Crisi universitaria al primo anno, stress e frustrazione

Inviata da Massimiliano Pallino · 7 gen 2020 Orientamento scolastico

Salve, sono uno studente al primo anno di università. Premetto che ho sempre amato la scuola e ho concluso il percorso di studi nel migliore dei modi, conseguendo, a giugno dell’anno scorso, la maturità classica con 97/100.

La mia scelta universitaria è stata influenzata dal mio spiccato gusto per il design e l’arredamento, nonché dall’aver collaborato attivamente con un architetto nel restauro del mio appartamento in passato.

Dopo aver superato il test di ammissione in Architettura, però, ho avuto qualche dubbio e ho deciso di immatricolarmi in giurisprudenza in maniera affrettata, non volendo abbandonare la mia città, dato che qui Architettura non è presente.

Dopo meno di un mese ho abbandonato, ovviamente, e mi sono accorto che una decisione così importante necessitava di tempo affinché potesse essere maturata per bene. Avevo deciso che mi sarei servito di quest’anno per riflettere quando la mia famiglia si è attivata per farmi immatricolare in Architettura presso un’altra università, la quale, essendo privata, consentiva ciò. Nonostante io sapessi di non essere sicuro, non ho saputo dire di no e oggi mi ritrovo indietro con il programma, a dover viaggiare diverse volte la settimana in pullman (3 ore complessive), per non gravare ulteriormente sui miei genitori, e a non provare interesse nei confronti di ciò che studio. Tutto ciò è stancante e frustrante.

Non mi piace applicarmi in materie pratiche come il disegno tecnico e non provo soddisfazione nello studio della matematica e della fisica, infatti continuo ad essere indietro con il programma.
Il problema che sto avvertendo è la mancanza delle humanae litterae, della classicità, della letteratura, delle materie che al liceo amavo. Tuttavia, mai, fino ad ora, ho preso in considerazione la facoltà di Lettere, dato la scarsa fama di cui gode riguardo gli sbocchi occupazionali. Sarei anche disposto a chiedere in segreteria se posso cambiare corso di laurea al secondo semestre per dare qualche materia e trovarmi avvantaggiato.

Allo stesso tempo voglio precisare che la mia famiglia è titolare di una azienda ben avviata, perciò non avrei problema a trovare lavoro, anche se le difficoltà economiche non mancano. Comunque nella situazione attuale non sarebbe possibile conciliare uni e lavoro perché le lezioni sono obbligatorie.

Non so più cosa fare perché per quest’anno i miei genitori hanno già pagato tutte le tasse universitarie e mi sento molto in colpa. Inoltre, ho paura che, prendendo posizione adesso, io possa deludere tutti, nonostante io sia già deluso da me stesso.

Sto vivendo una profonda crisi che mi rende immobile e incapace di impegnarmi come riuscivo un tempo.

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