Difficoltà a dover interagire in continuazione - bisogno di isolarsi

Inviata da Lia · 8 mar 2016 Relazioni sociali

Buongiorno,
vorrei sottoporvi un mio "problema" e chiedervi un consiglio pratico. In poche parole ho difficoltà a dover intrattenere un'interazione pressochè continua con altre persone e mi pesa enormemente non avere mai più di 10 minuti di "pace"...mi spiego meglio: al mattino mi sorbisco 1 ora di mezzi pubblici affollatissimi e rumorosi parlando al telefono con mia mamma (perchè è l'unico momento della giornata in cui ci possiamo sentire). Al lavoro sto tutto il giorno in open space con vociare continuo, gente che va e viene, telefonate, riunioni ecc, pausa pranzo sempre in ufficio, alle 18 altra ora di mezzi pubblici affollatissimi e rumorosi, arrivo a casa e (per fortuna) finalmente rivedo il mio compagno e cerchiamo di raccontarci la giornata mentre sbrighiamo freneticamente le 1000 incombenze calsalinghe, dopo cena sono stremata e vorrei scappare su un'isola deserta, ma allo stesso tempo desidero stare un pò con il mio compagno perchè se no non lo vedrei mai...tutto ciò però mi causa agitazione, attacchi d'ansia e insonnia e sento un'esigenza fortissima di solitudine, di silenzio, di non avere nessuno intorno e di poter vivere a ritmi miei e non condizionati da altri...nonostante ciò mi sono sempre ritenuta una persona molto socievole e "di compagnia"...questa situazione mi spaventa perchè sto per sposarmi e penso ad un figlio ma già così la mia "dose quotidiana" di socialità mi pare eccessiva figuriamoci con l'aggiunta di un bambino da accudire ...non so se sono io ad avere un problema o se è la vita che è diventata troppo frenetica e "affollata"...mi date uno spunto di riflessione? Grazie mille a chi mi risponderà

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Miglior risposta 11 MAR 2016

Gentile Kia,
credo che il suo disagio sia dovuto ad eccessivo stress e sia un segnale di allarme da ascoltare per prendersi una pausa e, come si dice, "staccare la spina" magari chiedendo qualche giorno di ferie.
Forse è anche il caso di consultarsi con il suo compagno per trovare insieme delle soluzioni nel senso di riorganizzarsi meglio oppure modificare stile e progetti di vita in modo da renderli meno stancanti.
Anche il trovare casa non lontano dal posto di lavoro potrebbe essere una prima soluzione per ridurre lo stress quotidiano.
Se non basta può prendere in considerazione l'ipotesi di ridurre il suo orario di lavoro o addirittura di cambiare tipo di lavoro.
Probabilmente però non è necessario ricorrere a queste misure drastiche e può provare a ridurre il suo stress ritagliandosi uno spazio di tempo per intraprendere una psicoterapia personale che includa tecniche di rilassamento e di controllo dello stress.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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18 MAR 2016

Cara Kia
bisogna ascoltare le esigenze dell' "unità psicofisica" (corpo-mente) quando sono espresse in modo così forte e chiaro.
Nel suo caso:" un'esigenza fortissima di solitudine, di silenzio", questo è il messaggio.
In questo (lei dirà inevitabile) stile di vita caotico che lei conduce, c'è un bisogno insoddisfatto di pace e di sereno interiorizzare; non mi stupisco che ci siano questi sintomi disturbanti di forte stress.
E' possibile cambiare qualcosa?
Se sì cosa?
Provi a pensare in termini pratici come ricavare "spazi suoi" interiori ed esperiori e come conservarli in un diverso stile di vita più "giusto" per lei.
Lei è alla ricerca di un equilibrio, un equilibrio molto importante.
Un figlio, in questo momento, rischia di essere un'altro "incastro" da gestire...
Non è questo un figlio...un figlio è "incantamento" massimo, richiede oltre che amore, contemplazione, contemplare è anche lentezza, lentezza è darsi tempo e disponibilità soprattutto interiore, disponibilità interiore è "essere nel momento totalmente! "
Secondo me è meglio prima essere nel momento totalmente!
Un caro Saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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16 MAR 2016

