Disturbi alimentari, devo mandare mia figlia in comunità?

Inviata da Lucrezia. 15 giu 2015 10 Risposte  · Psicologia infantile

Salve, sono la mamma di una ragazzina di 16 anni, ha manifestato tendenze anoressiche. So che esistono dei centri di cura ma è davvero necessario allontanarla da casa e scuola? Posso farle seguire una terapia anche giornaliera dopo la scuola e tenerla a casa? Non vorrei scombinarle troppo la vita. Grazie in anticipo!

terapia , scuola , mamma , vita

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Gentile Lara,
la preoccupazione e la confusione che genera il doversi misurare con il disagio ed il malessere dei propri figli è assolutamente comprensibile e legittimo. Così come funzionale è la tempestività con cui è stato rilevato e preso in considerazione il problema di sua figlia.
Innanzitutto credo sia importante capire cosa si intende per tendenze anoressiche e chi ha utilizzato questa "etichetta". Il primo step, nel caso di alterazioni del comportamento alimentare, è infatti rivolgersi ad uno specialista (psicologo e/o psicoterapeuta) onde delineare e chiarire il quadro sintomatologico. Una volta identificato il problema è possibile pianificare un intervento ad hoc che non richiede necessariamente un ricovero. I Disturbi del comportamento alimentare possono essere trattati efficacemente ambulatorialmente prendendo in carico tutti gli aspetti medico/internistico, relazionale e psicologico. Fondamentale è un intervento centrato non solo sul comportamento alimentare ma anche e soprattutto sul disagio emotivo/psicologico, sulla sofferenza familiare e del contesto allargato.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa.

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Buongiorno cara Lara
capisco la preoccupazione che nutre per sua figlia. Per prima cosa è necessario capire se effettivamente si tratta di un disturbo del comportamento alimentare o meno. Come suggeriva una collega se sua figlia preferisce può rivolgersi, per una prima valutazione, anche a psicologi che non lavorano all'interno di centri specializzati.
Voglio però rassicurarla su un punto. Non tutte le persone che soffrono di tale disturbo vengono ricoverate.
Di norma quando ci rivolgiamo ad un centro specializzato la prima cosa che viene effettuata è una valutazione a 360 gradi della persona. Un'equipe multidisciplinare composta da psicologo, medico e nutrizionista, attraverso colloqui, test ed esami appropriati e approfonditi, stabilisce la gravità del paziente e deciderà quale è il percorso di cura più adatto alla persona. Ne esistono infatti principalmente tre tipi: residenziale (la persona vive all'interno del centro per un periodo di tempo definito), semi-residenziale (da mattina a sera) oppure ambulatoriale.
Sperando di aver risposto alle sue domande, le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Ilaria Zambrini

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17 GIU 2015

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2 Risposte

Buongiorno Lara,
è necessario inizialmente provvedere ad una valutazione psicodiagnostica per capire a che stadio del disturbo sia sua figlia. Poi è possibile, se non ha perso troppo peso, svolgere una psicoterapia settimanale o bi-settimanale presso un terapeuta vicino alla sua città, senza che la ragazza rinunci alla propria quotidianità. Buon proseguimento
Dott.ssa Croci

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16 GIU 2015

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Cara Lara, il ricovero di persone anoressiche avviene a stadi molto avanzati della patologia, se sua figlia tende solamente ad un comportamento anoressico le basta una consulenza psicologica, che ovviamente può fare un pomeriggio a settimana senza saltare la scuola e la sua vita regolare.
L'aiuterebbe ancora di più scegliere una terapia di famiglia e accompagnarla lei stessa a questi incontri, al fine di capire le sue difficoltà e osservare i suoi miglioramenti.

Distinti saluti.
Dott.ssa Annalisa Iovane

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15 GIU 2015

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138 Risposte

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Cara Lara,
leggo nel suo breve messaggio tanta volontà di proteggere sua figlia.

Come osservano le colleghe, è prematuro preoccuparsi del percorso che potrebbe seguire sua figlia, mentre è molto saggio prevenire possibili evoluzioni.

Nel caso sua figlia non accolga di buon grado un'indagine sul suo comportamento alimentare, sarebbe utile rivolgersi ad uno psicologo esterno ai centri specializzati in disturbi del comportamento alimentare per favorire un rapporto di fiducia e esplorare emozioni e pensieri che si nascondono dietro quelle che ha nominato "tendenze anoressiche".

