crisi esistenziale e scelta del terapeuta

Inviata da Eleonora · 16 ott 2012 Crisi esistenziale

Mi chiamo Eleonora
ho 34 anni e vorrei semplicemente esternare una mia difficolta'. Lavoro nel campo sanitario e conosco abbastanza bene i vari approcci e orientamenti psicoterapici e su quali aspetti della persona fanno leva , eppure , in questa difficile fase della mia vita non riesco a prendere una decisione sulla scelta del terapeuta e della terapia da seguire. Ho attraversato nel passato momenti drammatici personali e familiari e li ho superati brillantemente attraverso una grande fede e attraverso un'approccio e una inclinazione profonda di tipo transpersonale, sono sempre stata vicina piu agli aspetti umanistici e spirituali dell'essere umano che non a quelli clinici e questo mi ha fatto spesso ritrovare la via anche nei momenti duri della vita e mi ha sempre permesso di entrare in sintonia empaticamente con gli altri che mi circondavano .
Ecco, oggi, la vita mi sottopone davanti a delle nuove sfide e a delle scadenze che richiedono un approccio più concreto e materialista, sento di aver bisogno di fare un percorso psicoterapico perché' ci sono delle "dinamiche" interiori che hanno prodotto dentro di me una sofferenza, specie in campo sentimentale e ci sono aspetti della mia vita che vorrei comprendere e cambiare e la fede da sola e le mie risorse interiori oggi da sole non bastano. Ma , esplorando i vari panorami di psicoterapie e di professionisti non riesco a trovare qualcosa che vada bene per me , sono assalita da mille dubbi . Sto cercando un terapeuta che mi aiuti a "fare un pezzo di strada "insieme aiutandomi a risolvere i miei problemi senza pero' farmi impelagare eccessivamente in rimuginazioni labirintiche e percorsi lunghi e alinienti tipo psicoanalisi. Mi piacerebbe trovare un professionista che mi aiuti a "costruire" una migliore autostima duratura nel tempo senza destrutturare il mio lato "spirituale" e senza farmi sentire intrappolata in una diagnosi clinica ...Ma, nei vari colloqui di conoscenza, uno mi dice che se non prendo il farmaco per la depressione in contemporanea alla psicoterapia sara' tutto molto doloroso e difficile, un altro dicesi disposto a darmi dei compiti tecnici da fare a casa per migliorare la qualita' della vita, un altro ancora mi guarda come se fossi un animale strano scollegato dalla realta' e mi porta a guardare soltanto i problemi e le cose che non funzionano Mi piacerebbe trovare un terapeuta capace di spaziare tra le diverse sfumature dell'animo umano e la cui sensibilita' e professionalita' possa essere compatibile con me . Scusate, so che chiedo tanto ....

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Miglior risposta 25 NOV 2013

Gentile Eleonora,
la difficoltà di cui parla è decisamente legittima. Ogni terapeuta sceglie il proprio orientamento più vicino possibile al proprio modo di essere, cosi come ogni persona ha diritto a scegliere un tipo di appoccio vicino alla sua prospettiva di vita. Mi sento vicina alla sua insoddisfazione poichè come terapeuta ho spaziato in vari approcci ed oggi seguo felicemente un orientamento psicoanalitico relazionale/ intersoggettivo/ del sè che considera l'ntegrità della persona, ma soprattutto rispetta tempi e inutili forzature. Uno fra i tanti scopi della psicoterapia è quello di integrare aspetti e sfumature di sè "soggettivi" tipici di quella specifica persona non di dicotomizzarli come la mente spesso fa creando grandi disagi.Inoltre il tutto avviene in un contesto relazionale ed intersoggettivo in cui la co-costruzione tra terapeuta e paziente è lo sforzo empatico è rilevante. Personalmente non credo che per acquisire una buona autostima ci siano tempi brevi a meno che la persona non sia già ad un buon passo della sua conoscenza ma anche questo aspetto può essere discusso e sicuramente negoziabile.L'aspetto umano è privilegiato nel mio orientamento ma credo che questo sia prerogativa del terapeuta. Inoltre, oltre l'approccio le suggerisco di non trascurare la sintonia che sente nei confronti di un terapeuta.Un caro saluto

