Dimenticare il mio ex

Inviata da PaolinaLuciani · 27 feb 2026 Dipendenza affettiva

Mi sono frequentata con un ragazzo per 3 mesi tra tira e molla però abbiamo sempre avuto il modo di tornare adesso abbiamo chiuso ma non riesco a dimenticarlo è stato fondamentale per me sono ossessionata guardo di continuo il suo profilo Instagram, i suoi seguiti e i suoi follower per vedere se aumentano o diminuiscono, mi viene voglia di litigare con ogni ragazza che gli si avvicina, però giuro non lo amo non vi tengo più

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Miglior risposta 1 MAR 2026

Buongiorno Paolina,
Dimenticare ha a che fare con una forma di elaborazione psichica, la quale porta ad una trasformazione interiore più che ad un oblio. In fondo non si dimentica ma si fanno dei passaggi attraverso delle fasi di vita. Laddove questi passaggi si interrompono, si crea il blocco delle rappresentazioni psichiche e l’Io si ossessivizza su alcune rappresentazioni ripetute e fisse. A questo proposito è consigliabile fortemente di lasciare la pratica del controllo di Instagram che rinforza i pensieri ossessivi circa i followers dell’ex. É importante che in questo momento lei inizi una disintossicazione da schermo di Instagram, poiché anche le immagini hanno questo forte potere di influenzamento psichico, se vuole essere libera di conoscere altre persone che per lei potrebbero diventare affettivamente un nuovo riferimento.
Dott. Pietro Salemme

Dott. Pietro Salemme Psicologo a Roma

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11 APR 2026

Gentile Paolino,
quello che descrive ha una sua contraddizione apparente che però ha molto senso: “non lo amo più, ma non riesco a smettere di pensarci”. E questa contraddizione, in realtà, è uno dei punti più interessanti da guardare.
Il controllo continuo del profilo Instagram — i follower, i seguiti, chi gli si avvicina — è qualcosa di più simile a un’abitudine che il cervello fatica a interrompere, un po’ come quando si smette di fumare e la mano cerca ancora il pacchetto. La mente si è abituata a monitorare quella persona e continuare a farlo dà una sensazione momentanea di controllo su qualcosa che invece è già finito.
Una cosa concreta che potrebbe provare: ogni volta che sente l’impulso di aprire il suo profilo, aspettare dieci minuti prima di farlo. Non è una regola rigida, solo uno spazio che ti concedi. Spesso in quei dieci minuti l’impulso passa, o almeno si riduce. Col tempo, quella risposta automatica si indebolisce.
La gelosia verso le ragazze che gli si avvicinano (pur non amandolo) è comprensibile: a volte quello che fa male è perdere la persona sì, ma anche il posto che si occupava. Come la faceva sentire occupare quel posto?
E adesso, a cosa le servono (rifletta un attimo se può) le azioni di controllo che dice di mettere in atto?
C’è qualcosa di specifico che la riporta a pensarci, magari certi orari o situazioni?

Resto a disposizione,
Un caro saluto

Dott.ssa Giulia Mirannalti
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Giulia Mirannalti Psicologo a Firenze

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20 MAR 2026

Salve,
le storie sentimentali se pur brevi tirano fuori cose di noi che spesso non conoscevamo.
Ogni storia è un'esperienza nuova e totalmente unica nel suo genere e ci mette a contatto con un nuovo mondo, un nuovo modo di fare e agire e noi sperimentiamo a nostra volta nuove modalità di approcciarci all'altro e di vivere una storia.
Spesso non capiamo il perchè di quel nostro comportamento anche ossessivo verso qualcuno.
Valutare di fare un breve percorso cognitivo-comportamentale potrebbe avere la funzione di renderla consapevole rispetto a certe dinamiche relazionali che potrebbe mettere in atto anche a livello inconscio e che potrebbe ripetere nelle relazioni.
Se vuole può visitare il mio profilo e possiamo fare una chiamata conoscitiva.
Saluti
Dott. Giuseppe Romano

Dott. Giuseppe Romano Psicologo a Cosenza

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20 MAR 2026

Buongiorno Paolina,
forse ha bisogno di capire meglio al relazione e cosa ha rappresentato per lei questa relazione.
Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico.
Cordiali saluti
Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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10 MAR 2026

Buongiorno cara. "Non lo amo, non ci tengo più." Eppure controlla ossessivamente il suo profilo, conta i suoi follower, sorveglia chi gli si avvicina, prova una gelosia feroce verso qualsiasi figura femminile che entri nel suo raggio. Lei stessa avverte la contraddizione e, anziché interrogarla, la risolve con un giuramento: "giuro che non lo amo". Come se dirlo con sufficiente forza potesse renderlo vero.

