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Disagio con lo psicologo

Inviata da anonima · 30 dic 2015 Disturbo ossessivo compulsivo

Buongiorno, da un anno e mezzo sto seguendo un percorso psicoterapeutico (breve strategico) dove ho affrontato tanti problemi e dai quali nel complesso ne sto uscendo e da altri ne sono uscita.
Il mio disagio con lo psicoterapeuta è nato quando, durante le sedute di mantenimento, ho avuto una ricaduta e da qui è emerso che sono un caso di doc. Da qui ho ripreso le sedute ogni due settimane e, da un mese, stanno finalmente andando bene e la mia percezione ossessiva si sta finalmente sbloccando.
In tutto questo però continuo a chiedermi perchè lo psicologo non se ne sia mai accorto. Mi ha sempre detto che sono una persona tendenzialmente ossessiva (lo riteneva un pregio) ma da qui a dire che c'è un disturbo ossessivo compulsivo credo che ci sia una bella differenza. E' emerso pian piano questo disturbo, da quando ho sistemato altri problemi. Dal mio punto di vista, era un mio modo di pensare a certe cose completamente normale e invece ho capito che era la causa dei miei problemi. Mi sconcerta il fatto che lo psicologo era molto contento dell'andamento dei risultati ottenuti e a un certo punto è emerso il doc, da dopo le ricadute.
Da dopo la seduta in cui era venuto fuori questo problema (molto difficile come seduta sia per me che per lo psicologo perchè io volevo abbandonare la terapia) io mi sento un po' più distaccata da lui, e non vorrei che si sentisse in colpa a livello professionale nei miei confronti; ho paura che possa succedere qualcos'altro che anche lui non si aspetta. Mi sono sempre trovata bene con lui e abbiamo collaborato sempre molto bene. Ho come l'impressione che il disagio che provo mi faccia sentire più distaccata per paura che possa succedere qualcos'altro. Mi dispiace però, ma non so se riuscirò a parlarne con lui. Sono ancora scottata dall'aver capito di avere un problema di doc dopo tutto il percorso fatto, inoltre è la mia prima psicoterapia e iniziarla per un problema e terminarla con un problema più grosso mi mette un po' in crisi. Parlare con il mio psicologo mi aiuterà o è meglio aspettare e vedere come andrà?
Finisco col dire che non voglio smettere la terapia perchè sta di nuovo andando bene, ma mi chiedo se questo disagio/ distacco passerà a seconda dei risultati che otterrò o li comprometterà.
Grazie

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Gentile Anonima,
la psicoterapia è un lavoro non facile che richiede quasi sempre tempi non brevi e, come vedi, questo accade anche per psicoterapie brevi-strategiche.
Anche la diagnosi non sempre è evidente e certa fin dall'inizio ed altre volte la diagnosi non è singola ma multipla.
Nel tuo caso, forse proprio per il tipo di approccio terapeutico, sono stati affrontati e risolti prima i sintomi collaterali e accessori finchè si è evidenziato poi più chiaramente il problema vero di fondo che copriva e "colorava" gli altri.
Ritengo perciò che il tuo terapeuta abbia fatto e stia facendo un buon lavoro che deve essere completato e il tuo disagio/distacco nei suoi confronti ( sfiducia?) non abbia ragione di essere.
In ogni caso ne dovresti parlare con lui perchè se c'è un posto ove si dovrebbe poter parlare di tutto è la stanza di psicoterapia.
Cordiali aluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Peccato che non sia pronta a parlarne con lui.

Le spiegherebbe che il DOC NON E' SEMPRE UN DISTURBO. Può essere un aspetto della personalità molto positivo.

Per diventare un disturbo, la persona deve diventare rigida, cioè spiegare gli eventi della vita SOLO tramite quel modello.
Per il resto, i profili di personalità con componenti DOC sono ottimi lavoratori, affidabili, precisi... un PREGIO, come le ha detto il suo terapeuta.
Ma a fronte di alcune situazioni, il pregio può diventare un disturbo, qualora diventi pervasivo.

