Difficoltà nella gestione ed educazione dei figli

Inviata da Disperata · 20 lug 2016 Psicologia infantile

Buongiorno,
ho problemi nel contenere i caratteri molto ribelli dei miei figli di 2 e 4 anni. Ho paura di stare sbagliando tutto, li rimprovero sempre molto e spesso poiché stressata dai loro continui capricci e comportamenti indisciplinati, uso toni troppo accesi, modi nevrotici nel dare risposte o a volta qualche gesto sbagliato (sculacciate). Lo so che sono entrata in un circolo vizioso, più io sono isterica più loro esagerano nei modi però non so più come fermarli. Giocano sempre a fare la lotta in maniera brusca. Scappano corrono e non ascoltano i miei NO. se dico NO il grande mi fa i dispetti facendo cose insopportabili (mi tira la sabbia addosso, fa urletti striduli ecc). Tra loro due va male, giocano in modo sbagliato, si fanno sempre male o apposta o perché giocano in modo troppo brusco.
Ogni tanto il grande di 4 anni dà qualche manata o spinta anche ai suoi amichetti. Tutto questo a me provoca un a grande ansia, rabbia e consapevolezza che ho due bambini ingestibili di quelli capricciosi e maleducati. Al piccolo dó meno colpe ma in ogni caso mi sento frustata anche per i suoi atteggiamenti troppo maneschi in generale.
In tutto questo ho i miei genitori che mi aiutano e un marito molto bravo che sa abbastanza come tenerli impegnati ma comunque lui c'è poco a casa e sono più io a pensare alla loro educazione.
Non so come fare, ho provato a cambiare mio atteggiamento ad essere più pacata nei modi. Niente, loro mi sopraffanno.
Come mi devo comportare?

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Miglior risposta 21 LUG 2016

Cara mamma disperata,
il fatto che lei già si interroghi sul suo modo di porsi con i suoi bambini è davvero lodevole. Comprendo al contempo quanto possa essere frustrante e pesante la conduzione e la responsabilità per lo più solitaria di due bimbi così piccoli. A tal proposito mi sento subito di rassicurarla, i bambini attorno ai due anni entrano nella terribile fase dei no in cui ogni cosa venga detto loro, si comportano al contrario e dicono no. Questa fase è normale e riguarda tutti i bambini indica che stanno crescendo e stanno iniziando un processo di individualizzazione, per cui seppur con irritazione prenderei con serenità questo modo di porsi del più piccolo, passerà presto. Per rendere più sopportabile questa fase le consiglio magari di non entrare a muso duro con lui, di tenere ben salde le regole per entrambi i bambini e di comportarsi nella stessa maniera con entrambi senza differenze, non è l'età che determina la differenza di attribuzione di colpe. Al più piccolo proporrei delle alternative per esempio " vuoi mangiare la mela o le pesca?" e
anticiperei magari un momento prima di un suo cambio di attività ciò che dovrà fare, per esempio deve andare a dormire e sta giocando, 10 minuti prima del momento di andare a letto lo informrei che a breve dovrà mettere via tutto perché è ora di andare a letto. Quanto al più grande è importante che con entrambi lei riesca a trovare dei momenti belli e sereni di condivisione con loro, come il fare i biscotti o una torta insieme o gli omini di pastasale e dei momenti in cui lei riesca a godersi singolarmente i suoi bimbi, soprattutto il più grande e magari qui chiedere l'intervento di suo marito o dei nonni. Chieda al più grande o cerchi lei di capire cosa potrebbe piacere al più grande fare, non so vedere un cartone animato al cinema, andare allo zoo o al circo, o andare in biblioteca insieme a cercare un libretto che possa piacergli e leggerglielo. Lo coinvolga gli faccia sentire quanto bene gli vuole e quanto lei tenga a lui, magari nel frattempo la stessa cosa potrebbe farla il papà con l'altro bimbo e viceversa e poi chiaramente dei momenti di condivisione famigliare in cui tutti quanti voi decidete di condividere una giornata insieme.
Mi raccomando però in tutto questo deve tener presente anche che nella sua conduzione famigliare incide molto anche il suo benessere personale, ovvero lei ha detto che per lo più è lei ad occuparsi della gestione dei suoi bimbi, va bene ....però è importante e benefico per lei e per i suoi bimbi che riesca a ritagliarsi dei momenti per lei stessa, come un'ora per andare dalla parucchiera piuttosto che a prendere un caffè in centro con le amiche e soprattutto è importante che lei si prenda dei momenti per staccare con suo marito come una cena al ristorante con lui o una passeggiata in centro da soli, ne trarrà giovamento lei, suo marito e i suoi bambini. Ritagliarsi dei tempi per lei e suo marito non significa essere egoisti e o abbandonare i propri bambini, ma significa proprio volersi e voler bene, ne gioverebbe tutta la famiglia.