Le propongo un'altra lettura. Forse ha ragione, forse non è amore. Ma ciò che la tiene incatenata a quello schermo non ha bisogno di essere amore per essere potente. Tre mesi di relazione intermittente, fatta di rotture e ricongiungimenti, producono nella psiche qualcosa di molto specifico: un'attivazione continua che non trova mai un punto di riposo. Il legame non ha mai avuto il tempo di diventare qualcosa di stabile e conoscibile, non si è mai depositato in una forma. È rimasto allo stato di scarica elettrica, di accensione e spegnimento, e il suo sistema nervoso si è assuefatto a quel ritmo. Ciò che lei scambia per ossessione sentimentale è, almeno in parte, l'astinenza da quella intermittenza.

Ma c'è un livello ulteriore. Lei dice che questo ragazzo è stato "fondamentale" per lei. Questa è una parola enorme per tre mesi di frequentazione. Cosa l'ha reso fondamentale? Cosa ha incontrato in lui, o attraverso di lui, che sente di non poter trovare altrove? Quella risposta non riguarda quel ragazzo. Riguarda lei, riguarda un bisogno che lo precede e che gli sopravviverà, e che se non viene riconosciuto nella sua vera natura continuerà a cercare nuovi schermi su cui fissarsi. Il profilo Instagram che controlla compulsivamente non è una finestra su di lui, è il luogo dove lei deposita un'inquietudine propria che non ha ancora trovato il suo vero nome.

Un caro saluto,

Dottoressa Giulia Foddai

Giulia Foddai Psicologo a Torino

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8 MAR 2026

Buongiorno, cosa pensa la tenga attaccata a lui allora?

Dott.ssa Erica Farolfi Psicologo a Forlì

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7 MAR 2026

Gentile Paolina,
prima di tutto la ringrazio per la sua condivisione.

Quella che sta vivendo è una sensazione normale quando ci troviamo di fronte ad una relazione intermittente fatta di 'tira e molla'.
Durante questi tre mesi lei, si era abituata ad una sorta di 'ritmo' per cui ad ogni allontanamento faceva seguito un ritorno; quest'ultima volta però non è stato così.
Probabilmente in maniera più o meno consapevole, in questi casi, è come se pensassimo che un nuovo ritorno è quasi "d'obbligo" perchè è così che è sempre funzionata quella nostra storia.
La sensazione che prova oggi, nasce anche da questa rottura nel ciclo della relazione ed è forse questa sorta di dolore che sente, che la spinge a cercare di mantenere un "controllo" sulla vita dell'altro, continuare a sentirsi vicino in qualche modo e l'unico modo ora possibile è quello via social.

Ci troviamo tuttavia di fronte ad una rottura anche in questo caso come questo, dove lei fa presente che non è innamorata.
Credo però che si sia trattato, allo stesso tempo, di una relazione in cui sicuramente lei ha investito se stessa ed il suo tempo per alcuni mesi.
Quando una relazione si interrompe ci troviamo ad affrontare una sorta di "lutto", perchè viene a mancare non solo la relazione stessa ma, a maggior ragione nelle relazioni iniziali, viene meno l'idea che noi ci siamo fatti dell'altro e di noi stessi in rapporto all'altro.

Riconoscere che non si trattava di amore ma di una abitudine interrotta, può essere il primo passo per "liberarsi" di quella che molto probabilmente non è "un'ossessione", ma il contraccolpo di un'abitudine interrotta che ad oggi si è trasformata nel controllo dei follower.

