Disperato bisogno di essere felice

Inviata da Giorgy · 14 apr 2016 Terapia di coppia

Ho 34 anni, e sento di avere davvero bisogno di aiuto a capire da che parte sta andando la mia vita. Mi ritrovo nell'ennesimo momento di crisi, e non ce la faccio più a continuare così. Mi sono fidanzata con Tommy quando avevamo 17 anni, lui è stato il primo amore, la prima volta, la prima vacanza da soli, la prima convivenza, il primo tutto. Siamo cresciuti insieme. Abbiamo passato periodi bellissimi e periodi terribili insieme. Non è stato solo un compagno, è stato molto di più. Siamo due persone estremamente complesse, insicure, tormentate, due caratteri difficili, molto diversi. Durante tutta la nostra storia ci siamo amati moltissimo, e allo stesso tempo ci siamo fatti tanto di quel male da farci desiderare di morire. Ci siamo traditi, ci siamo perdonati, ci siamo ripresi e poi abbiamo di nuovo fallito. Io soffro di bassa autostima, ho sempre avuto paura di non essere abbastanza bella o abbastanza qualsiasi cosa per lui, e nei momenti in cui avvertivo questa mancanza cercavo conferme andando a letto con chiunque, chiunque avesse delle attenzioni per me, anche solo per una sera o per un'ora. Non provando niente nell'atto in sé. Se non un'enorme senso di colpa e di vuoto, che spesso ho riempito facendomi dell'ulteriore male, buttandomi per esempio sul cibo, innescando così un circolo vizioso autodevastante. E lui non l’ha mai saputo, fino a che 2 anni fa è comparsa lei. Una sua collega. Un'amica forse all'inizio, che gli ha dato qualcosa che io non sono riuscita a dargli: ho scoperto la sua relazione dopo circa 6 mesi, nel modo peggiore possibile, cioè controllandolo, spiando messaggi e cose simili. Perché anche la gelosia c'è sempre stata. Forse essendo io la prima a sbagliare non mi sono mai fidata del tutto. Sono stati i primi momenti di profonda rottura. Non ci siamo lasciati, ma abbiamo cominciato a parlare davvero di noi, ci siamo raccontati i nostri demoni, il nostro lato nero e abbiamo continuato. Lui ha giurato di aver interrotto il rapporto con l'altra, ma io non gli ho mai creduto fino in fondo. "Lavoriamo insieme" diceva. "Avevo bisogno di lei in quel momento, ma amo solo te" diceva. Poi io sono partita per uno stage di 4 mesi, e ho conosciuto un ragazzo. Lui non mi amava, facevamo sesso, e occasionalmente ci siamo scambiati delle tenerezze, ma niente di più. Però mi sono chiesta perché fosse successo. Stavo cercando di innamorarmi di un altro per fuggire da questa situazione instabile? Volevo farmi odiare? Volevo odiarmi? Finito lo stage sono tornata a casa e l'ho lasciato. È stata una delle cose più difficili della mia vita, sono passati quasi due anni ma me la ricordo come fosse ieri quella sera. E lo strazio dei 5 mesi successivi in cui abbiamo continuato a vivere insieme cercando contemporaneamente un'altra sistemazione, litigando, piangendo, certi giorni facendo finta di niente e amandoci ancora un po'. Lui ha ripreso i contatti con lei, cercando una sorta di conforto. Io ho troncato pressoché immediatamente la storia con l'altro. Poi ci siamo trasferiti, a 600 mt di distanza l'uno dall'altro. E continuiamo a vederci. A parlare, a confrontarci. ci siamo detti che ognuno di noi deve affrontare i propri problemi da solo, capire cosa vuole. Che forse un giorno riusciremo a ricominciare, senza distruggerci pensando a tutto il male che ci siamo fatti. Ci vuole tempo ci siamo detti. Ma passano i giorni, le settimane e i mesi. E io sono innamorata di lui. E continuo ad averlo vicino, ad averlo nel letto e lui continua a dirmi che ci sarà sempre per me, ma che non riesce ora a darmi una risposta, non vuole ricominciare ora perché ha paura che ritorni tutto come prima, che non riesca a darmi quello di cui ho bisogno e viceversa. Io non so più cosa fare, perché il pensiero di non vederlo più mi terrorizza, ma anche continuare così con questo amore a metà mi fa stare male. Vorrei solo svegliarmi una mattina con lui accanto e sentirmi dire che mi ama e che vuole proseguire la sua vita con me e solo me al suo fianco, e sentire che è vero.

