disturbi alimentari cosa fare?

Inviata da Ste · 20 nov 2012 Autostima

Dopo innumerevoli diete fallimentari sono arrivata alla conclusione di avere un vero e proprio disturbo dell'alimentazione. Non sono più capace di seguire una dieta e questo fallimento mi porta a mangiare ancora di più. Sono arrivata a pesare 123 kg sono alta 1,70 e ho 29 anni. Cosa posso fare? A chi rivolgermi?

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Miglior risposta 26 NOV 2012

Cara Ste,
non so che tipo di diete ha fatto e a chi si era rivolte per queste comunque mi sento di suggerirle di farsi seguire da un buon dietologo che le possa fare una dieta specifica ovviamente dopo averle anche prescritto esami inerenti per capire che tipo di problema a livello organico ci può essere, poi di pari passo può iniziare un percorso di psicoterapia che l'aiuti ad affrontare il non facile periodo della dieta ma anche a portare alla luce eventuali problemi psicologici che possono celarsi dietro al peso.
Sarei propensa alla psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale
Dott,ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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26 NOV 2012

Salve, le posso dire che spesso iniziare delle diete innesca dei meccanismi psicologici che portano all'abbandono e alla successiva ripresa delle diete, mettendo il moto "la sindrome dello yoyo" che porta ad un inevitabile aumento di peso, Mi occupo di queste problematiche, in quanto sono specializzata in disturbi del comportamento alimentare. Le posso consigliare di rivolgersi ad uno psicologo soprattutto vista la sua giovane età.
Auguri!

Dott.ssa Rossana Frisino Psicologo a Roma

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26 NOV 2012

Gentile Ste,
leggendo la tua domanda mi sono venute in mente alcune riflessioni: " le diete che seguivi erano fai da te oppure sotto controllo medico?" Quando hai deciso di interrompere la dieta, come ti sei comportata? Il nutrizionista-dietologo, ti ha fatto fare delle indagini aggiuntive alla glicemia o alla tiroide? ci sono, nella tua famiglia problemi con l'obesità o latre patologie mediche?"
Dalle poche righe che hai scritto, comprendo il tuo stato di frustrazione, di tristezza, di perdita di fiducia nella possibilità di avere risultati con la dieta.
A mio avviso bisognerebbe attuare un tipo di distinzione: da un lato quella sul versante medico, in quanto anche data la tua giovane età, è importante cercare di mantenere la salute in buono stato e dall'altra sul versante psicologico, comprendere i tuoi pensieri inerenti il peso, il cibo e la tua immagine corporea che probabilmente sono critici e che ampliano il tuo star male.
A mio avviso rivolgersi contemporaneamente ad un nutrizionista ( versante medico) e ad uno psicologo-psicoterapeuta potrebbe essere la soluzione più idonea... in quanto probabilmente alcuni comportamenti alimentari che hai avuto in relazione a determinati tuoi pensieri-emozioni possono non essere stati funzionali ed efficaci per te.

Psicologa - Psicoterapeuta e Grafologa Roma Psicologo a Roma

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23 NOV 2012

Salve Ste,
non so se quello che ha lei è un disturbo alimentare; quello che le posso dire è che la dieta, le diete, spesso innescano esse stesse dei meccanismi psicologici che determinano l'interruzione della dieta stessa, il recupero del peso perso e a volte anche di più, i senso di colpa, il senso di fallimento.
E questo a prescindere dai sui 123 Kg; il meccanismo è lo stesso che debba perdere 5 o 25 chili!
Credo che il suo essersi rivolta ad un servizio psicologico indica la consapevolezza che è necessario un intervento di tipo diverso, perchè il cibo non è solo introdurre le calorie che servono per vivere bene, ma è molto e molto di più!
E allora la esorto a proseguire su questa strada con una psicoterapia, che la porti a comprendere meglio se stessa e il suo comportamento alimentare e che la aiuti a soddisfare i suoi bisogni, compreso quello alimentare!
Cordiali saluti
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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22 NOV 2012

