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Crollo emotivo

Inviata da Vanessa il 22 gen 2015 Autostima

Salve, il mio nome è Vanessa e ho 20 anni. Da quasi quattro anni, quando morì mia madre, ho perso completamente il senso di fiducia nei confronti di altre persone. Il crollo emotivo, ma soprattutto delle certezze che mia madre costruì su di me, mi ha portato a costruire un muro di facciata. Non mi mostro mai alle persone per quella che sono veramente, preferendo apparire superficiale e stupida, piuttosto che debole. Tutto ciò ha comportato non pochi problemi nella mia vita scolastica, familiare e relazionale, che siano amicizie o relazioni "amorose".
Nonostante le continue proposte di familiari e amici di farmi aiutare da persone competenti, non riesco proprio a farmi convincere. L'unica persona in grado di aiutarmi ormai è morta, quindi la mia domanda è: perché non riesco a superare il tutto da sola? Perché sentiamo sempre il bisogno di farci aiutare. Io voglio bastarmi da sola. Non voglio riporre le mie speranze e certezze su persone che, volente o nolente, possono sparire dalla mia vita improvvisamente.
Non so cosa fare. Pian piano allontano le persone da me. Spero possiate darmi una risposta concreta.
Grazie, attendo con ansia.

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Buongiorno gentile Vanessa,
se scrive in un sito di psicologi un dubbio sulla sua sicurezza di non aver bisogno di nessuno lei lo prova, non crede? La terribile perdita da lei subita forse non è stata sufficientemente elaborata e se le persone accanto a lei le consigliano di rivolgersi a persone competenti lo fanno solo perchè le vogliono bene e probabilmente vedono le sue difficoltà molto più di lei. La cosa migliore da fare è sentire profondamente dentro di sè che sua mamma è in lei e che la forza che le ha dato non è persa con la morte, poi ora c'è la sua vita di giovane donna che va affrontata, con grinta, anche in onore di sua madre, ma senza rabbia e con l'umiltà di chiedere aiuto se necessario. Chiedere aiuto non è debolezza, ma accettazione della propria fragilità emotiva che, paradossalmente, diventerà un forza del carattere.
Noi siamo qui.
Auguri, cara ragazza...

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Buonasera Vanessa, non è semplice a volte riuscire da soli a superare il dolore che si prova nel perdere i nostri cari, le persone più importanti della nostra vita.
È probabile pertanto che non sia riuscita ancora ad elaborare la sua sofferenza e colmare il vuoto che sua madre ha lasciato nella sua vita. Solo dopo aver elaborato il suo dolore, rendendolo più tollerabile potrà probabilmente fidarsi e affidarsi a qualcun altro, godere della gioia, dell'affetto, dell'amore che gli altri sono in grado di darci, tollerando il la possibilità che ciò che oggi ci rende felici un giorno forse potrà finire.
Non deve essere semplice, anzi dev'essere molto faticoso mostrarsi agli altri per quello che non si è, nascondersi dietro un muro di facciata, reprimendo quello che proviamo, quello che pensiamo, quello che vorremmo essere.
Chiedere aiuto, mostrarsi per quello che si è, per quello che si prova, non vuol dire essere deboli. Chiedere aiuto è un atto di grande forza, perchè significa accettare le nostre debolezze e i nostri limiti che, in quanto umani ci appartengono. E sono i nostri limiti che ci fanno sentire il bisogno di farci aiutare.
Lei scrivendo qui ha dimostrato di essere in grado di chiedere aiuto, e penso possa riuscirci di nuovo. Le auguro con tutto il cuore di riuscire a trovare la motivazione per darsi un'altra possibilità; lo merita lei e sua madre che le ha donato la vita.
Un caro abbraccio
Dott.ssa Silvia Lodovica Pusceddu

Dott.ssa Silvia Lodovica Pusceddu Psicologo a Cagliari

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cara Vanessa,
un lutto, soprattutto quello di un genitore è difficile da superare e nessuno è in grado di comprendere appieno quello che provi; un professionista può aiutarti a tirar fuori gli strumenti, che tu hai e che solo tu puoi usare per superare il momento difficile che stai passando; mi viene inoltre di dire che la debolezza non ha solo un accezione negativa, ma anche e Soprattutto un'accezione positiva: da alle persone una sensibilità ed un'attenzione maggiore che agli altri.... pertanto secondo me un professionista che ti aiuti a capire che puoi avere lo stesso quell'aiuto che tanto ti manca potrebbe essere una soluzione!
spero di esserti stata utile
Dott.ssa Verusca Gorello
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Verusca Gorello Psicologo a Roma

