Detesto lo sfondo della mia relazione, non so come uscirne

Inviata da Dafne N · 6 mar 2017 Terapia di coppia

Mi ritrovo in una situazione che per molti potrebbe essere fortunata, ma per è fonte di problemi.
Sto con un ragazzo da due anni, io sono di una grande città e lui vive in un paesino di un’altra provincia, ci siamo conosciuti all’università, lui fa il pendolare.
Siamo stati soliti vederci nei weekend e durante l’estate con le seguenti modalità: uno dei due si faceva il viaggio, pernottava a casa dell’altro per una o più notti e poi tornava a casa. Durante l’anno ciò avveniva dal venerdì alla domenica e durante l’estate più a lungo.
In genere sono stata io a fare i viaggi in questi momenti liberi, in estate, per quando io ami passare il tempo in giro per la città svuotata, andavo spesso sia perché capitavano impegno lì o perché lui soffre molto il caldo e quindi non mi sentivo di proporgli qualcosa e per evitargli l’insofferenza che ha qui andavo io in montagna da lui.
A ottobre, dopo un anno e mezzo, ho iniziato ad accusare seriamente il problema e piano piano mi sono rifiutata di andare, con accuse sul fatto che sono pigra, che non sono disposta a fare le cose per lui e che non mi importa nulla. Questo ha causato una serie di litigi e problemi fino a una rottura completa avvenuta recentemente. Dopo un po’ ci siamo chiariti, abbiamo parlato a lungo e abbiamo deciso di ricominciare.
Per me è sempre stata una grande sofferenza questa distanza, una situazione soffocante, e ora mi ritrovo nuovamente a starci male. Detesto con tutta me stessa questa situazione, mi crea molti disagi.
Andare lì mi scombussola tantissimo, lo odio. Trovo terribilmente stressante il viaggio, mi scombussula immensamente, sto a disagio in una casa che fondamentalmente è di estranei. Ci metto molto ad abituarmi, non mi adatto facilmente. La notte è tremenda, non riesco a dormire in un altro letto, ma non è un vezzo, ho veramente molta confusione, mi sento disorientata, non riesco a dormire bene, mi sveglio continuamente oppure rimango in veglia. La mattina sono ancora più stanca e stressata, con il tempo è diventato un incubo passare la notte lì.
Sono una persona molto chiusa, non lascio entrare le persone facilmente e a considerarne il rapporto (come credo debba essere, noto che qualsiasi legame viene svenduto, per esempio la parola “amico” è totalmente usata a sproposito). In linea generale tendo a essere solitaria, sto a disagio con le altre persone, non mi piace conversare a caso con persone sconosciute, detesto essere costretta a parlare anche perché sono molto impacciata e non sono proprio capace di parlare del più e del meno, né a essere formale. Purtroppo questa relazione a semi-distanza mi costringe a stare in continuo contatto con la famiglia e per me è tremendo, è soffocante e stressante, un continuo stare allerta, sotto esame. Mi sembra di stare sempre tesa.
Un altro problema che mi crea è quello di sentirmi totalmente disorientata, perdo i miei punti di riferimento, sia spaziali che in fatto di abitudini.
Quelli spaziali sono legati al fatto che devo continuamente spostarmi molto lontano. Mi trovo in un posto nuovo, mi sento sempre una turista, dopo tutto questo tempo non sono riuscita a farlo mio. Perdo la cognizione dello spazio io che sono abituata a fare sempre le stesse strade e andare sempre negli stessi posti, mi fa stare bene, mi sento a mio agio, mi rilasso. Così invece mi sembra di non riuscire a trovare una dimensione, mi trovo male.
Per quanto riguarda le abitudini è la parte più soffocante e confusionaria, si verifica sia quando vado sia quando viene. Il fatto di doverci stare 24/24h fa sì che annulli totalmente me stessa, mi allontani dalle mie cose, perda ogni riferimento. Mi sento sempre terribilmente scombussolata. Mi sembra di essere come Sisifo, lasciare le mie cose mi dà l’idea che poi le debba ricominciare da capo, perdo totalmente ogni equilibrio, mi stressa e mi scombussola, ci vuole un po’ per riabituarmi alla normalità, ma subito dopo viene distrutta nuovamente da un’altra volta in cui ci dobbiamo vedere. La sensazione è di un perenne disorientamento.
Provo grande rabbia per questa distanza perché non riesco a vederne la soluzione. Pensare a tutto questo caos mi fa stare male, vorrei una relazione normale. Il fatto di non essere minimamente capita accentua tutto il mio dolore e il mio soffocamento.
Forse risulterà un problema da niente, una banalità, un capriccio, ma a me fa stare male, se solo penso al dovermi spostare mi viene l’angoscia, mi sento un’ansia addosso tremenda.
Forse scrivo qui perché oltre a cercare una soluzione cerco qualcuno che forse possa capirmi.
Desidererei una relazione normale, mi piacerebbe fare delle cose che per me sono importanti, ma non riesco a farle, sono pesanti perché quando ci vediamo dobbiamo stare sempre a guardare l’orologio e l’orario dei treni. Non c’è naturalezza né spontaneità. Per me è importante condividere con il mio ragazzo una serata al pub o un crepuscolo al centro guardando i tetti della città, sono cose che mi rilassano tantissimo, ma non è possibile farle oppure se vengono fatte vengono fatte male. Dietro a queste cose ci sono orari da rispettare, andare a destra e a manca, prendere treni, tappare i buchi aspettando i mezzi, rimanere vicini la stazione, guardare gli orari, evitare i giorni con meno mezzi, buttarci in mezzo la sua insofferenza nei locali cittadini ritenuti da lui snob, ecc…
Non so come risolvere questo soffocante e invalidante problema. Credo mi influenzi anche all’interno della relazione, a volte mi fa venire voglia di scappare via.

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Miglior risposta 7 MAR 2017

Cara Dafne, sei molto chiara nell'esporre il tuo disagio, a quanto pare insuperabile. Una coppia in queste condizioni non può crescere. Ormai i tempi sono maturi, o vi decidete per una convivenza in città, oppure la vostra storia ha i giorni contati! Auguri dr. Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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