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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15 GIU 2015

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1030 Risposte

2009 voti positivi

Buona sera Lara.
La prima considerazione che faccio è se sua figlia manifesti problemi di salute oltre all'intenzione di rifiutare il cibo.
La seconda considerazione riguarda invece la disponibilità di sua figlia ai rapporti sociali, cioè se è una persona che ama la compagnia o preferisce la solitudine.
Il fatto, Lara, che lei si senta in ansia per sua figlia lascia immaginare due possibilità:
la prima è che la ragazza stia avendo una forte diminuzione di peso;
la seconda è che lei possa essere una madre molto ansiosa.
Ci sono molti centri che si occupano del disordine alimentare (anche il mio) senza che sia necessario il ricovero presso una struttura e l'allontanamento dalla scuola e dal gruppo sociale di riferimento.
Importante è fornire informazioni più dettagliate: si rivolga direttamente, cioè di persona, ad uno psicoteraputa esperto del settore.
Saluti,
Pietro De Santis

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15 GIU 2015

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43 Risposte

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Gent. Lara
è' comprensibile la sua preoccupazione ma appare prematuro parlare di inserimento in centri di cura poiché dice che sua figlia manifesta" tendenze anoressiche" . Cosa intende? È' sottopeso, rifiuta di alimentarsi, seleziona i cibi?
Sarà necessario che uno psicoterapeuta faccia una valutazione per capire come inquadrare il disturbo alimentare di sua figlia.
Nei casi gravi è' necessario il ricovero altrimenti, dopo un' accurata valutazione, la terapia può essere svolta all'esterno.
La saluto cordialmente
Paola Pique'

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15 GIU 2015

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29 Risposte

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Salve Lara,
rispondo immediatamente al suo dubbio: nella maggior parte dei casi non sono necessari ricoveri in cliniche private. Questi avvengono quando la persona è particolarmente a rischio salute. Dalle sue parole ("tendenze anoressiche") immagino che possa esistere più una condizione in cui sua figlia si sia rifiutata di mangiare del cibo, o abbia ridotto l'alimentazione o incrementato l'attività fisica e quindi possa aver subito qualche variazione di peso (senza eccedere nel sottopeso patologico). In ogni caso, il primo passo è sempre quello di iniziare contattando un buon psicoterapeuta che operi nella vostra zona di residenza per intraprendere un percorso psicologico che possa aiutare sua figlia a gestire i suoi timori, paure più profonde, forse scarsa autostima, ecc.. Dai primi incontri di raccolta dati sarà possibile comprendere meglio la situazione presente, l'eventuale patologia (e quindi l'eventuale necessità di ricoveri, anche se ripeto, solitamente non necessari). La psicoterapia ha una cadenza settimanale (quindi non scombussolerà gli orari della quotidianità della famiglia). La cosa migliore sarebbe quella di parlare con sua figlia dell'idea di intraprendere un percorso che possa aiutarla a capire meglio il difficile periodo adolescenziale che sta passando e i suoi dubbi, preoccupazioni e timori in merito. Può contattare un professionista di zona anche selezionando tra quelli presenti su questo sito, che si occupano di tali problematiche.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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15 GIU 2015

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319 Risposte

231 voti positivi

Buongiorno gentile Lara,
prenda contatto con il centro per i disturbi alimentari presso la sua ASL di appartenenza. Nei centri, che non sono comunità, si prendono cura sia della ragazzina e sia della famiglia attraverso un percorso multidisciplinare necessario per affrontare il problema.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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15 GIU 2015

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1715 Risposte

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Cara Lara,
capisco la sua confusione e la sua paura nel dover avere a che fare con questa patologia. E' giusto essere preoccupati perchè l'anoressia non va assolutamente sottovalutata, allo stesso tempo, però, lei dice che sua figlia ha manifestato tendenze anoressiche: che vuol dire? che preferisce mangiare di meno? che rifiuta di alimentarsi? Per aiutarla a capire se effettivamente la ragazzina stia manifestando questo tipo di disturbo è bene parlare prima con esperto, uno psicologo o uno psicoterapeuta, che sappia disgnosticarlo. La tranquillizzo dicendole che non per forza c'è bisogno del ricovero in comunità ma che allo stesso tempo, se sua figlia risulterà soffrire di anoressia, sarà difficile per lei come madre starle accanto e aiutarla. Spesso, infatti, la terapia psicologica non viene rivolta solo a chi soffre del disturbo ma a tutto il nucleo familiare, proprio per sostenerlo durante tutto il percorso. Di anoressia, comunque, si guarisce soprattutto se diagnosticata per tempo.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

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15 GIU 2015

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