ciao Kia! ti posso subito rassicurare che tutto ciò è normalissimo e riguarda la vita normale di tutte le persone che lavorano e hanno la giornata occupata, quindi stai tranquilla trovati un momento per te nella giornata dove ti puoi rilassare un pò e questo tuo disagio passerà presto se hai crisi d'ansia ti consiglio di farti seguire o aiutare da un professionista ma nella vita di oggi frenetica tutti noi siamo portati a strafare durante tutta la giornata e tutti i giorni

un saluto
dott.ssa Michela Di REnzo

Dott.ssa Michela Di Renzo Psicologo a Pescara

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9 MAR 2016

Cara Kia,
Da ciò che scrive mi sembra di percepire che lei sia molto "impegnata" a dedicarsi agli altri e trovare il tempo per tutti e per tutto (madre, lavoro, compagno, casa) ed anche l'idea di un figlio viene subito accostata ad una immagine di impegno e prendersi cura (non che non lo sia, ma non è solo quello!) Tanto da allontanarsi da ciò che prova lei, da quelli che sono i suoi reali bisogni. Secondo me potrebbe provare a capire che cosa significhi per lei lo sile di vita che svolge e se riesce a immaginarsi di poterne cambiare alcuni aspetti. A volte siamo proprio noi stessi ad immergersi in uno stile di vita pieno di impegni perchè abbiamo difficoltá a prenderci i nostri spazi!
Saluti
Dott.ssa Valentina Ciampi Cioni
Livorno

Dott.ssa Valentina Ciampi Cioni Psicologo a Livorno

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9 MAR 2016

Gentile signora,
credo che quello che prova non sia da imputare a Lei, ma ai ritmi di vita frenetica che si trova a dover affrontare. Svegliarsi presto al mattino, poi un'ora di trasporto pubblico nell'ora di punta, un lavoro intenso in open space, il ritorno a casa alle 19,00. Chiunque sarebbe molto provato da questi ritmi e da questa fatica.
Se avrà un bambino come potrà stargli vicino se torna a casa così tardi? Credo che Lei ed il suo compagno dobbiate ripensare ad impostare un assetto di vita compatibile con questo bellissimo progetto, senz'altro da realizzare. Credo inoltre che si lavori per vivere, e quando invece si vive per lavorare, allora non ci sentiamo più bene nè con noi stessi nè con gli altri. Beninteso è il mondo del lavoro che oggi impone questi ritmi. Quindi occorre fare degli aggiustamenti. Ridurre la sua distanza dal lavoro ad esempio, o chiedere un part-time (anche solo di poche ore a settimana, ma l'aiuterebbe molto), o altro. La invito a ripensare con il suo compagno ad un modo in cui Lei possa avere un pò più di tempo per le cose essenziali della vita (figli, rapporti familiari, qualche incontro con gli amici ...). Ecco non è semplice, ma a volte bisogna avere il coraggio di fare delle scelte - e non farsi sempre gestire dagli eventi: qualcosa forse possiamo cambiare.

Dott.ssa Margherita De Lieto Psicologo a Roma

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9 MAR 2016

Gentile Kia,
da ciò che scrive sembra emergere il vissuto di sentirsi invasa, quasi sopraffatta da quelle che sono eventi tipici della sua routine quotidiana, ma che al momento le sembrano talmente "ingombranti" e "dilaganti" da perderne il controllo. Dice che sta per sposarsi, si tratta di un cambiamento importantissimo nella vita di una persona, e come tale può spaventare, provocare ansia. A tal proposito le consiglio di prendere in considerazione l'ipotesi di rivolgersi ad uno psicologo al fine di valutare un possibile percorso di sostegno e accompagnamento in questa fase delicata della sua vita. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione.

Cari saluti
Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma

Dott.ssa Valentina Bua Psicologo a Roma

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8 MAR 2016

Buongiorno gentile Kia,
come mai si sente spaventata? E' fisiologico uno stato di bisogno di ricentramento come lo presenta, ma forse dietro c'è altro da quello che ci racconta in quanto presenta una sorta di confusione tra lo spazio sociale privato e quello, purtorppo, che dobbiamo dividere con la gente per sopravvivere in una grande città. Provi a lasciarsi andare con pacatezza ed accettazione a questo suo bisogno e ascolti in sè cosa le comunica questo bisogno, che priorità le porta, cosa può fare di concreto per attualizzare maggiormente uno spazio di solitudine creativa. E' impensabile impostarsi sempre come esseri socievoli e compiacenti.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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