Devo avere paura del mio ragazzo?

Inviata da valentina · 22 apr 2014 Terapia di gruppo

sono fidanzata da tre anni con Riccardo, un ragazzo molto intelligente e bello che amo tantissimo da cui non so se soffrire e separarmi. Questo perchè spesso mi delude il suo comportamento. In parte è il suo passato che rovina la nostra relazione perchè ogni tanto torna a galla. Questo ragazzo ha affrontato il divorzio dei suoi, e in più la madre lo ha cresciuto insieme ad un uomo che lo picchiava. Ha conosciuto suo padre vero a 18 anni. Sono più che certa che Riccardo mi ami, abbiamo passato dei momenti fantastici insieme ma a volte si rivela come un ragazzo piuttosto freddo e opportunista. Io lo rimprovero spesso come se potessi insegnarli a non fare così ... vorrei cambiarlo per rendere tutto perfetto ma penso già che i miei sforzi saranno vani ..A questo si aggiunge la discussione di ieri: lo stavo sgridando sempre per i soliti motivi, ho alzato un pò la voce... Lui mi ha risposto che era troppo stanco per usare le energie per litigare voleva andare via.. io l'ho fermato e continuavo a parlare.. quando lui mi dice che è un ragazzo segnato marchiato nel profondo e che non devo urlare o attaccarlo altrimenti a lui la prima cosa che gli viene in mente è assumere il comportamento del suo patrigno. Gli ho chiesto perchè? "Perchè se ti hanno fatto del male ne devi fare a me che ti amo?" MI ha risposto che non dipende da lui che il suo cervello se lui è attaccato gli ricorda quegli eventi subiti e lui si comporta così... Ma richi non vuole che succeda con me quindi mi ha chiesto di parlare piano quando c'è un problema così anche lui rimane tranquillo! Sono amareggiata cosa devo fare? nella vita spesso può capitare di alzare un pò la voce,... io non voglio essere picchiata!

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Miglior risposta 30 APR 2014

Cara Valentina,
Il nostro passato influenza profondamente il nostro modo di comportarci e sopratutto quando si vive un'infanzia in cui non si è esposti a esperienze positive e gratificanti risulta più faticoso da adulti essere più flessibili, più comprensivi e più disponibili con l' Altro.
Dal suo racconto emerge come Riccardo, nonostante sia stato esposto ad esperienze negative nell'infanzia, sia riuscito comunque a trovare un suo equilibrio che però è fragile e questo richiede a lei di fare più attenzione nel modo di relazionarsi con lui.
Il fatto che lui le chieda di rivolgersi adottando una comunicazione più tranquilla, di confronto piuttosto che giudicante/ rimproverante, perché altrimenti questo "accende" la sua (possibile?) aggressività, è un chiaro segnale che lui vorrebbe essere un "partner perfetto" o almeno che vorrebbe provarci ad essere migliore, ma le chiede anche il suo aiuto.
A questo punto occorrerebbe approfondire cosa è che vi unisce nonostante lei lamenta di essere ripetutamente delusa ed individuare le modalità relazionali più opportune che permettano ad entrambi di beneficiare di questo rapporto piuttosto che produrre reciproco dolore.
Saluti
Cristina Pomi Psicologa

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29 APR 2014

Gentile Valentina, dici che il tuo ragazzo è fantastico, però vorresti cambiarlo.....per renderlo perfetto e nello stesso tempo sei convinta che i tuoi sforzi siano vani. In più aggiungi che lo stavi sgridando sempre per i soliti motivi (quali?) e hai alzato un pò la voce. Il tuo ragazzo ti ha chiesto di non urlare altrimenti lui potrebbe assumere un comportamento simile a quello del patrigno (Violento?) che è troppo stanco e ti chiede di lasciarlo tranquillo. Mi sembra che tu sia molto preoccupata di crearti una relazione "perfetta" dove lui diventa quello che tu desideri, mentre lui sta cercando di stare con te secondo il suo modo di essere, prova ad ascoltarlo davvero, con partecipazione, non ascoltare solo il tuo sogno di coppia perfetta. Nessuno di noi può cambiare l'altro, possiamo cambiare noi stessi e in questo modo induciamo anche gli altri a modificare il loro modo di porsi nei nostri confronti.
Un caro saluto

