Salve, sono un uomo di 40 anni, sono sposato da 10 anni, ma fidanzato da 19 anni, eravamo ragazzini. Abbiamo una bambina di 8 anni.
Il nostro rapporto ha avuto alti e bassi, io ho avuto due storielle extra di poco conto la prima dopo 4 anni di fidanzamento e la secondo dopo 8 anni di fidanzamento. Sono circa 2 o 3 anni che litighiamo spesso, io ho un carattere che subisce spesso e non reagisce, cioè vengo offeso, vengo umiliato davanti a mia figlia...quando si arrabbia Lei perde il controllo e diventa isterica, le litigate arrivano da cose banali...tipo le scarpe non messe via, tipo un bicchiere rotto ecc...
Io circa 2 mesi fa, gli ho detto tutto e che purtroppo non l'amavo piu, lei ovviamente ha cominciato a sclerare, piangere ,urlare...tutto sempre davanti alla nostra bimba, dicendole anche: TUO PAPÀ NON MI AMA PIU E CI VUOLE LASCIARE....
Dopo circa 1 settimana dopo aver confessato, lei è cambiata improvvisamente, ha cominciato a non arrabbiarsi piu, è sempre gentile, sembra totalmente un altra donna, lei mi ha detto che si sta impegnando per non lasciarla, ma purtroppo io nonostante tutto il suo impegno, non provo piu nulla per lei, e non riesco a dirglielo perché so che si sta impegnando, ma non ce la faccio, non mi attrae più, non provo piu nulla per lei, sono sicuro che se gli dico di lasciarci o un periodo di pausa ricomincia a sclerare, soprattutto davanti nostra figlia che è piccola è potrebbe non capire, quindi sono bloccato. Non so cosa fare, chiedo un consiglio grazie.
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9 SET 2025
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Gentile Marco
la situazione che descrive è molto delicata: da una parte sente di non provare più amore per sua moglie, dall’altra è consapevole che ogni decisione coinvolge non solo voi due, ma anche vostra figlia.
Alcuni aspetti che emergono:
• Il conflitto nella coppia: litigi frequenti, anche per questioni banali, e reazioni molto forti da parte di sua moglie. Questo clima è sicuramente pesante da sostenere nel tempo.
• La sincerità: lei ha già avuto il coraggio di dire che non provava più amore, e questo ha provocato una reazione intensa, ma anche un cambiamento improvviso da parte di sua moglie. È comprensibile che questo la metta in difficoltà: da un lato riconosce l’impegno di lei, dall’altro non riesce a riaccendere i sentimenti.
• Il ruolo di genitori: la parte più importante riguarda vostra figlia. Assistere a litigi o sentirsi coinvolta direttamente nelle dinamiche di coppia può essere per lei fonte di sofferenza e confusione.
In situazioni così complesse, raramente esiste una soluzione semplice. Quello che può aiutarla è distinguere due piani:
1. Il rapporto di coppia: chiedersi se è davvero disposto a dare un’altra possibilità alla relazione, magari con un sostegno esterno (per esempio un percorso di terapia di coppia), o se dentro di sé la decisione è già presa.
2. Il rapporto genitoriale: qualunque cosa accada tra voi due, vostra figlia ha bisogno di protezione e stabilità. Sarebbe importante che non venisse coinvolta direttamente nei conflitti o nelle vostre dichiarazioni reciproche.
Può essere utile anche un percorso individuale per lei, per chiarirsi i sentimenti e trovare il modo più rispettoso e costruttivo di comunicare le proprie decisioni, senza sentirsi “bloccato”.
12 SET 2025
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Buonasera Marco, grazie per la sua condivisione in cui emerge chiaramente il malessere che sta vivendo. Mi sembra di capire che lei abbia già maturato la sua decisione, anche e soprattutto per il bene di vostra figlia, vi consiglio di intraprendere una psicoterapia di coppia. Con l' aiuto di uno esperto esterno potrete provare a comprendere come gestire la vostra situazione e chiedervi dove volete andare. Fare chiarezza, partendo da questa domanda di senso la aiuterà/ vi aiuterà a capire in che direzione andare.
Resto a sua completa disposizione.
