Crisi, famiglia e università

Inviata da C. · 8 ago 2016 Crisi esistenziale

Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni. Vi scrivo perché sto affrontando una serie di difficoltà nello studio e negli impegni in generale. Vi sembrerà una soap opera. Tutto è cominciato da fatti gravi successi nella mia famiglia, ovvero il tradimento di mia madre verso mio padre con un altro uomo (o non so se più di uno). Quando mio padre l’ha scoperto, è cominciato il suo tentativo disperato di salvare il matrimonio, accecato anche dal comportamento manipolatorio di mia madre che per riguadagnare la sua benevolenza/fiducia ha cercato in tutti i modi di mettere in cattiva luce me a suo favore, spesso con bugie costruite a tavolino. Questo ha toccato l’apice quando sono stata mandata via di casa, sempre secondo il piano di mia madre (dopo periodi in cui io comunque ogni tanto andavo da mia nonna perché casa mia era invivibile). Tornare da mia nonna paterna era impossibile in quanto mio padre mi minacciò che l’avrei pagata cara se mia nonna fosse venuta a sapere dei tradimenti di mia madre, in quanto lui voleva a tutti i costi mantenere l’immagine di coppia felice e unita con tutto il resto della famiglia. Allora si è presa carico di me mia sorella maggiore, che all’epoca già conviveva col suo compagno. Ho vissuto da loro per 3-4 mesi sentendomi comunque un peso, nonostante l’ospitalità che mi hanno dimostrato in quel momento difficile. Nel frattempo io comincio ad accusare sintomi di depressione come tristezza, senso di solitudine e incapacità nello studio. Sfortunatamente tutto ciò cadeva proprio nel periodo dei miei ultimi esami della triennale, che sono stati durissimi da preparare vista la mia condizione emotiva. Nello stesso periodo ho chiuso il rapporto distruttivo che avevo con un ragazzo che non faceva altro che mortificarmi con critiche su qualsiasi cosa, sia sull’aspetto fisico che sulle mie capacità. Anche a questo penso siano dovute le mie attuali difficoltà.
Nel frattempo ad aprile avevo fatto un test per la magistrale e scoprii di essere stata presa, così a settembre mi sono trasferita a Milano entusiasta di avercela fatta nonostante tutto e tutti.
Durante tutto l’anno scorso sono stata seguita dalla mia psicologa che mi ha aiutato molto, spesso facendomi andare anche gratis per sostenermi. Con il trasferimento a Milano ho purtroppo interrotto la terapia che ora dovrò riprendere.
Durante l’inverno a Milano, nonostante la lontananza dai miei genitori e gli amici nuovi, ho continuato comunque ad accusare sintomi di depressione, che si sono intensificati durante le vacanze invernali quando sono tornata a casa, soprattutto per l’aver scoperto che quando mia madre mi aveva fatta mandare via di casa, era stato per poter tradire ancora mio padre indisturbata. Dopo questa scoperta la mia rabbia verso di lei per il male che mi aveva fatto è triplicata e tuttora abbiamo un rapporto ridotto al minimo dialogo. La mia rabbia è indirizzata ovviamente anche a mio padre per essere stato così cieco e aver assecondato in tutto e per tutto mia madre, a spese mie. Ovviamente la prima sessione di esami è andata male facendomi perdere la fiducia e l’autostima nelle mie capacità. Amo andare a lezione ma ogni volta che mi devo mettere sui libri ricado nello stato d’animo penoso di solitudine in cui mi sono trovata l’anno scorso e siccome sono convinta di non farcela, la qualità del mio studio non può che essere mediocre. Ovviamente è un circolo vizioso perché meno studio meno successo ho e questo va a riconfermare la scarsa autostima nelle mie capacità. Ora i miei genitori fanno vedere a tutti che vanno d’accordo e stanno bene, spesso parlano di separarsi ma poi non lo fanno e in pubblico fanno la coppia felice. Questa ipocrisia mi da il vomito e soprattutto il fatto di doverla assecondare.
I miei non capiscono il mio malessere e credono sia solo dovuto allo studio, io credo invece che l’anno scorso siano successe molte cose distruttive che sono state poi interrotte col mio trasferimento a Milano, ma non ho avuto il tempo di elaborarle quindi me le sto portando dietro. Vorrei riprendere fiducia nelle mie capacità così come con il rapporto con le altre persone, visto che con i fatti successi a casa mia mi sono un po’ chiusa.
Mi piacerebbe avere un vostro parere su tutto questo casino che sto attraversando, in attesa di riprendere la mia terapia a settembre.

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Miglior risposta 8 AGO 2016

Gentile Signorina,
la sua sofferenza è tangibile e lo stato dell'umore basso che Lei accusa è riconducibile ai fatti che ha raccontato. Forse in Lei il disagio dovuto alla forte delusione riguardo una figura fondamentale per una ragazza, sua madre, la porta ad una flessione negativa anche riguardo la realizzazione della sua vita personale di giovane donna. Come se fosse venuta meno una possibilità identificatoria importante.Ma queste sono solo delle ipotesi... Questo mese passerà presto, abbia pazienza e riprenda con vigore la sua terapia a settembre e vedrà che con calma e molta pazienza riprenderà il filo salutare anche con se stessa e le sue faccende prioritarie.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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14 AGO 2016

Gentile C.,
il tuo disturbo dell'umore spiega lo scarso rendimento nello studio e questo rinforza un circolo vizioso come anche tu hai riconosciuto.
Nel tuo contesto familiare vi è un "incastro" tra i tuoi genitori con una madre egocentrica e narcisista ed un padre succube e preoccupato di salvare solo le apparenze.
Hai fatto bene ad interrompere il rapporto con quel ragazzo che influiva negativamente sulla tua già scarsa autostima che dovrà essere risollevata con l'aiuto della psicoterapia di cui hai un grande bisogno.
Se, come è presumibile, i tuoi ti manterranno agli studi e ti pagheranno la psicoterapia, questo è comunque già un buon motivo per non esasperare gli scontri quando torni a casa.
Devi avere pazienza e andare per la tua strada a costruire il tuo futuro senza scoraggiarti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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10 AGO 2016

Cara C.,
.sei vissuta con una madre con caratteristiche narcisistiche ed un padre con un disturbo complementare (diciamo che tua madre ha fiutato il "pollo" da manipolare facilmente).
Sei stata tanto abituata a critiche e denigrazioni in casa che, per abitudine, ti sei andata a prendere un ragazzo simile a mamma.
Purtroppo, sino a quando non sarai economicamente autonoma, difficile uscirne, sia perché sei costretta ad avere a che fare con la famiglia origine dei tuoi guai, sia perché ti hanno arrecato dei danni emotivi per la cui cura ci vuole la psicoterapia, e quindi indipendenza economica.
Hai tutta la mia comprensione ma,se ti può un po' consolare, il legame con la famiglia prima o poi passa ed i tuoi problemi emotivi prima o poi, con la terapia, andranno a diminuire.
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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