Dipendenza emotiva dai genitori?

Inviata da _elisa_ · 28 set 2020

Salve,
mi chiamo Elisa, ho 26 anni. Sono fidanzata da 6 anni con un ragazzo meraviglioso che, dopo una relazione disastrosa con un altro ragazzo, è riuscito a conquistarmi e a tornare a farmi credere nella possibilità di un amore sano. I miei genitori lo conoscono e lo apprezzano tantissimo, non hanno mai avuto da ridire su di lui, e in generale è ben voluto in famiglia. Tuttavia, ho un “problema” con loro: sono molto all’antica. Letteralmente, è come se fossero rimasti a una mentalità di 100 anni fa. Dipendesse totalmente da loro, io e il mio ragazzo non potremmo viaggiare, non potremmo trascorrere un paio di giorni insieme nella sua casa in montagna, non potrei dormire a casa sua; tutto questo perché? Perché non siamo sposati. La situazione è un po’ complicata, perché di fatto alla fine sono tutte esperienze che sto riuscendo a fare, ma con uno stato d’animo che non mi permette di godermi nulla pienamente, perché mi dilaniano i sensi di colpa per aver fatto qualcosa che a loro non sta bene; ogni volta che il mio ragazzo mi propone di andar via qualche giorno, la prima cosa che penso è “ora come lo dico ai miei?”, perché la loro reazione è storcere il naso e giudicarmi, credo perché associno tutto questo al fatto che possa avere rapporti e la cosa a quanto pare da loro fastidio. È un disagio per me... a modo mio, credo di volere la loro approvazione, forse per paura di essere “abbandonata”. Il fatto è che tendono ad essere molto pesanti con le parole, e ci rimango sempre malissimo quando mi giudicano per quello che faccio. Che poi, che faccio di male? Le mie amiche hanno genitori che le ascoltano, che danno consigli e non sputano sentenze, che stanno loro vicino e le appoggiano, anche quando magari non condividono. I miei, invece, a volte mi sembrano egoisti con i paraocchi: pensano solo a loro stessi, e mi fanno sentire sbagliata. Anche quando ho avuto difficoltà a scuola (rendimento scolastico), hanno solo fatto presto a puntarmi il dito contro, a dirmi che era tutta colpa mia; non mi hanno mai chiesto come mi trovassi con i compagni, se c’era qualcosa che mi faceva star male.
Adesso, a 26 anni, dovrei essere una donna, e invece è come se mi sentissi sempre “bambina”; vorrei spiccare il volo, essere più sicura di me, fare le mie scelte, ma mi sento terribilmente condizionata. Sempre ansiosa e piena di sensi di colpa.
Specifico che a febbraio avevo iniziato una psicoanalisi, che però si è rivelata apparentemente fallimentare: invece di migliorare, sono peggiorata in termini di ansia e paranoia.
Non so cosa fare per risolvere questa mia questione, che ho paura possa essermi di intralcio anche e soprattutto nella relazione con il mio ragazzo (che, al contrario mio, è molto sicuro di se e andrebbe contro tutto e tutti per ciò in cui crede).
Chiedo a voi un parere, un suggerimento, non so, qualsiasi cosa possa essermi di aiuto per superare questa mia forma di dipendenza emotiva verso i miei genitori...
Grazie!

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Miglior risposta 29 SET 2020

Cara Elisa,
è una donna adulta ma non riesce a sentirsi come tale. Rimane nel ruolo della figlia e fatica a passare a quello della persona autonoma. Sicuramente l'educazione ricevuta gioca un ruolo importante in tutto questo. Ma proprio come dice, sente il bisogno di spiccare il volo. È stata un'ottima idea quella di rivolgersi ad uno psicologo. Ma per funzionare è indispensabile un rapporto di fiducia e un po' di tempo. Può darsi che il percorso sia stato interrotto prematuramente. Oppure non ha funzionato la "chimica", qualche volta capita e in tal caso potrebbe provare a cercare una persona che Le ispiri fiducia e con la quale iniziare a lavorare adesso. O forse, per come è fatta Lei e per come vive il Suo problema, si troverebbe meglio con un approccio diverso. Non perché uno sia migliore dell'altro ma perché ogni persona ha bisogno di trovare la strada migliore e percorribile per se stessa. Non si scoraggi. Può tranquillamente contattare anche diversi professionisti, anche solo telefonicamente e senza impegno, la maggior parte è molto disponibile a rispondere alle domande che pongono le persone che hanno bisogno di aiuto ma devono prima capire meglio cosa possono aspettarsi. Potrà così cominciare a superare la dipendenza di cui parla. Non ci sono purtroppo consigli universali che si possono dare in poche righe e che siano risolutivi. Ogni persona è diversa, ha la sua storia personale e necessita di un percorso su misura.
Le auguro di trovare presto la Sua strada.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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