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Miglior risposta 15 APR 2016

Salve certo la sua è una storia lunga fatta di momenti felici e altri terribili. Quello che oggi avverte sembra più una sua incapacità a separarsi, sicuramente accentuata dall'incapacità dell'altro. Vi trovate in un limbo in cui la separazione emotiva sembra un punto importante sia nel caso in cui voler ricominciare un nuovo capitolo sia nel caso in cui scrivere il finale. Per lei sembra importante affrontare aspetti dovuti all'insicurezza, bisogno di sentirsi amata, che ora le sembrano dipendere solo da lui ma che in realtà si sommano ad esperienze di carenza e delusione nella sua famiglia, fin dalla sua primissima infanzia. Quando cerchiamo di riempire il vuoto che abbiamo considerandoci alla stregua di un oggetto come un secchio in cui mettere relazioni,sesso, agiti conflittuali non possiamo purtroppo che aggiungere dolore e quella che ci sembrava la soluzione migliore diventa la nostra prigione. Dott.ssa Silvia Rotondi

Dott.ssa Silvia Rotondi Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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15 APR 2016

Le consiglio un consulto da uno psicologo dove fare insieme un percorso di innalzamento di autostima. Mi contatti in privato.

Dott.ssa Michela Di Renzo Psicologo a Pescara

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15 APR 2016

Cara Giorgy,
è evidente, da quanto da lei scritto, un profondo dolore e una difficoltà nel riuscire a far qualcosa di diverso, rispetto a ciò che è stato fatto fino ad ora. Ciò è comprensibile, perchè ogni separazione, ogni distacco, è doloroso, maggiormente se il rapporto è durato anni e soprattutto se entrambe le persone hanno un grande bisogno di riconoscimento, di sentirsi importanti reciprocamente, poichè da sole non riescono ad esserlo. Questo meccanismo di "dipendenza", non nasce autonomamente, ma solitamente ognuno di noi è portato a sviluppare diverse forse di attaccamento primario nella propria famiglia e quindi diverse forme di relazioni future. Sarebbe importante indagare proprio su questo, sulle sue relazioni familiari pregresse, sulle dinamiche a cui ha assistito e a cui ha partecipato, per cercare di comprendere meglio le motivazioni che oggi l'hanno portata ad agire in tale maniera da un punto di vista affettivo/ relazionale, e soprattutto cercando di trovare un nuovo modo, un modo alternativo di vedere la realtà e quindi di affrontarla.
Quando vuole può contattarmi.
Saluti.
Dott.ssa Tamma Manuela

Dott.ssa Manuela Tamma Psicologo a Bari

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15 APR 2016

Gentile Giorgy
forse dovrebbe anzitutto capire che cosa le ha impedito di restare con il suo ragazzo; forse dovrebbe aumentare le sue sicurezze in modo da essere più in pace con se stessa e rassicurante per l'altro.
L'autostima affonda le proprie radici in genere nei rapporti familiari e può abbastanza facilmente essere irrobustita e compensata con l'aiuto di uno psicoterapeuta. Lo ha mai consultato?
Mi risulta ad esempio che l'approccio della Gestalt è molto efficace allo scopo. Lo stesso approccio potrebbe aiutarla nel migliorare la comunicazione e la relazione con il ragazzo a cui tiene.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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14 APR 2016

Buongiorno George,
quello che descrive é il bisogno disperato di un legame, di essere riconosciuta, voluta, desiderata.
Forse per questo fatica molto a separarsi con questo uomo, col quale ha vissuto e condiviso tutte le esperienze importanti. Certamente non è facile e crea una grande sofferenza
Le farebbe bene rivedere questi aspetti con un terapeuta.
A presto
Dott.ssa Claudia Giangregorio

Dott.ssa Claudia Giangregorio Psicologo a Milano

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