Un caro saluto.
Dott.ssa Denise Nerini_Psicologa

Dott.ssa Denise Nerini Psicologo a Prato

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5 MAR 2026

Cara Paolina,

quello che descrivi non è amore, ma una vera e propria "sindrome da astinenza". In tre mesi di "tira e molla", il tuo cervello si è abituato a una scarica di adrenalina e dopamina tipica dell'incertezza: il non sapere se ci sarà o meno crea una dipendenza molto più forte di un rapporto stabile.

L'ossessione per Instagram e il controllo dei follower sono i sintomi di questo loop. Ogni volta che entri nel suo profilo, non stai cercando lui, ma una "dose" di quel tormento che ormai ti è diventato familiare. È un meccanismo che io chiamo di "auto-sabotaggio della vitalità": invece di guardare alla tua vita, rimani agganciata a un'immagine digitale che ti toglie il respiro.

Ecco cosa devi fare subito per riprendere il timone:

Interrompi il nutrimento: Il controllo costante dei social è il carburante della tua ossessione. Se non riesci a bloccarlo, disinstalla l'app per qualche giorno. Devi ripulire il tuo sguardo da quella finestra virtuale.

Sposta il focus: La voglia di litigare con le altre donne indica che hai messo lui su un piedistallo, come se fosse un trofeo da difendere. Ricorda che in questi tre mesi non hai vissuto una relazione, ma un conflitto. Chiediti: cosa sto davvero perdendo? Una persona che mi rende serena o un'ossessione che mi rende schiava?

Recupera il tuo valore: Quando dici "non lo amo più ma non lo dimentico", confermi che si tratta di una ferita dell'Ego. Hai bisogno di sentirti scelta per confermare a te stessa che vali. Ma il tuo valore non dipende dai suoi "seguiti".

Tre mesi sono un tempo breve per costruire un amore, ma sufficienti per creare un'abitudine tossica. Smetti di farti del male guardando il suo profilo e ricomincia a guardare te stessa. La tua energia è troppo preziosa per essere sprecata a fare la guardia a un fantasma.

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo

Maria Pandolfo Psicologo a Pisa

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5 MAR 2026

Buongiorno Paolina,
Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico con un professionista per indagare meglio questa relazione con la quale sta avendo delle difficoltà.
Le auguro il suo meglio.

LM

Dott. Luca Mazzoleni Psicologo a Bergamo

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5 MAR 2026

Ciao Paolina, La domanda vera che mi piacerebbe porti, per aiutarti è "ti manca davvero lui, o ti manca l’intensità di quella relazione?"
Perché sono due cose molto diverse.
Quando una relazione va avanti tra avvicinamenti e rotture, crea una specie di dipendenza emotiva e adesso sembra che tu abbia il bisogno di riattivare quella dinamica. Il fatto che tu controlli continuamente Instagram, i follower, le ragazze che gli stanno intorno indica che non hai ancora davvero chiuso a livello emotivo, anche se razionalmente dici che non lo ami più. Succede spesso nelle relazioni brevi ma intense, soprattutto quando sono state piene di tira e molla. Il cervello resta agganciato alla dinamica, non alla persona. Io ti consiglierei di approfondire l'argomento a livello clinico se tutto ciò ti crea "fastidio".

Dott. Nicola Nacca Psicologo a Macerata Campania

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4 MAR 2026

Buongiorno Paolina,

dal suo messaggio si capisce che si è già resa conto che quello che sta provando in questo momento non è la solita sofferenza che si prova quando finisce una storia. In tre mesi si fa appena in tempo a conoscersi, quindi l'ossessione e il bisogno di controllo che sente vanno ben oltre la breve relazione che ha avuto con questo ragazzo.

Sarei curioso di sapere come ha vissuto i suoi rapporti passati e se, in effetti, quello che descrive non faccia parte di un pattern di dipendenza affettiva. Se, pensandoci bene, vede che non è la prima volta che resta incastrata in una relazione poco soddisfacente da cui però fa fatica a staccarsi, credo sarebbe importante per lei iniziare un percorso psicologico per prendersi cura di sé.

