Detesto mia madre malata

Inviata da Alessia01 · 14 set 2021

Ciao, mi chiamo Alessia e ho 20 anni, quest’anno è stato diagnosticato un tumore a mia madre e la mia vita è quindi cambiata radicalmente: ho dovuto iniziare ad occuparmi di lei rinunciando anche ad alcuni miei sogni. Nel tempo ho iniziato a detestare mia madre, sento nei suoi confronti una forte rabbia in netto contrasto con il bel rapporto che avevamo prima. Litighiamo quindi spessissimo (litigate che hanno come tema ricorrente il mio sentirmi abbandonata) e successivamente mi sento in colpa da morire… questa situazione sta diventando per me fonte di sofferenza, come posso risolverla?

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Miglior risposta 15 SET 2021

Cara Alessia, sta affrontando un momento molto difficile e delicato, che necessiterebbe una profonda rielaborazione. Infatti, i sentimenti di rabbia, abbandono e senso di colpa che sperimenta sono comprensibili ma è giusto che lei li accetti e li sperimenti nella maniera più idonea, senza lasciarsene sopraffare. Inoltre, la malattia di sua mamma potrebbe anche averla destabilizzata e potrebbe esserci anche una forte paura sottostante a tutto questo. Le consiglio, quindi, di affidarsi ad uno psicoterapeuta per iniziare un percorso in questo senso. Sono disponibile per questa eventualità o per qualsiasi altra informazione in merito. Saluti

Rebecca Silvia Rossi Psicologo a Andria

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20 SET 2021

Gentile Alessia,

innanzitutto mi dispiace per la situazione che sta vivendo. E' estremamente importante, e positivo, che lei abbia avuto la capacità e la forza di focalizzarsi su questi due aspetti e quindi di chiedere aiuto. Credo che innanzitutto possa condividere in famiglia la sua necessità di ricevere un supporto in merito a ciò che sta vivendo quindi iniziare un percorso con un professionista.

Resto a sua disposizione,
Dr. Matteo Radavelli

Dr. Matteo Radavelli Psicologo a Arcore

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19 SET 2021




Buongiorno Alessia,
Ciò che sta vivendo è davvero di difficile, che desta squilibrio sia emotivo che pratico nella sua quotidianità. Ha provato a parlare con sua madre di come si sente? Dei suoi stati d’animo contrastanti? Insieme potreste prendere in considerazione l’idea di iniziare un percorso terapeutico che possa aiutarvi ad affrontare al meglio questa situazione alla quale nessuno è preparato, così da poter riacquisire il rapporto che avevate prima e molto probabilmente renderlo ancora più forte.

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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18 SET 2021

Buongiorno Alessia, credo sotto la superficie, lecita e comprensibile , di provare rabbia per la sensazione di mettere in secondo piano i propri sogni e bisogni, ci sia la sensazione di essere in gabbia, ovvero come fosse prigioniera un tiro alla fune: ho bisogno di pensare anche a me stessa ma se lo.faccio sono una cattiva figlia che non pensa alla mamma malata...e arrivano i sensi di colpa
Penso anche che parte della rabbia sia legata al sentirsi sola e abbandonata , improvvisamente si sono invertiti i ruoli, la figlia deve accudire la madre .. Credo lei abbia molta paura di perderla.
Le consiglio qualche seduta con un professionista per alleviare la sua sofferenza e aiutarla a metabolizzare questa delicata situazione che la fa sentire molto.in colpa
Cari saluti
Dottssa Belinda Doria

Dott.ssa Belinda Doria Psicologo a Vecchiano

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18 SET 2021

Cara Alessia 01,
Ti consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per cercare di gestire al meglio questa situazione.
Resto a disposizione anche online se vorrai.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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18 SET 2021

Cara Alessia 01,
credo che tu non odi tua madre ma a causa della sua malattia hai dovuto cambiare i tuoi progetti futuri, sogni.
Ciò ti ha procurato insoddisfazione, frust razione e rabbia la manifesti nei suoi confronti e dopo ti vengono i sensi di colpa.
Ti consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per cercare di gestire al meglio questa situazione che ti fa stare male.
Resto a disposizione anche online se vorrai.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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18 SET 2021

Buongiorno Alessia,
la situazione che descrive è quella di una forte ambivalenza. Comprensibile dal punto di vista emotivo sentirsi abbandonata e anche "costretta" ad uno scambio di ruoli a cui non era preparata. La sua rabbia va legittimata ed espressa adeguatamente, in uno spazio protetto, che potrebbe essre quello di una consulenza psicologica.
Resto a disposizione e le auguro il meglio.
Dott.ssa Franca Vocaturi, ricevo a Torino oppure online.

