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Disagio e umiliazione dopo una violenta rapina

Inviata da Maude il 15 ott 2018 Violenza di genere

Sono una funzionaria pubblica con ruoli di responsabilità, ho 62 anni, vedova, benestante, vivo in un piccolo centro dove mi conoscono un po' tutti. Sono stimata, benvoluta, ritenuta una persona autorevole e sicura di sé. Qualche settimana fa mi è capitata una orribile disavventura. Sono stata aggredita di notte, in casa, mentre dormivo profondamente. Fortunatamente ero sola, i figli erano fuori. Sono stata sopraffatta in pochi istanti, legata e imbavagliata con fascette e nastro adesivo e lasciata bocconi sul letto, mentre la casa veniva svaligiata.
Non sono riuscita a liberarmi.
Sono stata trovata ancora immobilizzata dalla donna che ogni mattina viene per le pulizie. Il senso di umiliazione che ho provato mi ha spezzato. La sicurezza che avevo è svanita.
La notizia ha fatto il giro della nostra piccola comunità. In tanti hanno fatto a gara per sostenermi e mostrarmi la loro solidarietà. Ma io sono a disagio. Detesto essere compatita e percepisco in alcuni una curiosità morbosa. Quando esco per il passeggio serale mi sento osservata. Oggetto di domande che nessuno ha - fortunatamente - il coraggio di pormi. Il mio disagio è enorme e sto seriamente pensando di trasferirmi. Che cosa devo fare?

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Buonasera Maude,

Capisco la situazione e comprendo in pieno il suo disagio. Non solo ha è stata aggredita durante la notte e ciò avrà portato ansia, paura e dolore si sente addirittura a disagio per l'accaduto ed è normale. Forse, si è sentita impotente, come se in quel momento poteva essere solo passiva, cosa che magari nella sua vita non succede e ciò da fastidio. Comprendo anche il nervoso che può portare la curiosità morbosa, quasi sadica, dei paesani, soprattutto se vive in una piccola comunità. Le consiglio di intraprendere un breve percorso psicologico, online o da un professionista della sua zona, l'aiuterà ad affrontare il momento. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti

Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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Gentile Maude,
lei è stata oggetto di violenza fisica e di invasione di spazi personali. E’ naturale sentirsi “spezzati” da un evento così traumatico.
Questo non significa che lei non sia ancora una donna forte e ricca di risorse. Potrebbe pensare che l’attenzione degli altri è forse il loro modo per dimostrarle non tanto compassione, ma solidarietà per quanto le è accaduto.
Il trasferimento potrebbe essere una soluzione, ma implicherebbe lasciare una realtà in cui lei è vissuta ed ha trovato un suo ruolo.
Valuti l’opportunità di intraprendere un percorso psicologico che le consenta una ristrutturazione cognitivi di questi pensieri cosi invalidanti e la supporti in questa delicata fase della sua vita.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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Gentile Maude, quello che le è capitato è un evento traumatico accaduto in modo improvviso, imprevedibile e contro cui non ha potuto ne scappare ne mandare via chi l’ha provocato.
Posso immaginare il senso di impotenza e tutto ciò che ne deriva.
Da quello che racconta è probabile che possa lamentare i sintomi di un disturbo post-traumatico da stress. Sebbene questa non sia la sede per una diagnosi accurata tuttavia quello che le è accaduto con i suoi vissuti lasciano pensare a questo.
Quello che posso dirle qui è che per uscirne e superare gli effetti di quanto le è accaduto è importante dargli il giusto spazio il che esula dal sentirsi “compatiti”.
È ormai risaputo che gli effetti dei traumi irrisolti sono tanto più dannosi per la persona che l’ha subito quanto meno ne parla e ci lavora con i mezzi adeguati (compreso un delicato lavoro sulle emozioni collegate al trauma).
Personalmente mi occupo anche di questa sintomatologia ed un intervento efficace sarebbe già condividere con qualcuno quanto le è accaduto superando gli eventuali muri della vergogna e altri vissuti ad essa collegata.
Immagino che già scrivere qui possa averla , almeno in parte, aiutata. Dare parole al trauma è già una via d’uscita.
Per qualsiasi informazione o domanda sono a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott. Roberto Pugliese

Dott. Roberto Pugliese Psicologo a Roma

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Gentile signora,
le consiglierei di cercare un terapeuta che pratichi l'EMDR, una tecnica la cui utilità è stata ampiamente provata proprio per la gestione delle conseguenze di eventi traumatici. Potrà trovare un terapeuta a lei vicino sul sito EMDR Italia.
Può contattarmi per ulteriori informazioni.
Cordialmente

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Carissima Maude,
quello che ha vissuto e che ha descritto nella sua lettera è un evento traumatico che ha scatenato in lei tutta una serie di reazioni che vanno ad influire negativamente sul suo benessere e sulla sua qualità di vita. per questo motivo è importante affrontare il prima possibile l'evento traumatico chiedendo aiuto ad una persona esperta con la quale poter rielaborare l'esperienza traumatica vissuta ed attribuire il giusto significato a vissuti ed emozioni. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento o per un eventuale supporto telefonicamente o via Skype.
Un abbraccio.

Dott. Simona Daledo

Dr. ssa Simona Daledo Psicologo a Pavia

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Buongiorno,

si rivolga a uno psicoterapeuta EMDR (acronimo che sta per desensibilizzazione e rielaborazione dei traumi tramite i movimenti oculari): essa è una pratica moderna e efficace che aiuta a superare gli eventi traumatici. Di per sé quello che ha vissuto è un evento traumatico che è bene affrontare subito in quanto, da quel che scrive, ha già un effetto disturbante e distruttivo in questo momento.
Un saluto caro
Dott.ssa Cristina Fumi

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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Gentilissima Maude,
quella che purtroppo si è trovata a vivere è un’intensa esperienza traumatica che ha senza dubbio innescato in lei una serie di dinamiche che in questo momento stanno interferendo in maniera significativa con la sua quotidianità e con il suo stato di benessere. La sua situazione avrebbe bisogno di poter essere approfondita in un contesto più adeguato, quindi quello che le consiglio è di rivolgersi ad uno/a Psicoterapeuta della sua zona in modo che insieme possiate meglio analizzare i suoi vissuti, e intervenire in modo che lei possa elaborare quanto accaduto. La invito a non esitare oltre e ricercare quanto prima un sostegno adeguato.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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