Crisi personale e familiare dopo una storia finita ed una nuova non accettata

Inviata da Pesciolina il 18 ago 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Gentili Psicologi, sono una ragazza di 26 anni e mi rivolgo a Voi in quanto ormai da mesi vivo una situazione complessa, che non so come risolvere. Cinque mesi fa ho lasciato il ragazzo con cui stavo da 2 anni e mezzo. Un ragazzo serio, onesto, colto e dolce. La prima crisi si era verificata tre mesi prima in quanto notavo sempre più spesso una carenza di attenzione nei miei confronti. Nonostante vivessimo a pochi km l'uno dall'altra, durante la settimana era sempre troppo stanco per passare del tempo con me e addirittura non trovava il tempo per un saluto al telefono. Dopo la prima crisi, provammo a ricostruire il nostro rapporto. Lui fece indubbiamente alcuni sforzi per migliorare i suoi comportamenti. Tuttavia io mi ritrovavo ormai sempre più lontana da lui, con rammarico. Nel frattempo, svolgevo (e tuttora svolgo) il praticantato presso uno studio legale. Fin dall'inizio si era creato un ottimo rapporto con l'avvocato (dominus), che con il tempo da professionale diventò anche di amicizia. Nel periodo di crisi con il mio ragazzo mi trovai a confidarmi con lui, da pochi mesi separato dalla moglie con cui da molto tempo il rapporto era in crisi. Cinque mesi fa, dopo un litigio per motivi futili che fu però la famosa "goccia che fece traboccare il vaso", decisi di lasciare il mio ragazzo. Fu una decisione difficile. Lui mi implorò più volte di riprovare nuovamente ma non ci riuscii più. Intanto l'affiatamento con il mio dominus cresceva fino a quando un giorno ci ritrovammo abbracciati. A quel punto, mi confidò di essersi innamorato di me ma che se non avessi corrisposto quel sentimento avrebbe accettato la mia posizione. Io in quell'abbraccio provai un brivido ed un'emozione unica. Poco tempo dopo affrontai la questione con i miei genitori, con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto. Spiegai loro che provavo un sentimento per il mio dominus, quarantaquattrenne, separato e con un bambino, ma per me speciale. La loro reazione fu assolutamente negativa. Inizialmente decisi di troncare sul nascere quella relazione appena nata, ma non ci riuscii. Mi stavo innamorando di un uomo più grande di me, con una situazione familiare problematica, ma che mi capiva con uno sguardo e che mi dava un calore che ormai con il mio ex ragazzo si era assopito. Cominciai a vivere questa storia di nascosto, sentendomi ben presto disonesta con la mia famiglia e con me stessa. Pochi giorni fa ho trovato la forza di dire a mia mamma che ho una relazione con questa persona. Mi ha risposto che sarò sempre la loro figlia ma non lo accetteranno mai. Proprio il giorno dopo si è fatto vivo il mio ex ragazzo, chiedendomi un consiglio legale (sono laureata in giurisprudenza e a breve affronterò l'esame da avvocato). Così sono riaffiorati nella mente i momenti belli insieme a lui, sebbene negli ultimi tempi sentissi che mancava qualcosa. Ora provo un sentimento reale, autentico per un'altra persona ma vivo nell'ansia di litigare da un momento all'altro con i miei genitori e soprattutto penso che futuro potremmo avere: lui con me vede un possibile futuro, magari un matrimonio ed un bambino ,ma la mia famiglia non lo accetterà mai. In più il mio ex ragazzo mi ha chiesto di vederci un giorno di questi, da amici. Ho rifiutato. La verità è che temo di tornare insieme a lui solo perché la mia nuova storia è troppo complicata da vivere. Non so come fare. Sto vivendo malissimo anche perché il rapporto con la mia famiglia è ormai rovinato e questo mi ferisce molto.