Dott.ssa Erika Giachino
10 SET 2025
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Salve Marco,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Dal suo messaggio emerge il peso del momento che sta vivendo, la preoccupazione per sua figlia e la consapevolezza con cui sta cercando di affrontare la situazione.
In casi come questo non esistono soluzioni semplici o indolori. Se desidera provare ancora a dare una possibilità alla relazione, il primo passo sarebbe intraprendere un percorso di coppia: uno spazio guidato per lavorare sulla comunicazione, sulla gestione dei conflitti e sulla comprensione reciproca.
Se invece sente di avere già maturato la decisione di prendere un’altra strada, un percorso personale può aiutarla a gestire la separazione con maggiore equilibrio, proteggendo al tempo stesso sua figlia.
Per una bambina, crescere in un contesto costantemente teso o conflittuale è doloroso tanto quanto vivere una separazione. La differenza la fa la qualità del clima familiare e la stabilità emotiva dei genitori: ciò che conta davvero è che entrambi, insieme o separati, possiate essere figure solide, coerenti e capaci di offrire benessere.
Un aspetto cruciale è evitare che discussioni e litigi avvengano davanti a lei: proteggerla da questa esposizione è un atto fondamentale di cura.
Qualunque scelta prenderà, affrontarla con consapevolezza e responsabilità sarà il modo migliore per tutelare sua figlia e sé stesso.
10 SET 2025
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Gentile Marco,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua situazione. Si percepisce chiaramente quanto Lei stia vivendo un momento di blocco, diviso tra il bisogno di chiarezza e la paura delle reazioni di sua moglie, con il timore che tutto questo possa ricadere su vostra figlia.
Il fatto che abbia riconosciuto di non provare più nulla e che sia consapevole delle conseguenze dei litigi è un passo importante. Allo stesso tempo, prendersi cura del proprio benessere emotivo è fondamentale: se Lei resta in una condizione di sofferenza, inevitabilmente questa si riflette anche sull’ambiente familiare. Al contrario, ritrovare equilibrio e serenità personale può diventare una risorsa preziosa per tutti, compresa sua figlia.
Potrebbe esserle utile domandarsi: di cosa ha bisogno oggi per stare meglio come uomo e come padre? Cosa la spaventa di più nell’affrontare la possibilità di un cambiamento? Quali modalità di comunicazione potrebbero permetterle di proteggere sua figlia dai conflitti?
Un percorso di supporto psicologico, individuale o di coppia, potrebbe offrirle lo spazio per riflettere su questi aspetti, trovare nuove modalità di comunicazione e prendere decisioni più in linea con i suoi bisogni.
Un caro saluto,
dott.ssa Virginia Barchetti – Psicologa
9 SET 2025
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Buona sera a lei Marco
Avete provato ad intraprendere una psicoterapia di coppia?
Ha valutato un percorso individuale?
Credo per lei sia fondamentale per portare chiarezza in lei e poi queste sue nuove elaborazioni possono portare una modificazione importante all' interno della relazione .
Le auguro tanta chiarezza in lei
Buon percorso.
Dottoressa Alice Vacca
9 SET 2025
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Buongiorno
Le consiglio dei colloqui di coppia per la ci comprensione di entrambi.
E per fare capire a sua moglie meglio la sua personalità.
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
9 SET 2025
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Il matrimonio è indissolubile e questo sia il benessere la coppia sia per il bene dei fichi che su febbre tantissimo nel caso di una separazione.
Se sua moglie si sta impegnando tanto concretamente per un cambiamento nei confronti e salvare il matrimonio, è importante doveroso cogliere questo opportunità
Cominciate ad essere coppia a dialogare a parlare a passare il tempo insieme a condividere quello che sentire le vostre emozioni i vostri desideri, le vostre paure affrontate insieme in un clima di rispetto ascolto e supporto reciproco
Ogni giorno, prendetevi almeno mezz’ora di tempo per attività da condividere come coppia, anche solo per parlare o fare qualcos’altro, ma farlo insieme dove collaborate e condividete
Fate crocette insieme per voi e per i vostri figli
Anche la vita intima e sessuale è molto importante per il benessere la coppia. Riprendete la vera rapporti in modo sano donandovi l’uno all’altra
Ricominciare ad avere una vita di coppia concretamente, condividendo le piccole attività quotidiane ed i momenti quotidiani mi riprendete dialogare a confrontarvi in un clima rispetto e ascolto reciproco e poi piano arrivare una soluzione
Sono certo che se vuoi che i vostri figli sarete felicissimi di tornare ad essere uniti e felici come famiglia
Un percorso psicologico può essere aiuto ad affrontare questa situazione
Per ulteriori informazioni, mi contatti le risponderò con piacere
9 SET 2025
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Caro,
ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la tua storia. Le tue parole raccontano un vissuto intenso, fatto di legami profondi, momenti difficili e una grande responsabilità verso tua figlia. È evidente che stai attraversando una fase molto delicata, e il tuo bisogno di chiarezza e serenità è assolutamente legittimo.