Sono diversi anni che lavoro con la dipendenza affettiva, sia individualmente che in gruppi di ascolto, e posso dirle che spesso nascono da ferite profonde che hanno bisogno di tempo e cura per guarire. Quel forte bisogno di affetto, unito alla difficoltà di trovare relazioni serene, lascia un senso di vuoto che facciamo una fatica enorme a riempire.

Se sente che potrebbe farle bene iniziare un percorso di guarigione, sono a sua disposizione.

Un caro saluto,

Dott.ssa Stefi Maria

Stefi Maria Juniper Psicologo a Torino

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3 MAR 2026

Ciao, Paolina. Dalle tue parole emerge un forte contrasto tra ciò che dici di provare e le tue azioni. Non tieni più a questo ragazzo ma continui a guardare ossessivamente il suo profilo, mostrando gelosia. Credo che un percorso terapeutico potrebbe aiutarti a chiarire queste dinamiche ambivalenti poiché è parte della natura umana avere in sé più lati, anche apparentemente opposti fra loro, che guidano le azioni che si compiono.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Ornella Esposito.

Ornella Esposito Psicologo a San Giorgio a Cremano

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3 MAR 2026

Buonasera,
grazie per la sua condivisione.
L'attenzione per un partner o ex partner può assumere i connotati che descrive senza indicare un coinvolgimento sentimentale. Proprio per questo motivo i pensieri e le emozioni che accompagnano la costante ricerca di informazioni meritano attenzione, perché esplorandone il ruolo può comprendere cosa significano per lei, che funzione assolvono nel suo mondo interno.
Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla.

Resto a disposizione.
Un saluto.
Margherita Barberi, psicologa

Margherita Barberi Psicologo a Lerici

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3 MAR 2026

Buongiorno Paolina,
Grazie innanzitutto per aver condiviso la tua esperienza e le tue emozioni. Quello che scrivi mi fa riflettere sulla contraddittorietà intrinseca a molti vissuti emotivi. Leggere le tue parole mi ha fatto venire in mente la celebre poesia “Odi et amo”. Questo non tanto per quello che provi (non sta a me dire se si tratta di amore o meno, in particolare se tu assicuri che “non lo amo non vi tengo più”), ma più che altro perché mi sembra evidente che convivano spinte diverse è apparentemente opposte: da un lato si chiude, dall’altro si continua a cercarlo. La mente spesso funziona così, facendoci fare cose che non vogliamo (o pensiamo di non volere). Consapevolmente non vogliamo ma inconsciamente non possiamo non farlo. Per questo motivo, credo che sia necessario un lavoro profondo, in grado di chiarire pulsioni e sentimenti contraddittori e apparentemente incomprensibili, attraverso le motivazioni più profonde.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Saluti,
Dott. Nicola Milano

Dott. Nicola Milano Psicologo a Roma

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2 MAR 2026

Capisco quanto questa situazione possa essere emotivamente intensa e faticosa per lei. Provo a restituirle una lettura, con uno sguardo clinico ma umano. Da ciò che descrive, questa relazione, seppur breve e caratterizzata da continui avvicinamenti e allontanamenti, ha avuto per lei un impatto molto profondo. Non è raro che legami di questo tipo, instabili e intermittenti, diventino particolarmente difficili da elaborare: l’incertezza, l’attesa e la speranza riattivata più volte tendono a creare una forte dipendenza emotiva.
Il fatto che lei dica di non amarlo più, ma allo stesso tempo senta un’ossessione nel controllare i suoi social, nel monitorare chi entra o esce dalla sua vita e nel provare rabbia verso altre ragazze, non è una contraddizione. Spesso non si tratta di amore, ma di attaccamento, di bisogno di conferma, di paura di essere sostituite o dimenticate. In altre parole, non è tanto lui che manca, quanto ciò che quella relazione rappresentava per lei: un ruolo, un significato, una sensazione di essere scelta o importante. Il controllo compulsivo dei social e l’impulso al confronto sono segnali di una ferita ancora aperta. Sono tentativi, comprensibili, ma dolorosi, di mantenere un legame quando il legame reale è finito. Tuttavia, questi comportamenti rischiano di prolungare la sofferenza e di alimentare pensieri ossessivi, impedendo al processo di distacco emotivo di compiersi.
È importante che lei non si giudichi per ciò che prova; non c’è nulla di “sbagliato” o “esagerato” nelle sue reazioni. Allo stesso tempo, può essere utile iniziare a spostare l’attenzione da lui a sé stessa, chiedendosi non “perché non riesco a dimenticarlo?”, ma “che cosa mi ha dato questa relazione e che cosa oggi mi manca?”. Se sente che il pensiero di lui occupa troppo spazio e interferisce con la sua serenità, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio il tipo di legame che si è creato, a rafforzare i suoi confini emotivi e a recuperare un senso di stabilità e di valore personale indipendente da questa storia.
La chiusura c’è stata, ma l’elaborazione emotiva richiede tempo e cura. E lei merita entrambe.

Resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Roberta Fornarelli
Ricevo anche online

Roberta Fornarelli Psicologo a Bari

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2 MAR 2026

Buongiorno Paolina, quello che descrive sembra avere la forma di un legame che si è interrotto nella realtà, ma non ancora dentro di lei. Dice di non amarlo più, eppure qualcosa continua a trattenerla in una posizione di controllo, di vigilanza, quasi di sorveglianza costante.
Forse non è tanto la persona in sé a mancare, quanto ciò che quella relazione ha rappresentato per lei. Le relazioni “a tira e molla” spesso attivano un circuito intenso di attesa, perdita e ritorno che può diventare, inconsciamente, più potente del sentimento stesso. Winnicott scriveva che “è nell’assenza che l’oggetto acquista consistenza”: quando l’altro si sottrae, può diventare ancora più centrale.
Il controllo dei social potrebbe avere la funzione di mantenere un filo, di non sentire un vuoto più profondo. E la gelosia verso altre ragazze forse parla meno di amore e più di una ferita narcisistica: la difficoltà di accettare di non occupare più un posto privilegiato.
Potrebbe essere utile chiedersi quale posizione si ritrova ad abitare in questa dinamica, quasi contro la sua volontà cosciente. Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico) potrebbe aiutarla a comprendere cosa rende questo legame così difficile da lasciare.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto

Dott. Valentino Moretto Psicologo a Salerno

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2 MAR 2026

Capisco quanto possa essere destabilizzante quello che sta vivendo. Ciò che sente è molto intenso e reale. È comprensibile che faccia fatica a lasciare andare: ha investito emozioni, aspettative, momenti significativi. Chiudere non è mai un gesto automatico, soprattutto quando c’è stato un legame fatto di avvicinamenti e allontanamenti.
Il continuo controllare i suoi social, osservare chi lo segue, chi si avvicina, parla di un bisogno di mantenere un filo, di sentirlo ancora in qualche modo vicino. E questo non va giudicato, va compreso.
A volte può essere un modo per non sentire il vuoto o la perdita.
Un percorso mirato potrebbe aiutarla a capire cosa succede dentro di lei quando entra in una relazione: quali dinamiche si attivano, quali strumenti usa per gestire la distanza, quali risorse possiede per affrontare la fine.
Sarebbe importante chiedersi, senza colpevolizzarsi, cosa dice di lei questo bisogno di tenerlo sotto controllo e perché è così difficile lasciarlo andare davvero. Guardarsi con curiosità, non con durezza, è solo il primo passo

un caro saluto,
Dott.ssa Francesca Farina

Dott.ssa Francesca Farina Psicologo a Firenze

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2 MAR 2026

Buongiorno Paolina,
Comprendo la sua sofferenza. Elaborare un distacco o una perdita richiede tempo. Le consiglio di intraprendere un percorso individuale con un/una psicoterapeuta per comprendere meglio cosa accade dentro di lei in questo momento ed elaborare meglio il distacco. Mettersi in discussione potrebbe inoltre aiutarla ad acquisire fiducia in sè e nel mondo aprendosi a nuove possibilità
e migliorando il suo benessere emotivo.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti
Erika Giachino

Dott.ssa Erika Giachino Psicologo a Alba

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1 MAR 2026

Buonasera Paolina,

è normale dopo la fine di una relazione volere avere l'illusione che il tempo non sia passato, che il partner non ci dimentichi e non si mostri interessato ad altre persone.
Ma come dicevi non sei innamorata ma forse temi che lui andando avanti non ti tenga nella sua mente e questo ti fa soffrire
È così?
Se così è un normale processo.
Il punto è cosa vorresti per te?
Resto disponibile.