Rimango a disposizione

Un caro saluto

Dott.ssa Mara Di Paolo

Anonimo-161175 Psicologo a Trento

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22 LUG 2016

Buongiorno Disperata
il problema è che sei diventata autoritaria ma non hai autorevolezza.
In sostanza i tuoi figli ti sentono debole e non ascoltano nulla.
Se tu li rimproveri continuamente è come non rimproverarli mai.
Ti consiglio la lettura (studio) dell'ottimo libro di Roberto Albani (un pediatra terapeuta) "Capire tuo figlio" (lo trovi in internet); ti darà ottimi consigli e una visione chiara di come affrontare tanti problemi inerenti l'educazione dei figli.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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21 LUG 2016

Gentile signora,
il difficile compito di educare i figli risente di molte variabili come le caratteristiche di personalità dei genitori, la loro presenza, persino rapporti economici e l'equilibrio tra le figure paterna e materna, oltre ovviamente i caratteri dei figli.
Le consiglio perciò di chiedere una consulenza con uno psicologo perchè anche un solo colloquio è sufficiente per far luce sui fattori all'origine del problema.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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20 LUG 2016

Gentile Mamma,
la colgo subito in fragrante.... perchè dà meno colpe al più piccolo? Le regole e i no valgono per entrambi. A 4 anni un bimbo E' PICCOLO, non ha ancora acquisito completamente la così detta "teoria della mente" al pari del fratello minore. E' quella capacità ch abbiamo di metterci nella mente dell'altro e pensare a quello che l'altro potrebbe pensare. Lui, ai suoi rimproveri più accesi nei suoi confronti, non pensa che la mamma li faccia perchè lo vede più grande, ma perchè è più colpevole e si merita ciò... ma siccome è un bambino cerca il contatto fisico, indispensabile per l'essere umano, e allora anche lo sculaccione è un contatto... ben venga anche quello... piuttosto che il "non contatto"... perciò ne fa di tutti i colori pur di avere anche lo sculaccione.... Cambi registro mamma, pari sgridate e fermezza nei no per entrambi, non sono diversamente "colpevoli". Coinvolga poi i bimbi in attività varie, come farsi aiutare nel preparare la tavola, soprattutto dal più grandicello, dandogli il ruolo da fratello maggiore che "insegna" al minore. E poi i giochi un po' violenti fra fratelli sono normali, anzi, impareranno a gestirsi meglio nelle attività di socializzazione con i pari (ha presente i leoncini che lottano? Imparano per il futuro!). Stia serena e cerchi di ritagliare piccole nicchie di tempo per chiamarli a sè e farsi aiutare in maniera divertente nella quotidianità, vedrà che questo tempo di qualità passato con loro diminuirà la ricerca di attenzioni in maniera sbagliata che adesso stanno attuando.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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20 LUG 2016

Buongiorno, la sua frustrazione e la sua disperazione sono perfettamente comprensibili. Sembra aver raggiunto il limite massimo della sopportazione e questo non sorprende dal momento che, anche se viene aiutata dai suoi genitori e da suo marito, comunque è lei che è più a stretto contatto con i bambini e che, quindi, è maggiormente coinvolta.
I capricci e i comportamenti ribelli dei bambini possono avere tanti significati diversi e possono mantenersi in virtù di vari meccanismi: ad esempio, possono rappresentare una modalità per attirare l'attenzione, possono essere connessi ad un'eccessiva iperattività, possono essere il risultato di più stili educativi contraddittori o non adatti all'età e alle caratteristiche del bambino, ecc… Analizzando queste tematiche è possibile individuare gli aspetti sui quali intervenire e le strategie da utilizzare. Per avere un quadro completo della sua situazione e per scegliere le soluzioni più efficaci bisognerebbe approfondire in modo dettagliato molte cose. Le consiglio, quindi, di valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza. Si tratta di problematiche molto diffuse e spesso si riesce a risolverle piuttosto rapidamente.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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