Depressione, giubilio, abbandono.

Inviata da Achiri · 17 dic 2018 Depressione

Buongiorno a tutti.
Chiedo scusa in anticipo per la prolissità possibile del messaggio, ma la situazione è piuttosto particolare e non saprei proprio come spiegarla in maniera sintetica. Ho 40 anni.
Tre anni fa ho conosciuto su una chat una ragazza della Tunisia, il suo nome è Nadia.
Io ero in quel periodo ero in uno stato depressivo immenso, avevo iniziato da circa un mese ad andare in terapia da una Psichiatra. Mi fu diagnosticata una Depressione Maggiore e la mia vita era ormai diventata un incubo, non vivevo più, stavo sempre a casa e dormivo tutto il giorno praticamente, non mangiavo e non mi attirava niente e nessuno. Sono un Ingegnare e ho uno studio privato, il mio lavoro stava collassando come un castello di carta ed ero ormai senza un soldo e con tanti debiti, sia personali che dovuti alla mia attività di libero professionista. Io ero lì che guardavo tutto inerme.
Seppur completamente chiuso in me stesso avevo almeno bisogno di parlare con qualcuno che non fosse davanti a i miei occhi; in me aleggiava anche la vergogna.
Così entrai in questa chat e dopo poco conobbi lei.
Ci siamo in poco tempo "fidanzati", seppur non l'avessi mai vista dal vivo, solamente tramite le quotidiane video chiamate che ci facevamo, io stavo bene con lei. Ero in depressione, la felicità non è uno dei suoi sintomi, ma vivere tutto questo con lei mi fece spesso dimenticare che l'unica cosa che desideravo era morire. Mi ero innamorato insomma, situazione anomala e nuova per me, stavo vivendo tutto questo tramite un telefono, ma mi stava aiutando. Mi ricordava sempre che avevo la visita dalla terapista e ogni giorno di ricordare le medicine.
Dopo qualche mese la mia situazione psicologica però è crollata ancora più in basso, ero imbottito di farmaci, ero seguito da una Psichiatra inetta, incomprensibile, che mi cambiava i farmaci ogni due settimane, me ne dava in maniera spropositata. Era capace solo a dirmi che non le era mai capitato un caso come me. A oggi ancora non riesco a capire perché non abbia interrotto molto prima di quanto ho fatto.
Nadia non stava passando un buon periodo, era senza lavoro dopo essersi laureata in una facoltà di ingegneria non prettamente richiestissima nel mercato, aveva dei problemi con la famiglia e così decise di cambiare completamente lavoro così, fece l'application per una compagnia aerea, la Saudia Airline. Era già lontana, ora lo sarebbe stato ancora di più. Accettai la cosa e pensai che fosse ancora tutto possibile, ci saremo visti ogni mese, per ora andava bene così.
Ma come già detto la mia testa non mi voleva dare tregua, ero davvero a pezzi e non ero in grado di aiutare in niente nemmeno lei, ero senza un soldo, malato, lei invece stava andando a vivere la vita che si meritava. Mi vedevo solo un peso, non perché pensavo le rovinassi la vita, ma perché non ero in grado nemmeno di vedere salvezza nella mia. Così la lasciai libera.
L’ho in maniera disdicevole, ed ero anche convinto di quello che facevo. Ma io non ero assolutamente in me.
Dopo diversi mesi, lasciata la prima terapista, venni perso al CSM della mia città, e lì mi fu diagnosticato un Disturbo Bipolare di Tipo 2, da curare diversamente da un Depressione Maggiore che ho curato per un anno inutilmente. Iniziata la nuova cura ho incominciato a stare meglio. Però bipolare a cicli rapidi, ma solo nel vivere le giornate, avevo completamente invertito il giorno con la notte. Sia i neurolettici che le benzodiazepine non mi aiutavano per nulla.
La ricercai ma oramai lei era andata, potevamo solo essere amici. Così è stato per anni, fino al 18 Novembre di quest'anno.

In tutti questi anni in cui ci siamo sentiti spesso io c'ho riprovato in tutti i modi, ma lei ha sempre puntualizzato che noi eravamo solo amici perché lei non voleva nessuna relazione con nessuno, anche se a me ci teneva tantissimo; spesso mi chiamava Achiri, un loro "Amore" in tunisino. Ma niente, è sempre tutto rimasto li.
In questi anni trascorsi ho avuto pochi momenti dove dire "sto bene", anche se ero migliorato non stavo mai bene, non riuscivo ad avere nessun tipo di relazione, riuscivo solo a sentire ragazze online e a chiudermi nel desiderio mi capitasse un'altra storia come quella che mi era capitata con lei, ma niente non riuscivo ad interessarmi di nessuna. In tre anni sono uscito nella realtà con sole tre ragazze, e oltre che non me ne importava niente, loro sparivano a causa del mio stato. Mi rimaneva solo l'online. Pensavo

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Miglior risposta 8 AGO 2020

Gentile utente,
la depressione, il disturbo bipolare e gli altri disturbi dell'umore sono psicopatologie la cui cura non è facile e richiedono in primis un percorso di psicoterapia eventualmente associato, in caso di necessità, ad una integrazione farmacologica con antidepressivi di ultima generazione.
In queste patologie, la psicoterapia deve tendere a far migliorare l'autostima e la consapevolezza correggendo le distorsioni cognitive e l'ansia sociale in modo da far preferire interazioni e incontri reali a quelli virtuali e a distanza.
Se ha ancora questi problemi si regoli di conseguenza rivolgendosi preferibiulmente ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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24 DIC 2018

Buonasera Achiri,
In conclusione al suo scritto, riferendosi alle relazioni sentimentali lei dice testualmente "mi rimaneva solo l'online, pensavo", è quello che ancora continua a pensare? O magari attualmente si sente pronto per potersi coinvolgere in una relazione offline, senza l'intermediazione di una web-cam. Ne frattempo, per poter recuperare le energie necessarie a riprendere in mano la sua vita a trecentosessanta gradi, energie che tra l'altro ha dimostrato di avere laureandosi e mettendo s frutto i suoi studi nel lavoro, le suggerisco di affiancare la terapia farmacologia con una psicoterapia, anche con l'obiettivo di ridurre il dosaggio dei farmaci al minimo sufficiente per sentirsi bene, un cordiale saluto.

Dott.ssa Paola Trombetti
psicologa psicoterapeuta Narni

Dott.ssa Paola Trombetti Psicologo a Narni

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