Dr.ssa Marialba Albisinni Psicologo a San Cesareo

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3 SET 2013

Gent.le sig.ra Eleonora, ho letto attentamente la sua richiesta e, come sempre quando c'è molta sofferenza e dignità in ciò che si scrive o dice, il lato umano e la prifonda sensibilità emergono immanenti.
Ora tutti i miei colleghi sono persone straordinarie, votate al prossimo in una professione di aiuto davvero molto delicata; ognuno di noi sceglie per convinzione paradigmi diversi, specializzazioni che seguono correnti psicoanalitiche, cognitivo comportamentali, sistemico relazionali ma tra le tante validissime La invito ad approcciarsi ad un approfondimento sul umanistico fenomenologico che è spesso croce e delizia di molti colleghi e che trova nel suo profondo ad antico radicarsi forse la risposta alla sua richiesta. Faccia pertanto qualche riflessione in merito ed approfondisca la sua già buona cultura in merito, troverà di certo un mondo che forse non conosceva e profondamente vicino a lei.
Non posso non confermare che, in questa professione, è di primaria importanza il rapporto interpersonale per cui, a prescindere dai modelli e/o paradigmi la persona resta sempre al centro del tutto.
Buon cammino..

Ancona Fulvio Psicologo a Napoli

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23 OTT 2012

Rinnovo i miei ringraziamenti a tutti gli psicoterapeuti dei diversi orientamenti psicoterapici,che hanno risposto alla mia mail con estrema cura, empatia e disponibilità' umana .Grazie alle vostre risposte vedo le cose in maniera più chiara e mi sento molto più orientata e sicura rispetto all'idea di iniziare un percorso . Siete dei professionisti straordinari, grazie.
Eleonora

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22 OTT 2012

gent.le Eleonora,
è più che legittimo chiedere ciò di cui si ha bisogno con chiarezza, piuttosto che gettarsi nel mucchio a caso e poi tirare conclusioni affrettate e generalizzate e fermarsi lì.
Il sentirsi "al proprio posto", "comodi sulla poltrona di terapia" non è dettato solo dal tipo di approccio psicoterapeutico, ma da molte altre variabili, tra le quali, come lei stessa scrive, una buona alleanza terapeutica, relazione affine, modo di fare, linguaggio comune, tempi, modalità di comunicazione e il vissuto di sentirsi accolti, ascoltati, compresi in profondità.
Ne esistono molti di orientamenti nella nostra professione, come lei già conosce.
Potrebbe far al suo caso un indirizzo cognitivo comportamentale, sistemico relazionale o comunque di psicoterapia breve. Con un/a terapeuta che le piaccia.
cordialmente

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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18 OTT 2012

Cara Eleonora,
non chiede affatto troppo!
Lei chiede ciò che le spetta e niente più.
E' giusto desiderare un luogo protetto, caldo, accogliente, di fiducia, ma anche costruttivo, dove ritrovare sè stessa e un nuovo equilibrio.
Come dice bene, ci sono tanti approcci, tanti professionisti e tanti modi di tradurre le stesse teorie.
Come la vita, anche la terapia è una danza, dove ciascun ballerino è responsabile di quanto accade, della bellezza della danza, della grazia, della congruenza, dell'affinità.
Questa condizione d'elezione non è così comune e non si sviluppa al primo incontro, ma in qualche modo si affina col tempo.
Certo credo che, un pò come un abito, ci sono terapie e terapeuti che d'impatto, per modalità relazionali, per stili di vita e concezioni personali, ci corrispondono di più e questo è il primo prerequisito, poi però i ballerini devono affinare la conoscenza reciproca e le rispettive qualità, per poter volteggiare insieme in un percorso coerente, fruttuoso e leggiadro.
Insomma, deve avere fiducia e pazienza, cercare intanto un terapeuta che d'impatto le corrisponda per tipo di teoria e trattamento e poi andare a verificare se quella danza le piace e da quale parte la conduce.
Può darsi che i primi tentativi non vadano a buon fine, ma in verità:
nessuno sforzo è mai perso, qualunque relazione le insegna qualcosa e aggiunge a quanto già sperimentato.
Un grande in bocca al lupo!

