Devo incontrare uno psicologo per superare la mia paura?

Inviata da Marti · 28 ott 2014 Orientamento professionale

Ciao mi chiamo Martina e ho 20 anni. Sei anni fa mia madre è morta e io a 13 anni mi sono ritrovata con alcune responsabilità che tipicamente non si affidano a una ragazzina come quella di stare con mio fratello. Detta così può sembrare che non ho manco il padre, ma la realtà è che lui c'è fisicamente ma da quando si è fidanzato, circa cinque anni fa, io sono passata in secondo piano infatti almeno 4 giorni a settimana la sera mi ritrovavo sola a casa (si portava anche mio fratello). Poi per lui sono diventata la "baby-sitter" di suo figlio, quando lui a 50 esce, va a balla, si diverte alla faccia dei miei 20 anni (da sottolineare che io l'ho fatto con tutto l'amore che una sorella ha per il proprio fratello). Voi potete dirmi "perchè non gli rispondi così lui capisce quello che pensi e tu ti liberi?"! Bene questo è uno dei tanti problemi: ho paura che se discutiamo lui possa odiarmi fino al punto di non parlarmi più, o che possa rimanerci male per quello che penso davvero! E credo che tutto questo (la morte di mia madre, mio padre che mi lascia sola a casa o non mi permette di uscire perché lo fa lui) può avermi influenzato anche su i miei rapporti con gli altri. Su questa cosa ci sto pensando da un paio di giorni, soprattutto quando la mia migliore amica (con cui passo praticamente tutti i giorni, perché è l'unica persona al mondo di cui mi fido) mi ha rivelato di essere preoccupata per me perché mi ha detto che sono introversa con le persone che non conosco e soprattutto le preoccupa moltissimo la mia paura di perdere le persone perché lei afferma che sono troppo eccessiva. Pensandoci è vero perché effettivamente ho paura di perdere le persone a cui voglio bene e questa mia amica è una delle persone per cui ho più paura. Ad esempio qualche mese fa vedevo questa mia amica che passava molto del suo tempo all'università con una ragazza (che conosco anche io) e diciamo che la cosa mi dava molto fastidio perché avevo (e ammetto che c'è ancora) tantissima paura che quella ragazza potesse sostituirmi con la mia migliore amica. Poi mi sono fatta coraggio e ne abbiamo parlato insieme ma me ne sono subito pentita perché così evitavo il discorso e l'unica a stare male ero io e chi lo sa forse poi mi passava. Mi consigliate di iniziare a parlare con uno psicologo in modo che possa aiutarmi a superare questa paura che da un pò di tempo mi sta veramente togliendo la vita?

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Miglior risposta 29 OTT 2014

Gentile Marti,
che piccola-grande donna coraggiosa e responsabile. E' così giovane ma allo stesso tempo ha già affrontato problemi e sfide importantissime. Sono d'accordo con i colleghi, e anche io le suggerisco, qualora lo avverta come un bisogno (e come sembra sia), quello di rivolgersi a uno psicologo che possa ascoltarla e dedicarle il tempo che merita.
Le auguro il meglio,
Dr.ssa Martina Panerai
Psicologa, Velletri (Rm)

Dr.ssa Martina Panerai, Psicologa, Sessuologa Psicologo a Velletri

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22 DIC 2014

Cara Marti credo che sia importante il tuo riconoscere i diritti di ana ragazza di 20 anni e il valore dwl tuo affetto verso il fratello, ma anche verso tuo padre che pure ti spinge ad essere “più matura”= più vecchia. Ipotizzare un ruolo di donna con più esperienza rischia di sostituirsi all’esperienza ottimale dei tuoi 20 anni e poi di lasciarti un vuoto nel ricordo, perché è come se tu vivessi con una maschera. Ti stai rendendo conto della situazione e questo può essere importante per gestire questa tua realtà complessa, che non ha scorciatoie, se non prendere coscienza di un diritto e di un limite che devi saper dare anche a tuo padre che talvolta si dimentica di essere l’unico adulto di riferimento come genitore. Una psicoterapia può essere lunga e io ti consiglierei di parlare prima con qualche psicologo di un centro di ascolto o di un consultorio. Datti uno spazio tutto tuo e se ti senti in colpa considera quello di cui sei responsabile e quello che invece qualcun altro ti scarica come responsabilità. Tu puoi fare quello che puoi e senz’altro sarà moltissimo. Un abbraccio Giulio Maggia psicologo psicoterapeuta Padova

