Dentro di me c’è un costante senso di vuoto latente

Inviata da Chiara · 25 mag 2020 Depressione

Buona sera,
volevo chiedere un parere perché non so capire se ciò che vivo è la normalità per tutti oppure no.
Ho 29 anni e non ricordo un solo giorno della mia vita, dall’adolescenza in poi, in cui io mi sia svegliata sentendomi energica, viva o felice di essere al mondo. Dentro di me c’è un costante senso di vuoto latente che per quanto non mi impedisca di condurre una vita normale (lavoro, convivo, coltivo degli interessi...) è sempre lì, pronto a divorarmi da dentro. È un vuoto strano perché da un lato annulla ogni sensazione ma dall’altro mi riempie di ansia. Mi sento sempre come se dovessi camminare immersa in una distesa di pece che mi arriva alla cintola. Non soffro di sbalzi d’umore repentini, ma mi sento sempre trascinare verso il basso. Mi sento come se il mio status naturale fosse in fondo a un pozzo e quando a fatica riesco un po’ a risalire in superficie, se per qualche motivo qualcosa mi butta nuovamente giù vogliono settimane prima di rivedere un barlume di serenità.
Ho spesso pensieri di morte, anche se non sempre in termini distruttivi. Nel senso, oggettivamente non riesco a vedere il senso di essere e di rimanere in vita. Razionalmente mi sforzo di trovare dei motivi, ma più che il pensiero di non dare un dispiacere alle persone che mi vogliono bene non riesco a darmi ragioni. Non mi sento molto attaccata alla vita e mi chiedo se sia normale sentirsi così. A volte mi succede che mentre sto guidando in superstrada mi attraversi insistentemente la mente il pensiero che dovrei sbandare e andare a schiantarmi. Mi spaventa un po’ questa situazione perché non riesco a scacciare questi pensieri, sono come mosche fastidiose che continuano a ronzare sul fondo della mia testa. Ci sono periodi che queste sensazioni e questi pensieri si intensificano e diventano mesi difficili, a risentirne è soprattutto la mia relazione.
Inoltre, di recente mi sento bloccata emotivamente. Non riesco ad avere reazioni coerenti, non riesco a piangere. Per esempio, a fronte di un problema di salute, non grave ma nemmeno da sottovalutare, per quanto mentalmente fossi quieta e tranquilla, ho cominciato a svegliarmi più volte di notte e ad avere problemi di stomaco. Eppure non “sentivo” niente. Né ansia né preoccupazione.

A volte penso che dovrei parlare con qualcuno perché non so se sia normale sentirsi sempre così stanchi, così assonnati e con così poco stimolo a esistere. Però del resto riesco a fare tutto quello che dovrei fare, lavoro, porto avanti un’attività sportiva... riesco a vivere insomma.

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Miglior risposta 5 GIU 2020

Gentile lettrice,
ha descritto molto chiaramente e con precisione il suo stato d’animo. Ritengo che non sia la sede adeguata per parlare di una potenziale diagnosi, ma, da quanto emerge dal suo racconto, il suo umore sembra essere per la maggior parte del tempo deflesso e caratterizzato da un tono depressivo. Il senso di vuoto, alcuni sentimenti e alcune emozioni che ha riportato possono essere tipiche di uno stato d’animo depresso, che non sempre si manifesta con forte tristezza e disperazione, ma talvolta appare sottoforma di sintomi psichici (apatia, mancanza di interesse nelle attività, pensieri di morte) e fisici (stanchezza, dolori, insonnia) ben identificabili. Riferisce di ricordare la sua vita denotata da queste tonalità emotive sin dall’adolescenza: si è mai chiesta come mai possa aver iniziato a sperimentare questo stato d’animo in quel periodo? Ricorda di qualche evento particolarmente significativo accaduto in quel periodo? Spesso vale la pena ragionare sulle coincidenze temporali, per capire quale rapporto potrebbe sussistere tra i nostri eventi di vita e il nostro stato mentale ed emotivo. Il fatto che lei riferisca di “riuscire comunque a vivere” nonostante questo stato d’animo non significa che debba sottovalutare queste emozioni che ha descritto, poiché sembrano comunque interferire, talvolta e in qualche modo, con il suo funzionamento e sembrano comunque recarle momenti di sofferenza. A volte il nostro corpo e la nostra mente ci richiedono di fermarci, ascoltarci e prenderci cura di noi stessi, considerato che la felicità può essere a portata di tutti, una volta che la si conosce e ci si conosce meglio. A questo proposito, ritengo che, nel suo caso, potrebbe essere utile un percorso psicologico o psicoterapeutico strutturato, attraverso il quale fare maggiore chiarezza sui suoi stati d’animo, sui suoi pensieri e sul suo vissuto.
Un caro saluto

Synesis Psicologia® Psicologo a Carnate

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30 MAG 2020

Cara Chi, il fatto che Lei riesca a condurre un'esistenza piuttosto performante è un ottimo segnale! Tuttavia, non implica che alcune difficoltà, che Lei ben evidenzia, non debbano o non possano essere affrontate per migliorare il Suo benessere. Sembra che una possibile tematica sia una difficoltà a sentirsi, se non attraverso tonalità e atmosfere emotive di sfondo perlopiù triste, che sfocia poi nell'emergere di una sintomatologia fisica come unico mezzo di un "corpo che parla", ma che Lei fatica un pò a cogliere e comprendere. Si può fare un bel lavoro su questo. Anche apatia, stanchezza, mancanza di energia e di iniziativa sono da ricondurre a tale sfondo con il quale Lei si muove nel mondo, un pò probabilmente per inclinazione e un pò per mancanza di un progetto sul quale sentirsi. E' necessario indagare il contesto attuale per comprendere quali possibilità di azione vi siano e quali siano precluse, al fine di aprirne di nuove, più autentiche e identitarie. A disposizione, cordialmente. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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27 MAG 2020

Carissima Chi,
sta vivendo in un tempo fermo. Per proteggersi.
Un consulto con uno Psicoterapeuta la potrebbe aiutare ad alleggerirsi dal peso delle sue sofferenze per poter far ripartire il suo l'orologio...
Resto a disposizione per chiarimenti ed approfondimenti.
Un caro saluto, Dott.ssa Claudia Florea

Dott.ssa Claudia Florea Psicologo a Viterbo

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