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Dipendenza affettiva di origine familiare

Inviata da ilaria cecoro il 23 set 2014 Dipendenza affettiva

Buonasera Vi scrivo in merito al mio disturbo di ansia, ho una dipendenza affettiva dalla mia famiglia. Ho 25 anni e non sono mai partita per un viaggio da sola, non riesco ad allontanarmi da casa, soffro anche di agora fobia,negli anni precedenti riuscivo ad uscire a fare le cose di tutti i giorni, ora la mia ansia è diventata invalidante (i sintomi li sappiamo tutti, palpitazioni, tremori, attacchi di panico, eccessive preoccupazioni ecc ecc...). Ho iniziato 9 mesi fa una psicoterapia-psicoanalitica i primi 7 mesi sono stati orribili, continui attacchi di panico, sintomi tutti i giorni a tutte le ore, la mia stanza è diventata l'unico posto dove vivo, ho perso tutti gli amici che avevo, ho abbandonato tutti i luoghi di svago... insomma le conseguenze che porta il non uscire di casa. Ho passato per questi 7mesi le intere giornate a letto con il sintomo. Da 2mesi a questa parte mi sento un pizzico meglio ma comunque non riesco a fare una vita "normale", ovvero vedere amici, avere relazioni solo a pensarci mi sento male, non posso dire che non si sia sbloccato nulla, ma mi chiedo se sia davvero possibile che questo problema richieda così tanto tempo e a questo punto mi chiedo se ne verrò fuori completamente o se sto sprecando il mio tempo. La mia psicoterapeuta (che io adoro e di cui mi fido) dice che la psicoanalisi richiede molto tempo e che si sta male perchè vengono fuori tutti i problemi e nell'affrontarli inevitabilmente si soffre. Ora io vorrei sapere, secondo Voi un caso come il mio è davvero curabile 100%? ho sofferto tantissimo e soffro ancora molto e mi sembra un tunnel senza fine.

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Cara Ilaria,
certamente intraprendere contemporaneamente due percorsi di diverso orientamento non è affatto produttivo, e diventerebbe anche pressochè inutile dato che a parte qualche iniziale sfumatura, il lavoro si andrebbe comunque a concentrare sulle radici più profonde del problema, in entrambi i casi!
Se l’ansia è particolarmente forte però potrebbe essere consigliabile un percorso parallelo di psicoterapia e farmacoterapia (probabilmente ansiolitici, nel tuo caso). Ne avete mai parlato con la terapeuta? Non sono sempre a favore di questo "rimedio", perché penso sia più utile ed efficace venire a patti direttamente con le nostre emozioni ed imparare a non temerle. Tuttavia, quando queste sono molto intense e limitano notevolmente la quotidianità, appare opportuno modulare in questo modo alcuni stati emotivi. Riuscire a riprendere alcune attività giornaliere può aiutare a ridare fiducia in sè e nel percorso che si sta svolgendo.
Il fatto che tu abbia deciso di rivolgerti ad una terapeuta e abbia preso consapevolezza di questa condizione rappresenta già una svolta verso il cambiamento. Dobbiamo avere sempre chiari i nostri punti di forza così come quelli “deboli”, essi non ci abbandoneranno mai del tutto, ma possiamo fare molto affinchè non interferiscano eccessivamente nella nostra vita. Sicuramente con un buon lavoro, impegno e tenacia riuscirai a vedere spiragli di luce sempre più potenti. Un augurio per tutto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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Gentile Ilaria,
il risultato da ottenere non è quello di eliminare completamente l'ansia dalla propria vita perchè questo non è possibile e nemmeno augurabile dal momento che richiederebbe di cancellare anche le emozioni.
E' invece augurabile e possibile imparare a gestire l'ansia negoziando con essa senza però farsi bloccare e riuscendo così a raggiungere un sufficiente livello di autostima che permette di sapere "in anticipo"che qualsiasi difficoltà, pur con qualche patema, potrà essere affrontata e superata.
Ha ragione la tua terapista che durante una prima fase del trattamento i sintomi possoni addirittura aumentare ma fa parte del lavoro terapeutico.
Affidati e porta avanti questa esperienza di psicoterapia. Vedrai che risultati migliori non mancheranno.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Si ne abbiamo parlato io e la Dottoressa ma ho preferito non prendere nulla, per un pò ho preso solo lo Xanax ma con un dosaggio bassissimo 0,25 (praticamente nullo) ho paura dei farmaci preferirei fare da sola, detto questo la saluto e la ringrazio di cuore per i consigli Dottoressa. Buona giornata!