Giulio Maggia Psicologo a Padova

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29 OTT 2014

Dolce Martina
comprendo molto bene il tuo stato d'animo e la tua sofferenza interiore sia per la paura che hai di perdere le persone care sia per il tuo "stile di vita" che non è adatto ad una ragazza della tua età.
A mio parere sarebbe davvero positivo se tu trovassi il coraggio di parlare col tuo Babbo-ragazzino che mi sembra aver perso di vista il fatto di aver una figlia tanto responsabile e dolce a cui ha delegato impegni familiari anche trascurando l'ovvia comprensione che sei tu ad avere 20 anni e non lui.
Mi sembra proprio il caso che questo gli venga ad essere ricordato e che le cose debbano tornare al giusto equilibrio, dove gli "stli di vita" vengano ripristinati correttamente: Tu con una maggior socializzazione e lui più (molto più) responsabilmente presente.
Il fatto di affrontare tuo Babbo e di metterlo nelle condizioni di comprendere quello che provi penso che sia un bel passo avanti per te e per lui.
Cara Marti, hai bisogno di aprirti, di frequentare, persone e di fare nuove amicizie.
La tua vita deve essere ricca di persone e di presenze amiche.
Io ti auguro un grande recupero di sicurezza e di affettività che meriti per la tua grande bontà.
E' certo che l'aiuto di uno Psicoterapeuta può esserti prezioso aiuto.
Saluti cari
Dott.ssa Silvana Ceccucci psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 OTT 2014

Carissima Martina io credo che la tua paura di perdere le persone a cui vuoi bene sia una paura fondata...per una ragazza di soli 13 anni perdere la propria madre è come perdere le coordinate della propria vita. A quella età una madre potrebbe rappresentare per la figlia il contenitore delle sue emozioni, dei suoi stati d'animo e delle sue evolutive difficoltà. Invece, da come hai descritto quegli anni, ti sei dovuta appesantire di un carico di responsabilità a cui tu non sapevi nemmeno dargli un nome! Ma torniamo quella paura che provi nei confronti di tuo padre e la tua migliore amica....non farsi che questa diventi totalizzante eccessiva e malsana poiché oltre ad annebbiare te stessaannullerebbe anche il rapporto con le persone che ami.io credo che sia necessario che tu contatti uno psicologo, preferibilmente donna, affinché possa rielaborazione la perdita di tua madre e ridelineare la tua identità di essere una donna.Con affetto dott.ssa Pagliuca Mariarita

Dott.ssa Pagliuca Mariarita PSICOLOGA / PSICOTERAPEUTA Psicologo a Pescara

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29 OTT 2014

Gentile Marti,
penso proprio che un franco confronto con un bravo psicoterapeuta sia dì'aiuto. Considerata l'età e la situazione contingente potrebbe essere vincente per sempre
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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29 OTT 2014

sì Marti, parlarne con uno psicologo, magari uno psicoterapeuta, potrebbe aiutarti a capire come la tua storia ti ha portata a sviluppare questa paura; tu stessa mentre scrivi fai delle associazioni tra gli eventi, approfondire ciò che ti sei trovata a vivere in passato potrebbe aiutarti a capire il tuo attuale mondo relazionale e affettivo. un caro saluto

Dott.ssa Alessia Picco Psicologo a Giaveno

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28 OTT 2014

Cara Marti, impegnata come sei a prenderti cura degli altri stai trascurando la persona piu' importante: Te stessa! Parlare con uno psicologo ti permetterà di dedicare a te tempo ed attenzioni, per ritrovare serenità e programmare un nuovo equilibrio! L'unica strada percorribile e' dentro di te! In bocca al lupo!!!!!