Il cambiamento che hai notato in tua moglie dopo la tua confessione può essere il segnale di un impegno sincero, ma anche una reazione alla paura di perdere ciò che ha costruito. Tuttavia, se dentro di te senti che il sentimento si è spento, è importante ascoltare quella voce interiore. Restare in una relazione solo per evitare conflitti o proteggere tua figlia può, nel tempo, generare ancora più sofferenza per tutti.
La tua preoccupazione per il benessere di vostra figlia è molto toccante. I bambini percepiscono le tensioni, anche quando non sembrano reagire. Proteggerla significa offrirle un ambiente stabile, rispettoso e affettuoso — anche se questo comporta una separazione. È possibile affrontare questo passaggio in modo graduale, con delicatezza, e con il supporto di professionisti che possano guidarvi nel comunicare con lei in modo adeguato alla sua età.
Ti invito a considerare un percorso di supporto psicologico individuale, che ti aiuti a ritrovare il tuo centro, a rafforzare la tua autostima e a chiarire cosa desideri davvero. Potrebbe essere utile anche una mediazione familiare, per affrontare insieme — in modo protetto — le decisioni che riguardano il futuro della vostra famiglia.
Non sei solo. E non sei egoista se desideri vivere una vita autentica, rispettosa e serena. Meriti di sentirti ascoltato, compreso e libero di scegliere ciò che è meglio per te e per tua figlia.
Resto a disposizione per accompagnarti in questo percorso, se lo desideri.
Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Parisi Psicologa –
9 SET 2025
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Buongiorno Marco la tua situazione è estremamente delicata, perché coinvolge non solo il tuo benessere emotivo ma anche quello di tua figlia e la tensione costante, i litigi e la gestione dei conflitti davanti a lei creano un contesto che può essere molto pesante.
In questi casi, il primo passo è lavorare su chiarezza e gradualità, evitando decisioni impulsive che rischierebbero di acuire il conflitto. Non puoi costringere te stesso a sentire qualcosa che non provi più, ma è altrettanto importante gestire la situazione in modo che tua figlia non venga travolta dalle dinamiche adulte.
Ti propongo alcune strategie pratiche immediate:
1) Sostegno psicologico individuale per te
Un percorso clinico ti permette di elaborare la mancanza di attrazione e i sentimenti di colpa o di blocco, e di pianificare comunicazioni efficaci senza essere sopraffatto dall’ansia o dalla paura delle reazioni della tua compagna.
Tecniche di Voice Dialogue potrebbero aiutarti a dialogare con le tue parti interne che provano senso di responsabilità, paura del conflitto o senso di colpa, chiarendo cosa vuoi veramente e come esprimerlo.
2) Sostegno psicologico per la coppia (se possibile)
Anche se i sentimenti di amore non ci sono più, il lavoro di coppia può aiutare a stabilire regole di comunicazione davanti alla figlia, e a negoziare insieme un percorso rispettoso, evitando escalation.
Questo include definire come condividere le informazioni con la bambina in modo graduale e protettivo, evitando frasi che la coinvolgano direttamente in conflitti adulti.
3) Pianificazione della comunicazione
Potresti preparare un momento separato e calmo con la compagna, possibilmente con il supporto di un terapeuta, per parlare della tua impossibilità a continuare la relazione come prima, sottolineando che il vostro obiettivo comune ora è proteggere la figlia.
L’uso di un mediatore o di un terapeuta familiare può ridurre il rischio di esplosioni emotive immediate e mantenere il focus sulla sicurezza della bambina.
4) Protezione emotiva della figlia
Fai attenzione a non esprimere rabbia, risentimento o critiche reciproche davanti a lei.