Dott.ssa Bruna Pisano

Dott.ssa Bruna Pisano Psicologa Del Lavoro Psicologo a Quartu Sant'Elena

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28 APR 2014

Credo che il suo ragazzo abbia bisogno di un aiuto psicologico perchè non è ancora riuscito ad affrontare gli eventi del suo passato, fantasmi invisibili nella vostra relazione. Ti consiglierei se vuoi rimanere con lui anche una terapia di coppia per riuscire a gestire meglio questa sua angoscia, tieni presente che lui non ha conosciuto l'amore dato che il suo patrigno lo picchiava. Ha proprio bisogno di essere guidato come un bambino nel capire cosa significa essere amato e amare in maniera sicura

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28 APR 2014

Gentile Valentina le consiglio di guardare bene dentro se stessa prima ancora di cercare di cambiare il suo ragazzo, questa sua paura di essere picchiata merita di essere approfondita. Si rivolga ad uno psicologo che possa aiutarla in questo percorso introspettivo. Cordiali saluti

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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28 APR 2014

Cara Valentina
quello che ci descrive nella lettera è stupefacente per tanti aspetti e mi ha colpita in vari particolari.
Intanto la storia di questo ragazzo che , a quanto sembra, è stata molto sofferta per problematiche varie. Deve davvero essere stato terribile per lui vivere maltrattato e picchiato e tutto quanto ne consegue.
Pur tuttavia è stato in grado di stringere una relazione importante con lei che dura da tre anni.
Guardi le dico che molte persone che hanno vissuto una infanzia così infelice fanno anche molta fatica a vivere relazioni importanti e serie.
lei dice di "essere spesso delusa" dai suoi comportamenti (di cui non riferisce) e dice però anche che "avete vissuto momenti fantastici insieme". Poi salta fuori che lei "lo sgrida" ... ma non sò, mi da molto l'impressione che lei si ponga in un modo molto rigido (è possibile???) ..infatti poi seguono delle escalation aggressive di chiusura e di conflitto interminabile.
Io penso in tutta sincerità che lei debba trovare strategie diverse per comunicare con questo ragazzo e per trovare un equilibrio migliore sia con se stessa che con lui. Tenga presente che quando si vivono relazioni sentimentali tutti i profondi "vissuti emotivi" tornano a galla in entrambe i partner (come lei sta sperimentando) e dunque affrontare questi vissuti e capire come relazionarsi è della massima importanza.
Il modo in cui lei descrive la relazione fa pensare ad un suo atteggiamento fortemente improntato ad un ruolo di "educatrice" di quest'uomo suo compagno e quindi così facendo lei non fa altro che ricacciarlo sempre nel ruolo complementare di "ragazzaccio discolo".
Si chieda anche lei come mai tende così tanto ad assumere ruoli che le danno sicurezza... (lo fa anche nella vita o solo col suo ragazzo?) se si come mai? Nonc'è dell'insicurezza sotto da compensare?
Investite su una Psicoterapia perché sicuramente potrebbe esservi molto utile e vi farebbe crescere.
Questa relazione D'amore, che potrebbe essere felice e luminosa, merita impegno e cura.
Un cordialissimi saluto.
Silvana Ceccucci Psicolog/Psicoterapeuta in Ravenna.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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23 APR 2014

gentile Valentina, appare da quello che scrive un suo vissuto conflittuale tra un ideale di relazione e i limiti imposti dalla realtà del vissuto di entrambi. Le consiglio di contattare un collega che la aiuti a orientarsi tra i suoi intrecci sentimentali in modo da poter prendere autonomamente una decisione (che può anche essere nessuna decisione).
Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti.

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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23 APR 2014

Gentile Valentina,
da quello che scrive sembrerebbe che per Lei è normale alzare la voce con il suo fidanzato... Ma sinceramente non lo è. Si sente amareggiata da cosa? Dal fatto che non riesce a piegare il comportamento di lui? Anche lei è stata allevata dai suoi genitori con le urla e le maniere forti? Il suo fidanzato le ha semplicemente detto che non vuole essere trattato così e ne ha ben ragione vista la sua storia, forse è lei che ha bisogno di aiuto nell'accettare le realtà di vita degli altri e nell'essere compassionevole e tranquilla. Le persone non si cambiano per il nostro piacere. Si affidi ad uno psicologo psicoterapeuta de visu e si faccia aiutare.
Saluti

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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