Dipendenza e comportamento

Inviata da Danilo il 12 mag 2016 Assertività

Dopo un uso quasi cronico di thc vorrei uscirne e non fumo da circa un mese, questo mi causa disagio personale, nervosismo intolleranza, irrascibilità, ok ora il dottore di turno mi dirà che è normale, devo aspettare, ma aspettando mi rendo conto di essere cambiato ma non tutta la colpa la darei al thc. Questo avvolte ha funto da amico complice sostegno, la mia famiglia è lontana e con vari problemi, ho una moglie splendida e un figlio meraviglioso. Vorrei cambiare per loro ma per lo più per abituarmi ad una vita normale, al quotidiano, sorridere per le piccole cose a far passare piccoli problemi che a volte vedo come abnormi, mi rendo conto che sia sbagliato e dannoso fumare thc, ma quando la vita ti preserva delusioni e tradimenti di amici o persone a cui in seguito a questi tradimenti continui a dare fiducia e ripetutamente ti tradiscono, inizi a pensare che forse sei sbagliato tu e il tuo modo, semplice e genuino ed altruista, fa si che le persone ti tradiscono con uno battito di ciglia e senza rammarichi. Mi ritengo un ragazzo normale ma abitudini sbagliate e circostanze pregresse mi hanno cambiato.
Vorrei essere aiutato ma a causa della mia professione non riesco a chiedere aiuto, questo messaggio è una violenza a me stesso. Spero di risolvere questa insoddisfazione cronica come la mia voglia e bisogno di fumare thc per rilassarmi ed analizzare le cose con più serenità e distacco. Chissà cosa ne verra fuori. Buona giornata e grazie

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Caro Danilo
diciamo che avere voglia di cambiare è già un pochino cambiare!
Sarebbe importante che questa voglia di cambiare fosse, intanto, mantenuta viva.
Questo, anche qualora la dipendenza non fosse debellata subito, porterebbe già una "nota" diversa alla situazione e potrebbe svilupparsi in una diversa melodia rispetto al fatto di autogiustificarsi e autoassolversi che invece rappresentano un suonare sempre la "stessa musica".
L'importanza di questo fatto non dovrebbe essere sottovalutata.
Un altro elemento importante è aumentare la qualità della vita e l'impegno alla salute in altri versanti, tipo mangiare bene, fare un poco di sport, attenzione a se stessi...quella solita nota sarà sempre più stonata rispetto al resto e si avrà sempre più voglia di pulizia interiore ed esteriore.
Senza demonizzare la cannabis che, in definitiva, ha anche usi terapeutici, è l'esserne dipendenti e l'uso improprio e compensativo che ti tolgono la stima di te e ti mantengono fisso al passato a torti subiti a insoddisfazioni e altro.
Se ti orienti al nuovo e ad un presente che diventa futuro libero interiormente...questo uso improprio non ti serve più.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buonasera Danilo, oltre alla psicoterapia, in questo momento mi vengono in mente solo altre sue possibilità di cambiamento: 1) un "clic" mentale che le faccia emergere una motivazione talmente forte da adottare condotte molto diverse da quelle da lei utilizzate solitamente (ma questa sembra più una soluzione poco controllabile se non si è abituati ad automotivarsi); 2) sperimentare se stesso attraverso azioni concrete: ormai sappiamo che il nostro corpo, quando conosce e compie azioni "sulla propria pelle", permette una conoscenza di Sé molto diversa alla nostra identità. Damasio parla di markers somatici, ovvero di esperienze somatiche che diventano rilevanti grazie al sentire emotivo. Quest'ultima è una possibilità maggiormente controllabile, non serve neanche tanta motivazione interna. Si può fare un ragionamento del tipo: "non mi va di fare questa cosa, non sono motivato, non mi frega niente, non mi interessa delle conseguenze o del giudizio esterno, etc., però oggi starò mezza giornata senza fumare, senza preoccuparmi, mi forzo a fare questo o quello". Man mano che si riesce a fare queste cose, anche senza motivazione, ci si espone a situazioni diverse che in noi provocano (per forza) reazioni diverse dal solito, con conseguente immagine di Sé un pochino differente e con stati emotivi diversi (anche se il tutto non per forza può essere in chiave positiva, ma sicuramente diversa). Per non reiterare sempre il solito percorso, sempre le solite risultanze emotive e sempre il solito senso di Sé, bisogna cominciare ad adottare una conoscenza e coscienza di Sé "incarnata", ovvero mettendo la riflessione su un piano leggermente secondario e mettere le sensazioni ed emozioni sul piano primario. Che poi è quello che accade sempre ed in tutti noi, ma non lo sappiamo e, dunque, è come se non adottassimo mai pienamente tale modalità...
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Gentile Danilo,
dietro una dipendenza, anche se di thc, c' è sempre un qualche problema per lo più personale o familiare che necessita quasi inevitabilmente dell'intervento di uno psicologo per essere risolto.
Lei infatti fa riferimento almeno a problemi di relazione che tra l'altro sono uno dei settori in cui lo psicologo psicoterapeuta ha più occasione di lavorare.
Darle dei consigli sul problema relazionale che ha evidenziato servirebbe a poco, sia perchè è espresso in termini troppo generali, sia per la scarsa efficacia in genere dei consigli.
Se vuole risolverlo si rechi da un professionista che saprà indicarle le strade più opportune.
Se vuole, può comunque leggere un mio articolo sulle droghe che può trovare sul mio sito professionale.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Gentile Danilo,
mi sembra scontato che essere un uomo semplice, gentile e altruista che rimane deluso per l'irriconoscenza e il tradimento di amici o persone in cui credeva non giustifica il cercare consolazione nel consumo di cannabis.
Non si capisce poi qual'è la sua professione che le impedisce di chiedere aiuto e perchè mai il chiedere aiuto dovrebbe essere una violenza a se stessi!
Per rilassarsi e cercare una maggiore serenità ci sono molti altri modi alternativi al fumare cannabis, incluso, ovviamente, quello di dedicare più tempo ed attenzioni alla moglie splendida e al figlio meraviglioso.
Forse, senza farsi troppa violenza, intraprendere una psicoterapia potrebbe aiutarla in tal senso.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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