Dimenticata da me stessa e dal mondo

Inviata da Fallimento · 3 ago 2020

Neanche mi ricordo se si scriveva qui. Sono approdata su sto sito un po' di anni fa e ho fatto varie domande, parlando di schifezze tipo autolesionismo e pensieri suicidari.
Sono ancora qui perché sto peggio de prima fondamentalmente XD
Parlai di quando avevo cercato di farmi fuori, parlai della reazione molto negativa dei miei genitori davanti ai tagli, parlai del fatto che accumulo ossessivamente tutto per riempire un vuoto interiore che non si riempirà mai, e altre belle cose di questo calibro.

Breve ri-presentazione, sono una cretina di 20 anni che ha fallito all'università, ha fallito come persona, come figlia e come amica.

Sono più o meno una decina d'anni che mi sento un fallimento, ma adesso lo sono diventata davvero, e spiego subito perché.

Con l'università ho fallito: ho deciso l'estate scorsa di fare medicina (unico sogno che ho, per il resto riesco a pensare soltanto al suicidio come futuro consono per me); non ho fatto il test perché avevo troppa paura di fallire e non passarlo, al che ho deciso di spendere un anno a biologia per prepararmi al meglio, pensavo di fare esami e prepararmi in questo modo anche al test di medicina di cui ho onestamente una paura fottuta perché se non lo supero non so cosa fare. Letteralmente non ho idea di cos'altro fare, l'idea di fare medicina era l'unica luce che ho visto nel mio futuro, non c'è mai stato nient'altro a parte l'idea del suicidio.
Long story short non ho fatto nulla a biologia, all'inizio seguivo solo matematica, alle altre ore di lezione fissavo il vuoto o stavo col telefono; ho iniziato a uscire prima durante le altre ore, per poi presentarmi solo per matematica, per poi mollare anche quella. Non che andassi a divertirmi, restavo chiusa in camera tutti i giorni semplicemente, dicendo ai miei che stavo a lezione.
Ogni giorno dicevo a me stessa "da stasera/domani mi metto a studiare, recupero gli esami e mi preparo per il test".
Ed eccomi ad un mese dal test che non ho aperto libro, un anno di biologia buttato, ho già inviato la rinuncia agli studi; sono iscritta al test di medicina ma ho solo un mese per studiare tutto. In questo intero anno non sono mai riuscita a studiare, ogni volta che ci provavo mi sentivo profondamente in ansia e mi rimettevo a procrastinare. Anche adesso procrastino, ma sono consapevole di non poterlo fare più; ho costanti crisi di pianto e non riesco a studiare, esattamente come non ci riuscivo mesi e mesi fa (ma mesi fa procrastinavo per non pensarci, adesso invece ho soltanto crisi di pianto costanti perché so di non poter procrastinare più).
Non so cosa fare. Studiare tutto in un mese dopo un anno in cui non ho fatto nulla è una follia, so che non ce la farò e so che non entrerò a medicina, e so che non avendo piani b tornerò nella stessa disperazione in cui stavo anni fa quando cercai di suicidarmi.
Anche perché ho già perso l'anno di biologia, non superando il test perderò un altro anno... anche se entrassi l'anno prossimo, sarei due anni in ritardo... e l'idea di passare un altro anno nel limbo come questo mi terrorizza onestamente.

Ho fallito come amica: dopo le medie ho perso tutti gli amici che avevo, tranne una; dopo le superiori idem. Mi erano rimaste due o tre persone, che pian piano si sono allontanate come tutti gli altri.
Non avendo stretto amicizie all'università (perché l'ho abbandonata dopo poche settimane), e avendo perso le amicizie delle superiori, sono rimasta senza nessuno. Ho pochissime persone che ancora sono più o meno presenti nella mia vita, ma direi più meno che più (???); con queste pochissime persone parlo ormai ben poco e non sento di aver più nulla da condividere. Anche perché a loro importa ben poco di me ormai.
Ho scoperto di recente che hanno organizzato una festa senza neanche invitarmi. Ci sono rimasta molto male devo dire; ero già consapevole di essere sola, ma vedermelo sbattuto in faccia così è stato una coltellata. Non so bene cosa io abbia fatto per rimanere così sola. Probabilmente faccio schifo e basta.

Ho fallito come figlia: come detto, i miei mi vedono come una specie di mostro, almeno a quello che ho potuto notare in questi anni, perché mi tagliavo e perché avevo cercato di farmi fuori (mi dissero che sono una psicopatica, un'ingrata, che ho avuto troppo dalla vita e che dovevo pensare a chi ha problemi seri, non come me che "i problemi me li sono voluta creare").
Oggi è sparito un coltello, e per una volta non sono stata io a farlo sparire, serviva a mio zio per dei lavori. Fatto sta che i miei non si sono fidati della mia parola, mi hanno gridato contro finché mio zio non è tornato a casa dicendo loro che il coltello lo aveva preso lui, e adesso mia madre ha nascosto i coltelli perché così "non ci sono più fraintendimenti".
Ma perché? Io non c'entravo niente, per una volta! Ma poi perché venire a sbattermi così in faccia malamente il mio passato da autolesionista? Per me è tabù questo argomento, lo è diventato dopo che i miei mi hanno fatto più volte vergognare per questo; venirmi a dire che erano convinti il coltello lo avessi nascosto io, venirmi ad aprire i cassetti etc. non ha fatto altro che ricordarmi come i miei mi abbiano sempre visto come una specie di mostro.
Già sto terribilmente in ansia per la mia situazione universitaria che vedo come disperata, per la solitudine totale in cui verso (non ho più nessuno con cui parlare, non ho nessuno a cui dire che sto morendo dentro ogni giorno, a nessuno importa più di me), per il mio aspetto fisico che mi fa profondamente schifo... perché venirmi anche a ricordare la vergogna dell'autolesionismo? Perché?

Ultimo ma non ultimo: le uniche due persone che ho "amato" non mi hanno voluto. Per una di loro ero troppo brutta probabilmente, per l'altra troppo stupida. O almeno io l'ho decodificata così.

Non ditemi di andare da uno psicologo adesso perché non ne ho l'opportunità, potrei pensarci in un secondo momento ma per ora non posso.
In realtà non so cosa mi aspetto scrivendo sta roba... ma sto impazzendo, non ho voglia di mangiare, non riesco a studiare, dormo male e ad orari assurdi e mi sento estremamente bloccata. Mi serve qualcuno a cui dirlo, che mi sento in frantumi. Non cambierà le cose ma almeno mi sento un po' meno sola, almeno per qualche istante.
Non faccio nulla tutto il giorno tutti i giorni, eppure sono stanchissima; ondeggio tra ansia e disperazione e la consapevolezza di non avere nessuno, e di essermi rovinata anche l'unica cosa bella che avrei forse potuto avere (l'università) se solo non fossi stata così schifosamente inetta, sinceramente mi affligge tantissimo.
Non vedo perché devo studiare, non vedo perché devo andare avanti. Io vorrei soltanto essere già morta. Ma questo è il problema, vorrei essere già morta, non vorrei morire, quindi ora non riesco a suicidarmi.
Magari vorrò morire dopo aver fallito il test; per adesso riesco solo a dire che vorrei essere già morta.

Scusate il disturbo e grazie a chiunque risponderà qualcosa, anche se non credo ci sia molto da rispondere effettivamente...

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