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Gentile ragazza,
il tuo nickname e i tuoi 26 anni danno già un'idea di come tu possa sentirti disorientata in questo periodo nebuloso della tu vita.
La giovane praticante (delusa e bisognosa di attenzioni) e l'avvocato (dominus) maturo e affermato (per giunta separato e con un figlio) è un classico: tutto troppo scontato! Pur nella situazione di bisogno (emotivo-affettivo), per fortuna qualche dubbio è venuto anche a te che capisci molto più di leggi che di psicologia!
Anche se adesso l'avvocato è premuroso, empatico, protettivo e il resto ti sembra poco importante, questa relazione nasce già male in partenza e l'avvocato lo sa molto bene, motivo per cui si è cautelato mettendo, come si suol dire, "le mani avanti" col dire che accetterebbe un tuo rifiuto!
Personalmente, come avrai capito, la penso esattamente come i tuoi genitori e penso anche che invece di avviarti per una strada piena di difficoltà e problemi futuri procedendo alla cieca, prima di ogni decisione dovresti intraprendere una esperienza di psicoterapia per una tua crescita personale e per comprendere innanzitutto da dove nasce il tuo marcato bisogno di ricevere attenzioni.
Nel frattempo faresti bene ad incontrare "da amica" il tuo ex ragazzo: può darsi che affrontare le tue paure e parlare da una prospettiva diversa con lui di ciò che non ha funzionato possa già aiutarti a capire delle cose.
A mio avviso, le scelte sentimentali non dovrebbero essere frutto di un ripiego ma di decisioni responsabili partendo però col piede giusto e cioè in un modo che non sia "pregiudizievole".
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Pesciolino,
mi arriva forte e chiara la sensazione di una grande confusione in cui ora, forse, ti senti immersa. Il punto è che sempre e comunque, chi ha l’ultima parola rispetto alla nostra vita siamo solo e soltanto noi stessi. È bello potersi confidare e confrontare, ma il verdetto finale, specialmente rispetto a situazioni importanti, è solo il tuo. Avere una rete familiare ed amicale che ci sostiene è una grande risorsa, che tu giustamente hai attivato sentendoti in difficoltà, ma che non deve oscurare la tua capacità di ascoltarti e capire cosa provi fino in fondo. Credo che per questo sia importante che tu possa partire da te stessa, dal fare tu per prima luce rispetto ai tuoi sentimenti ed ai tuoi desideri: cosa ti aspetti tu per il tuo futuro? Cosa desideri tu da una relazione? Ogni scelta che facciamo comporta pro e contro…ma il punto è: questo è quello che ci rende felici, nel rispetto di noi stessi? Ho la sensazione che in queste parole, tra queste righe, in questo momento di indecisione, faccia fatica a trasparire la questione più importane: TU. Non esistono regole ferree per quello che è giusto o sbagliato, ma esiste certamente ciò che è giusto e sbagliato per te stessa rispetto a quello che tu desideri e provi.
Ti invio un caro abbraccio
Dott.ssa Anastasia Zottino
Psicologa
Aprilia (LT)

Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologo a Aprilia

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Cara ventiseienne, chiamarti pesciolino lo trovo ridicolo, temi il giudizio dei tuoi genitori, ed è abbastanza normale in una persona che non ha ancora raggiunto l'autonomia e si è emancipata dalla famiglia di origine.Dici di provare un sentimento vero per questa persona, ma la paura delle difficoltà che questa storia comporta, potrebbe spingerti nelle braccia del tuo ex,giusto?...
Stai crescendo cara pesciolina, e stai imparando ad affrontare i problemi che la vita comporta.
Vivi questa storia, ogni amore ha il suo tempo. I tuoi genitori fanno il loro mestiere, ma non possono impedirti di crescere, di fronte alla tua determinazione, non potranno fare altro che accettare il tuo amore per quest'uomo, se ti rispettano.
Incontra il tuo ex, devi imparare ad affrontare le tue paure, non lasciare mai nulla in sospeso, solo così potrai capire ciò che vuoi veramente e ciò che per te è importante.
Dott.Maria Tinto
Psicologa clinica e consulente sessuale

Psi-Dunamis - Dott.ssa Maria Tinto - Psicologa e Consulente Sessuale Psicologo a Grottaferrata

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