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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18 OTT 2012

Buon giorno Eleonora,
penso che i suoi dubbi e le sue esperienze la stiano già portando verso il professionista giusto. Lei non chiede troppo, nè a noi nè a lui: le esigenze che ha manifestato sono tutte corrette, senza di esse nessun rapporto terapeutico degno di questo nome può nemmeno muovere i primi passi. E l'avvio di un percorso di questo tipo è una fase delicata e importante, che può condizionare quanto verrà dopo. Le consiglierei di escludere quanti "a pelle" non le danno le sensazione di accoglienza e rispetto di se di cui ha bisogno. Nel suo caso propenderei per un orientamento psicodinamico, ma penso che la priorità nella scelta vada data alla persona del terapeuta e alla sua modalità relazionale più che all'orientamento. Continui a tentare e abbia fiducia nel suo istinto, capirà qual è il professionista adatto a lei.
Buona scelta e buon viaggio alla scoperta di sè.
Dr.ssa N. Bergamin

Dott.ssa Nadia Bergamin Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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17 OTT 2012

Gentili Dottori
vi ringrazio immensamente per il vostro prezioso aiuto e per avermi capita . Il fatto e' che ho fatto tante esperienze diverse nella mia vita e questo ha arricchito molto il mio bagaglio personale di conoscenze e di consapevolezza . Nei miei pochi colloqui fatti con degli esperti purtroppo non ho sentito a "pelle" quella accoglienza empatica e indiscriminata che vorrei trovare in un terapeuta perche' ciascuno ,forse sulla base delle proprie competenze tecniche e professionali, e' subito pronto a dirmi "cio' che e' giusto per me " ... Ma io non sono una bambina , vorrei essere accompagnata in una crescita e nella risoluzione di alcuni problemi ..non schiacciata nella mia individualita' . Grazie ancora per i vostri spunti di riflessione

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17 OTT 2012

Buongiorno Eleonora.
Credo che scegliere un terapeuta sia un "compito" complesso e affascinante. Il terapeuta è colui che accompagna nei meandri dell'anima senza lasciare da soli, ma anche senza sostituzioni e infantilizzazioni. Credo inoltre non sia fondamentale l'approccio teorico, ma la relazione, come si sta in seduta con quel determinato terapeuta, permettendosi però un assaggio reciproco prolungato. L'analisi non deve per forza essere un processo alienante, ma è un camminare insieme in paesaggi sconosciuti potendosi fermare là dove si desidera. Mi sembra importante chiedersi allora di fare un passo alla volta e di lasciarsi incuriosire dal viaggio verso se stessi.
Le auguro una buona scelta e un buon cammino.
Cordialmente.
Elisabetta dr.ssa Romanò

Centro Di Psicoterapia Dr.ssa Elisabetta Romanò Psicologo a Novate Milanese

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17 OTT 2012

Cara Eleonora, non sta chiedendo tanto... e ha già fatto, inconsapevolmente, una piccola selezione e ha già stabilito quali tipi di psicoterapie non vuole fare: ha escluso la psicanalisi e la terapia cognitivo-comportamentale.Io però mi chiedo: non è che tutte queste tipologie di psicoterapie non sono adatte alle sue difficoltà perchè lei non è ancora pronta per iniziarne una? Quanto è davvero pronta?
Provi a contattare un terapeuta sistemico-relazionale della sua zona.
Dott.ssa Pasqualina Grillo

Dott.ssa Pasqualina Grillo - Psicoterapeuta Psicologo a Capodrise

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17 OTT 2012

Gentile Eleonora,
dalla sua mail emerge davvero molta confusione. Personalmente credo che, più che focalizzarsi sul tipo di approccio, lei debba focalizzarsi sulla persona: una persona che sia in grado di accogliere la sua sofferenza anziché proporle delle soluzioni, che l'accompagni lungo il percorso anziché indicarglielo, una persona a cui sente di potersi affidare.
Probabilmente dovrebbe orientarsi verso chi ha una formazione psicodinamica/psicoanalitica (oggi la psicoanalisi non è più quella dei percorsi infiniti) perché chi ha questo tipo formazione è più allenato a guardare alle dinamiche sottostanti i sintomi.
Nella speranza di esserle stata d'aiuto
dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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17 OTT 2012

