desidero tremendo fare nuove esperienze nonostante ami la mia compagna

Inviata da jeegrobot · 17 nov 2019

Buongiorno.
premetto che con questa richiesta vorrei avere un primo "consulto" virtuale, da mesi sto cercando di superare da solo quello che per me è un costante fardello, ma ormai mi sto convincendo di aver bisogno di qualcuno che mi consigli e mi dia una mano ad uscirne.
Sono un ragazzo di 25 anni, la mia compagna ne ha 31.
Ci siamo conosciuti sul lavoro, siamo stati amici per un paio d'anni e poi ci siamo fidanzati, ormai da 4 anni, e conviviamo da 3.
Fin dal secondo anno di fidanzamento, la frequenza dei rapporti è costantemente diminuita; va detto che non c'è mai stato quel trascinamento totale a livello sessuale come ho avuto in altre storie, ma all'inizio andava tutto "regolarmente". Da 1 anno a questa parte invece le cose sono diventate insostenibili: prima avevamo rapporti 1 volta al mese, ora da 3 mesi non ne abbiamo. Questo è dovuto al fatto che da appunto 1 anno circa non provo più desiderio nei suoi confronti, non mi viene lo stimolo di andare a cercarla in quel senso. La questione poi è che io di desiderio, ne ho eccome. Ma preferisco fare da solo, fantasticando su quelli che sono i miei reali desideri, piuttosto che cercarla. Sento proprio la tentazione di andare con altre ragazze, e non riesco a credere che, pur essendo convinto di amare la mia ragazza, non farò sesso con nessun'altra da qui a XY anni. Ho anche pensato di andare con delle professioniste per "sfogare" il bisogno, ma conoscendomi quello che in realtà mi manca da morire e che non mi dà pace è proprio la parte della conquista, la "caccia" e la riuscita della stessa, sancita dal rapporto sessuale; ma non escludo che comunque placare l'istinto potrebbe già aiutare, non lo so.
Come dicevo, prima pur avendo una frequenza veramente bassa, riuscivamo ad avere rapporti, perché sul momento mi coinvolgevo.
L'ultima volta, 3 mesi fa circa, sono stato io ad "iniziare", ma poi durante il rapporto ho perso l'erezione: da quel momento entrambi non abbiamo più provato alcun tipo d'approccio, io per la prima volta nella mia vita ho un blocco psicologico, perché in momenti che potrebbero portare al rapporto, ho pausa di non riuscire; non mi spaventa non riuscire, ma mi terrorizza quanto male ci rimarrebbe lei, e quindi voglio "proteggerla" da questo evitando il rapporto.
So che esistono coppie che riescono, amandosi, ad "allargare" il rapporto in qualche maniera; non credo però che io riuscirei a sopportare l'idea che lei possa avere un altro, mentre potrei conviverci io: suona egoistico e, in effetti, lo è, ma sono sincero nel dirlo.
Chiedo perdono per essermi dilungato, ho pensato che contestualizzare il problema e le forti pressioni mentali che ne conseguono fosse meglio.

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Miglior risposta 18 NOV 2019

Ciao jeegrobot, in genere non faccio interpretazioni, non è il mio modello di riferimento. Ma questo potente robot è qualcosa di molto fallico e potente, .. ricorda però anche il mondo infantile. Due cose quindi: potenza, virilità ma gestita in modo regressivo con la masturbazione. La masturbazione può essere un'abitudine mai sopita dalla gioventù o, più propriamente nell'età adulta, un modo di sedare l'ansia; in questo caso forse l'ansia derivante da un conflitto o da un'impasse di coppia. Se è un'abitudine questa condiziona il modo di vivere la coppia a cui non ti apri veramente in modo maturo; se la masturbazione è invece una reazione alla situazione che non ti va più bene devi valutare in modo maturo cosa fare di te e/o con lei, una visione e un confronto chiaro verso il futuro. Un signore diceva: "Se non ti piace dove stai cambia, non sei mica un albero".

Dott. Bonacina Giampiero Psicologo a Valmadrera

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18 NOV 2019

Le informazioni date son molto utili per potersu fare una idea ma per poter dar risposta ai suoi dubbi andrebbero analizzati e compresi singolarmente i diversi aspetti che presenta. Mi permetto di suddividerli in questo modo: il calo di desiderio con la sua compagna, il desiderio della conquista e la problematica erettiva dell'ultimo rapporto che, per come narrata, sembra aver portato come risposta protettiva l'interruzione dei rapporti stessi.
Tali facce di una unica situazione potrebbero come no essere tra loro interconnesse ma per poterlo comprendere ed affrontare a mio parere è importante richiedere una consulenza ad un professionista della sua zona pensando, dopo una fase di comprensione, a un percorso condiviso con l'esperto per affrontarle.
Saluti Dottoressa Ciacci.

Dott.ssa Maria Noemi Ciacci Psicologo a Grosseto

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