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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18 SET 2021

Ciao Alessia, quanta verità c'è in quello che dici. Prima fra tutte che non si è mai pronti ad accettare l'eventuale perdita di un genitore.
Quel genitore che fino a quel momento ci ha accuditi, ci ha nutriti, ci ha consolati, ci ha visti piangere, ridere e star male. Quel genitore che fino a quel momento ha rappresentato per noi "il porto sicuro".
E quante volte abbiamo preteso una coccola in più e quante volte l'abbiamo negata, quante volte abbiamo desiderato una parola di conforto che ci è stata data ma non era mai abbastanza. Tutto logico, un figlio cerca amore e accudimento , teme l'abbandono dal primo momento che viene al mondo.
A un certo punto del nostro ciclo di vita, a chi troppo presto come nel tuo caso, quei ruoli magicamente si capovolgono. Quel bambino non sei più tu, ma il tuo genitore.
Non perdere di vista i tuoi obiettivi Alessia, sei giovane e hai tutta una vita davanti a te che tua madre sicuramente desidererebbe tu vivessi a pieno. Prenditene cura così come lei ha fatto con te fino a questo momento e fino a che ti sarà possibile, senza però trascurarti e senza perdere di vista ciò che sei.

Ti saluto affettuosamente e resto a disposizione.
Dott.ssa Giulia Pepe

Dott.ssa Pepe Giulia Psicologo a Napoli

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18 SET 2021

Cara Alessia,

il momento che sta attraversando è una delle cose più terribili che possano capitare nella vita. Quando un genitore si ammala – soprattutto di questi mali infami… –, vi è inevitabilmente un ribaltamento degli equilibri e delle funzioni familiari. In questo periodo lei si trova ad assumere il ruolo di figlia che in qualche misura diventa madre di sua madre. Tutto ciò che prova, anche i sentimenti più negativi, le assicuro che rientra nella normalità. Situazioni del genere implicano un mettere da parte i propri progetti, i propri sogni, la propria vita. Il senso di responsabilità verso sua madre e la sua salute acquisiscono chiaramente la priorità. Comprendo che spesso si possa giungere anche ai litigi e al conflitto. Da una parte c’è lei che vede scivolare via gli anni più belli della sua vita; dall’altra c’è sua madre che perde autonomia. Ma il vero punto in comune, la vera ragione che vi spinge allo scontro è la paura che avete entrambe di perdervi. La consapevolezza che per quanto ci si impegni per cercare di far star bene chi amiamo, c’è un limite oltre il quale non possiamo andare. E allora dobbiamo fare i conti con la nostra impotenza. Con il fatto che a volte non ci è possibile esercitare un controllo sulla nostra vita, perché esistono forze che vanno al di là di noi. È davvero ammirabile ciò che fa. È molto giovane e sta affrontando una situazione estremamente complicata. So che al momento le sembra di vivere un incubo senza fine. Ma per quanto difficile sia, cerchi sempre di ricordare che per un genitore è inaccettabile perdere la propria indipendenza e vedere un figlio che si occupa di lui. Cerchi, per quanto possibile, di dedicarsi anche del tempo. Anche un caffè fuori con un’amica. Anche mezz’ora. Ma provi, ogni tanto, a staccare. È importante… Serve per gestire al meglio le energie. E in queste situazioni, sono indispensabili… Cerchi di apprezzare anche i più piccoli momenti con sua mamma. Le dica che le vuole bene. E non si lasci invadere dai sensi di colpa. Sono sicuro che sta facendo tutto ciò che è in suo potere. Purtroppo, come si diceva prima, dobbiamo accettare dei limiti oltre i quali non possiamo andare; oltre i quali non ci è concesso fare nulla. Cara Alessia, cerchi di elaborare quanto più possibile questo momento delicato. Per quanto le sembri un’esperienza devastante – e lo è –, deve sapere che sono proprio queste fasi tragiche della nostra vita che ci fanno toccare l’essenziale dell’esistenza. Sono i dolori profondi che liberano le più grandi energie per vivere dignitosamente e con desiderio la vita. Sono queste storie, che ci insegnano che davvero si tratta di un soffio. E che le cose importanti, si contano sulle dita di una mano…

I miei più sinceri auguri.

Simone Evangelista

Simone Evangelista Psicologo a Milano

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17 SET 2021

Gentile Alessia,
leggo con attenzione le sue parole e colgo l'intensità delle emozioni di sconforto che prova. La rabbia che esprime in un termine forte come "detesto", lungi da far pensare che l'emozione sia in contrasto col bel rapporto che ha con sua mamma, mi convince ancor di più del bene che sembrerebbe nutrire nei suoi confronti.
Mi spiego meglio, la situazione che vi trovate a vivere è particolarmente complessa, da un lato sua madre si è trovata a gestire una nuova e invadente malattia, il tumore, che ha comportato il passaggio dalla posizione di mamma a quella di malata, richiedente di cura. In seconda istanza ha prodotto un cambiamento radicale anche nella Sua di posizione: è passata infatti dall'essere figlia, destinataria delle cure materne, all'essere adulta-curandera, dispensatrice di cure per la mamma malata.
Il senso di abbandono che descrive potrebbe derivare proprio da questo spostamento repentino, che l'ha colta impreparata nell'affrontare un nuovo ruolo.
La sua richiesta di aiuto mi stimola a rinforzarla nel suo desiderio di pubblicare ed affrontare questa sofferenza. Cercare uno spazio di supporto psicologico in cui poter esprimere ciò che sente potrebbe consentirle di scoprire in lei le risorse che forse teme di non avere per gestire questa situazione.
Penso che offrirsi la possibilità di un ascolto empatico e non compassionevole possa essere utile per entrambe, per elaborare il trauma della malattia e le emozioni ad esso connesse.