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buongiorno Vanessa

mi ha colpito ciò che hai scritto.Ho ho la sensazione che sei molto arrabbiata (ed avresti ragione ad esserlo) per la morte prematura della tua mamma , e stai "protestando" allontanando tutti, amici e familiari.Sembra la protesta di un bimbo piccolo che aspetta la mamma che gli addolcisce la realtà.Purtroppo non è possibile più e se non sei in grado di accedere ad altre risorse affettive devi fare da sola. Fare da sola significa andare in terapia ,l'unico contesto dove speranze e certezze le puoi riporre su di te,dove l'altro è solo uno strumento dell'aiuto che tu ti dai.
Ti auguro di permetterti di continuare a vivere , anche se con un dolore enorme
D.ssa Altruda

Dott Ssa Altruda Immacolata Psicologo a Roma

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Buongiorno Vanessa,
Ognuno di noi, nella sua vita, costruisce se stesso in base ai molti aspetti sia personali che come conseguenza delle relazioni significative della propria vita. L'espressione "le certezze che mia madre costruì su di me" mi ha colpito, perché le certezze le hai create te nella tua vita, certo sicuramente in relazione a persone importanti come tua madre, e aver perso questo importante punto di riferimento ti ha fatto mancare un appoggio importante. Rimane però il fatto che sei in grado di "costruirti" le tue certezze nella vita, ma è necessario prima affrontare questo vuoto. Ma è un vuoto grande e hai bisogno dell'aiuto di una persona che ti possa prendere per mano in questo viaggio. Il nostro lavoro non è quello di importi la cosa giusta da fare, ma aiutarti affinché sia te ad affrontarla grazie agli strumenti che il terapeuta, per la sua esperienza, è in grado di fornirti, ma sarai te a doverli usare per "ricostruirti". Capisco la tua difficoltà a fidarti di chiunque, ma intanto hai mandato questa mail...forse qualcosa si muove in te. Se posso consigliarti non formarti adesso.
Un saluto

Dr Mattia Rossi

Dottor Mattia Rossi Psicologo a Sesto Fiorentino

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Cara Vanessa,
l elaborazione di un lutto richiede tempo e sostegno. Generalmente essa avviene attraverso un percorso obbligati di tre fasi: la negazione (in cui si fa fatica ad accettare la reale perdita e i sentimenti dolorosi legati ad essa sono ancora nascosti), la disprrazione (in cui salgono a galla emozioni e sentimenti quali rabbia, tristezza, impotenza legati alla presa di consapevolezza legata alla perdita di una persona a noi cara) e infine, nel migliore dei casi, l accettazione (in cui i sentimenti soverchianti a cui facevo accenno pico fa vanno a perdere d intensita sostituiti da una maggior serenità conseguente all aver accettato la perdita). Questo percorso tortuoso è bene farlo sostenuti da un professionista (a maggior ragione nel suo caso che si è ritrivata a diver affrontare un lutto prematuramente).Nessuno ha il diritto né la volontà di sostituirsi a sua madre ma credo che lei abbia il diritto di elaborare la cosa al meglio, sostenuta da chi realmente ha gli strumenti per aiutarla.
le auguro di trovare la serenità che merita.
Dott.ssa Valeria Castagnola
Psicologa (genova)

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Buongiorno Vanessa,

il lutto e il dolore dovuto a una perdita così significativa richiedono tempo per essere elaborati. Non è un percorso semplice e il poter essere accompagnati in questo da uno psicologo può dare sollievo e aiutare a superare. Come dici tu stessa tendi ad allontanare le persone per paura di provare nuovamente delusione e dolore, ma farsi aiutare e sostenere dagli altri non è segno di debolezza. Il poter parlare di ciò che si sente, del dolore provato e di ciò che si vive quotidianamente può darti sostegno e forza.
Il mio consiglio, come quello di chi mi ha preceduta nelle risposte, è di provare a iniziare un percorso con uno psicologo, che possa accompagnarti e sostenerti nella rielaborazione di ciò che è accaduto e nel riacquistare fiducia in te e negli altri.

