole, una parte con cui uno psicologo si alleerebbe nel prendervi cura di lei. Credo infatti che sia un percorso che lei dovrebbe iniziare: finché non diventerà consapevole di quale sia il significato che riveste il disturbo nel mantenere una sorta di equilibrio per quanto doloroso, il rischio che possa ripresentarsi rimane. Essere affiancata da uno psicologo le permetterà inoltre di affrontare con più serenità l’argomento in famiglia quando lei ne sentisse il bisogno. Se volesse approfondire si senta pure libera di contattarmi in privato.

Dott. Antonino Puglisi Psicologo a Torino

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