Rimango disponibile per eventuali chiarimenti,
Giancarlo dr. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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17 SET 2021

Cara Alessia,
Mi dispiace molto per il disagio espresso.
Ti consiglierei di crearti uno spazio in cui esprimere la tua preoccupazione, sofferenza ed emozioni negativi.
Resto a disposizione anche online se vorrai.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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16 SET 2021

Buongiorno Alessia. Il fatto che il rapporto con sua madre sia cambiato lo riterrei un evento fisiologico in seguito al cambiamento della situazione dovuto alla sua malattia. In questo momento i ruoli si sono, anche se in piccola parte, invertiti: è lei ora che è in posizione accudente nei confronti di sua madre e non più il contrario; la conseguenza più diretta, come dice lei, è l’abbandono di parte dei suoi sogni che le causa la frustrazione e la rabbia che prova. È importante che lei riesca ad entrare in contatto con queste emozioni e a rielaborarle sotto una forma più vantaggiosa che le permetta di continuare a vivere anche la sua vita e ristabilire un rapporto sereno con sua madre. Per fare ciò sarebbe utile avere più informazioni sulla situazione da condividere con un esperto.
Se ritiene utile questa soluzione e volesse iniziare un percorso mirato e adeguato alle sue necessità, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Dr. Alfonso Panella Psicologo a Busto Arsizio

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15 SET 2021

Gentile Alessia,
la sua rabbia e frustrazione sono comprensibili ma non è detto che lei deve rinunciare ai suoi sogni bensì solo metterli in subordine perchè ora c'è una emergenza.
D'altra parte non è accettabile il principio del "biasimare la vittima" perchè sua madre non ha certo scelto di ammalarsi e se prima lei aveva tutte le attenzioni di sua madre ora tocca a lei ricambiare.
Contemporaneamente le suggerisco di giovarsi di un sostegno psicologico per affrontare al meglio questa situazione stressante.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 SET 2021

Cara Alessia,

è fondamentale che, alla luce dei sacrifici che sta facendo per stare accanto a sua madre, si sintonizzi con le sue emozioni, ovvero la forte rabbia e il senso di abbandono che sta sperimentando in questo periodo.
Il modo per risolvere la sua sofferenza è rielaborarla in un percorso psicologico, che la aiuti a dipanare la matassa di tutti i nodi relazionali che si porta dentro senza la percezione di essere aiutata in questo. Infatti, per poter stare vicino a sua madre al meglio delle sue potenzialità, necessita di riattivare le sue risorse e di riscoprire aspetti di sè che nel tempo potrebbe aver dimenticato o smarrito lungo la strada.
Sono a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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15 SET 2021

Carissima Alessia
dietro la rabbia si nasconde sempre altro. Vedere sua mamma in quelle condizioni e con quel tipo di malattia potrebbe avere suscitato in lei sentimenti di impotenza e frustrazioni dovuti dal vedere una persona che è per noi il primo riferimento di vita incontrare difficoltà importanti. Parlare con un professionista potrebbe aiutarla ad elaborare tutto quello che sta succedendo, a trovare un momento di sfogo per lei e a ritrovare una serenità che potrebbe servirle per recuperare il bel rapporto che aveva con sua mamma togliendo anche quei sensi di colpa che non fanno altro che aumentare il suo dolore.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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15 SET 2021

Buongiorno Alessia,
comprendo il conflitto interno che ti attanaglia. Ti suggerisco di inserire la dimensione tempo nei tuoi pensieri contrastanti: la malattia della mamma ha rallentato ma non fermato i tuoi progetti. Per ora ti trovi maggiormente occupata a curare tua mamma, ma puoi sfruttare questo tempo per scaldare meglio i motori e prepararti al meglio per quando dovrai fare azioni concrete in vista dei tuoi obiettivi. Le cose non accadono mai per caso, e se capitano, le facciamo girare a nostro favore.
Non perdere lo slancio generoso con cui hai iniziato a curare la mamma. Guarda con la stessa ambizione ai tuoi progetti e pensa che quello che stai facendo oggi il tempo te lo restituirà al meglio in modo diverso.
Resto a disposizione e ti auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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15 SET 2021

Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo quanto sia difficile per lei questo momento. Valuti la possibilità di ritagliarsi uno suo spazio d’ascolto psicologico in cui riflettere su ciò che sente, che possa esserle di supporto e la aiuti a gestire ed elaborare i vissuti emotivi di cui parla.

Cordialmente,
Dott.ssa FM

Dott.ssa Francesca Moscetta Psicologo a Roma

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