Buongiorno Eleonora,

quello che pone è un quesito significativo poiché la scelta del terapeuta col quale iniziare un percorso insieme è molto delicata. Il fatto che lei si sia informata e conosca i differenti approcci teorici le permette di avere idee più chiare su quali professionisti orientarsi, ma avendo già fatto alcuni colloqui si sarà resa conto del fatto che diviene fondamentale trovare la persona adatta a sé, il terapeuta col quale stabilire una buona relazione. Tale aspetto è fondamentale per poi poter lavorare insieme proficuamente. Sicuramente ci saranno anche delle resistenze che la portano a non riuscire ancora a trovare tale psicoterapeuta. Le consiglio, Eleonora, di non demordere e di continuare in questa sua ricerca, senza farsi spaventare dalla durata del percorso poiché lei potrà condividere con il terapeuta degli obiettivi sui quali lavorare, confrontarsi e concordare su come procedere.
Avendo buone risorse personali le suggerisco dunque di non perdere l'occasione di migliorare il suo benessere e la qualità della sua vita e di intraprendere un percorso terapeutico, facendo un pezzo di strada più o meno lungo con un professionista.
Rimango a disposizione per ulteriori domande e chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Barbara Testa, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Barbara Testa Psicologo a Como

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17 OTT 2012

Gentile Eleonora,
la sua domanda mi sembra assolutamente legittima e in nessun modo esagerata. Le descrivo rapidamente il mio approccio perché, ovviamente è quello che impiego ogni giorno, ma soprattutto è quello in cui mi ritrovo e mi sento a mio agio. Non so se ha mai sentito parlare della psicologia del sé di Kohut, né intendo iniziare qui una vera e propria trattazione teorica dettagliata che potrebbe risultare tediosa.... In breve questo approccio si basa sull'empatia, come unico metodo di indagine e strumento di lavoro con l'altro (cioè il paziente), e sull'elaborazione delle problematiche legate all'autostima che vengono considerate veri e propri deficit narcisistici. Siamo nel filone della psicoanalisi, ma non quella ortodossa cui lei accenna, i famosi dieci anni di terapia con 4 sedute settimanali, bensì quella contemporanea, che proprio dalle idee di kohut ha preso forma. L'indagine sul nostro passato è molto importante, nessuno di noi sarebbe quello che è senza la propria storia; questo non vuol dire che solo di questo si debba parlare in terapia!
penso che lei sia pronta per un fecondo percorso di analisi, mi sembra ci sia in lei una forte motivazione e una buona capacità introspettiva, che sono due elementi fondamentali per un buon percorso terapeutico. Se pensa le possa interessare il mio approccio e se lei è di roma mi contatti pure tramite il sito, altrimenti cercherò di aiutarla a cercare qualcuno nella sua zona che abbia questo orientamento.
Un caro saluto
Dr.ssa Alessia Scipioni

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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17 OTT 2012

Cara Eleonora, sei stata molto chiara nell'esprimere dubbi, episodi, necessità. Non farti spaventare da chi ti ha fornito "spot di consigli". Un buon terapeuta, una buona relazione terapeutica ed un buon lavoro su se stessi non stanno tanto nell'orientamento del professionista, ma nella qualità dell'interazione e nella motivazione. L'empatia è un altro elemento fondamentale, peraltro da te stessa citato. Prova a consultare la Nostra Guida ed a vedere chi lavora nella tua zona. Prova. Con i miei migliori auguri, un saluto. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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17 OTT 2012

Eleonora, la grande fede, l'inclinazione transpersonale, l'empatia, gli aspetti umanistici e spirituali dell'essere umano sono i tuoi strumenti privilegiati, faticosamente o naturalmente costruiti negli anni, saranno sempre con te. Scegli con quelli con chi fare un pezzettino di strada in più. E' con quelli che troverai la tua una persona.