Cordiali saluti

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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1 MAR 2026

Buonasera Paolina,
da ciò che descrive sembra che questa relazione abbia avuto per lei un forte impatto emotivo, anche se razionalmente sente di non provare più amore. Può accadere che, al di là del sentimento, restino un intenso coinvolgimento, il bisogno dell’altro o la difficoltà a tollerare la separazione, che possono portare a pensieri ricorrenti e comportamenti come il controllo continuo dei social.

Queste reazioni spesso parlano di bisogni affettivi profondi, della paura della perdita o di aspetti di sé che questa esperienza ha attivato. Più che giudicarsi o cercare di reprimere ciò che prova, può essere utile comprendere meglio il significato di queste emozioni e ritrovare gradualmente uno spazio di maggiore serenità e autonomia.

Se sente che questa situazione le provoca sofferenza o fatica a gestirla da sola, un percorso psicologico può aiutarla a chiarire ciò che sta vivendo e a sviluppare modalità più funzionali per affrontarlo.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line

Dott. Fabio Mallardo Psicologo a Mestre

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1 MAR 2026

Paolina,
Quello che descrivi è molto più comune di quanto pensi, e il fatto che tu riesca a raccontarlo con questa lucidità è già un segnale importante.
Parto da una cosa centrale: puoi non amarlo più e allo stesso tempo non riuscire a lasciarlo andare. Le due cose non si escludono.
Da quello che racconti emergono tre elementi forti:
1-La dinamica “tira e molla”
Le relazioni intermittenti creano una specie di dipendenza emotiva. Il cervello si abitua all’alternanza tra assenza e ritorno, tra distanza e riavvicinamento. Ogni volta che tornavate insieme si attivava una scarica emotiva molto intensa. Questo rinforza il legame, anche più di una relazione stabile.
2-Il controllo ossessivo sui social
Controllare follower, seguiti, storie non è amore: è un tentativo di mantenere un filo, una connessione. È come dire: “Non sono più con lui, ma esisto ancora nel suo mondo?”
Il problema è che ogni controllo riattiva il circuito e ti tiene agganciata.
3-La gelosia verso altre ragazze
Non è necessariamente amore. Spesso è: orgoglio ferito, senso di sostituibilità, bisogno di sentirsi “speciale”,paura di essere dimenticata
Quando dici “è stato fondamentale per me”, lì c’è il punto vero. Probabilmente non sei attaccata tanto a lui, ma a quella versione di te che esisteva con lui: come ti faceva sentire, cosa rappresentava, cosa speravi diventasse
E questo può creare una sorta di ossessione anche se l’amore non c’è più.
Cosa puoi fare concretamente?
Blocco o silenziamento sui social (anche temporaneo). Non è debolezza, è igiene mentale.
Datti una regola: niente controllo profilo per 30 giorni. I primi 5 sono i più difficili, poi cala.
Quando senti l’impulso di guardare Instagram, chiediti: “Cosa sto cercando in questo momento? Sollievo? Conferma? Rabbia?”
L’ossessione non si spegne combattendola, ma togliendole nutrimento.
E soprattutto: non giudicarti. Il cervello si abitua alle persone come si abitua a una sostanza. Stai attraversando una fase di disintossicazione emotiva.

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon Psicologo a Massa

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1 MAR 2026

Gentilissima Paolina,
è sicuramente complicato uscire da una dinamica come quella del tira e molla, che ci tiene appesi ad una dinamica che ci mette alla prova ma ci dona anche una serie di sensazioni che possono essere molto piacevolie farci sentire vivi. E' importante che lei si chieda cosa cerca dalle relazioni e cosa le piaceva così tanto della situazione che stava vivendo.
Il controllo di tutto ciò che riguarda questa persona è forse un modo di tenere sottocontrollo tutto ciò che sta vivendo.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla ad affrontare questa fase complessa della sua vita.

