Dipendenza affettiva, relazione tossica

Inviata da rebecca · 11 mag 2020 Dipendenza affettiva

Buongiorno,
sono una ragazza di 21 anni, ne ho passati 4 con il mio primo ed unico ragazzo, il quale mi ha fatto soffrire molto, recandomi conseguenti problemi di autostima e di fiducia nei suoi confronti. Sono stata lasciata più di una volta e, nell'ultimo anno persino tradita per le stessa ragazza, nel giro di due anni, ma questo non mi ha fermata dal perdonarlo, nonostante il crescente rancore nei suoi confronti. in questo periodo di quarantena sono venuta a conoscenza del tradimento, la cui notizia mi ha portato istintivamente a lasciarlo; il problema sorge nel fatto che non riesco ad essere lucida, l'obbligo di stare in casa mi rende più vulnerabile e mi porta a sentire maggiore mancanza per lui, penso a tutte le giornate che avremmo potuto passare insieme, oppure alle serate coi nostri amici; tutto questo mi porta a lasciar nuovamente correre sui suoi errori, cosa che razionalmente ritengo ingiusta, ma sentimentalmente no. Ritengo di avere una dipendenza affettiva nei confronti del mio ex partner, sento di non riuscire a vedere un futuro più roseo in sua assenza, nonostante razionalmente sento che sarà invece così, purtroppo la situazione attuale non aiuta, sento di avere tanti rimorsi che non dovrei avere, perchè comunque ritengo di aver sofferto in una maniera smisurata a causa sua. non so come comportarmi, cerco di mantenere le distanze, ma se mi manda dei messaggi non riesco ad ignorarli. sento di vivere in un passato che non mi appartiene più, sto male fondamentalmente perchè sento di stare lasciando i miei ricordi. Nonostante il dolore che mi ha provocato, abbiamo condiviso tanto, dopo molti anni avevo iniziato a pensare di avere trovato la persona giusta, nonostante ad oggi mi rendo conto di aver vissuto una relazione tossica, nella quale nè io, nè lui avremmo potuto crescere. Non so se torneremo insieme, per il momento abbiamo deciso di allontanarci, ma questo mi fa stare ancora peggio. Non so proprio come comportarmi.

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Miglior risposta 13 MAG 2020

Cara Rebecca, è piuttosto normale che Lei, soprattutto in un momento di chiusura esistenziale forzata come quello imposto dalla quarantena, torni indietro con i ricordi. Ed è normale che soffra. Lei sta vivendo quella che si dice essere una vuota possibilità: un progetto su cui Lei si reggeva (futuro con questo ragazzo: "era la persona giusta") è venuta meno, ma Lei continua a mantenere il senso di sé su questo progetto, Questo Le consente di sentirsi ma Le impedisce di creare una nuova possibilità esistenziale (un progetto con qualcun altro). Mancando il futuro (Lei lo dice chiaramente: non ne vede uno roseo senza di lui!), ripiega sul passato: diviene malinconica, prova senso di colpa, "perdona" errori. Il Suo problema è un problema di futuro, progetto, e tempo; in altre parole, un problema esistenziale. Una psicoterapia, che ha l'obiettivo di riaprire modi di essere nel futuro e nuove possibilità esistenziali, è in assoluto il percorso migliore in queste situazioni. Se non vuole o non può cominciarne una, il consiglio è di riaprire contesti esistenziali (difficile con una pandemia in corso, ma non impossibile). Riapra i modi di essere con l'Altro, senta amiche, cominci una routine a casa se ancora è bloccata in quarantena, si dia modo di sentirsi al di là di questo rapporto. Attivi il corpo con un'attività sportiva, anche blanda. Nessuna di queste soluzioni è risolutiva di per sè, naturalmente... ma aiuterà a passare il momento di stallo. Valuti comunque un piccolo sostegno, anche online. A disposizione, cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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21 MAG 2020

