Crisi giovanili

Inviata da Lidia52 · 8 giu 2021

Salve psicologi, vi scrivo in un attimo dettato da un flusso di coscienza straordinariamente ricco di sentimento e dalla voglia di capire come potrei guardare ai miei scontri con maggiore consapevolezza. Ho 17 anni, sono in una crisi ormai da tempo; la mia anima è pervasa dalla scatenata tempesta del sapere, dalla miriade di pensieri che produco e che vorrebbero ottimizzarsi attraverso l’arte. Fondamentalmente già lo faccio: scrivo nel mio diario, ogni tanto pubblico delle poesie sul mio profilo social, leggo grosse quantità di libri e sono aperta ad ogni tipo di esperienza. Amo recitare e frequento un corso di teatro locale. Ecco, il problema risiede nell’ostacolo della mia famiglia, che vede tutto questo come una scemenza, vedono nei miei discorsi di attualità e dalla mia continua voglia di confronto(ormai con loro, non più) un vecchiume inaudito, come se solo gli adulti dovessero prendersi la briga di argomentare. Loro purtroppo sono maledetti da una mente chiusa e che non vogliono provare ad aprire, non credono in me e ad ogni mio progetto. Da loro mi sento abbandonata, non hanno alcuna voglia di affiancarmi, di provarmi a capire, ho notato che hanno perso la voglia di crescermi dal momento in cui ho iniziato ad avere una mia visione della vita, quindi da quando sono diventata adolescente, verso gli 11/12 anni. Se per loro ho smesso di farmi il sangue amaro, il caos tuttavia non è finito: dipendo ancora da loro, e vorrei andarmene via di casa il più presto possibile. Fortunatamente mi danno la possibilità di frequentare l’università, e so già che sarà un delirio dal momento in cui comunicherò loro che probabilmente voglio studiare cinema. Vorrei trovare un modo per stare tranquilla e in pace con la mia vita, vorrei distendere i miei pensieri e benedire i miei sentimenti stando da sola, almeno lontano da casa. L’unico modo che avrei sarebbe lavorare per qualche anno finita la scuola, visto che il mio diploma me ne darebbe ampiamente la possibilità, ma ho un’altra paura che mi blocca. Non saprei fare minimamente il mio lavoro. Sto studiando per ragioneria, ambito nel quale mi sento una incapace, ho sbagliato scuola ma me ne resi conto troppo tardi. Cosa dovrei fare se messa lì non sapessi svolgere le scritture in partita doppia? Eppure sopportare, mettere dei soldi da parte, per poi frequentare quell’università che dista un po’ da casa mia e affittare anche solo un monolocale, renderebbe la mia vita decisamente più serena. Sto vivendo questa situazione con molto stress, queste continue batoste dai miei genitori, questo continuo minare la mia autostima, questa mia preoccupazione per il lavoro, l’inferno che regnerebbe ogni giorno solo perché vorrei lavorare nel mondo dell’arte. Questa mia dipendenza economica mi sta distruggendo. Vorrei trovare un modo per analizzare con maggiore tranquillità le situazioni, per prendere decisioni con più consapevolezza prima che inizi a fare scelte sbagliate.

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Miglior risposta 9 GIU 2021

Salve Lidia,
le scelte "sbagliate" sono etichettate come tali solo dopo averle vissute, inizialmente erano solo scelte... questa è una prima formula per approcciarsi alla consapevolezza: vivere per capire. In questo momento delicato della tua esistenza ti stai (consapevolmente o meno) approcciando ad una rivoluzione che consiste nel passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta. Ciò comporta inevitabili dubbi, tentennamenti, paure di sbagliare e timore per il futuro...perché sei una persona sensiente e profonda con tante risorse da mettere in gioco. Se non avessi questi ingredienti a condire le tue giornate potresti non avere il giusto carburante per vivere al meglio il tuo futuro, ricco di opportunità ed ancora non scritto. La prima consapevolezza su cui ti invito a riflettere è che "tutto scorre", nulla è immutabile: dai nostri stati d'animo alle situazioni di vita, dagli affetti agli interessi, ecc.. Questo non vuol dire non legarsi a nulla, anzi, vuol dire vivere i cambiamenti circostanti e dentro di noi con elasticità, così da potersi adattare ad ogni situazione senza eccessivamente preoccuparsi di quanto raggiunto o ancora da raggiungere, perché produrrebbe delle aspettative irreali che ancora devono concretizzarsi e quindi ancora non esistono. É bene avere chiari degli obiettivi da seguire come una bussola, ma è impensabile seguire la "rotta" in linea retta senza tener conto delle perturbazioni di onde, vento, ostacoli fissi o in movimento. Costruisci il tuo percorso un passo alla volta, come un funambolo che per andare da un capo all'altro della fune ha bisogno di "creare" piccoli cambiamenti della propria condizione, con ogni singolo passo, e conservare il proprio equilibrio a seguito di tali mutazioni, per non cadere, consapevole che sotto di sé vi è una rete di affetti pronta a sostenere eventuali cadute.