Resto a disposizione,
dott.ssa Elisa Scaramella, psicologa ad orientamento sistemico-relazionale,
disponibile anche online.

Dottoressa Elisa Scaramella Psicologo a Milano

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1 MAR 2026

Buonasera Paolina,
Quello che descrive è un vissuto molto intenso e comprensibilmente faticoso. Le relazioni “a tira e molla” spesso lasciano dentro una traccia profonda non tanto per la loro durata, ma per l’altalena emotiva che generano. Questo tipo di dinamica può creare un forte coinvolgimento, quasi una dipendenza dall’incertezza e dall’attesa del ritorno.

Mi colpisce quando dice che non lo ama più, ma allo stesso tempo sente un’ossessione nel controllare i suoi movimenti e nel reagire con gelosia verso chi gli si avvicina. A volte ciò che resta non è l’amore in sé, ma il bisogno di conferma, la difficoltà a tollerare la chiusura, o la ferita che una separazione può attivare. Non è qualcosa di cui vergognarsi, è umano voler continuare a sentirsi “scelti”.

Il controllo dei social, però, rischia di mantenere aperta la ferita e di alimentare pensieri ripetitivi che non aiutano a elaborare la fine del rapporto. Può essere utile per questo chiedersi: “cosa cerco davvero quando guardo il suo profilo? Sollievo? Rabbia? Conferme? Paura di essere sostituita?”.
Forse questo momento potrebbe diventare un’occasione per spostare lo sguardo da lui a sé stessa. Cosa ha rappresentato per lei questa relazione? Quale bisogno profondo ha toccato? E cosa rende così difficile lasciarla andare del tutto?

Se sente che questi pensieri stanno diventando invadenti o dolorosi, parlarne in uno spazio terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa si è attivato dentro di lei e a ritrovare maggiore libertà emotiva.
Non è “strano” ciò che prova. È un’esperienza che merita di essere ascoltata e compresa, prima ancora che risolta.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa

Dott. ssa Martina Veracini Psicologo a Empoli

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1 MAR 2026

Buongiorno
La fine di una storia e dolorosa lo comprendo perfettamente.
Si rivolga ad uno psicoterapeuta per le sue idee ossessive
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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1 MAR 2026

Cara Paolina,
Le relazioni tira e molla tendono a creare un meccanismo simile a una dipendenza affettiva, perché l’alternanza di vicinanza e distanza mantiene alta l’attenzione mentale e rende difficile staccarsi anche quando razionalmente si sa che è finita.
Il controllo continuo dei suoi profili social non è un segno di sentimento, ma forse il tentativo di placare l’ansia e di sentirsi ancora in qualche modo collegata a lui.
Purtroppo però questo comportamento alimenta il circolo vizioso invece di calmarlo.
Il fatto che tu riesca a riconoscere questa dinamica però è un segnale importante di lucidità e consapevolezza. Cioè, una parte di te ha già compreso che ciò che ti tiene agganciata non è la persona in sé, ma ciò che quella relazione ha rappresentato. Proprio su questo punto può essere utile lavorare, magari con un supporto psicologico, per capire quale bisogno profondo si è attivato e come soddisfarlo in modo più sano e stabile.
Nel frattempo, non giudicarti con durezza per quello che provi. Le reazioni intense dopo una chiusura non definiscono il tuo valore né la tua maturità affettiva; indicano solo che qualcosa dentro di te è stato toccato in profondità.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Gaia Rotondo, psicologa clinica
Disponibile anche on-line

Dott.ssa Gaia Rotondo Psicologo a Taranto

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1 MAR 2026

Ciao,
hai bisogno di un po' di tempo per elaborare questo lutto affettivo, ma ciò che è importante non è dimenticare ma riflettere sui motivi per i quali non siete riusciti a portare avanti questo rapporto; se avete fatto un tira e molla per mesi senza stare insieme con continuità e avete deciso di chiudere saprete entrambi i motivi per i quali non siete "compatibili". Tutto si supera ma questa difficoltà va superata attivamente.
Dr. Samuele Vitali

Dott. Samuele Vitali Psicologo a Montevarchi

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