Curiosità sulla seduta dallo psicoterapeuta

Inviata da Anonimo. 24 nov 2016 9 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Ciao a tutti,
ho una curiosità su come si svolgono le sedute dallo psicologo/psicoterapeuta.... da circa 6 mesi sto andando in terapia una volta a settimana, pero' ho notato che il mio psicologo/psicoterapeuta ad ogni seduta scrive sempre qualcosa inerente a quello che viene detto in seduta, come mai succede questo?? a cosa gli serve appuntare quello che viene detto?? avvolte scrive di più altre di meno... Grazie a chi riuscirà a togliermi questa curiosità! :-) Un saluto

terapia

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Gentile Utente,

se questa cosa è veramente importante per lei dovrebbe chiedere direttamente al Collega che la sta seguendo, lo psicologo non si occupa di "curiosità", ma di altro (benessere psicologico, disagio e psicopatologie ecc.).

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta

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Gent.le Anonimo,
credo che possa darsi la libertà di comunicare questa sua curiosità proprio al collega che la sta seguendo.:-)
Glielo dico per una serie di motivi.
Intanto, ognuno ha un suo modo di lavorare. C'è chi prende appunti durante la seduta, chi dopo o chi registra per poi riascoltare il tutto e appuntarsi passaggi importanti (ovviamente con il consenso informato del cliente). Parlando in generale, l'obiettivo è quello di "fotografare" passaggi importanti sui quali tornare durante la stessa seduta o da tenere a mente per quella successiva.
A questa osservazione, se ne aggiunge una seconda: mi incuriosisce il fatto che abbia deciso di fare una domanda qui e non al suo terapeuta ;) Per questo, forse, al di là della curiosità sul perché si prendano appunti, a volte più a volte meno, confrontarsi con il collega potrebbe essere proprio utile al percorso che state facendo insieme e per il quale le auguro l'esito desiderato :)
Buona giornata.
Pietro Ielpo

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28 NOV 2016

Logo Dott. Pietro Ielpo Dott. Pietro Ielpo

4 Risposte

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Gentile Anomino,
ci sono tanti modi per gestire le sedute di psicoterapia, in genere le differenze dipendono dalla formazione del terapeuta e dalle caratteristiche di chi a lui si rivolge. La pratica di segnare delle informazioni durante o in seguito al colloquio è abbastanza diffusa sia per questioni cliniche che deontologiche. A me personalmente, scrivere aiuta a fare concatenazioni ed associazioni tra i pensieri miei e delle persone che ascolto. tuttavia trovo che sia una pratica sgradevole da gestire durante un colloquio vis a vis (seduti uno di fronte all'altro) poichè richiede di distogliere lo sguardo dalla persona che può non sentirsi adeguatamente accolta e seguita. Pertanto limito questa pratica alle sedute in cui utilizzo il lettino o eventualmente faccio delle annotazioni quando rimango in stanza da sola, che in questo caso mi servono nel tempo a mantenere ricordo del lavoro svolto. La nostra è una professione disciplinata da un ordine (ordine degli psicologi) regionale, che di fronte a delle complessità potrebbe chiedere a noi delle spiegazioni sul nostro operato. Averne tenuta traccia ci permette di esemplificare meglio le nostre scelte operative. Quanto riporto è ovviamente un punto di vista limitato alla mia esperienza, ma credo possa essere condiviso da più terapeuti.

Potrebbe essere interessante ai fini della sua terapia, che lei rivolga questa domanda al suo terapeuta.
gentili saluti
Stefania

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28 NOV 2016

Logo Dr.ssa Stefania Ferrari Dr.ssa Stefania Ferrari

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Ognuno di noi utilizza un suo stile nella conduzione dei colloqui derivante anche, in parte dal tipo di approccio terapeutico che si utilizza, questione che purtroppo a chi si rivolge ad uno psicologo o psicoterapeuta spesso non prende in considerazione a causa dell'alone di mistero e tabù che spesso avvolge questo mestiere.
Io personalmente non prende appunti, credo mi distrarrebbe dall'ascolto, che non riguarda solamente le parole dle paziente, ma anche la risonanza che quel che avviene ha su di me.
Sentiti libero e tutto in diritto di chiedere alla persona che ti segue tutto ciò che ti viene in mente, possa essa essere una curiosità o qualcosa che ti fa sentire a disagio.
Un saluto e in bocca al lupo per il tuo percorso, perchè per quanto duro e faticoso possa essere a tratti è un bel viaggio