Ora, durante la psicoterapia ci sono delle oscillazioni.

Le convinzioni, i pensieri, le certezze del soggetto vengono messe a dura prova, in modo che possano cambiare. Quando il terapeuta riesce a fare questo, c'è spesso una ricaduta, con effetti sovente più potenti rispetto al passato, solo che sono temporanei.

E' come una persona che sta aggrappata ad uno scoglio. Il terapeuta riesce a farlo lasciare e a nuotare verso la riva, ma spesso capita che per paura dell'acqua alta la persona si aggrappi ad un altro scoglio, più scivoloso del primo. E' condizione momentanea.

Il DOC potrebbe essere emerso perché Lei ha lasciato il primo scoglio, e ora potrebbe cercare di negare i successi che ha fatto con il suo terapeuta proprio perché ha capito che c'è riuscito e che adesso deve nuotare fino a riva.
La capisco benissimo. La paura è normale, ma è proprio in questo momento che ha bisogno di lui.

Focalizzarsi su un errore che il terapeuta potrebbe aver commesso va bene per prendere fiato, ma ora è il momento di nuotare.
Lasci perdere questi siti e noialtri. Parli con sincerità al suo terapeuta.

Per il resto.. i miei complimenti ad entrambi. Avete già fatto un gran lavoro.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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Gentile Anonima,
condivido il pensiero dei miei colleghi, soprattutto su due fronti:
-la diagnosi ed il successivo lavoro terapeutico sono qualcosa di fluido, che cambia nel tempo, come cambiano anche i modi di essere nel mondo. Cambia il modo di vivere le esperienze che facciamo e questo può far emergere problemi che prima erano nascosti dallo sfondo. Il fatto che sia emerso il disturbo non lo vedrei come un errore, ma come un mutamento suo personale che il suo terapeuta ha colto;
-ritengo fondamentale, anche per non gettare tutto il lavoro fatto fino ad ora, che ne parli col suo terapeuta.

Cordiali saluti
Dr. Stefano Verri
(Treviso)

Dott. Stefano Verri Psicologo a Segusino

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Cara Anonima
si comprende questa tua reazione data dalla recente svolta della psicoterapia, ma il tuo "sentire" verso lo psicoterapeuta, dopo queste nuove realtà che sono emerse, è una sorta di tranfert in cui quasi tu ti senti tradita da lui e pertanto te ne sei distaccata.
Queste emozioni, probabilmente, non sono direttamente rivolte a lui ma sono proiezioni dei tuoi stati infantili verso i genitori (sottolineo probabilmente; ovvio che occorre parlarne con lui).
Io credo che sia successo questo: il disturbo emerso era, in un primo momento mascherato e nascosto, da e dietro altri problemi; una volta che i problemi si sono un poco diradati e risolti è emersa e si è chiarificata questa modalità psicologica disturbata. Penso che il tuo terapeuta sia stato molto bravo ad individuare questo disturbo.
Prova a vedere le cose in questa luce e, ripeto, parlane con lui, ma molto .. elabora questi vissuti, la psicoterapia avrà molti progressi se sarai collaborativa al massimo in questo momento critico.
Un augurio e un caro saluto.
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile utente,
credo che la cosa migliore da farsi è parlare apertamente con il suo terapeuta proprio come ha fatto qui. Mi trovo concorde con la risposta della collega Fontanella.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara Lettrice,
come ha ben osservato, mano il disturbo sembra essere emerso dopo aver lavorato su altri aspetti. E' possibile che le cose potessero andare solo in questo modo: il disturbo sottostante è risultato evidente solo dopo che alcune altre questioni che lo coprivano fossero state esplorate.

Il disagio di cui ci scrive potrebbe somigliare ad un calo della fiducia? Questa questione va affrontata con il suo psicologo quanto prima per non minare il buon lavoro già fatto.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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