Gentile Rebecca,
la fine di una relazione amorosa può essere causa di una grande sofferenza emotiva; spesso viene paragonata all’esperienza del lutto, vista la tematica della perdita da parte del soggetto dell’oggetto amato e della separazione fisica e mentale che ne consegue. Nel suo caso sembra che questa persona abbia avuto un impatto importante su di lei sotto diversi aspetti. Inoltre, ritengo che la condizione di lockdown in cui ci troviamo in questo momento possa lasciare maggior spazio al pensiero e al rimuginio e possa accrescere il nostro bisogno di vicinanza in senso lato. Questi ultimi fattori citati, uniti alla fisiologica condizione che accompagna la fine di un rapporto amoroso, penso che potrebbero in qualche misura spiegare il modo in cui si sente e la difficoltà che avverte nell’affrontare questa situazione. Le sue riflessioni sulla natura del rapporto con questa persona e sull’effetto che i comportamenti di lui hanno avuto più volte su di lei, mi suggeriscono che lei possa già avere una risposta e un quadro preciso riguardo al futuro di questa relazione. Dunque, qualora lei avesse già tratto le sue conclusioni, così come sembrerebbe, mi sento di confortarla circa il fatto che le emozioni che prova, la sofferenza e la difficoltà nel lasciare questa persona sono tutte normali reazioni che molto spesso accompagnano una rottura; pretendere di non soffrire di fronte a una situazione simile è, nella maggior parte dei casi, un’illusione. Le posso consigliare di non scacciare per forza questa sofferenza, di accoglierla, di darle del tempo e di prendersi del tempo anche lei stessa per capire i meccanismi negativi di questa “relazione tossica, nella quale nè io, nè lui avremmo potuto crescere”. Potrebbe aiutarla, a questo proposito, un semplice esercizio: faccia un bilancio sincero e oggettivo di tutte le cose positive e di tutte quelle negative che questa relazione le ha dato e, poi, tragga le sue conclusioni. Spesso, quando le emozioni sono ancora troppo prorompenti è difficile riflettere lucidamente su sè stessi e sui propri sentimenti; quando, invece, si impara a gestire e conoscere meglio i propri stati emotivi, la riflessione è agevolata e si possono scoprire emozioni e risorse inedite. Un percorso psicologico può certamente aiutarla a comprendere meglio tutti questi aspetti nelle loro sfumature personali e relazionali
Un saluto

Synesis Psicologia® Psicologo a Carnate

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15 MAG 2020

Cara Rebecca, è evidente la sofferenza che Le provoca questa situazione di stallo - evidentemente peggiorata dallo stallo esistenziale causato dalla quarantena, che blocca il futuro comportando un ovvio ripiegamento su presente e passato, con rimuginio e rimorso. Non è da sola in questo! E' evidente che la Sua situazione va affrontata e risolta, ha 21 anni e deve potersi riprogettare quanto prima nel futuro. Ci sono una serie di dinamiche che Lei ben coglie, e che vanno ri-declinate in senso più ampio nei Suoi modi di essere con l'Altro per poter dare un senso al tutto e permetterLe di aprire nuove possibilità esistenziali (ovvero, la possibilità di quel futuro roseo che oggi Lei sente come impossibile, nonostante razionalmente non lo creda). Provi un percorso psicoterapeutico: è faticoso, certo, ma le Sue domande avrebbero una risposta... e soprattutto, si sbloccherebbe. Contatti uno psicoterapeuta, anche online, e cominci. Ha già fatto il primo passo, non ceda adesso! In bocca al lupo, cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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15 MAG 2020

Carissima Rebecca,
Mi arriva forte il suo tormento. Il primo amore poi è sempre carico di emozioni profonde e dense.
Il mondo delle relazioni interpersonali è complesso, vi si intrecciano numerose variabili scarsamente prevedibili e consapevoli, e in una situazione di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo che ci costringe a stare lontani da nostri cari, il senso di confusione e scarsa lucidità sono legittimi e umani.
La invito a contattare un professionista per essere accompagnata e tenuta per mano nel percorso della ricerca di fugare i dubbi che le colmano il cuore attualmente.
Resto a disposizione, nel caso desiderasse contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Manara Alessia

Dott.ssa Manara Alessia Psicologo a Concorezzo

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