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Disturbi alimentari e amenorrea parte II

Inviata da Francesca · 9 set 2015 Anoressia

Innanzitutto, volevo ringraziare tutti per le Vostre parole, mi hanno aiutato a riflettere.
Io sono sempre stata sovrappeso/obesa (in quarta elementare pesavo 56 kg, non ricordo l'altezza, ma comunque ero molto robusta). Mia mamma mi accompagnava da vari dietologi, ma quando non mi vedeva, io mangiavo molto di più di quanto avrei dovuto (in mensa alle elementari mangiavo sempre il budino, spesso facevo il bis, di pomeriggio mi facevo viziare con la merenda della nonna, seguivo la dieta solo a cena perchè erano presenti i miei genitori). All'ultimo anno del liceo classico ho iniziato a mangiare veramente male: colazione con cereali in grossa quantità, pizzetta/focaccia/panino come spuntino a metà mattina, pranzo ricco di grassi (sempre un primo piatto più bistecca cotta nel burro, con cui ci facevo la scarpetta, per esempio), a merenda biscotti, patatine, taralli, cioccolato, fichi secchi (dovevo studiare molto nell'anno della maturità ed ero convinta che mangiare così mi avrebbe dato più energia), a cena ero abbastanza regolare (sempre perchè ero controllata dalla mamma), dopo cena caffè con biscotti. Non mangiavo per fame, mangiavo per voglia di assaporare il cibo. Sono andata avanti a mangiare così fino all'estate 2014, quando ho iniziato ad avere paura per la mia salute: mia mamma me lo ripeteva da anni, ma solo lo scorso anno è scattato qualcosa in me che mi ha fatto capire che lei mi vietava il dolcetto per il mio bene e non perchè era cattiva. Ho capito che stavo buttando via la mia vita per il cibo, per il gusto di mangiare praticamente sempre, non consideravo il cibo come sostanza utile per sfamarmi. In questo anni (dal 2011-2012 al 2014) ho accumulato circa 20 kg, ero arrivata a mettere i vestiti di mia mamma (e alcuni mi erano perfino stretti), mi sentivo derisa da tutti. Ho deciso quindi di sentire una nutrizionista: ho iniziato la dieta e ho comprato un tapis roulant (facevo ogni giorno 30-45 minuti di corsa, ora faccio 20 min di camminata al giorno). Stavo bene e mi sentivo decisamente meglio nel mio nuovo corpo.
Questo controllo giornaliero del peso è iniziato intorno ai 58 kg, però mi pesavo tranquillamente, per tenere la situazione sotto controllo. Quando ho raggiunto i 50 kg, cioè l'obiettivo, mi è venuta una grande paura di ingrassare di nuovo: pesandomi ogni giorno e vedendo a volte variazioni di 1 kg inspiegabili apparentemente, ho iniziato a pesarmi anche più volte al giorno per paura di ingrassare 2 kg al giorno (è impossibile, però con la testa dura che mi ritrovo...). Ora vivo con il costante timore di ingrassare.
Da febbraio 2015 mi è sparito il ciclo, sono subito andata da una ginecologa che mi ha riscontrato le ovaie policistiche e mi ha prescritto Chirofol 500 e agnocasto; a luglio 2015 sono ritornata (nel frattempo ho fatto gli esami del sangue di routine -tutti nella norma- e i dosaggi ormonali -risultato basso l'estradiolo-) e mi ha dato Dufaston per 10 giorni assicurandomi che il ciclo sarebbe venuto, cosa che invece non è successa.
Due settimane fa sono ritornata e mi ha detto di prendere Naemis per 6 mesi (dicendomi che potrebbe causare ritenzione di liquidi) e di sentire il parere di una dietologa (non nutrizionista) per vedere se seguo un'alimentazione bilanciata.
La dietologa mi ha introdotto 50 g di pane a ogni pranzo, 50 g di pasta a ogni cena e 25 g di frutta secca al giorno in quanto ho la massa grassa troppo bassa (14%) -prima avevo un pasto libero a settimana, solitamente costituito da dolce, patatine fritte e panino con cotoletta, più 2 carboidrati a settimana-.
Con questa nuova alimentazione e con la nuova pastiglia mi è venuta ancora più paura di ingrassare.

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Miglior risposta 9 SET 2015

Gentile Francesca,
ora che ha fornito qualche dettaglio in più riguardo al problema dell'alimentazione e del peso corporeo posso suggerirle di non fare molti controlli giornalieri sulla bilancia ma di limitarsi al massimo ad un controllo settimanale se lo scopo è quello di monitorare una eventuale tendenza a riprendere peso. Tenga conto che per la sua altezza (cm.165) anche se lei arrivasse a 60 kg. di peso sarebbe ancora nella norma sicchè forse mantenendo i 50 kg. si può considerare sotto peso.
Le dico ciò non per invogliarla ad ingrassare ma per farle capire che non è il caso di essere eccessivamente rigidi nel controllo del peso anche perchè oscillazioni giornaliere di 0,5 kg. ( a volte anche più) sono irrilevanti dovendosi attribuire a variabili diverse tra cui la accuratezza della bilancia, l'eliminazione delle feci, l'introduzione/eliminazione di liquidi).
Penso anche che nel suo caso più che una dieta particolare sarebbe sufficiente semplicemente fare attenzione alle quantità di cibo.
Consideri che il problema dell'amenorrea oltre che a squilibri ormonali che si possono correggere, può essere influenzato da una situazione di stress che può facilitare l'insorgenza del pensiero ripetitivo di controllo del peso innescando un circolo vizioso.
Le rinnovo l'invito ad intraprendere una terapia psicologica oltre a quella medica perchè è probabile che acquisendo più serenità e autostima anche il sintomo dell'amenorrea potrà scomparire.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 SET 2015

Cara Francesca,
mettiamola così: dopo un'infanzia e adolescenza in sovrappeso, con impegno e sacrificio è riuscita a raggiungere il peso forma e ora la preoccupa molto la possibiità di riacquisire peso.

Mi sembra un pensiero legittimo data la fatica richiesta per dimagrire.
Variazioni di peso, anche di 1 kg, sono fisiologici e dipendono dai liquidi, dall'alimentazione del giorno prima, dal ciclo mestruale, dalla funzionalità dell'intestino...

Variazioni maggiori possono facilmente rientrare con qualche giorno di alimentazione leggera.

Vi sono alcune tecniche che potrebbero esserle utili per ridurre il numero di pesate giornaliere e ridimensionare il suo timore di ingrasare. E' bene, però, che lei possa acquisire questi strumenti durante colloqui strutturati. Le suggerisco, quindi, di contattare uno psicologo della sua zona per una consulenza.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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