gentile signorina,
la dieta da sola non basta! i disturbi alimentari hanno una radice molto profonda e anche una dieta eseguita con successo rischia di essere un successo temporaneo se non abina ad essa un lavoro terapeutico adeguato. Gli approcci sono innumerevoli, non solo comportamentali come le è stato consigliato, l'importante è che trovi una persona specializzata, professionale e, soprattutto, con cui si senta a proprio agio a lavorare insieme, perché la strada è lunga e il percorso non è affatto semplice, su questo ci tengo ad essere onesta.
Spesso negli ospedali o nelle asl ci possono essere centri specializzati nel trattamento dei disturbi alimentari, così come nei centri per l'obesità è possibile a volte ricorrere al sostegno psciologico, magari si potrebbe informare se nella sua zona esiste qualcosa del genere, almeno potrà contattare specialisti del settore!
Un caro saluti e in bocca al lupo per tutto
Dr.ssa Scipioni, roma

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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22 NOV 2012

Gent.ssma Ste,
i disturbi alimentari, come tutti i disturbi di carattere psicologico, nascono da cause profonde. Il consiglio sarebbe quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per farle prendere consapevolezza di cosa la induce ad utilizzare il cibo come sintomo. Seguire una dieta non è mai facile, si combatte costantemente con dei divieti che, spesso, da soli è difficile vincere. Un supporto psicologico potrà sicuramente esserle di aiuto nell'affrontare al meglio la dieta e soprattutto a trovare la motivazione per continuare e magari vincere contro i chili dietro i quali lei si nasconde...
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

Dott.ssa Elena Favole Psicologo a Cuneo

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22 NOV 2012

Cara Ste,

i disturbi alimentari non vanno mai sottovalutati e richiedono un impegno psichico non indifferente.
Si rivolga a uno psicoterapeuta specializzato in questo campo.

Cari saluti,

Dott.ssa Ornella Convertino

Studio Convertino Psicologo a Monza

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21 NOV 2012

Gentile signora Ste,
se non è, forse, ancora troppo tardi si rivolga ad un capace psicoterapeuta comportamentale con anche formazione clinica in nutrizione. Alternativa: terapia bariatrica! Comunque considerando il peso se non vuole farsi operare il tempo di psicoterapia comportamnentale e nutrizionale ad obiettivo concreto verificabile (riduzione del peso senza ricorrere a farmaci) potrebbe essere lunga (dipende dalla diagnosi effetto dei risultati della valutazione clinica)
dr Paolo Zucconi, psicoterapeuta e nutrizionista comportamentale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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21 NOV 2012

Salve Ste,
comprendo il suo stato d'animo dopo gli svariati tentativi che in passato ha fatto...
quello che posso consigliarle è in primis di parlarne col suo medico di famiglia che magari può indirizzarla da uno psicologo. Il lavoro di squadra in questi casi è importantissimo; sicuramente dovrà prendere contatti con un nutrizionista e/o altri professionisti. E' un percorso molto duro, non voglio illuderla del contrario, ma con la sua buona volontà e l'aiuto di persone competenti potrà migliorare la sua situazione.
Dott.ssa Irene Olivi

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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21 NOV 2012

Cara ste,
Anche se abbiamo poche informazioni sul suo problema penso proprio che si tratti di un disturbo alimentare; ritengo sia necessario per lei rivolgersi ad un terapeuta cognitivo-comportamentale e una dietista che le potranno dare un programma da seguire per raggiungere un peso adeguato e poterlo mantenere nel tempo ed avere un sostegno emotivo durante tale percorso.

Dott.ssa Rossella Boretti Psicologo a Prato

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21 NOV 2012

Gentile Ste, innanzitutto è importante verificare l'eventuale presenza di un Disturbo del Comportamento Alimentare. Si rivolga alla sua azienda sanitaria che dovrebbe indicarle il centro di riferimento provinciale a lei più vicino. Generalmente si accede alla prima visita con impegnativa del medico di medicina generale. se dovesse esserle diagnosticato un DCA il primo obiettivo dev'essere curarlo in un centro specializzato affidandosi all'équipe multiprofessionale, l'obiettivo della perdita di peso è da mettere - nella fase di cura del DCA, in secondo posto. Finchè il dca non sarà compensato non le sarà possibile seguire un piano alimentare regolare. Vedrà che già quando sarà nel percorso di cura avviato riuscirà a gestirsi meglio.
Cordiali saluti.