L’obiettivo è stabilire un ambiente in cui la bambina percepisca sicurezza, continuità e rispetto reciproco, anche se i genitori stanno valutando una separazione.
Quindi la chiave è lavorare su 3 livelli contemporaneamente: il tuo benessere emotivo, la gestione dei conflitti con la compagna, e la protezione della bambina. Il percorso terapeutico combinato individuale e familiare ti permette di agire con gradualità, evitando decisioni impulsive, e di costruire una strategia di comunicazione chiara e rispettosa per tutti.
9 SET 2025
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Salve Marco,
La crisi che descrive sembra essere iniziata da diverso tempo: lei e sua moglie avete affrontato l'adolescenza e l'età adulta insieme, con tutti i cambiamenti che comporta nella consapevolezza di sé e dell'altro. Ad oggi, sembra essersi instaurata una dinamica precisa fra di voi, dove lei sente di non poter esprimere quello che prova o, quando succede, teme di dover affrontare le reazioni emotive dell'altro
Ritengo che sia importante evitare che tali momenti avvengano davanti a vostra figlia e cercare uno spazio, attraverso una terapia di coppia, all'interno del quale capire cos'è accaduto nel rapporto, capire come gestire l'eventuale separazione ed affrontare le emozioni in maniera più costruttiva.
Resto a disposizione,
dr.ssa Alessia Foronchi
9 SET 2025
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Ciao Marco, grazie per aver portato la tua testimonianza. I rapporti che durano da tanto tempo, a volte, possono subire un declino e al posto dell'amore, della passione, rimane affetto e routine. Dicendoglielo la prima volta, hai tentato anche di farle capire che in qualche modo era finita ma per motivi complessi da poter comprendere nell'immediato (complice anche la presenza di vostra figlia), in qualche modo un possibile meccanismo di difesa che lei ha potuto usare è quello di atteggiarsi e comportarsi esattamente all'opposto di come fa di solito in un ultimo e disperato tentativo di riparare. In questi casi, se il vostro rapporto, dal tuo punto di vista è irrecuperabile e non riesci più a vedere un futuro con lei, allora proprio per il bene di vostra figlia potrebbe essere più giusto chiudere in via definitiva (che poi con una figlia a carica definitiva non è mai). Questo perché per la bambina potrebbe essere meglio conoscere (con i giusti modi e le giuste parole) la verità piuttosto che crescere in un clima di insoddisfazione e frustrazione che prima o poi verrebbe alla luce al primo segnale di stanchezza. La posizione in cui sei non è di sicuro facile, ma quello che ti si richiede è un atto di coraggio per te stesso e tua figlia in primis. Rimango a disposizione per qualsiasi altra domanda o dubbio. Cordialità.
9 SET 2025
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Capisco bene quanto la tua situazione sia complessa e dolorosa. Sei bloccato in un incrocio tra il rispetto per te stesso, la paura delle reazioni di tua moglie e la preoccupazione per la vostra bambina. Ti riassumo alcuni punti fondamentali che possono aiutarti a orientarti:
1) Riconoscere il tuo stato interiore
Da quello che scrivi sei già molto chiaro con te stesso: non provi più amore né attrazione e il cambiamento di tua moglie, per quanto positivo sul piano del comportamento, non riaccende più in te il sentimento. Questo significa che dentro di te la relazione è già finita, anche se formalmente siete ancora insieme.
2) Il rischio per vostra figlia
Il problema più urgente non è tanto “come dirlo” a tua moglie, ma proteggere vostra figlia.
Le scenate, gli urli e le accuse (“tuo papà non mi ama più...”) sono esperienze potenzialmente traumatiche a 8 anni.
Anche se restassi in casa solo per evitare conflitti, tua figlia assorbe la tensione, l’umiliazione e i litigi: questo la segna molto più che la separazione in sé.
Per i bambini è molto meno dannoso avere due genitori separati ma sereni, che due genitori insieme che si feriscono continuamente.
3) Paura delle reazioni di tua moglie
Hai già visto che tua moglie, quando si sente abbandonata, reagisce in modo forte e a volte incontrollato. È probabile che succeda di nuovo.
Qui hai due strade:
- Non affrontarla da solo: puoi chiedere un colloquio protetto (consulenza di coppia, presenza di un terapeuta o anche di un familiare fidato).
