Difficoltà sentimentale

Inviata da Mirko · 22 ago 2016 Terapia di coppia

Buonasera, sono un ragazzo di 22 anni. Sto con la mia ragazza di 20 da 1 anno ma solo a tratti mi sento amato da lei.. spesso mi lascia solo per andare a divertirsi con altre persone (donne) facendomi sentire poco importante per lei e ciò causa in me insicurezza, incompletezza e solitudine. Non riesco a capire se il problema di fondo sono io o se il suo è un comportamento scorretto verso di me. La mia concezione dell'amore è quella di stare insieme come se fossimo sposati cedendo la propria vita all'altro. Questa cosa mi provoca costantemente un pensiero fisso nella mia mente: se mai un giorno ci sposassimo e stessimo sotto lo stesso tetto, lei continuerà con questa storia di non rinunciare in parte ai propri divertimenti e vizi per me? Io per lei ho messo da parte i miei amici e alcuni membri della mia famiglia come in parte è giusto che sia, senza avere un cambio del "rispetto". Che cosa dovrei fare? Continuare ad aspettare un suo cambiamento che per altre problematiche è avvenuto, oppure mettere fine alla relazione contando anche il fatto che tende a prevalere su di me per ottenere sempre ciò che vuole? Dovremmo prenderci una pausa di riflessione per capire entrambi cosa vogliamo e cosa proviamo veramente l'uno per l'altro?? Io con lei sono stato bene, ma ultimamente si è creata una situazione difficile per me da sopportare.. Grazie in anticipo.

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Miglior risposta 24 AGO 2016

Gentile Mirko,
temo che la tua concezione dell'amore sia un pò riduttiva e confezionata a misura sui tuoi bisogni/desideri senza tenere in debito conto quelli della tua ragazza.
Sono poi convinto che in amore "cedere completamente la propria vita all'altro" sia un grosso errore perchè significa non avere sufficiente attenzione per se stessi e quindi non avere sufficiente autostima anche se la relazione col partner dovrebbe essere prioritaria rispetto a quella con gli amici.
Una possibilità può essere quella di entrare reciprocamente a far parte del gruppo di amicizie dell'altro in modo da non sentirsi esclusi ma anche da non pretendere l'esclusiva.
Quanto al fatto che la tua ragazza tende a prevalere per ottenere ciò che vuole, si tratta di impostare fin dall'inizio un criterio di parità nella gestione del potere, problema che inevitabilmente riguarda tutte le coppie del mondo.
Penso sia preferibile imparare a dialogare sempre per trovare soluzioni condivise a qualsiasi problema, piccolo o grande che sia, altrimenti si dovrebbe rinunciare ad avere una vita di coppia e rimanere single a vita.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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22 AGO 2016

Buongiorno Mirko, per me la frase chiave del suo post è: "La mia concezione dell'amore è quella di stare insieme come se fossimo sposati cedendo la propria vita all'altro". Quindi si sta parlando della sua concezione e non che questa sia migliore di quella della sua partner (come, invece, sottintende lei, visto che vorrebbe che la sua compagna si adeguasse), del fatto che stare insieme significa, quasi, essere sposati (sembra che lei abbia in testa più un ideale di rapporto che uno basato sull'esame di realtà, per cui, prima di "essere sposati" bisogna capire se l'altro/a è la persona giusta, come mi fa sentire sempre, e non solo in determinate situazioni, per cui sarebbe utile far passare un pò più di 1 anno prima di considerare tale rapporto in un modo piuttosto che in un altro, etc. etc.), e cedere la propria vita all'altro, invadendo (ma accettando anche di essere invasi...?) quasi totalmente tutti gli spazi, concreti ed emotivi, dell'esistenza dell'altro/a. Essendo l'amore, anche e soprattutto, una relazione (ma come quella con i genitori, parenti, amici e colleghi di lavoro) sembra che lei voglia gestirla in modo tale da prevenire qualunque possibilità di sofferenza futura, attraverso un controllo pervasivo. Tale controllo (è un'ipotesi, ovviamente) che obiettivo avrebbe? Quello di non essere abbandonato? Quello di non sentirsi da solo? Quello di avere un senso di Sè come di colui che gestisce la relazione e l'altra la segue, annullandosi a sua volta, tutta felice e contenta? Altro? Insomma, come al solito, essendo animali dotati di linguaggio, credo che la via migliore sia quella di chiarirsi con la sua partner, in modo molto chiaro, dicendovi reciprocamente i desideri e bisogni di ognuno e capire se è possibile creare una relazione di coppia affettivamente e cognitivamente stabile nel rispetto della storia evolutiva individuale.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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22 AGO 2016

Buongiorno Mirko, vivere una relazione amorosa non significa, per riprendere le sue parole, "cedere la propria vita all'altro". Non si tratta di scegliere tra il proprio partner e tutto il resto. Abbandonare totalmente i propri amici ed i propri interessi significa annullarsi e non è una cosa né giusta, né tanto meno salutare per se stessi e per la coppia stessa. A tale proposito, lei cosa intende quando dice che ha messo da parte i suoi amici e alcuni membri della sua famiglia per lei? Anche lei dovrebbe imparare a non considerare la sua ragazza come il suo unico riferimento e dovrebbe ritagliarsi degli spazi più "personali" da dedicare agli amici, alla famiglia, ai suoi interessi.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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