dott.ssa Silvia Mazzoleni
psicologa psicoterapeuta

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21 NOV 2012

Gentile Ste, innanzitutto deve verificare la presenza di un eventuale disturbo del comportamento alimentare. Una volta diagnosticato è importante curarlo in un centro con competenze specifiche e con un équipe multiprofessionale. Ogni provincia ha un centro di riferimento proprio, s'informi presso la sua azienda sanitaria. Se c'è un DCA il primo suo obiettivo dev'essere curarlo, una volta ben avviato il percorso di cura vedrà che la gestione del peso sarà più semplice, ma dovrà porsela come secondo obiettivo. In bocca al lupo!
dott.ssa Silvia Mazzoleni
psicologa psicoterapeuta

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21 NOV 2012

Salve,
il suo BMI (Body Mass Index) è di 42.6, ciò vuol dire che è al di sopra della soglia considerata indicatore di obesità (BMI=30). La prima cosa da fare è consultare il medico curante per scartare l'evenienza che questa situazione sia dovuta a una disfuzione organica e per accertarsi che l'aumento di peso non abbia avuto ripercussioni importanti sul suo corpo. Il secondo passo è consultare il dietologo per strutturare un piano di intervento. Ciò che le verrà suggerito è di seguire una dieta e di tenere un diario alimentare (ossia un riepilogo schematico del cibo assunto). Inoltre da quanto scrive denota una difficoltà nel riuscire a compiere questo percorso da sola, perciò credo che sarebbe opportuno associare un percorso psicoterapeutico che avrà più scopi: sostenerla durante il cammino, educarla ad una sana alimentazione e indagare le componenti psicologiche che hanno predisposto e mantenuto questa situazione.
A presto

Dott.ssa Serena Carnì Psicologo a Catanzaro

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21 NOV 2012

Cara Ste, il problema alla base dei suoi disordini alimentari necessita di essere affrontato ed approfondito. Esistono diversi centri convenzionati che se ne occupano, provi ad informarsi ed a vedere cosa offre la sua città. Si dia la possibilità di aiutarsi finalmente. Disponibile per ulteriori chiarimenti, un saluto affettuoso. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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21 NOV 2012

Cara Ste credo che sia importante che parli col suo medico di base che potrà segnalare un centro nella sua zona che si occupa di disturbi del comportamento alimentare. Sicuramente è importante che intraprenda una psicoterapia, in questi caso non basta seguire una dieta. Nei disturbi alimentari il cibo diventa uno strumento che permette di controllare le emozioni bisogna cercare con l'aiuto di un terapeuta,oltre che di un nutrizionista di lavorare su questo. Le auguro buona fortuna dott.sa Bertani

Dott.ssa Michela Bertani Psicologo a Pavia

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21 NOV 2012

Cara Ste, mi pare di leggere tra le righe un senso di impotenza e di fallimento. Sarebbe importante capire se le diete che ha tentato finora, le ha seguite con l'aiuto di un professionista o meno e soprattutto se ha pensato di richiedere un sostegno di tipo psicologico. Indubbiamente il suo peso, nonostante la sua giovane età, può diventare un problema per la sua salute, ma non solo fisica, anche psicologica, in quanto il senso di fallimento e di disagio potrebbero compromettere la sua vita sociale, il rapporto con se stessa e la sua autostima. Potrebbe rivolgersi al suo medico di famiglia e chiedere il nominativo di uno psicologo o farsene suggerire uno di fiducia. So bene che non è facile pensare di andare da uno sconosciuto e parlare di sé, delle proprie paure e del proprio disagio, ma intanto pensi di iniziare con 1 colloquio..poi pian si vedrà. Se ha bisogno di altre informazioni in merito ai disturbi alimentari mi contatti pure.

Dott.ssa Susanna Murray Psicologo a Pesaro

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21 NOV 2012

Prendi appuntamento da uno psicologo col quale iniziare una terapia per capire qual'è la causa di questo scombussolamento alimentare!
Tanti auguri!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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