- Prepararti in anticipo: chiarire dentro di te che la tua decisione è ferma, per non farti risucchiare dai suoi cambiamenti repentini.
4) Separazione o pausa?
Non sembra che tu abbia bisogno di una pausa: il tuo racconto fa pensare a una decisione già presa dentro di te. Una pausa rischierebbe solo di alimentare speranze in lei e di prolungare la sofferenza.
5) I prossimi passi concreti
- Cerca un supporto esterno: un avvocato familiarista per capire i tuoi diritti e doveri, oppure un mediatore familiare per gestire la comunicazione.
- Non comunicare a caldo: scegli un momento calmo, senza vostra figlia presente.
- Preparati a proteggere tua figlia: se tua moglie esplode, potresti dover intervenire per evitare che la coinvolga nelle vostre dinamiche.
- Sii chiaro e fermo ma non aggressivo: spiega che la decisione riguarda la coppia, non la maternità o il valore di lei come persona.
In sintesi, non sei bloccato, ma hai paura (comprensibile) delle conseguenze. In realtà la cosa più protettiva per tua figlia è uscire dal circolo di litigi e umiliazioni, anche se comporta affrontare un momento difficile all’inizio.
9 SET 2025
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La sua situazione è molto delicata e dolorosa, perché da una parte sente di non provare più amore per sua moglie e dall’altra avverte il peso della responsabilità verso sua figlia e la paura delle reazioni della compagna. È importante riconoscere che restare in un rapporto solo per senso di colpa o timore non porta beneficio né a lei, né a sua moglie, né tantomeno a vostra figlia che inevitabilmente percepisce le tensioni e rischia di crescere in un clima di instabilità emotiva. Non è facile affrontare una separazione, ma lo diventa ancor più se la verità viene taciuta e il malessere trattenuto. Potrebbe essere utile affrontare questo passaggio con l’aiuto di un professionista, anche in uno spazio di mediazione familiare, in modo da contenere le reazioni di sua moglie e soprattutto tutelare la bambina, che merita di essere protetta dai conflitti degli adulti. Non è sbagliato desiderare di chiudere una storia in cui non ci si riconosce più, l’importante è farlo con rispetto e responsabilità, trasformando un dolore inevitabile in un’occasione di crescita e di esempio di sincerità per sua figlia.
Può rivolgersi ad un professionista per accompagnare sua figlia in questo percorso così da prevenire eventualmente i danni!
Cordialmente
9 SET 2025
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Gentile Marco,
comprendo quanto sia difficile per te vivere questa situazione: da un lato il peso di un legame lungo e complesso, dall’altro la consapevolezza di non provare più gli stessi sentimenti. In più c’è la preoccupazione costante per le reazioni di tua moglie e l’impatto che tutto questo ha sulla vostra bambina. È naturale sentirsi bloccati tra il senso di colpa e la paura di far soffrire chi ti è accanto. In uno spazio protetto potresti esplorare con calma ciò che provi, riconoscere i tuoi bisogni e capire come affrontare la situazione in modo rispettoso per tutti, senza dover portare questo peso da solo.
Rimango a dipsosizione,
Cordialmente.
Dott.ssa Covini Sofia.
9 SET 2025
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Gentile Marco, la dinamica di coppia che si è creata nel tempo, è certamente l’aspetto centrale da analizzare. È una dinamica che si costruisce insieme.
È importante che lei, voi, capiate come siete arrivati a questo punto.
Certamente un cambiamento di atteggiamento di sua moglie non può cambiare quello che si è incrinato nel tempo.
Non ci sono soluzioni pratiche, ma una storia da ricostruire per capire quando e come vi siete allontanati.
Può aiutare rivolgersi a uno psicoterapeuta, può iniziare anche uno dei due, per cominciare a ricostruire e dare un significato e una coerenza a quello che vi sta accadendo.
Un cordiale saluto.
9 SET 2025
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Gentilissimo Marco, grazie per la profonda condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione familiare che descrive, e posso solo immaginare le sue preoccupazioni e frustrazioni rispetto a quale sia la cosa più giusta da fare rispetto la relazione con sua moglie. Credo che intraprendere dei colloqui di terapia, se sua moglie è disponibile nel farlo, potrebbe esserci utile per esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti le vostre fatiche relazionali e di comunicazione, individuando delle strategie funzionali per affrontare anche un'eventuale rottura, avendo in mente soprattutto il benessere per la vostra bambina.