Dott.ssa Luisa Ghianda - STUDIO LG LIVE GENTLY Psicologo a Desio

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17 OTT 2012

Salve Eleonora,
effetivamente ci sono vari tipi di psicoterapie che si differenziano tra loro in base all'approccio utilizzato con il paziente e in base alle teorie di riferimento. Leggendo la sua richiesta mi sembra che il tipo di psicoterapia piu adatto sia quello umanistico ad esempio la psicoterapia della Gestalt si basa sulla relazione che si crea tra paziente e terapeuta e si basa sull'empatia.
Cari saluti

Rossella Chiusolo Psicologo a Aprilia

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17 OTT 2012

Cara Eleonora,
l'indirizzo che maggiormente risponde alle sue esigenze è quello psicodinamico; la sua preoccupazione nei confronti della tecnica potrebbe rappresentare una difesa nei confronti della terapia stessa, nonostante lei sia motivata ad intraprendere questo percorso. Non è tanto la corrente di appartenenza di uno psicologo-psicoterapeuta che lo definisce come quello giusto per noi, quanto un insieme di caratteristiche che ci fanno entrare in relazione con lui senza pregiudizi nè difese.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

Dott.ssa Elena Favole Psicologo a Cuneo

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17 OTT 2012

Al contrario io credo che lei chieda semplicemente quello che un terapeuta dovrebbe offrirle. Durante il primo colloquio, io dico sempre al mio paziente che è importante piacersi a vicenda, che si deve avere istintivamente subito la sensazione di poter lavorare bene insieme. Poi, ovviamente, la fiducia e una buona alleanza terapeutica arriveranno col tempo.
Io penso che un terapeuta di orientamento dinamico possa essere una buona risposta per lei, un terapeuta che possa insieme a lei andare in profondità rispettando la sua richiesta di non inoltrarsi all'interno di una psicoanalisi vera e propria, che l'aiuti a trovare le cause profonde del suo malessere puntando sulle sue risorse e qualità.
Le auguro ogni bene.
Cecilia Pompei

Dott.ssa Cecilia Pompei Psicologo a Modena

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17 OTT 2012

Gent.ma Eleonora,
lei non chiede affatto tanto, perchè ne va del suo benessere e della sua vita. Effettivamente ha un'ottima preparazione; conosce tanti approcci e gli accenni che fa lo rendono chiaro. Spesso questo non basta perchè siamo umani e spesso le risorse per un motivo o per un altro, emergono con piu' fatica allora si ha bisogno di essere aiutati, guidati.
penso che un approccio terapeutico adeguato sia costituito dalla persona che lo esplica e quindi dal terapeuta con tutte le sue qualità umane, in primis e poi specialistiche successivamente;
debba rispettare i singoli aspetti del paziente ed essere ad hoc per ogni singola persona, perchè al mondo si è tutti diversi.
Penso che debba far fede piu' che ad un approccio, alla prima impressione che il terapeuta che le suscita. Una buona allenza terapeutica si fonda non sulla tecnica bensì sullo scambio umano, empatico che si viene a creare tra terapeuta e paziente.
Se questo c'è la tecnica che il terapeuta proporrà sarà certamente accolta e il lavoro sarebbe molto collaborativo.
In bocca al lupo

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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17 OTT 2012

gentile signora Eleonora,
come avrà notato ogni terapeuta che contatta offre qualcosa di appettibile e comunque il gioco è sempre quello di "tirare acqua al proprio mulino" disorientando a volte persone già disorientate se non altro per la varietà degli approcci terapeutici e all'interno di questi anche per competenze ed esperienza molto diversa. I capitoli finali del recente "Il manuale pratico del benessere (edizioni Ipertesto) illustrano al lettore, in modalità molto concreta e pratica, le modalità di ricerca di un terapeuta adatto al proprio caso e aiutano a discernere - per quanto possibile- il terapeuta corretto dal "ciarlatano" neppure iscritto all'ordine professionale attracìverso vari indici facilmente individuabili dalla prima telefonata al primo incontro professionale.
dr Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo comportamentale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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17 OTT 2012

Gentile Eleonora,
credo che al di là dell'orientamento e dell'approccio che un terapeuta utilizza, ogni incontro terapeutico rimane un incontro tra due persone, una relazione che si crea immediatamente e che genera emozioni e vissuti in entrambi i protagonisti. Sebbene una persona si senta più adatta ad un certo tipo di lavoro piuttosto che ad un altro, è nella relazione che si definisce davvero quale lavoro si può fare. L'importante è che lei trovi un professionista da cui si sente capita, accolta, non giudicata e accompagnata in quel "pezzo di strada" che sente il bisogno di fare, senza forzarsi a percorrere sentieri su sui non si sente sicura. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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