Un caro saluto.
Dott.ssa Claudia Boneschi

Dott.ssa Claudia Boneschi Psicologo a Milano

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Buongiorno Vanessa, pensavo a quanto dev'essere faticoso cercare di farcela da sola a tutti i costi anche nei momenti di difficoltà.. le 'maschere' possono sembrare una protezione, ma ti rendono anche inavvicinabile e non è forse un pò troppa tutta questa solitudine con tutto quel dolore?
La scelta di andare da uno psicologo che possa aiutarti spetta solo a te, devi volere un cambiamento della situazione, devi provare a dar fiducia a qualcuno e permettergli di aiutarti a tenere il peso di questo dolore, lavorando insieme per tornare a stare meglio, spero tu possa trovare questa voglia con il pensiero che non verrai abbandonata, ma accompagnata e sostenuta, spero di esserti stata di aiuto.
Rimango disponibile per qualsiasi necessità.

Dott.ssa Monica Muschetto

Dott.ssa Monica Muschetto Psicologo a Padova

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Buongiorno Vanessa,
credo sia davvero molto faticoso vivere una situazione come la tua e credo che le tue parole testimonino un dolore intenso e assoluto che ti ha fatto alzare un muro dietro cui ti difendi per paura di soffrire ancora. Rivolgersi a uno psicologo può aiutarti a capire come si può dare un senso e un significato a tale dolore diverso da quello immobilizzante che vivi e che ti fa sentire in una condizione di "crollo emotivo". Rivolgersi a un professionista significa fare un percorso per dare significato che sia più sopportabile per te ma soprattutto che ti permetta di continuare al meglio il tuo percorso di vita.
Chiedere aiuto perché ci si rende conto di essere in difficoltà non significa dipendere da qualcuno e "non farcela da soli" semmai il contrario, cioè avere a cuore se stessi e darsi un valore.
Ti auguro di cuore di trovare la strada migliore per te.
Saluti,
Dott.ssa Abbondanza

Dott.ssa Abbondanza Eleonora Psicologo a Genova

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Gentile Vanessa,
Capire che da soli non si riesce è il primo passo per cercare di vedere come poter uscire da questo malessere. Il dolore deve essere attraversato. Sono d'accordo con la mia collega, cerchi uno o una psicoterapeuta e inizi un percorso.
Un augurio di tanto coraggio

Dr Grimaldo

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Gentile Vanessa, il lutto di una persona cara come la mamma è un evento davvero molto difficile da superare. Comprendo le sue difficoltà e le sue ferite ad "affidarsi" agli altri, forse oggi la sua è una difesa per non soffrire più, per non perdere ancora una volta le persone a cui ci affezioniamo. Le consiglio davvero di rivolgersi ad un esperto che la possa aiutare ad elaborare questo evento così emotivamente gravoso e a ritrovare le risorse interne per credere nuovamente nell'importanza di dare fiducia alle persone a cui vogliamo bene. Lei è molto giovane e ha diritto di vivere una vita serena.
Carissimi saluti
Dott.ssa Barnaba

Dott.ssa Barnaba Valentina - psicoterapeuta Psicologo a Taranto

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Gentile Vanessa,

a volte gli psicologi vengono investiti di un'immagine quasi magica, che li rende dei salvatori che operano oscure manipolazioni sulle menti. In realtà lo psicologo non ha proprio nulla in termini di "poteri" e stranezze. L'aiuto che è in grado di dare è legato ai bisogni e alle paure della persona che ha di fronte. L'intento è sempre quello di sostenere la possibilità di farcela "da soli" nel mondo, ma soli in quanto autonomi, non abbandonati a se stessi. Il paradosso di cui siamo fatti è proprio questo: per sentire di poterci arrangiare e bastare a noi stessi dobbiamo passare per una buona e positiva dipendenza da qualcuno significativo che ci faccia sentire sicuri di potercela cavare al meglio.
Io credo che la morte di sua madre purtroppo abbia interrotto tutto questo. È possibile, Vanessa, che sia talmente forte la paura che qualcosa di anche solo lontanamente simile possa accadere con un terapeuta di cui fidarsi, che è meglio evitare e tentare di uscirne da sola. Io credo però che ne valga la pena capire cosa le succede dentro e affrontare questa paura, perché possa conoscerla meglio e quindi esserne padrona.
Un caro saluto e un forte incoraggiamento
Dott.ssa Paola Guerreschi (Bs)