Resto a disposizione!
Cordiali saluti
AV
9 SET 2025
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Caro Marco,
capisco la complessità della situazione che sta vivendo. Provo a darle qualche spunto di riflessione.
Quando in una relazione di coppia si cercano storie o attenzioni al di fuori, spesso significa che dentro quel legame non si sta più trovando tutto ciò di cui si ha bisogno. Lei racconta anche che negli ultimi anni i litigi sono diventati molto frequenti. Essere ripetutamente umiliati o svalutati cambia inevitabilmente sia il modo in cui si vede se stessi, sia il modo in cui si percepisce la persona che ci sta accanto. Non è più la stessa persona che avevamo scelto, stimato e amato: è qualcun’altra.
È importante sottolineare che ciò che proviamo può cambiare. A volte avviene indipendentemente dalle azioni dell’altro, altre volte invece proprio le azioni dell’altro — come l’umiliazione — contribuiscono a modificare i nostri sentimenti. L’umiliazione, in particolare, è molto potente e lascia segni profondi nella relazione.
Dal punto di vista genitoriale, non è positivo che sua moglie reagisca con urla o accuse davanti alla bambina, soprattutto dicendo “papà ci vuole lasciare”. Questo messaggio è scorretto, perché non riguarda la bambina: suo padre, anche se lasciasse la mamma, resterebbe comunque il suo papà, presente e responsabile. È importante proteggerla da questa confusione. Può cercare di starle vicino nei momenti di crisi o subito dopo, spiegandole con calma che la mamma è arrabbiata, ma che il papà non vuole lasciare la sua bambina. Sarebbe utile anche provare a comunicare alla sua compagna che questo modo di coinvolgere la figlia non è sano né rispettoso del ruolo genitoriale di entrambi.
Sua moglie, ora, sembra impegnarsi molto per cambiare atteggiamento: probabilmente lo fa spinta dalla paura di perderla e di vedere la sua vita trasformarsi. È un segnale, ma bisogna ricordare che il cambiamento vero richiede tempo e profondità. Se non è sostenuto da una trasformazione interiore, rischia di essere solo momentaneo e di cedere appena l’impegno si allenta.
Al di là di questo, lei scrive una cosa chiara: non prova più nulla per sua moglie. Le emozioni — e anche la loro assenza — sono segnali preziosi. Non ascoltarli significa costringersi in una situazione che prima o poi presenterà di nuovo il conto. Le emozioni ci parlano, ci indicano la direzione da seguire, anche quando ci chiedono di chiudere una strada per aprirne un’altra.
La preoccupazione per le reazioni di sua moglie è comprensibile, ma può trovare un modo per parlarle senza coinvolgere la bambina. Può scegliere un momento in cui vostra figlia non è presente, magari affidandola a nonni o persone di fiducia. In quell’occasione, potrà comunicare con fermezza ma rispetto ciò che sente, partendo da una certezza: in questo legame lei non sta più bene.
9 SET 2025
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Ciao,
quello che descrivi porta con sé molto peso: il senso di blocco, il timore delle reazioni di tua moglie, la preoccupazione per l’impatto che tutto questo può avere su vostra figlia. Da una parte riconosci il suo impegno nel cambiare, dall’altra senti che i tuoi sentimenti si sono spenti e che la distanza dentro di te è ormai profonda.
In situazioni così non esistono soluzioni semplici, ma forse può aiutarti pensare che il restare “fermo” per paura di una sua reazione non protegge davvero né lei, né tua figlia, né te. Ogni silenzio rischia di diventare un ulteriore peso. Piuttosto che cercare “le parole giuste” da solo, potrebbe essere utile uno spazio protetto, come una terapia di coppia o una mediazione familiare, dove possiate comunicare con meno paura di esplodere davanti a vostra figlia.
Non si tratta di forzarti ad amare di nuovo, ma di trovare modi rispettosi per dirvi la verità e per accompagnare vostra figlia in un passaggio che altrimenti rischia di essere confuso e doloroso. Restare bloccati può sembrare più sicuro, ma forse apre ancora più ferite.