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Dipendenza da internet (giochi di ruolo)

Inviata da vania benetti il 27 gen 2014 Ludopatia

mio figlio (19 anni) passa sempre più tempo, soprattutto di notte, giocando a giochi di ruolo.
Non esce più di casa se non per andare all'Università. Come posso approcciare il problema?

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Mio figlio "evita" le frequentazioni con gli amici; peraltro non sono molti (i compagni di liceo) e ciascuno ha effettuato scelte diverse per l'università.
I ragazzi che ha conosciuto all'università (perchè non ha problemi a stabilire relazioni, ma difficilmente consente a qualcuno di diventare "intimo") non soddisfano le sue aspettative e nonostante i ripetuti inviti ad uscire, lui inventa scuse per non farlo.
Quando è davanti al PC ride, ma è nervoso (aspetta con ansia le risposte o le fasi successive del gioco).
Per quanto riguarda gli studi sta ottenendo dei risultati discreti con poco sforzo grazie ad una indubbia intelligenza e alle ottime basi che ha sviluppato al liceo.
Da ultimo devo dire che pur essendo un bel ragazzo non ha fortuna con le coetanee (due storie finite con grande delusione ed amarezza da parte sua un anno fa).

Da ultimo, 4 mesi fa è mancato il nonno che ha rappresentato per lui un grande riferimento.

Ho provato a parlargli, ma ovviamente nega di avere problemi e dice che sta bene così.

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La tecnolologia ed in particolar modo Internet ormai occupa un ruolo fondamentale all’interno della nostra società. Così come il mondo della rete si è evoluto, allo stesso modo questo media ha iniziato a coinvolgere l’individuo in tutta la sua essenza.
Ovviamente dalle poche informazioni che lei ci dà non si ha la certezza che si tratti di un vero e proprio problema, consideri anche che questo potrebbe essere solo un periodo particolare della vita di suo figlio e quindi solo passeggero.
In generale l' Internet Addiction Disorder in italiano dipendenze da internet è definita operativamente come appartenente alle dipendenze non chimiche (comportamentali), che comportano interazione tra uomo e macchina. Le dipendenze tecnologiche possono essere sia passive (televisione), che attive (videogiochi), sia individuali che con altri utenti. Esse in genere hanno la proprietà di induzione e rinforzo, che possono contribuire e favorire tendenze alla dipendenza.
La cosa importante è che chiunque cada in queste modalità comportamentali acquisti consapevolezza e decida in prima persona di voler risolvere questa difficoltà. Pertanto il consiglio che mi sento di darle è proprio di fare in modo che suo figlio si renda conto del tempo che spende in questi giochi (in ore); della mancanza di relazioni, evidenziando che ha pochi amici reali con i quali confrontarsi; della mancanza di altre attività; inoltre potrebbe motivarlo in altri interessi come sport, associazionismo ecc..
Qualora dovesse accorgersi di avere difficoltà a parlarne con lui provi a coinvolgere qualcuno che ha più affinità comunicative con suo figlio.

Dr. Ettore Zinzi Psicologo a Taranto

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Gentile Signora,
Ritengo che non dobbiamo essere necessariamente allarmisti fino a quando questa "dipendenza" non danneggia anche il rendimento scolastico. D'altronde è giusto che come mamma si preoccupi: potrebbe mostrarsi genuinamente interessata alla vita virtuale di suo figlio evitando critiche aspre e provando a comprendere meglio le motivazioni che lo spingono verso questi comportamenti.
cerchi di capire con il ragazzo che tipo di relazioni virtuali intrattenga durante questi giochi, senza mostrare pregiudizi negativi ma con curiosità. Lei stessa infatti si rende conto che suo figlio è più intelligente della media, per cui può essere che tramite questa passione abbia trovato degli amici virtuali con cui si sente più in sintonia rispetto ai colleghi universitari. Grazie al progresso ormai la vita virtuale e quella reale sono sempre più interconnesse e non è raro che online nascano genuine amicizie che poi continuano nella vita reale. Per esempio, potrebbe giovare alla vita sociale e all'umore di suo figlio partecipare ai raduni in cui consolidare i legami di amicizia nati online tra persone con la passione per gli stessi giochi.

Cordiali saluti

Dott.ssa Gioia Negri Psicologo a Cologno Monzese

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Gentile Signora,
Ritengo che non dobbiamo essere necessariamente allarmisti fino a quando questa "dipendenza" non danneggia anche il rendimento scolastico. D'altronde è giusto che come mamma si preoccupi: potrebbe mostrarsi genuinamente interessata alla vita virtuale di suo figlio evitando critiche aspre e provando a comprendere meglio le motivazioni che lo spingono verso questi comportamenti.
cerchi di capire con il ragazzo che tipo di relazioni virtuali intrattenga durante questi giochi, senza mostrare pregiudizi negativi ma con curiosità. Lei stessa infatti si rende conto che suo figlio è più intelligente della media, per cui può essere che tramite questa passione abbia trovato degli amici virtuali con cui si sente più in sintonia rispetto ai colleghi universitari. Grazie al progresso ormai la vita virtuale e quella reale sono sempre più interconnesse e non è raro che online nascano genuine amicizie che poi continuano nella vita reale. Per esempio, potrebbe giovare alla vita sociale e all'umore di suo figlio partecipare ai raduni in cui considerare i legami di amicizia nati online tra persone con la passione per gli stessi giochi.