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28 NOV 2016

Logo Dott.ssa Rebora Simona Dott.ssa Rebora Simona

21 Risposte

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Salvo,
Le rispondo con la mia esperienza.
Solitamente nel corso delle sedute individuali mi capita di prendere appunti sia su ciò che la persona mi dice sia su domande o associazioni che mi vengono in mente e che poi esplicito a chi ho davanti. In alcuni casi mi è anche capitato di far leggere ciò che avevo scritto alla paziente così da lavorare insieme sui contenuti emersi. Con le famiglie preferisco non scrivere essendo talmente tante le sollecitazioni da dover evitare qualunque distrazione. Comunque le conviene chiedere direttamente al suo terapeuta. Buona serata Daniele Regini.

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26 NOV 2016

Logo Dott. Daniele Regini Dott. Daniele Regini

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Gentile Anonimo,
ogni terapeuta ha il suo stile e il suo modo di condurre la seduta.
Certamente è importante prendere appunti su passaggi importanti della seduta per evidenziarli e non perderne memoria.
Personalmente preferisco farlo in separata sede a fine seduta per dare il massimo dell'attenzione al paziente e non perdere il contatto oculare e la comunicazione non verbale.
Meglio ancora sarebbe chiedere al paziente se è d'accordo ad audioregistrare le sedute al fine di ottimizzare il lavoro di terapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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26 NOV 2016

Logo Dott. Gennaro Fiore Dott. Gennaro Fiore

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La tua curiosità va assolutamente rispettata ed accolta come un tuo diritto e pertanto, la prima persona da interpellare è proprio il collega che ti ha in cura. Anche se personamente, non prendo mai appunti, in quanto questo mi distoglierebbe da quanto di più prezioso ci possa essere nella comunicazione, il linguaggio espressivo, non mi permetto di fare giudizi sul modo di gestire la terapia da parte di altri. Del resto, se tu oltre alla curiosità, pensi di trovarti meglio con una comunicazione più empatica, sei tenuto a dirglielo apertamente. Altro non mi viene da dirti e comunque resto a disposizione per eventuali approfondimenti.Buon lavoro!
Dott.ssa.Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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26 NOV 2016

Logo Dott.ssa Carla Panno Dott.ssa Carla Panno

1056 Risposte

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Buonasera Anonimo, è suo diritto chiedere su cosa scrive il collega, anche se non proprio il contenuto vero e proprio, visto che, in genere, ogni terapeuta ha una specifica modalità di prendere appunti. Personalmente, tuttavia, faccio firmare un consenso informato affinché il paziente mi dia il permesso sia di prendere appunti che di utilizzarli, in caso fossero utili, anche a scopo didattico (evidentemente con tutte le cautele e protezioni sulla privacy posiibili). Questa è una delle condizioni che metto per iniziare una terapia, sia perché mi aiuta a fare bene il mio lavoro sia perché alcuni contenuti che emergono in una terapia possono essere funzionali anche per altri colleghi o altri pazienti. Non tutti i terapeuti prendono appunti, dunque, se la fa stare più tranquillo (ma sarebbe da esplorare "perché"), le conviene domandarglielo.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

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25 NOV 2016

Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

655 Risposte

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Ciao "Anonimo",
la tua curiosità è lecita, molti pazienti vengono attratti e incuriositi da quello che il proprio terapeuta scrive. La domanda tuttavia non va rivolta agli altri terapeuti ma al TUO terapeuta! sicuramente questo tuo interessamento rafforzerà la vostra alleanza e potrà aprire nuovi spunti di lavoro!
buon percorso
Dottoressa Federica Mazzoni

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25 NOV 2016

Logo Dott.ssa Federica Mazzoni Psicologa Dott.ssa Federica Mazzoni Psicologa

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