Ti auguro il meglio, cordialmente
Dr. Biagio Granata

Dr. Biagio Granata Psicologo a Napoli

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9 GIU 2021

La tua lettera è quasi commovente, tanto è percorsa dai flutti e dalle correnti ondivaghe dell'adolescenza. Passerà. In ogni caso devi sempre avere in mente quanto TU pesi sui tuoi genitori, se non sulle loro tasche sulla loro mente. In pratica, invece di cercare o lottare per o contro la loro approvazione, tirati su le maniche e comincia a darti da fare!!
Molti auguri per il "Cinema", mi ricorda il titolo di una canzone: uno su mille ce la fa, potresti essere tu! ;-) uno psicoterapeuta potrebbe esserti di aiuto per calmarti un pò. Buone cose

Dott. Pier Luigi Rocco Psicologo a Udine

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9 GIU 2021

Buongiorno Lidia, le consiglio di intraprendere un percorso psicologico cosicché possa trovare la soluzione più adatta a lei in questo momento. Per esempio mettendo nero su bianco le varie possibilità e valutandole attraverso un problem solving, individuando pro e contro di ognuna di queste possibilità, arrivando così alla scelta ottimale.
Resto a disposizione se ha dei dubbi o se desidera maggiori informazioni.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Lombardi

Dott.ssa Stefania Lombardi Psicologo a Cascina

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9 GIU 2021

“La mia è una visione apocalittica. Ma se accanto ad essa e all'angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare.”
(Pier Paolo Pasolini)

Questo conflitto è prezioso perchè forse è il miglior carburante possibile per i tuoi desideri, per le tue future creazioni, quali esse siano. Abbine cura.

Dr. Gabriele Calsolaro - Psy.Home Psicologo a Maglie

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9 GIU 2021

Gentile Lidia,
Mi spiace che in questo momento della sua vita si sente sola e nn capita, soprattutto dalla sua famiglia;
Percepisco che da questo resoconto che ha fatto ci sia tanto altro,
Le consiglio di pensare a un inizio di un percorso psicologico per dare voce ai suoi vissuti , capirli e dare un nome alle sue paure e dubbi ma soprattutto per prendersi uno spazio d'ascolto tutto suo.
Dott.ssa Daniela Canacari

Daniela Canacari Psicologo a Roma

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9 GIU 2021

Cara Lidia,
complimenti per la tua determinazione e ambizione nonostante la disapprovazione dei tuoi.
Anche se dentro ti senti logorata in quanto vorresti essere appoggiata e rincuorata.
C'è un hobby o interessi che hai in comune con i tuoi?
Che tipo di routine familiare avete?
Ti suggerirei di migliorare la qualità della relazione con i tuoi, cercando un canale comunicativo in base agli interessi comuni che avete oppure costruendoli.
Non parlargli della tua passione in primis ma vedrai che dopo che sarà migliorata la relazione in famiglia loro si interesseranno dei tuoi progetti.
Ci sono tanti lavori che potresti fare, non per forza la commercialista, per mantenerti nel caso in cui non ti vorranno aiutare economicamente( vedrai ti aiuteranno e appoggeranno in futuro).
I tuoi magari data la tua giovane età vedono il ll tuo solamente un sogno ma tu, invece, se è ciò che ti piace investi per farlo diventare realtà.

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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9 GIU 2021

Ciao Lidia.
Allora facciamo un po di ordine: hai correttamente descritto la fase di vita che stai attraversando caratterizzata da una crisi profonda che sicuramente si risolverà. Detto ciò mi focalizzerei un attimo sulla tua modalità ti comunicazione e approccio alla tua famiglia, come dici tu sono di un '"vecchiume inaudito" a maggior ragione hanno bisogno di sapere le cose con maggior chiarezza e spiegate con una certa tranquillità quindi io credo fermamente che se il tuo comportamento cambiasse nei loro confronti armandoti di pazienza sicuramente comprenderebbero le tue scelte, ricorda che i genitori vogliono sempre il bene dei figli e in questo caso capiranno. Per quanto riguarda il percorso di studi che stai facendo io ti dico di portarlo a termine e di non fare una scelta per quanto riguarda il percorso universitario dettata dalla fretta e dalla voglia di scappare di casa, peggiorerebbe solo la situazione e la tua autostima, perciò lavora sulla comunicazione con la tua famiglia. Per qualsiasi dubbio sono a disposizione.
Dott.ssa Valentina Taglialatela psicologa clinica

Dott.ssa Valentina Taglialatela Psicologo a Mondragone

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