Cordiali saluti

Dott.ssa Gioia Negri Psicologo a Cologno Monzese

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Gentile signora Vania Benetti,
le circostanze spiacevoli che suo figlio sta subendo spiegano, seppur parzialmente il suo ritiro sociale e ricerca spasmodica di contatti virtuali con internet.
Un incontro presso un bravo psicoterapeuta, magari antuicipato da una sua visita esolorativa, potrà chiarire ciò che qui non è possibile fare a distanza. Solo una capace psicoterapeuta potrà dirle personalmente quanto sia curabile e guarbili suo figlio dopo opportuna valutazione clinica
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Gentile Vania,
tenga presente che molti videogiochi vengono giocati assieme ad altre persone, persone con cui suo figlio (anche se mediate da un pc) sta intrattenendo delle relazioni con altre persone. Le sue preoccupazioni sono sicuramente motivate, ma lei stessa ha detto che suo figlio in grado di ottenere buoni risultati all'università, ll grande numero di ore che suo figlio passa a giocare può essere motivato da un grosso interesse/passione per un gioco specifico più che da una dipendenza in sè.
Potrebbe essere utile parlare con suo figlio in merito al suo interesse, a cosa gioca, come funziona e con chi gioca; cerchi di entrare nel suo mondo senza giudicarlo e valuti se suo figlio gioca per passione o perché non ne può fare a meno.

Dott. Marco Beltramino Psicologo a Pinerolo

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Buongiorno,
il problema è serio e necessita di intervento.
Effettuo consulenze anche tramite skype quindi a distanza.
Cordialmente
Dott Alessandro Capponi

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Buongiorno gentile Vania,
può approcciare al problema invitando suo figlio al dialogo, parlate tanto, Lei cerchi di porsi in modo aperto, non giudicante, e ascolti quali sono i tormenti del giovane, forse ha solo bisogno di elaborare parlando. Poi se la situazione continua, suggerisca a suo figlio di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta di persona.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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La dipendenza da internet, com'è noto, è sempre più diffusa e pericolosa in quanto allontana dalla realtà e rappresenta una via di fuga dall'affrontarne le problematiche. Da quello che lei descrive sommariamente , sembra che suo figlio divida la sua vita tra università e computer, escludendo pertanto ogni forma di vita sociale e relazionale. Le consiglio di considerare questo aspetto, cercando di parlare con il ragazzo sulle amicizie che intrattiene, se ci sono difficoltà in questa sfera, stimolando il dialogo e cercando di capire meglio se ci sono delle situazioni di disagio dalle quali si protegge. E' importante anche stimolare altre aree di interesse e soprattutto aiutarlo a prendere consapevolezza del problema. Sarebbe indispensabile conoscere tante altre caratteristiche della personalità di suo figlio per capire quale significato possa avere questo comportamento di chiusura e di isolamento. Se vuole può scrivermi in privato.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Lilia Di Rosa Psicologo a Catania

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Gentile Vania,
credo che l'unica cosa che possa dare è chiedere a suo figlio se c'è qualcosa che non va, qualcosa che lo fa mettere di fronte ad un computer ma non di fronte agli altri.
Non credo sia possibile convincere il ragazzo a smettere o a rivolgersi a qualche collega. È fondamentale che la motivazione sia propria e non "imposta" dall'esterno...

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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Gentile Vania, la dipendenza da internet è una problematica piuttosto recente ed interessa un numero di persone sempre più vasto e giovane. Nella sua descrizione mancano alcune informazioni che possono parlarci di questa dipendenza; oltre al grande lasso di tempo passato al pc, alcuni comportamenti rilevabili sono l'irritabilità, l'eccitazione e l'euforia durante la navigazione più che un pensiero ricorrente anche quando si è lontani dal computer. L' internet addiction è una dipendenza strettamente legata al piano emozionale. Provi a parlare con suo figlio stimolandolo a coltivare le sue amicizie e la sua vita sociale e magari proponendogli altri interessi. Inoltre se riesce, il consulto da un professionista potrebbe delineare un quadro piu preciso.

Saluti

Dott. Michele Matera Psicologo a Bologna

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Gentile Utente,
ne ha parlato con suo figlio?
Come si giustifica?
Questo abuso ha compromesso altri aspetti importanti della sua vita, come amici, relazioni affettive o rendimento universitario ecc.?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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