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Gentile Vanessa.
Credo che il lutto di un genitore sia una esperienza difficile a qualsiasi età, nella piena adolescenza può diventare un vero trauma, soprattutto se non affrontato in modo adeguato.
La sua famiglia ha ragione a volerla indirizzare verso un percorso psicoterapeutico, per metabolizzare questa perdita e piano piano acquisire una nuova fiducia nei confronti di se stessa, delle sue capacità relazionali e del mondo.
Si fidi e si affidi.
La situazione può migliorare, può cambiare così come può cambiare lei.
Abbia fiducia.
In bocca al lupo.
Dr.ssa Francesca Conti (Poggibonsi,Siena)

Dr.ssa Francesca Conti Psicologo a Poggibonsi

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Cara Vanessa,
la scomparsa prematura della persona più importante della tua vita, ti ha lasciato veramente in bilico e molto bisognosa non tanto di sostituirla (la madre è insostituibile) ma di colmare in qualche modo il vuoto che ti è rimasto trovando le risorse nei tuoi potenziali. Hai veramente bisogno di un supporto psicologico e prova ne è il fatto che ti sei rivolta a questo portale. Sicuramente qui puoi trovare qualcuno disponibile , come lo sono io. Rifletti ed eventualmente non farti riguardo, io resto a tua disposizione. Ciao
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Buonasera, emerge nella sua richiesta un profonda sofferenza, una perdita quale quella di un genitore e in questo caso di un legame intenso e importante, che con molta difficoltà sta provando con le sue forze ad affrontare. I tempi di elaborazione sono diversi a seconda delle persone, da soli è possibile farlo, ma l'aiuto di uno specialista può rendere meno arduo il cammino. In maniera inconsapevole, con quanto scritto, ha provato a chiedere aiuto e questo è un primo passo. Le auguro di trovare il coraggio di farsi aiutare in maniere più incisiva per ritrovare la serenità e riprendere in mano il suo percorso di vita.
Cordialmente
Giulia Clementelli

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Buonasera, la perdita di una persona cara, di un genitore in particolare, con il quale si aveva un rapporto così significativo come da Lei descritto, è un trauma molto profondo e doloroso. L'elaborazione della perdita è differente per ciascun individuo e in qualche modo necessaria per proseguire il proprio percorso di vita. E' comprensibile il rifiuto per gli altri quando la relazione con sua madre è stata così profonda, ma in qualche modo, seppur in maniera inconsapevole, con questa sua domanda sta chiedendo aiuto. Potrebbe anche farcela da sola, ma l'aiuto di uno specialista può rendere meno arduo il cammino..Le auguro di ritrovare in qualche modo il coraggio di farsi aiutare e di riprendere la sua vita.
G. Clementelli

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Buongiorno Vanessa,
le sue domande hanno un fondo di razionalità e verità: è vero, è doloroso aprirsi, confidarsi, e anche fare affidamento su qualcuno che sappiamo che prima o poi potrebbe non far più parte della nostra vita. Tuttavia è una cosa imprescindibile dall’esistenza stessa, sia le perdite affettive che il bisogno degli altri. L’essere umano è un animale sociale e per “sopravvivere” o meglio ancora per vivere bene e in maniera significativa ha bisogno di costruire relazioni, legami, far affidamento su altri, che siano partner o amici o familiari. E proprio per il motivo che alle volte alcuni di questi legami di spezzano o si dissolvono, è necessario costruirne quanti più si può e quanto più solidi e profondi possibile. Questo perché se si ha un unico legame, perso quel filo, precipitiamo nel vuoto. Se ci sostengono tante funi, resteremo in piedi. Ogni persona ha punti deboli e punti di forza e mostrarsi bisognosi, sofferenti o riflessivi non denota alcun aspetto negativo della persona, ma solo la sua umanità. E questo lato umano, alle persone altrettanto profonde ed empatiche (che sono quelle con cui è bene costruire legami) questi aspetti piacciono e non ci allontaneranno per questo, anzi.
Certo, bisogna sviluppare anche una certa autostima e fiducia nelle proprie capacità, perché nella vita quotidiana non si può sempre dipendere da questi legami e dalla presenza o dalla rassicurazione di una figura esterna. Ma la ricerca di un supporto intimo, emotivo e la dipendenza sono due aspetti completamente diversi, due poli di un continuum: il primo sano, il secondo più compromettente.
Credo che tu abbia bisogno di sperimentare questo supporto emotivo, e di elaborare la perdita che hai subito qualche anno fa. Prova a darti l’occasione di un primo colloquio psicologico, e rimanda a dopo l’eventuale giudizio sulla sua utilità o meno.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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Cara Vanessa,
faccio fatica a darti una risposta concreta, dato che la concretezza ha a che fare con la conoscenza, ed io non ti conosco. Da quel poco che hai raccontato sento che la sofferenza per il lutto che hai subito, è ancora forte, e non posso neanche immaginare quanto.Chiedere aiuto dopo aver perso una madre, una delle poche persone nella propria vita che ti ama incondizionatamente, è faticosissimo. Nessuno potrà mai sostituire l'abbraccio, un consiglio, un sorriso di una madre, ma credo che oggi scrivendo ti stia dando la possibilità di provare a stare meglio. Spero che qualcuno riesca a darti la "risposta concreta" che cerchi per poter iniziare un processo di elaborazione che ti porti ad affrontare le relazioni con maggior fiducia, ma so anche che quella risposta che cerchi è dentro di te, e solo tu puoi decidere con chi condividerla.
Un affettuoso abbraccio
dott.ssa Valentina Valentini