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Buongiorno Dottoresse, innanzi tutto Vi ringrazio tantissimo entrambe per aver risposto alle mie domande. Dottoressa Francesconi con l'espressione "curabile al 100%" intendevo affrontare la vita con le gioie e i dolori che comporta ma in maniera "normale" senza essere continuamente presa da angoscia e paura ogni qual volta succeda una piccola cosa, ogni qual volta esco di casa o mi rapporto con le persone e le situazioni lavorative, insomma le cose di tutti i giorni. So che le emozioni fanno parte di noi, quelle belle e quelle brutte e so che tutti le provano (immagino anche persone come Voi, e per "come Voi" intendo persone che hanno studiato la mente e i sentimenti). Per quanto riguarda la psicoterapia-comportamentale, avevo chiesto alla mia Dottoressa se fosse il caso di intraprenderla insieme a quella analitica e me lo ha sconsigliato dicendomi che le due cose entrano in conflitto... al di la di tutto per me è importante andare alla radice del mio problema, sradicarla, e vivere una vita serena come tutti. Una persona con un problema come il mio, secondo Voi potrà mai avere un lavoro, una famiglia, una relazione? e vivere serenamente? forse sarà una domanda scontata che Vi avranno fatto milioni di pazienti ma vedersi a letto da mesi alla mia età non è proprio il top e non fa avere una visione lucida e serena sul proprio futuro. Grazie tante per la Vostra attenzione e la Vostra disponibilità,
Vi auguro una buona giornata.

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Cara Ilaria,
la risposta alla tua domanda dipende da ciò che intendi per “curabile al 100%”!.. se intendi non provare più alcuna ansia nel fare una o più di quelle cose che ora non riesci a fare, allora non saprei, ma non perché il tuo caso sia più grave di quello altrui, ma semplicemente perché le emozioni esistono e non possiamo fermarle o non provarle! Se “riduciamo” l’obiettivo a quello di saper gestire e tollerare l’ansia e quindi riprendere (o iniziare!) ad arricchire la tua vita di tutte quelle attività che ora reputi insostenibili o terrificanti, nonostante la presenza di qualche batticuore, allora si, si possono raggiungere ottimi livelli.
Quello che riporti rispetto al rapporto con la terapeuta è importante, in quanto stabilire una relazione basata sulla fiducia e l’apertura è fondamentale, in ogni tipo di psicoterapia. E la tua terapeuta ha pienamente ragione sul fatto che un percorso psicoterapico possa alle volte far sentire “ancora peggio” perché lavora su tutto ciò che finora abbiamo cercato di tenere nascosto o minimizzare o trascurare.
Non posso però non fare menzione del fatto che l’approccio cognitivo comportamentale risulta essere una modalità particolarmente efficace, anche in tempi più ristretti, per i disturbi d’ansia. Questo approccio ha una modalità differente di affrontare questa problematica: incentrato primariamente sulla riduzione del sintomo, dei meccanismi di mantenimento del problema e del ripristino di una vita soddisfacente e successivamente mirato alla rielaborazione di legami più profondi ed intimi con il nostro passato, nuclei familiari compresi, in modo da comprendere a pieno l’origine di questi timori. Con questo approccio solitamente il problema ansioso si riduce nel giro di 6-12 mesi. Mentre per risolvere le questioni ad esso associate i tempi sono più lunghi e piuttosto soggettivi. Con questo non che tu debba cambiare terapeuta, ma potrebbe esserti utile qualche lettura sulla modulazione delle emozioni in stampo cognitivo.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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Cara Ilaria,
capisco che ti possa sembrare di essere in un tunnel senza fine, ma anche i tunnel più lunghi in fondo hanno una luce. Datti tempo.
In bocca al lupo,
dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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