Dott.ssa Raffaella Orlando Psicologo a Napoli

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28 OTT 2014

Cara Marti, il tuo messaggio fa intuire con quanto coraggio, forza e responsabilità tu abbia affrontato la morte di tua mamma e il vuoto che ha lasciato, anche in termini di figura affettiva importante per tuo fratello. Sembra che questa iper- responsabilizzazione abbia comportato un ribaltamento dei ruoli all'interno del tuo nucleo familiare, con tutte le conseguenze che ciò può avere su una ragazza della tua età. Il problema più importante, tuttavia, ritengo sia quello di temere di perdere l'altro. Ciò diviene comprensibile alla luce della morte-abbandono di tua mamma. La morte è la separazione più dolorosa per ciascun essere umano, e tu hai dovuto affrontare questa esperienza in tenera età, prematuramente, e relativamente ad una figura di attaccamento insostituibile. La paura di perdere la tua migliore amica, il timore di fidarti e aprirti ad altri rapporti, credo sia una protezione per prevenire un dolore lancinante. Ti consiglierei di parlare con uno psicologo, credo davvero ti possa aiutare a elaborare quanto successo e aprirti al mondo e alla tua vita.
Un caro saluto
Maria Rita Milesi
Psicologa Psicoterapeuta Bergamo e Milano

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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28 OTT 2014

Cara Marti,
Sicuramente in questo periodo della tua vita, confrontarsi con uno psicoterapeuta potrebbe esserle d'aiuto.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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28 OTT 2014

Cara Marti,
Sicuramente in questo periodo della tua vita confrontarti con uno psicoterapeuta potrebbe esserti d'aiuto.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

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28 OTT 2014

Buongiorno gentile Marti,
la sua situazione è complessa e radicata nel tempo e necessita di ascolto attento e sensibile per poterle dare la possibilità di elaborare con calma tutti gli aspetti interiori e reali che hanno fatto si che lei si trovasse a condurre una vita cosi sacrificata alla sua giovane età. Si affidi con fiducia ad uno psicologo/a psicoterapeuta in presenza e vedrà che piano piano riuscirà a trovare la sua strada. Ci vuole tanta motivazione e anche tanta pazienza.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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28 OTT 2014

Cara Martina,
è possibile che le esperienze vissute nella prima adolescenza ti abbiano lasciato i “segni” che anche tu stessa noti, ossia il timore di ulteriori abbandoni e perdite.
Per scampare a quest’eventualità e per evitare di soffrire ancora si ricorrono a diversi tipi di comportamento, dal ritiro (evitamento) in modo da “mettere le mani avanti” ed evitare di stabilire troppi contatti che potrebbero poi fallire, all’eccessivo attaccamento per “prevenire” l’abbandono. In realtà entrambe queste modalità risultano a lungo andare dannose e possono portare al perdurare della sofferenza. Nel primo caso perché ci si isola, più o meno volontariamente, e si finisce per davvero con il crearsi una situazione di solitudine (che si pensa possa far soffrire meno perché non c’è stato il vero abbandono, ma porta comunque diverse compromissioni della serenità e delle relazioni). Nel secondo caso perché l’attaccamento eccessivo comporta o un allontanamento degli altri “per sfinimento” e/o una sorta di “sottomissione”, cioè l’evitare di fare o dire cose (esprimere i propri pensieri, i propri bisogni) che potrebbero dare fastidio, che potrebbero portare allo scontro, e ciò fa in ogni caso stare male.
Ti consiglio vivamente di rivolgerti ad uno psicoterapeuta (in quanto il semplice psicologo potrebbe non essere in grado di analizzare accuratamente tutte le sfaccettature della tua situazione ed essere in grado di accompagnarti lungo un percorso di conoscenza interiore). Puoi usare questo portale per richiedere maggiori informazioni ai professionisti della tua zona!
Resto a disposizione,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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28 OTT 2014

Cara Martina,
sì: l'indicazione è per rivolgersi ad uno psicoterapeuta, meglio se di orientamento cognitivo. Insieme potrete esplorare gli schemi che hai costruito lungo il corso della tua vita, le esperienze di vita, i feed-back che hai avuto durante tutti questi anni e che ti hanno portato ad avere una certa visione delle relazioni, del futuro, degli altri. Queste strategie che hai appreso, se prima erano adattive e funzionali rispetto a ciò che vivevi, oggi rischiano di bloccarti e di non farti raggiungere gli scopi della tua vita e la tua piena realizzazione, anche in autonomia dagli altri. Grazie ad un percorso di psicoterapia, potrai osservare e modificare i tuoi schemi, così da poter superare questo momento di sofferenza.

resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
saluti
Dott.ssa Monica Palla
psicoterapeuta
Pisa

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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