Dott.ssa Valentina Valentini Psicologo a Sorrento

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Cara Vanessa,
Per quanto tu dica di non volerti fare aiutare dai dei professionisti hai scritto proprio in questo sito...
Quello che hai vissuto e' sicuramente il lutto più difficile da affrontare e quello che provi nei confronti del mondo esterno e' più che normale.
Quello che mi sento di dirti è che chiedere aiuto non è un male, e non vuol dire non farcela da soli. Il rapporto che spero tu intraprenderai con uno specialista e' un rapporto che si costruisce insieme, nessuno di noi lavora da solo ma sempre e solo con l'altro.
Sono d'accordo con quanto ti hanno già consigliato , credo tu abbia bisogno di intraprendere questo tipo di percorso che ti permetterà di scoprire gli strumenti - che sono già dentro di te- per poter superare al meglio questo momento.
Prova solo a fidarti un po' di più .
Un caro saluto ed un forte in bocca al lupo,

Dott.ssa Valentina Mossa, Torino

Dott.ssa Valentina Mossa Psicologo a Torino

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Cara ragazza è comprensibile tutto ciò che lei ha fatto per "sopravvivere"alla perdita della sua mamma. Comprensibile ed inevitabile mettere in atto delle difese che ci aiutino ad andare avanti.
però lei ha davanti tutta la sua vita,una vita che non sarà vissuta a pieno se non condivisa con altri..
lasciarsi aiutare,quindi ammettere le proprie debolezze,è una prova di coraggio!ma lei deve ricordare che per quanto è difficile e doloroso,é altrettanto piacevole e appagante poi.
spero di averle dato qualche spunto,
la saluto Dott.ssa Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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Buonasera Vanessa,
nessuno potrà convincerti, se non tu. Elaborare un lutto così importante richiede davvero molto tempo e non c'è nessuna formula magica per togliere il dolore di superare un dolore. Quello che però possiamo fare come psicoterapeuti è, in situazioni come la tua, accelerare il processo di superamento del dolore, e aiutare a far emergere quella Vanessa sicura e senza muri di facciata che sta aspettando di venire fuori.

Bernardo Paoli - Terapia Breve Strategica e Ipnosi Psicologo a Torino

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salve vanessa,
credo che cercare aiuto quando serve non sia svalutante, soprattutto se stai vivendo un momento difficile della tua vita e hai perso una persona importante per te, certe volte non si riesce a bastare a se stessi e si ha bisogno di qualcosa in piu' per superarla al meglio.Rivolgiti ad uno psicoterapeuta e fai un percorso, questo è il consiglio che mi sento di darti.
Cordiali saluti

Maria Pia Cavalieri Psicologo a Fabriano

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Cara Vanessa,
lo psicologo o l'aiuto comunque di uno specialista in certi casi è necessario. Soprattutto quando si sta molto male e quando si vedono compromessi vari ambiti della propria esistenza. Non voglio convincerti a chiedere un aiuto in quanto la decisione spetta a te, ma dirti che non ci sarebbe niente di male. Tutti quanti possiamo avere dei momenti difficili, nessuno ne è immune. Tanto più che nel tuo caso si tratta di superare un lutto in una fase di vita che già di per se è estremamente critica. Chiedere aiuto non significa dipendere da qualcun altro, non significa che deciderà lui/lei al posto tuo. Uno psicologo però ti può dare gli strumenti per far si che tu riesca, da sola, a tirarti fuori dal guado.

Cari saluti
dott. Alessandro Bertocchi (Bo)

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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