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Disturbi alimentari - Info su binge

Inviata da Laura Codazzi il 8 mar 2018 Bulimia

Buonasera,
mi chiamo Laura e ho da poco 33 anni. Ho sempre sofferto di problemi alimentari. Non ho un buon rapporto con il cibo, quando non sto bene mangio per poi sentirmi in colpa. Ero riuscita a star meglio: un lavoro che mi piaceva, tanti interessi, tanto sport e una dieta riuscita (-15 kg) e la felicità di vedermi bella. A dicembre dopo 2 anni e 7 mesi di tempo determinato mi hanno lasciata a casa in maniera orrenda e immeritata. Da quel giorno sto male. E il problema è che sto uscendo con un ex collega, il che non mi stacca da quel posto a causa di cui si sono riproposti problemi che non vivevo da tempo e credevo di aver superato. Non passa, non solo non riesco più a continuare la dieta, ma sono tornata indietro. Mangio, mi guardo allo specchio di continuo, vedo difetti, non riesco più a curarmi, a vedermi bella, ho diminuito anche il fitness che era diventato un must nella mia vita. Quando mangio troppo lo faccio di nascosto. Non ho ancora ripreso tutti i kg, la gente mi dice ancora che si vede che sono dimagrita, ma io mi vedo obesa. Provo a ricominciare la dieta, ma mi blocco appena ripenso a quanto sto male. Potrei soffrire di binge? Non ho mai saputo dare un nome a questo mio star male. Grazie mille per l'ascolto. Non so più cosa fare. Buona serata

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Gentile Laura,
perdere il lavoro è un evento deplorevole e traumatico le cui conseguenze dipendono però dallo stato psicologico della persona.
Evidentemente, lei non era riuscita a stabilizzare ed automatizzare i miglioramenti avuti in quanto questo risultato difficilmente si ottiene senza un percorso di psicoterapia di durata adeguata.
Il suo può essere un disturbo da alimentazione incontrollata ed il suggerimento è di intraprendere una terapia cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buona sera Laura,
da quanto ha scritto pare che il suo rapporto col cibo sia da tempo incrinato, sembrerebbe che ad innescare la sua iper-valutazione della forma fisica e di conseguenza la probabile iper-alimentazione e poi le diete restrittive siano le emozioni negative, come ad esempio rabbia e tristezza; in questo periodo forse incrementate dal licenziamento.
Disgusto, senso di colpa, vergogna, umor nero spesso seguono al consumo di eccessive quantità di cibo; ecco perchè le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico: è in un circolo vizioso che vede le emozioni avversative sia come il fattore che contribuisce al mantenimento del problema, sia come conseguenza del binge eating.
Il ricorso al cibo le offre un sollievo istantaneo, ma l'attimo dopo aver "divorato cibo" ecco il presentarsi di uno stato emotivo doloroso.
Abbia cura di sé.

Paola Falanga
Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Dott.ssa Paola Falanga Psicologo a Torre del Greco

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Gentile Laura,
Lei aveva raggiunto un obiettivo di miglioramento del proprio corpo tramite una dieta, la perdita improvvisa del lavoro le ha creato un disagio. Di conseguenza ha riversato sul cibo l'insoddisfazione e il malcontento. Potrebbe trattarsi di binge, in ogni caso un percorso psicologico mirato potrebbe esserle utile per ristabilizzare il peso e riprendere in mano la propria vita.
Resto a disposizione
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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Gentile Laura, le preoccupazioni che esprime sul suo aspetto, i comportamenti verso il cibo, il malessere che prova in questa fase della vita inducono a pensare che sia opportuno approfondire con una valutazione che potrebbe portare ad un percorso terapeutico. Concordo con il collega, l'approccio consigliato è di tipo cognitivo comportamentale. Le consiglio di rivolgersi a Centri specializzati sull'argomento.

Lia Cama Psicologo a Forlì

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