Depressione cronica

Inviata da Andrea Antonini. 4 mag 2018 1 Risposta  · Depressione

Buongiorno a tutti, mi chiamo Andrea, ho 25 anni e vivo a Brescia con i miei genitori.
È da circa sette anni ormai che soffro di una depressione maggiore grave e dal 2013 sono in cura farmacologica con il 3 Centro psico sociale della mia città; sono stato ricoverato una volte in Spdc per tentato suicidio, poi ho fatto un percorso in una comunità riabilitativa per sei mesi, sono stato anche in una casa di cura per un mese e mezzo a Verona per delle sedute di terapia elettro-convulsiva, tutto senza benefico.
Ho fatto psicoterapia con 3 diversi psicologi, provato numerosi tipi di farmaci, fatto delle tecniche di stimolazione magnetica ed elettrica, tanta attività fisica perché pensavo che mi aiutasse, ho girato tanti dottori, fatto visite di ogni genere(tac, risonanza, esami ematochimici, di tutto, manca solo un intervento chirurgico al cervello e poi sono al completo) ; i miei sforzi, i miei tentativi senza aver avuto benefici sono stati molti e io adesso, dopo tanti anni di continua sofferenza, di una continua infelicità angosciante, di una continua assenza di piacere, sono davvero esausto, basta... Ho tenuto duro fino ad ora sperando che i farmaci, le psicoterapie, l'attività fisica, le uscite con i pochi amici nel tentativo di distrarmi, di tirare un pochino su l'umore, poi le varie cure fatte potessero aiutarmi a curare questa schifosa, bastarda malattia che è la depressione cronica, invece io mi sento allo stesso punto di partenza, mi sento un morto, spento, privo di energia, privo di vitalità, privo di sogni, privo di un FUTURO cazz.... E la speranza di star meglio non esiste quasi più in me, ho perso speranza nella psicoterapia, nei farmaci, nelle varie attività fisiche, penso che non ci sia più tanto da fare, perché qualcosa di cronico è avvenuto nel mio cervello, non c è più un equilibrio che permette all'organismo di funzionare al meglio, e quindi, che senso ha continuare a vivere ogni giorno soffrendo, lottando, cercando solo di soffrire il meno possibile invece che vivere cercando di stare sempre il meglio possibile. Non riesco ad accettare di passare tutti i giorni questo inferno personale, basta pastiglie, basta prendere ansiolitici quando non riesco a sopportare il troppo malessere... Basta basta basta, la vita è già complicata di per sé, anzi, io penso che se non avessi questa terribile malattia psicologica o almeno riuscissi a conviverci al meglio, la vita sicuramente acquisterebbe un altro significato, poiché tutto, anche il mondo esterno si percepisce da ciò che si è dentro, dal passato, dalle esperienze, dalle sensazioni, dalle emozioni, dal contatto con le persone.... Questa malattia, purtroppo, mi ha incasinato la vita, mi ha reso troppo sensibile, troppo fragile, troppo insicuro, troppo perso, ormai non mi sento sano, mi sento una persona malata che sta continuando a vivere ogni giorno facendo del suo meglio, sopportando, sperando ancora in non so cosa, avendo degli istinti suicidi, a volte piuttosto forti. Non so come andranno le cose, non so proprio niente, anche perché dei modi, delle soluzioni per tentare di stare meglio, ad oggi, non ne ho, ne ho provate tante, sicuramente non tutte, ma oggi sono piuttosto debole, non so cos'altro dire. Avevo bisogno di scrivere queste cose e ho pensato di farlo qui, queste sono le mie parole, non ho niente da aggiungere, se non ringraziare a chi mette a disposizione questo spazio di sfogo. Grazie davvero

amici

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Caro Andrea,
La situazione che descrivi è davvero difficile e di grande sofferenza, anche perché stai perdendo le speranze di miglioramento. Ne hai provate tante, come dici, ma non tutte, e io ti consiglio, prima di rinunciare, di cercare ancora la strada giusta, ma in modo mirato e funzionale. Il tuo problema si è strutturato nel tempo e si mantiene proprio attraverso ciò che tu stai facendo o non facendo per risolverlo, cioè le tue Tentate soluzioni, tra cui si possono inserire i continui esami e controlli a cui ti sottoponi. Tu hai bisogno di un terapeuta esperto, che sappia indicarti il modo per rompere con il passato e i tentativi fallimentari fin qui messi in atto. Da parte mia ti consiglio di rivolgerti ad un terapeuta di indirizzo strategico, che attraverso una guida mirata ti possa aiutare ad uscire dalla trappola di pensieri negativi e disfunzionali nei quali sei precipitato, e che costruiscono la tua "malattia", coinvolgendo se necessario anche la famiglia.
Il mio consiglio è quindi di non demordere e di fare i passi giusti per uscire da questa terribile trappola mentale.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

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