Crisi universitaria e senso di fallimento e odio per sé stessi

Inviata da Martina · 4 dic 2019 Crisi esistenziale

Buongiorno,
sono una ragazza di 23 anni e al momento mi sento un grosso fallimento e non riesco a fare a meno di odiarmi per una scelta presa quest'anno. Sono sempre stata così e mia mamma mi ha sempre detto che dovrei essere più indulgente con me stessa e volermi più bene, però purtroppo vedo questo errore come qualcosa che potrebbe privarmi di qualcosa a cui ho sempre tenuto molto. Non faccio altro che pensare a come sono andate le cose e a come avrei dovuto comportarmi per fare le cose meglio, mi pongo ogni giorno 1000 domande ed è come se il mio cervello non riuscisse a pensare ad altro ogni giorno, infatti riesco a distrarmi per molto poco da questa situazione. Il problema in questione è universitario: fin dalla terza superiore ho desiderato fare medicina, ho finito il liceo con un voto alto perché lo studio è sempre stata la cosa in cui mi giudicavo brava e in cui riuscivo a sentirmi realizzata. Finito il liceo ho tentato il test per due anni di fila e questo ha fatto nascere in me un grosso senso di insoddisfazione e di tristezza in quanto non ero abituata a non raggiungere i miei obiettivi scolastici e anche perché mi sentivo sempre più lontana da quello che volevo fare. Nel frattempo, a questa situazione che mi faceva già di per sé soffrire molto, si sono aggiunti vari problemi personali: mia nonna, a cui ero molto legata, si è ammalata di tumore ed è venuta a mancare nel giro di due anni, i miei genitori, che sono sempre stati una coppia innamorata, sono entrati in crisi e ho dovuto affrontare il fatto di vedere mia madre andare via di casa e restare con mio padre che cercava di affrontare il dolore senza farmelo notare, ma che io vedevo e percepivo tutto. Mi sono fatta carico a 21 anni della gestione della casa: pulizie, spesa e preparazione dei pasti e nel frattempo cercavo di dedicare lo stesso spazio sia ai genitori che a mia nonna. in tutto questo purtroppo ero sola perché mia sorella stava studiando all'estero e, pur sentendosi in colpa, non poteva tornare a casa: in più quindi dovevo cercare di far sentire meglio mia sorella che non stava bene per non potermi aiutare più di tanto. Infine si è aggiunta la ricerca di una nuova casa in quanto mio padre aveva bisogno di lasciare la casa che aveva costruito con mia madre, ma che per me andava a portare un nuovo cambiamento, oltre che l'abbandono della casa in cui ero vissuta per 23 anni e che vedevo come il mio rifugio. In tutto questo, quando avevo 21 anni ed era da pochi giorni morta mia nonna, ho superato finalmente il test di medicina al terzo tentativo. nonostante avessi raggiunto il mio obiettivo non ero convinta di iscrivermi e quando l'ho fatto non sono mai riuscita ad apprezzare veramente il fatto di essere entrata in quanto mi sentivo sopraffatta da tutte le cose da gestire a casa e dentro di me a cui si aggiungeva un impegno come medicina, in più vedevo persone dalle mia età che erano vicine alla laurea e iniziavo a sentire anche il peso del tempo che scorreva, non rendendomi conto che due anni persi non erano molti dopotutto. Non sono mai riuscita a godermi la mia carriera universitaria tanto che il secondo anno, giunta di nuovo in un momento di poca lucidità, ho deciso di abbandonare medicina. Dopo un mese dal fatto mi sono resa conto dell'errore che avevo fatto e del fatto che avevo abbandonato quella che sentivo la mia strada e che avevo per così tanto tempo rincorso. Sono entrata in quel vortice di pensieri e sensazioni negative da cui non sono ancora riuscita ad uscire. Essendomi resa conto dell'errore a settembre ho provato di nuovo il test e l'ho passato, ma non so perchè mi sono fatta prendere dall'ansia e dalla paura e non sono riuscita ad iscrivermi, ritrovandomi ora di nuovo a piangere e sentirmi uno schifo, un fallimento, ad odiarmi per come sto gestendo la mia vita. I miei mi appoggiano, e anche mia sorella e la mia migliore amica, e sanno già in cuor loro che l'anno prossimo vorrò ritentare. adesso quindi, oltre al sentirmi una stupida per come sto facendo le cose, ad odiarmi, ho la paura di non riuscire più ad entrare e aver sprecato la mia opportunità, oltre che a sentire di nuovo l'ansia del tempo che mi scorre addosso e odiarmi per aver sprecato questi anni. Non so come fare a non svegliarmi ogni giorno triste, a non pensare solo a questo, a prendere con un po' più di tranquillità quest'anno che sto vivendo facendo il mio percorso universitario aspettando settembre per vedere come andranno le cose. Conosco tante persone che affrontano crisi esistenziali e cambiano via più volte, ma io mi sento diversa perchè mi sento come se avessi cambiato la mia via per debolezza e perchè non sono riuscita a superare la mia ansia e la mia paura. Vorrei solo smettere di sentirmi un fallimento, di accettare le cose come sono andate intanto, di sperare di riuscire a tornare dov'ero senza odiarmi così tanto.

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